Due mesi di silenzio. Tanto è passato da quando, il 9 settembre, i consiglieri di minoranza appartenenti alla Commissione 3 hanno chiesto al presidente Bernasconi di poter visitare insieme ai colleghi di maggioranza e toccare con mano le scuole destinate alla chiusura o all’accorpamento. L’idea, chiaramente, era quella di valutarne lo stato, in modo da poter agire nel migliore dei modi. Convocata la Commissione 3, ci è stato risposto che anche la Commissione 2 avrebbe dovuto inviare una richiesta congiunta.
Quest’ultima è stata poi inviata il 22 settembre ai presidenti Niso e Bernasconi. Al riunirsi delle Commissioni 2 e 3, la maggioranza ha chiesto del tempo per organizzarsi con le direttrici didattiche. Un sollecito è stato fatto anche in seguito, sia per iscritto sia a livello verbale, ma la risposta è sempre stata la stessa. A oggi, che di tempo ne è passato abbastanza, tutto tace.
Iniziamo a pensare che l’Amministrazione abbia paura di far vedere ai consiglieri di minoranza quanto sono belle le scuole che ha deciso di chiudere.
Patrizia Lissi ed Eleonora Galli, consigliere comunali PD Como
Il taglio dei ciliegi ornamentali lungo il viale antistante il Tempio Voltiano non può lasciare indifferenti.
Alberi simbolo di uno dei luoghi più iconici della città sono stati lasciati a deteriorarsi fino al punto di dover essere abbattuti, senza che in questi anni sia stata garantita cura o manutenzione adeguata. Ci preoccupa anche la situazione di Viale Cavallotti, con piante trascurate allo stesso modo.
Il verde richiede cura e attenzioni, con l’obiettivo di preservare l’esistente e incrementare il patrimonio arboreo della città. Non è solo un elemento estetico, ma una vera infrastruttura naturale che migliora la qualità della vita: purifica l’aria, riduce l’inquinamento, assorbe l’anidride carbonica e attenua l’effetto delle isole di calore, rendendo la città più vivibile.
Inoltre, il viale con i ciliegi non era solo verde urbano: era parte del paesaggio storico di Como, un corridoio visivo e affettivo che meritava ben altra attenzione. Ora è dovere dell’amministrazione restituire ai cittadini quello scenario, ripristinando alberature di pari valore e fioritura, senza scorciatoie né alibi tecnici.
Chiediamo quindi all’amministrazione di ricostruire i filari così come erano, mantenendo la struttura del viale alberato con cannocchiale visivo sul monumento voltiano.
Segreteria cittadina PD
La scuola dell’infanzia di via Salita Cappuccini è una scuola viva, progettata e realizzata con caratteristiche ben precise per accogliere al meglio i bambini e le bambine della fascia d’età a cui è destinata ( l’ampio giardino, il salone luminoso, i bagni in classe, etc…).
Spostare i bambini e le bambine nella primaria “Adolfo Vacchi” di via Montelungo è una decisione insensata. Da un lato, si svuoterebbe la scuola dell’infanzia (senza sapere, peraltro, quale sia la sorte prevista per quell’edificio), dall’altro, alla primaria di via Montelungo si verificherebbe un sovraffollamento dannoso per entrambe le realtà (infanzia e primaria).
Saremo accanto alle famiglie colpite da questa decisione insensata.
Ne parleremo venerdì 7 novembre alle 20.45 all’oratorio San Giuseppe con il gruppo di genitori promotori dell’iniziativa, il comitato Como a misura di famiglia e con il sociologo Mauro Magatti.
La nostra proposta, resta quella di mantenere i due plessi separati e di investirci, per renderli ancor più scuole di eccellenza.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD cittadino.
