“Il boom del turismo di queste settimane ha messo ulteriormente in luce una delle problematiche che affliggono la città di Como e con cui, tutti i giorni, i residenti in città e provincia devono fare i conti: quello dei trasporti. Tra una rete ferroviaria che, tra caldo e maltempo, ha visto numerose cancellazioni e ritardi e un servizio autobus con corse ancora insufficienti, soprattutto in alcune fasce orarie, cittadini e turisti si sono trovati a vivere una situazione di grave disagio” dichiarano il capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi e il consigliere Stefano Legnani.
“Un disagio a cui, al momento, neanche i taxi riescono a porre rimedio. Inoltre, molto spesso, manca una segnaletica che indichi alle persone dove possono trovare sia i taxi e sia gli altri mezzi. E’ d’obbligo investire per migliorare il sistema di trasporto e implementare la segnaletica relativa ai servizi. Senza contare la questione traffico, che va inevitabilmente a incidere sui tempi di viaggio e sui ritardi, e per la quale serve studiare nuove soluzioni. Per una questione di praticità e comodità, ma anche per una questione ambientale, urge trovare alternative per risolvere il problema degli spostamenti in città. Il rischio maggiore è che, qualora non si intervenga scientemente e in tempi brevi, la città possa perdere il suo business più importante, ovvero quello del turismo” concludono.
Dunque, dunque, vediamo se abbiamo capito bene dal giornale (eh già, dal giornale; di un progetto di questa portata non vorrai per caso parlarne in consiglio comunale; no, no, meglio tenere tutto segreto, giornale a parte). Dicevamo, se abbiamo capito bene, la città di Como vuole fortissimamente ospitare presso l’area di Muggiò il nuovo Centro Tecnico della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (anche se ai cittadini di Como e ai loro rappresentanti non è stato chiesto in alcun modo cosa ne pensassero).
Sempre se abbiamo capito bene, i 25 milioni di euro di finanziamento servirebbero per realizzare uno stadio del ghiaccio della capienza di 5000 spettatori (diconsi cinquemila), un’altra struttura con pista olimpica per allenamento, ben due piste da curling e una palazzina direzionale. La città di Como lo vuole così fortemente (sì, lo sappiamo, che nessuno ve lo ha chiesto), che è disposta, come si suol dire, a propria cura e spese, a realizzare un autosilo di 8 piani per 1600 posti auto (sì, chi lo propone è la stessa persona che da anni dice che solo un incapace non chiuderebbe subito l’autosilo Val Mulini; a proposito, l’ha chiuso?) e a demolire la piscina esistente (sì chi lo propone è la stessa persona che un anno fa diceva che l’avrebbe riaperta in tre-sei mesi) e a ricostruire in altro luogo (eh sì, lì ci deve mettere l’autosilo) una piscina olimpionica con due vasche di allenamento, nonché una piscina all’aperto. Tempi, costi e modalità di reperimento delle risorse necessarie non sono al momento noti; problema trascurabile pare.
Ma la città di Como lo vuole così fortemente, fortemente (sì, lo sappiamo, che nessuno ve lo ha chiesto), che è anche disposta a rinunciare al palazzetto dello sport per il quale era già stato sviluppato un progetto ed erano stati ottenuti finanziamenti (eh, se non ci sta, non ci sta). Del resto è così banale dedicarsi a basket, pallavolo, ginnastica, atletica pesante, arti marziali ecc., quando tutti potremo finalmente dedicarci al curling. E’ così divertente guardarlo alle olimpiadi. Insomma “impiegheremmo AL MEGLIO, soddisfacendo una REALE esigenza, risorse della nostra Repubblica, aumentando considerevolmente la qualità della vita dei nostri cittadini”; lo dice la lettera del sindaco.
Non crediamo sia così. Su un progetto così importante per la città, tuttavia, saremmo pronti a fare squadra e a lavorare al fianco dell’Amministrazione per il bene dei cittadini. Peccato che quest’ultima tenti di coinvolgerci solo a cose fatte, senza condividere prima la proposta.
Tommaso Legnani
Patrizia Lissi
Stefano Fanetti
Eleonora Galli
Stefano Legnani
“Nel Consiglio comunale di ieri sera, l’Amministrazione Rapinese ha dimostrato ancora una volta di guidare una macchina che conosce una sola precipitosa marcia e di non essere, ahinoi, in grado di frenare per valutare con oculatezza le scelte da prendere. Duole constatare che, anche su un tema così delicato come la concessione di 297 alloggi ad Aler, le parole delle minoranze, compatte nel denunciare un’eccessiva fretta della maggioranza nel deliberare, non sono state prese in considerazione” dichiara il segretario cittadino Tommaso Legnani.
“Rapinese e il suo gruppo hanno tirato dritto, senza dare la possibilità al resto dell’aula che, ricordiamo, ha ricevuto la documentazione solamente la sera prima, di valutare pro e contro e di dare i propri consigli all’Amministrazione, come insito, appunto, nel ruolo del consigliere comunale. La delibera, giusta o sbagliata che sia, avrà conseguenze che andranno a interessare le fasce più fragili della cittadinanza. Proprio per questo, ribadiamo, sarebbe stato giusto fermarsi, dare la possibilità a tutti di dare il proprio contributo alla discussione, per poi prendere la decisione migliore per Como e per i comaschi”.
Questa sera alle 19, il Consiglio comunale discuterà l’approvazione della convenzione con Aler, che prevede il passaggio di 297 alloggi di edilizia residenziale pubblica all’azienda. Vorremmo poter dire la nostra. Vorremmo poter rappresentare i cittadini che ci hanno affidato l’incarico attraverso il loro voto in maniera consapevole e decisa.
Tuttavia, non ci è stata data la possibilità di prepararci adeguatamente per la discussione, studiando a dovere una convenzione il cui testo ci è stato recapitato solamente ieri sera. Sera in cui, tra l’altro, il Consiglio comunale si è protratto fino alle 2 di notte. Oggi, come tutti, siamo andati a lavorare, per poi ritrovarci alle 17.30, con tempi ristrettissimi, nella Commissione dedicata.
Non capiamo, prima di tutto, per quale motivo sia stato conferito carattere d’urgenza alla delibera. In secondo luogo, ci rammarica molto dover constatare che, un tema così importante, in quanto riguarda fasce di persone fragili del nostro Comune, sia stato gestito con tale leggerezza. Questioni sensibili come questa avrebbero bisogno di ben altro tempo e di ben altro coinvolgimento delle minoranze, le quali sarebbero ben felici di dare il proprio contributo e la propria opinione all’Amministrazione. Evidentemente, però, la Giunta Rapinese non ha il minimo interesse a coinvolgerle nelle decisioni che riguardano tutta la cittadinanza. E deliberare senza conoscere è tutt’altro che serio.
Lorenzo Cantaluppi
Alessandro Falanga
Stefano Fanetti
Eleonora Galli
Stefano Legnani
Patrizia Lissi
Barbara Minghetti
Giordano Molteni
Elena Negretti
Vittorio Nessi
Antonio Tufano
Luca Vozella
“Troviamo deplorevole il comportamento avuto dal sindaco Alessandro Rapinese nella seduta del Consiglio comunale di ieri sera. Fare il verso e ironizzare su un’iniziativa pubblica come quella dell’aperitivo organizzato da Pia Pullici, da tutta la vita al fianco delle persone disabili, tanto da essere nominata Cavaliere al Merito della Repubblica è stato un gesto di estrema bassezza politica e umana, anche e soprattutto per il coinvolgimento nell’evento delle persone con disabilità” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale.
“L’aperitivo, per la cronaca, è stato un momento di gioia e di sorrisi, nonostante il grave disagio sociale creato dalla chiusura delle micro piscine e della palestra di via del Dos. Chiusura che, tra l’altro, in campagna elettorale, il sindaco aveva affermato che non avrebbe mai disposto, per non limitare i servizi offerti alle persone fragili. Ora, chiaramente, l’augurio è che la struttura possa riaprire il prima possibile”.
“E a questo proposito, invito nuovamente il sindaco a non prendersi meriti che non ha, perché la nuova caldaia è frutto di un appalto dell’Amministrazione Lucini, e a lavorare sodo per dare al più presto risposte adeguate ai cittadini, senza dover ricorrere a facili ironie fuori luogo. Soprattutto quando di mezzo ci sono categorie fragili come le persone con disabilità che frequentavano abitualmente piscine e palestra nei loro percorsi di riabilitazione. Compito di un buon sindaco sarebbe andare incontro con umanità e professionalità a chi ha perso un luogo importante per il proprio percorso. Ma, a quanto sembra, queste ultime, sono qualità che non appartengono a Rapinese” prosegue.
“Altrettanto triste è pensare a una maggioranza incapace di pensare con la propria testa e di distinguere se il proprio sindaco sia dalla parte della ragione o del torto. In un anno di mandato non abbiamo mai visto un consigliere prendere posizione su quanto detto da Rapinese. Ed è piuttosto vergognoso che, neanche in una situazione simile, in cui come parte in causa c’erano fasce sensibili della popolazione, nessuno abbia avuto il coraggio, o meglio, la decenza, di alzare la mano e dissentire” conclude.
“Ancora una volta, la gestione dei lavori pubblici da parte dell’Amministrazione Rapinese lascia, a dir poco, a desiderare. Il ritardo nell’inizio dei lavori di ampliamento alla scuola primaria di via Mognano e la conseguente scelta forzata di far iniziare l’anno in via Deledda agli studenti della scuola secondaria di primo grado è un esempio di cattiva amministrazione e programmazione, che andrà, inevitabilmente, a ripercuotersi sugli studenti e sulle loro famiglie” denunciano Eleonora Galli, consigliere comunale del PD di Como, e Massimo Mancuso, segretario del circolo “Elide Greco” di Como Nord.
“La soluzione lascia estremamente perplessi. I motivi sono diversi, a partire dalle condizioni in cui i ragazzi saranno costretti a studiare in un edificio ormai fatiscente, come quello di via Deledda, in cui le aule sono in condizioni disastrose e un piano è addirittura inagibile. E’ evidente che una scuola del genere non consente di concentrarsi al meglio sullo studio e non favorisce l’apprendimento, ed è assai improbabile che la struttura possa subire consistenti miglioramenti da qui a settembre. La situazione di incertezza sulle tempistiche dei lavori, tra l’altro, sarà un’ulteriore ostacolo organizzativo. Quando avverrà l’eventuale trasferimento? Con quali modalità? I lavori continueranno anche dopo la sistemazione delle aule e lo spostamento degli alunni? E’ evidente che i disagi saranno molteplici, per i docenti, per gli studenti e per le loro famiglie”.
“E la cosa peggiore è che, a queste domande che ci siamo posti e che anche la scuola ha provato a formulare al Comune già da tempo, non sono ancora state date risposte chiare. Siamo ormai alla fine del mese di luglio, l’inizio delle lezioni dista poco più di un mese e l’incertezza regna sovrana” concludono.
“Siamo estremamente dispiaciuti del fatto che una realtà importante della nostra città come Per Como Pulita sia stata costretta ad arrendersi e a cessare temporaneamente le proprie attività. L’associazione contribuiva da anni a preservare la bellezza del nostro territorio, con grande impegno, seppur silenziosamente. In un momento come questo, desideriamo esprimere la nostra vicinanza ai volontari del gruppo e siamo pronti a sostenerli e ad aiutarli a creare le migliori condizioni per una ripartenza” dichiara Eleonora Galli, consigliere comunale del Partito Democratico di Como.
“Spiace molto pensare che chi si prodiga da anni per il bene di Como abbia dovuto dare forfait, a causa della crescente inciviltà, ma anche e soprattutto per la condizione di solitudine in cui l’associazione è stata lasciata dalle istituzioni. Fa specie pensare che il sindaco Rapinese, in passato grande sostenitore della consegna dell’Abbondino d’Oro a Per Como Pulita, oggi non si preoccupi di fornire loro il supporto necessario. Il sindaco ascolti e aiuti i volontari, a cui, tutti noi, dovremmo solo dire grazie”.
“Fa’ e disfa’ l’è tut un laurà. Recita così un vecchio modo di dire diffuso nelle nostre zone, che descrive perfettamente ciò che è successo in viale Masia all’inizio di questa settimana. E’ iniziato, infatti, un piano di ripristino delle asfaltature, partito da via Venini. Questo nuovo intervento, tuttavia, stona particolarmente con la segnaletica tracciata solo qualche giorno fa. Strisce bianche che, ovviamente, andranno rifatte una volta terminati i lavori” denunciano i consiglieri comunali del Partito Democratico Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli.
“E non è finita qui, perché i cittadini comaschi dovranno convivere con i cantieri anche a settembre. La stessa zona, infatti, verrà interessata dai lavori di realizzazione della pista ciclabile. Operazioni che, tra l’altro, erano previste già prima dell’estate, al termine del campionato di Serie B. Dobbiamo constatare che, ancora una volta, il sindaco Rapinese e la sua Amministrazione mancano di adeguata pianificazione, che avrebbe senz’altro garantito risparmio e minori disagi ai cittadini”.
“Dopo la triste esperienza del Natale dell’anno scorso, speravamo che il sindaco Alessandro Rapinese e la sua Amministrazione potessero fare un passo indietro, rivedendo l’organizzazione degli allestimenti natalizi in centro città. Tuttavia, da un primo sguardo al bando e dalle notizie circolate a mezzo stampa, Como sembra destinata a rivedere un film molto simile a quello del 2022” dichiarano i consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi, Stefano Legnani, Stefano Fanetti ed Eleonora Galli.
“Al di là della grossa pista da pattinaggio, incredibilmente, il bando non prevede più il mercatino con le tradizionali casette natalizie, da sempre elemento simbolo del Natale sul lago e richiamo per i turisti e i residenti in provincia. Eppure ci saranno ben quattro postazioni per le auto in pubblicità da parte di concessionari. Dobbiamo dedurre che le automobili siano più natalizie e caratteristiche del nostro territorio rispetto alle casette?”.
“Ma d’altronde, dopo il flop dell’anno scorso, quali casette tornerebbero a Como? Nell’ultima edizione chi le ha utilizzate ha pagato più degli anni passati, registrando una perdita. Tra l’altro, ancora oggi, siamo a parlare dell’assenza della rendicontazione analitica e della mancata destinazione della percentuale prevista alle associazioni. Fare peggio del Natale 2022 è difficile, ma le premesse non lasciano sperare in nulla di buono. E a farne le spese saranno, ancora una volta, i cittadini”.