“Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta del Comune di sospendere la sentenza del Tar, che dava ragione ai giostrai, annullando la delibera del sindaco. A sole due settimane di distanza, siamo di fronte all’ennesima sconfitta dell’Amministrazione, che di fronte all’evidenza di avere torto, continua a perdere tempo e soldi dei cittadini in una causa evitabile” dichiarano il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“Purtroppo, dobbiamo constatare che, proprio per questo, a perderci è tutta la cittadinanza, di fronte all’incapacità dell’Amministrazione comunale. Così come dobbiamo constatare che tutto questo è accaduto e sta accadendo per pura cattiveria, immotivata. Siamo di fronte, ormai è noto, a un vero e proprio accanimento nei confronti dei giostrai, una categoria di lavoratori, con continui pretesti per fare in modo che il luna park non venga allestito, nonostante l’area, a oggi, sia del tutto inutilizzata”.

Como è città messaggera di pace. È un titolo che gli è stato dato dalle Nazioni Unite, è scritto nella storia della città e ne andiamo orgogliosi. Lo sarà sempre, indipendentemente dalle decisioni dell’Amministrazione, che ieri ha bocciato la nostra mozione di solidarietà verso Nablus e Netanya, una città palestinese e una israeliana. 

Le amministrazioni vanno e vengono, mentre Como resterà messaggera di pace, il più bello e concreto dei messaggi politici.

Il segretario cittadino Daniele Valsecchi

“La nuova sentenza del Tar sulla questione del Luna Park di Muggiò ha sancito l’ennesima vittoria da parte dei giostrai e l’ennesima sconfitta di Rapinese. Questa è la dimostrazione che sostenerli e fare sentire la loro voce in Consiglio comunale ha sempre avuto un significato: quello di tutelare una categoria di lavoratori che si era vista portare via ingiustamente il proprio lavoro, come sottolineato dallo stesso Tar” dichiarano il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“Abbiamo provato a farlo capire più volte all’Amministrazione, ma come sempre non siamo stati ascoltati – proseguono – Ci auguriamo possa servire di lezione: non è possibile portare avanti un’Amministrazione della chiusura. Le città sono fatte di persone, di cittadini e di lavoratori, che vivono e rendono viva la città e che devono essere ascoltate e sostenute nelle esigenze quotidiane. In questo caso, invece, si sono persi tempo e soldi dei cittadini per portare avanti una causa evitabile, così come si sono persi spazi di aggregazione e momenti di socialità, soprattutto per i ragazzi più giovani, che ci auguriamo vengano ripristinati”.

Abbiamo seguito con interesse la presentazione dell’ipotesi progettuale del nuovo Stadio Sinigaglia. Come Partito Democratico abbiamo lavorato su questo tema ormai da tempo, elaborando anche delle proposte sulla riqualificazione dell’intera area dello stadio e non del solo impianto sportivo.

Siamo ancora in una fase iniziale e potremo dare una valutazione approfondita e complessiva solo dopo avere esaminato la documentazione della proposta. Alcuni aspetti della presentazione ci sembrano interessanti e vanno nella direzione da noi proposta, ad esempio la pedonalizzazione dell’area circostante, mentre altri andranno chiariti, ad esempio l’armonizzazione col contesto circostante e la gestione della viabilità. 

Ci fa piacere che la società abbia manifestato la disponibilità ad un ampio confronto sulla proposta con tutte le realtà della città, trattandosi di un’area di notevolissimo valore ambientale ed architettonico, strategica per Como. Saremo parte attiva affinché questa volontà si concretizzi ed al contempo perché non diventino mai realtà ipotesi distruttive e folli come quella trapelata in merito alla scuola di via Corridoni.

Come PD, infatti, monitoreremo e lavoreremo perché si arrivi alla migliore soluzione possibile, e perché sia davvero ascoltata la voce dei cittadini.
E ciò a differenza del Sindaco che ha sempre rifiutato, anche in Consiglio Comunale, un confronto su questo tema, come peraltro su molti altri temi, nonostante siano state portate all’attenzione dell’Amministrazione Comunale le nostre proposte che avevano appunto l’obiettivo di aprire un dibattito pubblico sul tema dello stadio.

Daniele Valsecchi, Segretario PD cittadino
Stefano Legnani, consigliere comunale

“L’Amministrazione comunale ha deciso di stanziare 640mila euro per il rifacimento del centro di via del Dos, attraverso Astolia, l’azienda che gestisce il calore. Fa sorridere amaramente leggere le parole del sindaco, che definisce il polo ‘fondamentale’, dunque una priorità, per la giunta” dichiara la capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“La solita narrazione rapinesiana, che stravolge la realtà dei fatti. Quanto tempo ci è voluto perché qualcosa si muovesse, quanti accessi agli atti e richieste cadute nel silenzio, quante volte ci siamo fatti sentire in Consiglio per avere risposte e per ridare ai cittadini un luogo che, noi sì, abbiamo sempre ritenuto una priorità fondamentale. A differenza del sindaco, che a dispetto delle promesse in campagna elettorale, ci è arrivato dopo più di due anni di silenzio e immobilismo”.

