Como non è per tutti e con questa Amministrazione sarà sempre meno inclusiva. Ne è l’ennesima testimonianza il voto contrario, espresso in Consiglio comunale, alla proposta di dotare la città di bagni pubblici attrezzati per le presone stomizzate. All’Ospedale Sant’Anna esiste un ottimo ambulatorio, gestito da infermieri, che seguono questi pazienti, proprio perché è una situazione non semplice da affrontare, ma molto frequente. Quella presentata in Consiglio era una richiesta molto semplice da attuare, ma che avrebbe aiutato tante persone che vivono queste difficoltà. Ancora una volta, però, l’Amministrazione ha chiuso la porta in faccia ai più fragili, con motivazioni assurde.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

Sogniamo una città in cui, chi amministra, viene incontro ai cittadini, in ogni modo possibile. Per questo motivo, ci stiamo impegnando a fare proposte di governo che mettano al primo posto le persone. Ne sono un esempio gli ordini del giorno presentati ieri in Consiglio a tema TARI. Ancora una volta, nel 2025, i comaschi dovranno affrontare un significativo aumento delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche, e ulteriori incrementi sono prevedibili anche nei prossimi anni, ma l’articolo 1 della Legge di Bilancio 2024 consente la destinazione da parte dei Comuni di una quota dell’imposta di soggiorno a copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Pertanto, in Consiglio comunale abbiamo chiesto all’Amministrazione di metterla in pratica, nel piano economico finanziario 2026-2027, con conseguente riduzione della tariffa a carico delle utenze.

Inoltre, è stata soppressa l’esenzione totale dalla TARI per le famiglie con ISEE fino a € 8.000. Ora esiste solo il bonus previsto dalla legge nazionale, che prevede la riduzione del 25%, ma non più l’esenzione totale. Per questo, per provare a venire incontro alle famiglie più in difficoltà, abbiamo impegnato l’Amministrazione a modificare il regolamento comunale per sgravare nuovamente le famiglie con reddito più basso. In entrambi i casi, purtroppo, le nostre proposte sono state respinte. Noi vorremmo una città diversa, un’impostazione di amministrazione diversa, con altre visioni e altri obiettivi. Per questo, continueremo a lavorare per le persone, per i cittadini comaschi.

Daniele Valsecchi, Segretario PD cittadino
Stefano Legnani, Consigliere comunale

Qualche giorno fa abbiamo ironizzato, ma alla luce delle notizie sempre più inquietanti non ci resta che piangere. Piangiamo per un cantiere costato 400.000 euro, per lo stato vergognoso in cui oggi versa tutta l’area dell’unico parco cittadino. Chissà ora per quanto resterà così, chiaro specchio dell’incapacità di chi governa la città. Oggi non c’è più spazio per alcuna ironia: quello che dall’inizio del cantiere era sotto gli occhi di tutti, si è tristemente verificato.  Per mesi tutto è rimasto recintato senza che ci fosse mai qualcuno al lavoro, poi, con estrema flemma, si è iniziata l’opera di demolizione e poi di nuovo il nulla. Tutti vedevano, tranne chi ha deciso e affidato l’opera. Dove vive che ci rappresenta? Non avevano occhi per vedere? È chiaro che la situazione non si risolverà a breve e chi ha la responsabilità politica dello scempio deve oggi rendere conto ai cittadini dell’enorme fallimento. Ricordiamo, per inciso, che è stato aperto un altro cantiere nei giardinetti di piazza del Popolo e che, se questo è il modo di lavorare di sindaco e assessora, staremo all’ erta  Molto all’erta, come d’altra parte sempre.

Livia Sarda, vicesegretaria PD cittadino
Alessandro Rossi, Segretario circolo PD Como Convalle

“I lavori ai giardini a lago, già in proroga da febbraio e che avrebbero dovuto terminare ad aprile, sono ancora tristemente fermi, in una cartolina che, ovviamente, non rende giustizia alla nostra città. L’ottantesimo anniversario della Liberazione è alle porte e il monumento alla Resistenza europea, voluto da Spallino, campeggia tristemente in mezzo al cantiere abbandonato. L’estate è alle porte e cittadini e turisti non potranno godersi una delle aree più belle di Como. E anche se il sindaco si sente Superman, fino ad ora sembra più un cosplay mal interpretato” dichiarano il segretario del circolo PD di Como Convalle Alessandro Rossi e la capogruppo in Consiglio comunale Patrizia Lissi. 

“La colpa, è inutile girarci intorno o accampare scuse, è evidentemente di chi ha seguito l’avanzamento dell’opera, affidata a un’azienda che, emerge ora, risulta senza dipendenti e con una sede alquanto misteriosa. Da questa vicenda emerge chiaramente l’incapacità dell’assessora competente – Chiara Bodero Maccabeo – nel valutare la situazione. Oltre che un fallimento dell’Amministrazione, che millanta di riuscire a tenere tutto nelle proprie mani, salvo poi dimostrare i propri evidenti limiti, siamo di fronte a un grave danno alla città. È giunto il momento che l’assessora, che ha sbagliato ed è sotto gli occhi di tutti, si prenda le proprie responsabilità e dia le dimissioni”.

“Era la fine di febbraio del 2024 quando il sindaco ha annunciato come una rivoluzione della sosta quello che, alla fin fine, non era altro che un aumento delle tariffe dei parcheggi in città. Una decisione che ha penalizzato un po’ tutti, ma soprattutto i residenti che, parole del sindaco, “in breve tempo’ avrebbero dovuto ricevere novità sulle agevolazioni” dichiarano i consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani. 
“Quello stesso sindaco che, in campagna elettorale, affermava “considerato che i proprietari di tutto il suolo comasco sono tutti i cittadini comaschi, nei nuovi parcheggi tutti i cittadini comaschi avranno tariffe super convenienti tramite l’utilizzo di apposite tessere e App per i parcometri”. Ebbene, a oltre un anno di distanza dall’annuncio degli aumenti siamo ancora in attesa che le ennesime ‘parole parole parole’ diventino fatti concreti. Così come aspettano ancora i cittadini che, nel frattempo, mese dopo mese, continuano a pagare tariffa piena, a causa di un sindaco che fa cassa sulle loro spalle. A quando gli sconti?”
“Si stima che nel 2025 il ricavo del Comune ammonterà a circa 5.6 milioni – concludono -. Per far cosa? Non è dato saperlo. Sarebbe bello, quantomeno, poterli restituire ai cittadini sottoforma di decoro urbano, con una maggiore cura e pulizia della città”.

Con l’arrivo della bella stagione, la città di Como rischia di vedere uno dei suoi luoghi più belli e frequentati chiuso per lavori, chissà ancora per quanto tempo. L’Amministrazione non ci venga a raccontare la solita favoletta. Facile prendersi meriti quando le cose vanno bene e scaricare la colpa sulle aziende quando i lavori sono in ritardo. C’è sempre una responsabilità politica. L’assessore al verde Bodero Maccabeo si prenda le proprie colpe, tanto più che in questo caso si trattava solamente di realizzare un’opera ereditata dalle Amministrazioni precedenti, e renda conto dei ritardi e dello stato di avanzamento delle opere. I cittadini meritano efficienza e informazioni chiare.

I consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare del Comune di Como, condannandolo a risarcire i giostrai per le spese legali. Questo, a causa della gestione del sindaco, sta diventando il copione: a furia di litigare e manifestare la propria incompetenza, il Comune perde e i cittadini pagano.

Daniele Valsecchi, Segretario cittadino
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

