Nuovo giro, nuovo fallimento. Un’altra azienda è stata bocciata per i lavori di riqualificazione dei giardini a lago. La telenovela continua e intanto la città e i cittadini restano senza la propria principale area verde.
I giardini resteranno così, recintati e inutilizzabili, almeno fino a primavera, ammesso e non concesso che la prossima azienda, quarta in graduatoria, sia quella buona. Non è scontato, perché è passato del tempo da quando la gara è stata fatta ed è plausibile che, come l’ultima ditta, anche altre richiedano di rivedere il progetto, adeguare i materiali, aggiornare i prezzi. E intanto Como resta in attesa.
Un cantiere costato 1.8milioni di euro giacerà ancora abbandonato, chissà per quanto, a testimonianza del fallimento e della superficialità del sindaco e dell’assessore competente, immobili già nella prima parte di questa triste storia, quando le problematiche erano sotto gli occhi di tutti. E menomale che l’assessore doveva piantare una tenda per controllare che tutto andasse liscio.
Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle
Livia Sarda, vicesegretaria PD cittadino
È una corsa ad ostacoli quella per le iscrizioni al nido Magnolia che, come deciso dal TAR il 27 maggio scorso, resterà aperto anche per l’anno formativo 2025/26. Solo ieri il Comune ha comunicato a tutte le famiglie la riapertura delle iscrizioni e che la pubblicazione delle graduatorie è posticipata al periodo dal 10 al 14 luglio. Le famiglie interessate dovranno comunicare entro il 24 giugno la loro eventuale volontà di iscrizione al nido Magnolia.
Ieri sera in Consiglio Comunale ho chiesto di anticipare il più possibile i tempi previsti per la formazione delle graduatorie per non creare difficoltà alle famiglie che devono potersi organizzare per tempo. Il sindaco ha assicurato che si sta facendo di tutto per ottemperare all’ordinanza. Sarà così, ma la fotografia della situazione ad oggi ci dice altro. Ci dice che ci sono voluti ben 20 giorni dall’ordinanza del TAR per inviare una mail in cui si comunica l’inevitabile riapertura delle iscrizioni e che ce ne vorranno altri 20, dal termine di presentazione della richiesta, per stilare le graduatorie. Ciò mette in gravi difficoltà tutte le famiglie poiché, per effetto delle nuove iscrizioni al Magnolia da parte di coloro che, in attesa della decisione al TAR, avevano iscritto i loro figli in altri nidi, si dovranno rifare le graduatorie di tutti i nidi.
Considerato che il TAR si è pronunciato il 27 maggio e che le graduatorie avrebbero dovuto essere pubblicate il 13 giugno, con un intervento più tempestivo da parte del Comune di Como si sarebbero potute fare le graduatorie aggiornate entro pochi giorni dalla scadenza del termine originariamente previsto. Così non è stato e tutte le famiglie sono ancora in attesa di sapere se i loro figli saranno accolti nei nidi comunali o se invece dovranno arrangiarsi in altro modo.
Stefano Legnani, consigliere comunale
“L’inizio dei lavori di riqualificazione dell’area abbandonata di via Castellini ci rende molto felici. È il risultato di oltre un anno e mezzo di presenza e di iniziative che hanno coinvolto anche l’ambito regionale del PD comasco e il comitato dei cittadini (un doveroso ringraziamento va a Romano Fasciani). E’ stato fatto un altro importante passo in avanti per smuovere la situazione: dopo una prima pulizia, ora il recupero dell’area degradata sembra finalmente concretizzarsi” dichiarano il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e il segretario del circolo di Como Convalle Alessandro Rossi.
“Ovviamente l’impegno non finisce qui, perché si tratta solo di un ottimo inizio. Una volta che l’area sarà sistemata, servirà lavorare per valorizzare la zona e lo spazio, di modo che possa essere finalmente messo a servizio dei cittadini e fruibile a tutti. Continueremo a monitorare la situazione e a impegnarci per un completo recupero”.