“Apprendiamo con amarezza la notizia del triste epilogo del progetto della dorsale dei pellegrini, la pista ciclabile che avrebbe dovuto potenziare la mobilità dolce a Como. L’Amministrazione Lucini aveva recuperato più di un milione e 350mila euro da un finanziamento europeo da investire nell’opera, divisa in cinque lotti. Più volte, già durante l’Amministrazione Landriscina, ci siamo battuti per far partire i lavori del primo lotto, purtroppo, senza successo” dichiarano i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani.

“Ora emerge addirittura che, non solo il contratto non è mai stato firmato, ma che negli anni successivi, nemmeno l’attuale sindaco e il suo gruppo hanno mai ripreso in mano la questione, arrivando a dover sborsare 1900 euro di indennizzo in favore dell’azienda alla quale erano stati aggiudicati i lavori. Un fatto gravissimo, che vanifica tutti gli sforzi fatti e lascia la situazione ancora immobile, in una città che oggi più che mai avrebbe bisogno di alternative viabilistiche”.

Como Servizi Urbani ha in previsione di ampliare l’area di sosta per i camper di Tavernola; nel bilancio in corso di approvazione si ipotizza inoltre di allestirne una nuova nell’area vicino all’uscita dell’autostrada dove si trovava il camping. Un netto cambio di direzione per Rapinese, che solo qualche giorno fa affermava: “I camper a me provocano l’orticaria, se potessi li discriminerei”. Con il turismo in continua crescita e la richiesta sempre crescente di questa tipologia di servizio, non possiamo che esserne contenti. 

Vale la pena ricordare, però, che è esattamente ciò che abbiamo chiesto ripetutamente; prima con un Ordine del giorno al Documento Unico di Programmazione del 2023 per l’area di Tavernola, e successivamente, senza indicare una specifica localizzazione, dopo che il sindaco aveva manifestato dubbi sull’ampliamento di questa area, in un Odg al Dup 2024. Entrambe le proposte, neanche a dirlo, vennero bocciate. Guai a dare ragione al PD. Meglio accogliere tempo dopo le proposte, senza ammetterlo, sperando nella scarsa memoria dei cittadini.

Patrizia Lissi e Stefano Legnani – Consiglieri comunali del PD

È proprio Rapinese – sindaco e assessore allo sport – colui che taglia i fondi (da 184 mila euro del 2023 a 44 mila euro!) alle società sportive. Ma è la stessa persona che diceva che senza lo sport i ragazzi poi si drogano? Se ci pensiamo bene, è tutto in linea con un imperativo costante: distruggere tutto ciò che è aggregazione, che è socialmente utile. 

Per il sindaco, il Comune di Como è un’agenzia immobiliare che deve fare solo utili e non importa se alcune decisioni basate solo su meri calcoli economici (anche quelli non sempre corretti, peraltro) vanno a danneggiare proprio chi cerca faticosamente di portare utilità sociale e servizi alle persone che vivono la città di Como. Lo stiamo vedendo ora, con queste decisioni che andranno a colpire le società sportive. Lo abbiano già visto con la chiusura delle scuole, con  i numerosi problemi che stanno avendo le associazioni, con la chiusura di realtà di coesione e accoglienza… e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Ma tanto “chissenefrega” (per citarlo) se così facendo Como sta diventando sempre di più una città costosa, non accogliente, poco vivibile e senza servizi per la cittadinanza, no? No, invece importa. Importa a tutti coloro che non sono nella cerchia magica del sindaco, quindi importa alla maggioranza della città. Tornasse a fare quello che faceva prima che amministrare una comunità non è proprio cosa sua.

La Segreteria cittadina del PD di Como

“Nel Consiglio comunale di ieri sera è stata discussa e votata la proposta di deliberazione della maggioranza riguardante la riduzione dell’addizionale comunale all’Irpef dello 0,04% (da 0,74% a 0,70%). Nel concreto, per un reddito di 50.000 euro si risparmiano 20 euro all’anno, mentre per uno di 20.000 se ne risparmiano 8” dichiarano ii consiglieri comunali del Partito Democratico Patrizia Lissi e Stefano Legnani.

“Ho quindi proposto due emendamenti a parità di minor gettito complessivo per il Comune: da un lato l’aumento della fascia di esenzione dall’addizionale da un reddito di 15.000 euro annui a 18.500, che avrebbe risparmiato l’imposta a qualche migliaia di famiglie meno abbienti, con un risparmio di oltre 100 euro, e dall’altro l’introduzione di aliquote progressive all’addizionale, che avrebbe consentito, invece, un risparmio per tutti, anche per chi si trova nello scaglione più alto, ma sempre con un maggiore beneficio per i redditi bassi. Entrambi sono stati bocciati”.

“La riduzione delle tasse è pur sempre positiva, motivo per cui abbiamo comunque votato a favore della delibera – concludono Lissi e Legnani – Ancora una volta, però, la maggioranza ha preso la decisione di non voler venire incontro alle famiglie in difficoltà, scegliendo invece di favorire i redditi più elevati. Si tratta di una ben precisa scelta politica, anche perché è la terza volta che l’Amministrazione Rapinese si muove in questa direzione, nonostante in città abbia aumentato tutti i costi: dai posteggi, agli asili, passando dai servizi cimiteriali. Questo dimostra come l’attuale maggioranza non intenda minimante tutelare le persone che vivono le situazioni di maggiore difficoltà”.

Le istituzioni