Lunedì 3 novembre, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il nuovo regolamento TARI. Proporremo un ordine del giorno per impegnare la giunta a mettere in pratica l’articolo 1 della Legge di Bilancio 2024, che consente la destinazione da parte dei Comuni di una quota dell’imposta di soggiorno a copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. La logica è che anche i turisti producono rifiuti e quindi è importante che contribuiscano.
Veniamo da un anno in cui i comaschi hanno affrontato l’ennesimo significativo aumento delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche, e ulteriori incrementi sono prevedibili anche nei prossimi anni. Utilizzare una quota dell’imposta di soggiorno, permetterebbe di sgravare, in parte, le famiglie.
La proposta era già stata fatta in primavera, ma era stata respinta dal sindaco e dalla sua Amministrazione. Noi, però, non ci arrendiamo. Vogliamo una Como in cui chi amministra venga incontro il più possibile alle esigenze dei cittadini, pertanto, ci impegneremo affinché la Giunta accolga la proposta.
I consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani
Nel Consiglio Comunale di lunedì ho nuovamente ricordato le difficoltà che la regolamentazione della sosta decisa lo scorso anno dal sindaco Rapinese ha causato a coloro che si recano al cimitero monumentale. Il problema è molto sentito in particolare in questi giorni, per la ricorrenza della commemorazione dei defunti, soprattutto dagli anziani e da coloro che, avendo difficoltà nei movimenti, si recano al cimitero con le autovetture; senza peraltro dimenticare che si presenta in occasione di tutte le cerimonie funebri.
In precedenza il parcheggio della piazza davanti all’ingresso era a pagamento con la previsione però della sosta gratuita per mezzora, proprio per favorire l’accesso al cimitero a chi si fermava per pochi minuti. Con le modifiche introdotte lo scorso anno il parcheggio è divenuto gratuito con il solo limite della sosta massima di tre ore, con la conseguenza che, considerato il lungo tempo nel quale è possibile lasciare l’autovettura senza pagare, ora viene utilizzato di fatto proprio da coloro che non si recano al cimitero.
Il Sindaco, a fronte del mio intervento, ha pubblicamente riconosciuto l’errore compiuto con le nuove regole, impegnandosi a ripristinare la sosta gratuita limitatamente a mezzora fin dai prossimi giorni. Non è ancora chiaro se si riuscirà a ripristinare rapidamente le norme precedenti già per la ricorrenza del 2 novembre. Resta il rammarico che non si è voluto ascoltare quanto già segnalato lo scorso anno, quando vi era tutto il tempo per rimediare ad un errore, e ora si debba correre per tentare di porre rimedio ad una scelta che risultava sbagliata fin dall’inizio.
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Non sapevamo che l’area di Piazza d’armi a Muggiò fosse diventata stabilmente una discarica. Le montagne di detriti, una delle conseguenze delle forti piogge che hanno colpito la città e i territori limitrofi, si possono tollerare per un breve periodo. Da quei terribili eventi atmosferici però è passato più di un mese e non si conoscono i tempi di rimozione. I residenti della zona giustamente hanno superato il limite di tolleranza anche perché non si hanno certezze.Il sindaco risponda allora a queste semplici domande. Da cosa è esattamente composta quella montagna di detriti? Si intravedono tronchi, sassi, fango e terra ma anche plastiche, ferro e resti di mobili. Ci sono resti potenzialmente pericolosi per la salute e l’incolumità delle persone? Quali sono i tempi esatti di rimozione? Occorre intervenire subito e con urgenza: questa non è una discarica, questo quartiere non è una discarica.
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circoscr. 1
Domani alle 10.30 saremo alla scuola primaria di via Brogeda, accanto alle famiglie, ai bambini, ai genitori, alle maestre, a tutte le persone che vivono l’istituto.
Chiuderlo è una scelta completamente sbagliata, perché una scuola in questo quartiere, che ha potenzialità enormi considerando la sua collocazione in una posizione strategica per la Svizzera e per il primo accesso al nord Europa, è essenziale per evitarne lo spopolamento. Inoltre, grazie all’educazione e all’insegnamento di valori come rispetto, solidarietà e condivisione, ricopre un ruolo fondamentale per l’azzeramento delle diseguaglianze in una zona di confine.
