Nuovo anno, solita storia. Anche nel 2025, nella settimana dedicata alla commemorazione dei defunti, il cancello sul retro del cimitero di Rebbio è rimasto chiuso. Si tratta di un accesso importante, perché consente alle persone con disabilità di raggiungere direttamente il piano superiore.

Purtroppo, nonostante ogni anno chieda di aprirlo, nulla si muove. Nel Consiglio comunale di ieri ho chiesto le motivazioni e mi è stato risposto che non è possibile in quanto un pilone del muro è instabile: la stessa problematica che ha impedito l’apertura lo scorso anno. 

Nel frattempo, però, non si è mai visto un solo operaio. Non ci sono progetti che prevedono una messa in sicurezza? Intanto, però, anno dopo anno, si impedisce alle persone con disabilità di andare a trovare i propri cari defunti. Un diritto che dovrebbe essere di tutti, specialmente in questo periodo dell’anno.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

La scuola dell’infanzia di via Salita Cappuccini è una scuola viva, progettata e realizzata con caratteristiche ben precise per accogliere al meglio i bambini e le bambine della fascia d’età a cui è destinata ( l’ampio giardino, il salone luminoso, i bagni in classe, etc…). 

Spostare i bambini e le bambine nella primaria “Adolfo Vacchi” di via Montelungo è una decisione insensata. Da un lato, si svuoterebbe la scuola dell’infanzia (senza sapere, peraltro, quale sia la sorte prevista per quell’edificio), dall’altro, alla primaria di via Montelungo si verificherebbe un sovraffollamento dannoso per entrambe le realtà (infanzia e primaria). 

Saremo accanto alle famiglie colpite da questa decisione insensata. 
Ne parleremo venerdì 7 novembre alle 20.45 all’oratorio San Giuseppe con il gruppo di genitori promotori dell’iniziativa, il comitato Como a misura di famiglia e con il sociologo Mauro Magatti. 
La nostra proposta, resta quella di mantenere i due plessi separati e di investirci, per renderli ancor più scuole di eccellenza.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD cittadino.

Lunedì 3 novembre, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il nuovo regolamento TARI. Proporremo un ordine del giorno per impegnare la giunta a mettere in pratica l’articolo 1 della Legge di Bilancio 2024, che consente la destinazione da parte dei Comuni di una quota dell’imposta di soggiorno a copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. La logica è che anche i turisti producono rifiuti e quindi è importante che contribuiscano.

Veniamo da un anno in cui i comaschi hanno affrontato l’ennesimo significativo aumento delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche, e ulteriori incrementi sono prevedibili anche nei prossimi anni. Utilizzare una quota dell’imposta di soggiorno, permetterebbe di sgravare, in parte, le famiglie.

La proposta era già stata fatta in primavera, ma era stata respinta dal sindaco e dalla sua Amministrazione. Noi, però, non ci arrendiamo. Vogliamo una Como in cui chi amministra venga incontro il più possibile alle esigenze dei cittadini, pertanto, ci impegneremo affinché la Giunta accolga la proposta.

I consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani

Nel Consiglio Comunale di lunedì ho nuovamente ricordato le difficoltà che la regolamentazione della sosta decisa lo scorso anno dal sindaco Rapinese ha causato a coloro che si recano al cimitero monumentale. Il problema è molto sentito in particolare in questi giorni, per la ricorrenza della commemorazione dei defunti, soprattutto dagli anziani e da coloro che, avendo difficoltà nei movimenti, si recano al cimitero con le autovetture; senza peraltro dimenticare che si presenta in occasione di tutte le cerimonie funebri.

In precedenza il parcheggio della piazza davanti all’ingresso era a pagamento con la previsione però della sosta gratuita per mezzora, proprio per favorire l’accesso al cimitero a chi si fermava per pochi minuti. Con le modifiche introdotte lo scorso anno il parcheggio è divenuto gratuito con il solo limite della sosta massima di tre ore, con la conseguenza che, considerato il lungo tempo nel quale è possibile lasciare l’autovettura senza pagare, ora viene utilizzato di fatto proprio da coloro che non si recano al cimitero. 

Il Sindaco, a fronte del mio intervento, ha pubblicamente riconosciuto l’errore compiuto con le nuove regole, impegnandosi a ripristinare la sosta gratuita limitatamente a mezzora fin dai prossimi giorni. Non è ancora chiaro se si riuscirà a ripristinare rapidamente le norme precedenti già per la ricorrenza del 2 novembre. Resta il rammarico che non si è voluto ascoltare quanto già segnalato lo scorso anno, quando vi era tutto il tempo per rimediare ad un errore, e ora si debba correre per tentare di porre rimedio ad una scelta che risultava sbagliata fin dall’inizio.

Stefano Legnani, consigliere comunale PD

Domani alle 10.30 saremo alla scuola primaria di via Brogeda, accanto alle famiglie, ai bambini, ai genitori, alle maestre, a tutte le persone che vivono l’istituto. 

Chiuderlo è una scelta completamente sbagliata, perché una scuola in questo quartiere, che ha potenzialità enormi considerando la sua collocazione in una posizione strategica per la Svizzera e per il primo accesso al nord Europa, è essenziale per evitarne lo spopolamento. Inoltre, grazie all’educazione e all’insegnamento di valori come rispetto, solidarietà e condivisione, ricopre un ruolo fondamentale per l’azzeramento delle diseguaglianze in una zona di confine. 

La nostra proposta, estremamente concreta, che è anche quella del Consiglio d’Istituto, è l’accorpamento della scuola dell’infanzia con la primaria, che permetterebbe di tenere vivo e attivo il quartiere, evitando l’impoverimento sociale e un aumento ulteriore della problematica del traffico. Inoltre eviterebbe anche la chiusura della scuola materna, già decisa due anni fa dal sindaco e ancora aperta solo perché ospita provvisoriamente gli alunni di via Amoretti, in attesa della fine dei lavori in quest’ultimo edificio (a proposito, a che punto siamo?).

La scuola di via Brogeda, inoltre, è anche un potenziale servizio a favore delle famiglie dei frontalieri. Visto quanto il Comune di Como riceve come ristorni per i frontalieri – 8 milioni nel 2024 – è fondamentale che tenga aperta la scuola, per restituire in servizi parte di quanto ottiene. È un tema che merita attenzione e approfondimenti.

Le soluzioni alternative alle chiusure ci sono, dare una visione diversa della città e del quartiere è possibile. Basta allargare lo sguardo e fare ciò che una buona amministrazione dovrebbe fare: rispondere ai bisogni dei propri cittadini.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como

In Consiglio comunale, il sindaco ha dato prova di non conoscere nemmeno quali siano le proprie competenze e le proprie facoltà. Riguardo alla gestione dell’emergenza che stiamo vivendo, ha dichiarato infatti che non è compito suo chiudere le scuole. Eppure nel Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 – art. 139 si legge che “sono attribuiti alle province, in relazione all’istruzione secondaria superiore, e ai Comuni (ai Comuni!!), in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti: e) la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti”. 

Senza dimenticare il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): l’articolo 54, comma 4 conferisce al Sindaco il ruolo di ufficiale di governo, attribuendogli il potere di emettere ordinanze contingibili ed urgenti in caso di gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza. E poi la Legge 225/1992 (Ordinamento del Servizio Nazionale di Protezione Civile): definisce il sindaco “autorità comunale di protezione civile” e gli permette di agire per fronteggiare emergenze, tra cui quelle causate da eventi atmosferici.

Insomma, il sindaco avrebbe avuto tutte le facoltà per intervenire e gestire al meglio un’emergenza che continua a essere sotto gli occhi di tutti, ma ancora una volta ha cercato di nascondere le proprie mancanze con una narrazione distorta.

I consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Eleonora Galli e Stefano Legnani

Nella seduta di ieri del Consiglio Comunale è stata approvata in prima lettura la modifica dello Statuto del Comune di Como; non essendo stato raggiunto il voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri, saranno necessarie altre due votazioni a maggioranza assoluta. La modifica più rilevante, oltre alla abolizione delle consulte, che sono luoghi di incontro e di confronto con le realtà associative della città, è la modifica della normativa sui referendum per la quale è stato in particolare previsto che il giudizio sull’ammissibilità del referendum sarà di competenza esclusiva del Consiglio Comunale e non di un organo indipendente come da noi proposto.

Essendo la decisione sull’ammissibilità del referendum una valutazione di legittimità, e quindi esclusivamente tecnica, è del tutto inaccettabile che venga affidata ad un organo politico; come se a livello nazionale il giudizio di ammissibilità del referendum fosse del Parlamento e non della Corte Costituzionale, come prevede la legge.

Poiché i referendum non sono mai proposti dalla maggioranza, che avendo i voti in aula, non ha necessità di ricorrere alla consultazione popolare, non bisogna essere profeti per immaginare che tutte le future richieste di referendum, saranno dichiarate inammissibili dal Consiglio Comunale, costringendo i promotori a ricorrere al TAR contro la decisione.

Tutto ciò è grave perché erode i principi fondamentali dell’ordinamento democratico. E’ come se in una partita di calcio una delle due squadre in campo facesse anche da arbitro.

Ma questa è la democrazia di Rapinese che abbiamo ormai imparato a conoscere da tempo: un uomo solo al comando che stabilisce le regole e poi giudica anche sulla loro applicazione; idea di democrazia alla quale però non ci rassegnano e che non ci stancheremo di contrastare.

Stefano Legnani, consigliere comunale PD

Questa mattina la città si è svegliata sotto l’acqua, costellata di allagamenti. Uno scenario decisamente prevedibile viste le previsioni per oggi e domani. Ancora una volta, però, l’Amministrazione ha peccato di scarsa lungimiranza e connessione con la realtà e i problemi della città, restando immobile dal punto di vista della prevenzione. Perché, ad esempio, non fare un’ordinanza di chiusura delle scuole viste le prevedibili difficoltà nel raggiungere i vari plessi? Perché non prevenire la chiusura delle strade con un piano viabilistico alternativo, piuttosto che restare in balia degli eventi fino all’ultimo minuto? La buona amministrazione di una città si vede anche dalla gestione di emergenze come questa. Non facciamoci trovare impreparati domani.

Il PD cittadino

L’accorpamento della scuola dell’infanzia di via Salita Cappuccini con la primaria Vacchi di via Montelungo è una scelta insensata, dettata dall’approssimazione e, ancora una volta, dal mancato confronto con il mondo della scuola e soprattutto con le necessità dei bambini e delle bambine. Nella scuola di via Salita Cappuccini gli spazi sono perfettamente a misura di bambino essendo stata pensata, progettata e realizzata proprio per quella fascia d’età. Ci sono bagni in classe, un salone luminoso che si presta a varie attività, un ampio giardino e altri spazi multiuso.

Inoltre la scuola non risulta attualmente sottoutilizzata: nell’anno scolastico 2024/25 ci sono stati 63 bambini su 75 posti, nell’anno 2025/26 ci sono 62 bambini su 75, nel 2026/27 si prevedono (secondo la relazione del Comune) 58 bambini su 75. La primaria di via Montelungo, invece, così com’è ora, senza importanti interventi, non è in grado di garantire la presenza di due scuole, preservando la qualità del servizio offerto, le esigenze educative e didattiche, tra loro ben diverse, dei bambini tanto dell’infanzia quanto della primaria, attribuendo il giusto valore alle aule speciali e ai laboratori secondo il fondamentale principio degli spazi come valenza educativa e didattica.

Come è possibile che chi amministra la città non conosca nel dettaglio questa realtà?  O forse peggio, se la conosce, come può ignorare queste informazioni? Continuiamo a non arrenderci e a lavorare per una scuola di qualità.

Questo “inverno democratico”, che porta a decisioni incomprensibili, finirà e arriverà la primavera anche a Como.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como

Le istituzioni