Con il Consiglio comunale di ieri sera muore la luminosa storia dei nidi comunali, fiore all’occhiello della nostra città. Cala il buio e non solo per l’orario, essendosi concluso il voto intorno alla mezzanotte. Nessuna coesistenza tra pubblico e privato, come sarebbe giusto e come avviene con successo in altre città. Tutto passa al privato. Il nido Magnolia viene chiuso (nuovamente verrebbe da dire). La logica, che ne dica il sindaco, è solo quella di un presunto risparmio, ma non è dato sapere a cosa porti realmente questo ipotetico risparmio, al costo di cosa?  Dove verranno investite quelle somme?  Sul welfare familiare o altro? A questa e a tante altre puntuali richieste dei nostri consiglieri non è stata data nessuna vera risposta dal sindaco. Silenzio assordante anche dei consiglieri di maggioranza e dell’assessora e vicesindaco Roperto. Avranno anche loro una qualche opinione propria sull’argomento? Del resto cosa ci si può aspettare da chi (il sindaco) ha affermato che “del resto negli anni sono passate alla gestione privata le cure del verde e delle strade”, come se queste ultime fossero paragonabili alla cura dei bambini. Buio pesto e distruzione.
Ci sarà tanto da ricostruire dopo questa Amministrazione miope.

Daniele Valsecchi, Segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole della segreteria cittadina

“Il centrosinistra, la sinistra, certo insieme al mondo cattolico, hanno da sempre sostenuto il mondo del non profit, delle associazioni, delle cooperative sociali e del volontariato. Non è un caso che la riforma del Terzo settore, anche se ancora da completare, porti la firma del Partito democratico. Quindi che si sposti l’asse del ragionamento su presunte visioni vecchie o nuove della sinistra è, per quel che ci riguarda, qualcosa di non vero e forse alquanto pretestuoso. Sono i fatti a dimostrarlo: se c’è una forza politica che in questi anni si è occupata, di riformare, innovare e valorizzare il Terzo settore quella forza è il PD”. E’ questa la ferma presa di posizione della segretaria del Partito democratico della provincia di Como, Carla Gaiani che con una nota entra nel dibattito in corso sulla situazione degli asili nido in città.  

“Entrando nel merito della questione comasca – chiarisce la segretaria dem –  L’obiettivo dirimente per noi è quello di ragionare sul concetto di servizio pubblico alla persona che si intende offrire alla collettività; nel caso specifico occorre interrogarsi su come mantenere la qualità degli standard educativi dei nidi comunali di Como, sulla sensibilità nel leggere i bisogni degli utenti, sul rendere l’offerta inclusiva, sull’importanza di avere sistemi di valutazione e controllo affidabili e costanti da parte del Comune verso sé stesso o agli enti ai quali intende affidarne la gestione, sulle regole pedagogiche da far rispettare, sulla dignità del lavoro e la crescita professionale del personale”. 

“Non basta generalizzare e dire semplicemente ‘esternializziamo’, perché è necessario indicare in che modo, a chi, con quali obiettivi e garanzie lo si vuole fare. Esistono, infatti, diverse configurazioni tra gestione pubblica, privata e del no profit, non tutte però sono adatte, non tutte permettono di raggiungere gli obiettivi minimi che un servizio pubblico dovrebbe dare. A meno che non si pensi solamente a massimizzare l’efficienza e a ridurre i costi, rispondendo esclusivamente ad una razionalità di tipo economico, cosa che non funziona quando si ha a che fare con servizi così delicati e cruciali come possono esseri quelli rivolti ai più piccoli, ai deboli o ai fragili.”

“C’è però un punto fermo – precisa Gaiani -, sul quale essere molto chiari: il Terzo settore deve dare vita a quella sussidiarietà non di sostituzione al governo ma di co-governo. Molto spesso, invece, viene considerato come un elemento secondario, una sorta di settore in sostituzione alle responsabilità dello Stato, mentre dovrebbe rappresentare, proprio per gli ambiti delicati che tocca per la vita delle persone, come la sanità o i servizi educativi primari o la cura degli anziani, un attore centrale nella governance dei processi sociali. Questo è il fulcro da quale partire”.   

“Per tornare a Como – chiude la segretaria comasca -, non si tratta di essere o meno dalla parte del Sindaco ma di capire quale politica a favore dell’educazione, dell’infanzia, dell’istruzione, delle esigenze e dei bisogni dei bambini, dei genitori, delle famiglie l’amministrazione della città di Como abbia in mente, perché francamente ancora non lo si comprende (o forse lo si comprende benissimo) e questo è un fatto grave per chi è chiamato a guidare una città”.

Le istituzioni