Grazie Casnate. Grazie sindaca Anna Seregni. Grazie per ricordare a tutti a cosa serve avere un’Amministrazione che pensa ai bisogni reali della comunità e che si mette a disposizione. Per usare la narrazione tanto cara al nostro sindaco: il comunello salva lo sport per i giovani, mentre Big Como ancora una volta chiude e scappa. Ancora una decisione unilaterale, di chiusura assoluta, disinteresse per i giovani. Giustificata solo dal punto di vista economico, come sempre bluffando, dato che i soldi a disposizione ci sono. E soprattutto ignorando che sapere gestire una città significa avere in mente sia il bilancio economico che il bilancio sociale delle proprie decisioni. A cosa servono le tasse di noi cittadini: per investire nei giovani e nello sport, o per alimentare i vani sogni di gloria personali dell’attuale sindaco di Como?
L’impegno di Casnate garantisce la stabilità della situazione per un anno. È importante iniziare a lavorare da subito per trovare una soluzione di lungo termine per uno dei luoghi di sport più belli e significativi della provincia.
Invitiamo tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e minoranza, a lavorare assieme per scongiurare la rovina del PalaFrancescucci. Noi ci siamo.
Daniele Valsecchi, Segretario cittadino PD Como
Patrizia Lissi, Capogruppo PD in Consiglio Comunale
Basta tenere bloccata la situazione, basta pesare sui cittadini. La diatriba tra l’Amministrazione e il Carducci ha visto oggi una nuova decisione, che ha dato nuovamente torto al sindaco e alla maggioranza. Il nostro pensiero, però, in questo momento, va alle continue cause legali. I cittadini sono stanchi di un contenzioso che tiene solamente bloccato un immobile, mentre associazioni, istituzioni, scuole restano in un’attesa che appare eterna. Senza contare la quantità di soldi pubblici che vengono impiegati per le cause legali. Invitiamo, pertanto, come fatto anche dal Giudice, entrambe le parti a un confronto civile e rispettoso per trovare una soluzione che consenta finalmente la piena fruibilità di un immobile per attività culturali e di studio per le quali è stato edificato. La città ha grande bisogno di spazi pere queste attività.
Non possiamo però non sottolineare che nell’ordinanza viene disposto al Comune di “cessare da qualsiasi attività che cagioni molestia e/o turbativa all’Attività dell’Associazione Giosuè Carducci Pro Cultura Popolare”. Di certo, avere un Amministrazione che ostacola l’attività di un’associazione culturale che tanto ha fatto per Como, non è accettabile.
Partito Democratico di Como e Svolta Civica
Nelle mense scolastiche di Como la qualità continua a non migliorare minimamente nonostante tutto quello che è già stato segnalato nei mesi scorsi (lische, vermi, mele marce, insetti, etc.). Siamo a livelli inaccettabili. Il vicesindaco Roperto continua a porsi in difesa del gestore del servizio anche con affermazioni piuttosto ridicole: ce ne ricordiamo alcune del tipo che se la mela è marcia o ci sono i vermi/insetti vuol dire che il cibo è naturale (bio?!). Lo ha fatto anche oggi, parlando dell’aspetto esteriore dei piatti e del fatto che comunque seguono le indicazioni di ATS. Il problema non sono evidentemente le indicazioni di ATS o l’impiattamento non da ristorante stellato. Il problema è la qualità della materia prima e le scelte di chi gestisce il servizio.
Un’Amministrazione comunale seria collaborerebbe con i genitori ascoltandoli e raccogliendo le segnalazioni, per poi intervenire con il gestore (che ricordiamo è la stessa società proponente il progetto del centro unico di cottura in via Somigliana, che ha già ricevuto il via libera della Giunta).
Leggerezza e approssimazione, una costante di questa Amministrazione quando si parla di scuole. Risultato? A pagarne le conseguenze sono sempre i bambini e le bambine della città.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
“Lunedì sera la maggioranza di Palazzo Cernezzi è riuscita nel quasi impossibile risultato di sottoporre al Consiglio Comunale l’approvazione di tre proposte di deliberazione, tutte con gravi errori – dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani -. La più clamorosa è la delibera relativa all’aggiornamento del Piano triennale degli acquisti di beni e servizi la cui approvazione è stata addirittura sospesa mancando una obbligatoria delibera preventiva della Giunta Comunale. Un grave errore procedurale. Se ne riparlerà in una successiva seduta”.
“Non meno grave è la delibera di modifica del Regolamento Taxi con la quale si voleva prevedere una più dettagliata elencazione delle violazioni dello stesso regolamento punibili con le relative sanzioni – prosegue Legnani -. Ma nella foga sanzionatoria il sindaco si è dimenticato eliminare dal regolamento le sanzioni attualmente previste, con l’effetto che per la stessa violazione sono ora previste due sanzioni: quale delle due dovrà essere applicata in caso di violazione? È stata anche prevista una nuova procedura di contestazione delle violazioni, diversa da quella attualmente in vigore, che non è stata però eliminata dal regolamento; sono ora quindi previste due diverse procedure di contestazione per le stesse violazioni, con la conseguenza che nessuna delle due potrà essere seguita. Un vero pasticcio dal punto di vista giuridico, che impedirà di fatto di applicare eventuali sanzioni in caso di violazioni. Nonostante avessimo fatto presente tali errori, chiedendo che la delibera fosse sospesa per correggerla, il sindaco, solo per non dare ragione alle opposizioni, ha fatto approvare dalla sua maggioranza le modifiche al regolamento dichiarando che si provvederà in seguito alle rettifiche”
“Ma anche la terza delibera, relativa alla scelta della modalità di gestione del futuro centro unico di cottura, conteneva dei clamorosi errori; in più punti si confondevano il numero di pasti con il numero degli utenti, ma soprattutto era sbagliata la formula per determinare la tariffa dei pasti sulla base dell’ISEE; almeno su questa delibera il sindaco ha preso atto degli errori che gli abbiamo fatto presente, correggendoli. Se un indizio è un indizio, se due indizi sono una coincidenza e se tre indizi fanno una prova, nell’ultimo Consiglio Comunale c’è stata la prova che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, come ci ricorda un vecchio proverbio. La presunzione del sindaco di essere il numero uno, che non sbaglia mai, a volte fa brutti scherzi”.
Nessuna risposta, solo una fuga di fronte ai cittadini. Questo quanto accaduto ieri in Consiglio comunale. A quasi un anno dalla frana di Civiglio e nell’immobilismo più totale, di fronte a sessanta cittadini giunti per chiedere risposte a una lettera firmata da 152 persone e fatta pervenire nei mesi scorsi, il buon senso avrebbe suggerito che il primo cittadino e l’assessore competente si staccassero dal Consiglio e incontrassero i residenti. Ciò non è avvenuto e, anzi, i cittadini non hanno nemmeno potuto parlare liberamente, vittime del vergognoso modo di fare a cui questa Amministrazione ci ha abituati.
Il sindaco non regge il confronto e, come sempre, ha deciso di buttarla in caciara, nascondendosi dietro ai dirigenti e rispondendo con sterili monologhi gridati che però non servono a risolvere il problema. In un mix di modalità relazionali disastrose e di capacità gestionali ancor più disastrose, la prospettiva è tutt’altro che rosea: a oggi non ci sono novità concrete e c’è il rischio, se non la certezza, che la strada non riaprirà ancora per diversi mesi. Ma per un sindaco sempre più arroccato nel palazzo, che millanta di avere tutto sotto controllo salvo poi scappare dalle proprie responsabilità, ci sono centinaia di cittadini che pagano per l’inoperosità e le mancanze gestionali dell’Amministrazione.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
La realizzazione del nuovo supermercato in Via P.Paoli prevede l’installazione di tre nuovi semafori pedonali. Una manovra che non rispetta l’articolo 14 del Codice della Strada, che indica l’osservanza della sicurezza e la fluidità del traffico come condizioni basilari nella realizzazione e modifiche alla viabilità.
Proprio per non andare a intaccare ulteriormente lo scorrimento del flusso veicolare, quintuplicato negli ultimi 20 anni, siamo contrari alla posa di nuovi semafori su questa importante arteria cittadina.
Sia all’epoca della Giunta Landriscina, sia sotto l’attuale sindaco, dichiaratosi estraneo ai fatti, è mancato totalmente il confronto con la cittadinanza sull’arrivo del nuovo supermercato. A noi, invece, sta a cuore tanto la sicurezza dei cittadini quanto la fluidità del traffico. La soluzione che proporremo, sarebbe quella di creare una linea continua dalla Via Badone fino alla rotatoria di Via Giussani, in modo da creare un flusso più continuo e ordinato.
Enzo Cresta, Segretario Circolo PD Como Sud
Patrizia Lissi, Capogruppo PD in Consiglio comunale