La nostra proposta, estremamente concreta, che è anche quella del Consiglio d’Istituto, è l’accorpamento della scuola dell’infanzia con la primaria, che permetterebbe di tenere vivo e attivo il quartiere, evitando l’impoverimento sociale e un aumento ulteriore della problematica del traffico. Inoltre eviterebbe anche la chiusura della scuola materna, già decisa due anni fa dal sindaco e ancora aperta solo perché ospita provvisoriamente gli alunni di via Amoretti, in attesa della fine dei lavori in quest’ultimo edificio (a proposito, a che punto siamo?).
La scuola di via Brogeda, inoltre, è anche un potenziale servizio a favore delle famiglie dei frontalieri. Visto quanto il Comune di Como riceve come ristorni per i frontalieri – 8 milioni nel 2024 – è fondamentale che tenga aperta la scuola, per restituire in servizi parte di quanto ottiene. È un tema che merita attenzione e approfondimenti.
Le soluzioni alternative alle chiusure ci sono, dare una visione diversa della città e del quartiere è possibile. Basta allargare lo sguardo e fare ciò che una buona amministrazione dovrebbe fare: rispondere ai bisogni dei propri cittadini.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
Domani sera, a partire dalle 18:45, saremo presenti, come centro-sinistra e come Partito Democratico, prima nel cortile di Palazzo Cernezzi, al fianco di genitori, famiglie, alunni, cittadini che parteciperanno al presidio contro la chiusura delle scuole.
Poi, ancora una volta, faremo tutto ciò che è possibile per portare quella voce, che chiede semplicemente buon senso, concertazione e visione di lungo periodo, all’interno del Consiglio Comunale. Sapere che, sotto quelle finestre che da tre anni sono costantemente e perennemente chiuse ci saranno persone di tutti i tipi, con fiori in mano e dignità, ci aiuta, ci rincuora e responsabilizza ulteriormente, nella nostra difficile battaglia.
Condividiamo le parole dei rappresentanti dei Consigli d’Istituto, che in questi giorni si sono espressi in maniera estremamente chiara e concreta, e chiediamo ancora una volta ai consiglieri comunali di maggioranza di non nascondersi, di ricordarsi che sono anch’essi parte della cittadinanza, e che tutti assieme rappresentiamo e serviamo la città di Como.
Noi ci saremo e siamo pronti. Che l’umanità e la volontà di aiuto che tanti mondi della Città – li ringraziamo tutti – hanno mostrato in questa settimana, di fronte ad una situazione di estrema criticità, ci siano da sprone e ci indichino la direzione da seguire. A domani.
Il Segretario cittadino Daniele Valsecchi
Facciamo un po’ di chiarezza sulla scuola materna di via Varesina. L’acqua entra dal tetto da più di un anno, con la conseguenza che gli spazi per i bimbi sono ridotti. L’Amministrazione decide di chiuderla e di spostare i bimbi all’ex asilo di Piazza Camerlata. Una decisione accettata anche dal Consiglio d’Istituto e senza nessuna polemica da parte nostra, anche perché sono strutture molto vicine e molto belle.
Ma a oggi il risultato qual è? I bimbi hanno dovuto iniziare la scuola ancora in via Varesina. Ed ora ci stupiamo che entra l’acqua dal tetto? Per quale motivo non sono stati spostati a settembre, come da previsione? Forse non sono stati effettuati i lavori in Piazza Camerlata?
A questo punto del mandato, è anche ora che chi ci amministra la smetta di dare la colpa a chi lo ha preceduto e si assuma le proprie responsabilità. Sono passati tre anni, non tre mesi. Gli insuccessi sono imputabili solo al suo operato.
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale