“Abbiamo appreso la notizia del rimpasto in Giunta operato dal sindaco Rapinese, all’ennesima dimostrazione di protagonismo. Fa specie il modo in cui le deleghe siano state date e tolte, quasi come una punizione a chi non segue i suoi dettami e un premio, invece, ai fedelissimi, ma ancor più come, ancora una volta, sia riuscito ad attribuirsi nuove importanti competenze”. dichiarano i Consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi, Eleonora Galli, Stefano Fanetti e Stefano Legnani.

“Ricapitolando, una grande sostenitrice del primo cittadino ha avuto la propria promozione in Giunta, a riconoscimento della propria lealtà. Per contro, il “frizzantino” assessore Enrico Colombo è stato sgasato e di fatto messo ai margini, privato di gran parte delle proprie aree di competenza. Da notare anche come anche a Francesca Romana Quagliarini sia stata tolta una delega, con cui aveva senz’altro familiarità, come quella all’Università “.

“Curioso come il sindaco si sia tenuto una delega dello stesso Colombo. E da agente immobiliare, poteva forse non essere quella all’Urbanistica? Tra l’altro, viene da chiedersi come possa gestire al meglio tutte le pesanti deleghe che si è attribuito. Attenderemo una dimostrazione dal nostro supereroe” concludono.

“Nella provincia di Como stanno sempre più emergendo casi di studenti che, pur nel rispetto dei tempi, si vedono respingere le domande di iscrizione presso gli istituti pubblici superiori prescelti. All’incertezza di poter esser accolti nelle scuole selezionate, si registrano anche situazioni ormai frequenti di alunni ai quali viene negato il trasferimento da una scuola pubblica all’altra della stessa provincia o addirittura da un indirizzo di studio all’altro del medesimo istituto, sia nel caso in cui la richiesta di passaggio avvenga nei primi mesi dell’anno scolastico, quando ancora è possibile rimediare allo sbaglio di orientamento fatto dai ragazzi, sia al termine della scuola, a seguito di una bocciatura” denuncia Chiara Braga, Presidente del Gruppo PD alla Camera.

“Da parte loro i dirigenti scolastici delle maggiori scuole superiori comasche motivano l’impossibilità di accettare nuove iscrizioni, trasferimenti e reinserimenti di ripetenti esterni evidenziando gli effettivi limiti strutturali dettati dalla capienza delle classi, con il numero massimo di trenta alunni già raggiunto prima dell’inizio dell’anno, e dalla cronica mancanza di spazi”.

“Una situazione da ‘coperta troppo corta’ che merita di essere affrontata e risolta al più presto. Il rischio è di segnare fortemente il percorso formativo ed educativo di questi ragazzi che di fatto si vedono respinti da un sistema scolastico pubblico ingessato che invece dovrebbe accoglierli ed educarli. Studenti che quindi sono costretti a trovare soluzioni di ripiego, molto spesso decisamente penalizzanti, come frequentare percorsi scolastici meno affini alle loro attitudini, iscriversi a istituti privati locali con rette costose, non sostenibili da tutte le famiglie, ripiegare su altri istituti pubblici fuori provincia con annessi problemi logistici. Nei casi più gravi si fa avanti anche l’ipotesi dell’abbandono degli studi andando così ad aggravare il fenomeno della dispersione scolastica che in provincia di Como raggiunge già livelli elevati” prosegue.

“Per questo, insieme alla collega Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del PD, abbiamo presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara per chiedere di intervenire sulla provincia di Como affinché, nel pieno rispetto del diritto allo studio sancito in Costituzione, venga garantita la massima accoglienza alle richieste di iscrizione, di trasferimento e di reinserimento esterno dei ragazzi da un istituto pubblico all’altro della provincia, evitando così che si verifichino situazioni penalizzanti e discriminatorie a carico degli studenti e delle loro famiglie”.

Qui il testo dell’interrogazione presentata: https://chiarabraga.it/wp-content/uploads/2023/09/230920-Interrogazione-scuole-superiori-iscrizioni-trasferimenti-Como.pdf?fbclid=IwAR26By8t25686yyAzMSELSoLSNvz0Tomn5DfAIVQ3AR56e-nHi4lq91JJ9Q

“La serata di ieri nella sede dell’Istituto comprensivo di Como Nord ha rappresentato una forte presa di posizione da parte dei genitori, della direttrice didattica, degli insegnanti, degli educatori e dei cittadini, fermi nell’esprimere la volontà di mantenere la scuola dell’infanzia a Ponte Chiasso. Un’idea che condividiamo e supportiamo, come espresso anche durante l’incontro. Il quartiere ha un’importante funzione identitaria e aggregativa. Chiudere l’asilo significa svuotarlo del proprio tessuto sociale. Inoltre, la decisione comporterebbe un aumento del traffico, con conseguenti ritardi e notevoli disagi ai genitori” dichiarano i Consiglieri comunali Barbara Minghetti, Vittorio Nessi e Luca Vozella de La Svolta Civica e Patrizia Lissi, Stefano Legnani ed Eleonora Galli del Partito Democratico.

“Le proposte concrete da parte delle famiglie di Ponte Chiasso non mancano. Tra queste, c’è l’idea di spostare la materna di via don Luigi Monza nel plesso della primaria di via Brogeda, dove c’è spazio per accogliere tutti, così come fatto in precedenza anche a Monte Olimpino. Proposte che, come sempre, andavano ascoltate prima, ma ormai non ci stupiamo più, perché quello di parlare con i diretti interessati solo a cose fatte è un modus operandi ben consolidato dall’Amministrazione. Chiediamo al sindaco e al gruppo di maggioranza di rivedere le scelte fatte, provando a venire incontro alle esigenze e ai suggerimenti dei cittadini”.

“Teniamo a precisare, inoltre, come nonostante le continue richieste di chiarimento e un’interrogazione già depositata in Comune, non siano ancora arrivate risposte chiare su quali scuole verranno chiuse. Il vicesindaco, presente all’incontro, non è riuscito a dare risposte chiare alle domande e alle richieste dei presenti. I cittadini meritano trasparenza. Non possono essere informati sempre e solo all’ultimo momento” concludono.

“Le recenti notizie di cronaca nazionale e locale, come quella della rapina in centro a Cantù a opera di una baby gang, confermano quanto sia importante, anche per i Comuni, aiutare le famiglie e la scuola, creando percorsi educativi che accompagnino bambini e ragazzi nella crescita. A Como ci sono tantissime organizzazioni di volontariato che quotidianamente si spendono per l’altro e che, alla luce della loro esperienza, possono essere importanti attori nel raggiungimento di questo obiettivo. Per combattere il disagio giovanile, in sede di approvazione del Documento Unico di Programmazione, avevamo proposto di organizzare eventi di promozione per bambini, in collaborazione con Terzo Settore e scuole primarie” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico di Como in Consiglio comunale.

“L’idea era quella di pensare a percorsi ludico educativi, volti ad avvicinare i più giovani al tema della disabilità, al valore della diversità individuale e dell’inclusione. Lo stesso è stato proposto per il tema del bullismo, del cyberbullismo e dell’utilizzo consapevole della rete internet e dei social network. Indovinate? Proposta rifiutata. Così come, in precedenza, era caduta in un nulla di fatto la mia proposta di creare un tavolo di coordinamento con i responsabili delle varie associazioni e le istituzioni, come Asst e Ats. Ci lascia perplessi il fatto che il sindaco e la sua Amministrazione non ritengano importante il ruolo del Comune nella crescita dei cittadini di domani, ma soprattutto il coinvolgimento delle realtà del Terzo Settore nella vita della città. Forse, però, da un sindaco che ha già chiuso i centri civici, aumentato i costi per l’utilizzo delle sale riunioni e sfrattato la bocciofila, una tale avversione per il sociale ce la potevamo anche aspettare” conclude.

“E’ la storia che scaccia la storia, un patrimonio che cancella un patrimonio. La decisione dell’Amministrazione comunale di sfrattare la storica Bocciofila dei Combattenti e Reduci di via Balestra per consentire la realizzazione dell’esposizione delle monete romane rinvenute in città cela dietro di sé un grande controsenso di fondo del quale non si può non tenere conto. Se è vero che la storia antica della nostra città rappresenta un prezioso tesoro da conservare e far conoscere, è altrettanto vero che quella contemporanea, rappresentata in questo caso dai Combattenti e da un luogo divenuto simbolo, merita, allo stesso modo, di essere tutelata e preservata” dichiarano Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, e Tommaso Legnani, segretario cittadino.

“A lasciare perplessi è soprattutto il metodo, peraltro già visto in passato, con cui il sindaco e il gruppo di maggioranza stanno operando. La notizia di sfratto è arrivata improvvisamente, con una lettera, senza parlarne con i diretti interessati. Gli incontri e i confronti sono arrivati solo dopo, a giochi fatti. Certamente non un modo corretto di rapportarsi con i propri cittadini. Per giunta, non hanno portato ad alcun risultato, come dimostrato dall’incontro di ieri in Prefettura. Il sindaco Rapinese si è dimostrato ancora una volta fermo sulle proprie posizioni e incapace di trovare soluzioni alternative per venire incontro a chi la città la abita, la vive, la rende viva”.

“In questo momento, in cui la permanenza dell’associazione in quella che, da anni, è la sua casa e il suo luogo di ritrovo viene minata da un provvedimento preso estremamente alla leggera dall’Amministrazione, il Partito Democratico vuole esprimere la massima vicinanza a tutte le persone per le quali la Bocciofila è molto più che una pista sulla quale far rotolare delle palline. Invitiamo il sindaco a tornare sui suoi passi e a vagliare tutte le soluzioni possibili. E’ necessario che la bocciofila, le sedi delle associazioni e le nuove esposizioni trovino il modo di coesistere, cosicché nessuno resti penalizzato. Storia e socialità possono convivere: senza la seconda, la prima rischia di essere solo un vuoto ricordo del passato” concludono.

“Il discorso di ieri sera del nostro Vescovo Oscar Cantoni, alla vigilia della festa di Sant’Abbondio, ha offerto a tutti i comaschi numerosi spunti di riflessione ma, soprattutto, ha tracciato una linea da seguire con cui non possiamo che essere assolutamente concordi. Con le sue parole, ricollegabili a quelle recentemente pronunciate dal Presidente Sergio Mattarella sui valori della nostra Costituzione, ha dipinto il sogno di una Como in cui nessuno resta solo, ricca di opportunità di condivisione, socialità, crescita nello scambio e nella relazione. Un’idea che ci ha ricordato le tematiche sulle quali continuiamo a batterci quotidianamente” dichiarano i consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani.

“Sogniamo una Como che tenga fede al titolo di Messaggera di Pace ricevuto dalle Nazioni Unite, favorendo ogni iniziativa di amicizia tra le città e i popoli del mondo e coerentemente promuovendo il valore della solidarietà, innanzitutto, tra i propri cittadini. Una città in cui le associazioni, motore della nostra comunità, possano lavorare in rete e in piena sinergia tra loro e con le istituzioni, aiutandoci a creare legami e relazioni tra i comaschi e ad aiutare chi ne ha bisogno. Sogniamo una città dove i giovani possano ritrovarsi, far sentire la propria voce, scambiarsi le proprie idee per il futuro e contribuire alla costruzione della Como di domani. Vogliamo che abbiano opportunità di svago e di divertimento e spazi dedicati, dove possano essere liberi di essere se stessi e nei quali fare nuove amicizie, combattendo così il disagio giovanile. Sogniamo un luogo in cui chi è arrivato da poco possa sentirsi accolto. Desideriamo che abbia un letto in cui dormire e persone disposte a sostenerlo nella costruzione di una nuova vita. Sogniamo che nessuno venga più lasciato ai margini, escluso, quasi cacciato. Vogliamo una Como dove chi è in difficoltà non venga trattato come uno scarto, ma con la dignità di una persona, e che possa ricevere tutto il supporto di cui necessita”.

“Siamo consapevoli che tutto ciò non è facile, ma questa è la Como che dobbiamo provare a costruire: un luogo di pace, inclusione e libertà, ma anche di solidarietà e relazioni. Questo è il Comune che vogliamo realizzare e per il quale, ogni giorno, continueremo a lavorare all’opposizione, con la massima disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per questi obiettivi, ma anche con tenacia e fermezza nel dire di no, qualora i valori appena espressi dovessero essere minati” concludono.

“Le lunghe code che nella giornata di ieri si sono create alla nuova biglietteria della navigazione, estendendosi lungo la passeggiata in direzione Sant’Agostino, sono l’ennesima prova dell’enorme crescita del turismo a Como. Una grande opportunità, certamente, per la città, ma anche una fonte di difficoltà che durante tutta l’estate ci siamo ritrovati a registrare. E’ urgente un intervento da parte dell’Amministrazione comunale che ha il compito di rendere sostenibile questo turismo, senza creare disagio a chi, il nostro centro, lo vive quotidianamente. In sede di approvazione del Documento Unico di Programmazione abbiamo fatto due proposte sul tema. La prima riguarda le aree camper, sempre più richieste. Vista l’insufficienza di spazi dedicati, abbiamo impegnato l’Amministrazione ad ampliare l’offerta sul territorio comunale. Tanto per cambiare, però, la richiesta è stata rigettata” afferma il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.

“Un altro dei problemi in crescita a Como è quello dell’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. Sempre più persone scelgono la nostra città per trascorrere le vacanze, e se da un lato non può che fare piacere e favorisce, inoltre, lo sviluppo economico, dall’altro crea inevitabilmente una serie di problematiche su cui si deve provare a riflettere; a partire dalla gentrificazione, ovvero il processo di trasformazione di alcuni quartieri, con conseguente cambiamento della composizione sociale e aumento dei prezzi di acquisto e di affitto degli immobili, per finire alla scarsità di parcheggi sul territorio, passando per il sovraffollamento dei mezzi pubblici, in particolare quelli di navigazione e la funicolare”.

“Una situazione che influenza negativamente la qualità della vita di chi abita o vive il centro della città quotidianamente e che è ormai sotto gli occhi di tutti. Di tutti ma, evidentemente, non del sindaco Rapinese, che non la considera importante o quantomeno meritevole di considerazione e discussione, dato che ha respinto la proposta di individuare delle soluzioni attraverso un percorso condiviso con i diversi attori del territorio. Gli consigliamo di farsi un giro sui mezzi pubblici cittadini e di valutare se questo è realmente il servizio che vuole offrire alla città” conclude.

“Nel mese di luglio, in Consiglio comunale, si è proceduto all’approvazione del DUP, il Documento Unico di Programmazione relativo al triennio 2024-2026. Il Partito Democratico ha presentato una serie di proposte, tutte respinte dall’Amministrazione comunale. Sono parecchie, quindi le presentiamo un po’ per volta, per temi, dandovi modo di valutarne la bontà e di conoscere quanto avviene all’interno di Palazzo Cernezzi, dove al momento sta governando una maggioranza totalmente chiusa alla collaborazione con gli altri gruppi consiliari” dichiara Stefano Legnani, consigliere comunale di Como per il Partito Democratico.

“Partiamo dalla prima, riguardante la partecipazione, esemplificativa della linea amministrativa che il sindaco Rapinese e il suo gruppo hanno scelto di tenere. Nel documento, si impegnavano il sindaco e la giunta a introdurre nella nota di aggiornamento al DUP l’obiettivo di rilanciare forme dirette di partecipazione dei cittadini. Parliamo, ad esempio, di assemblee di zona e assemblee tematiche, anche attraverso la modifica del relativo regolamento, e dell’introduzione di forme di bilancio partecipativo”.

“L’obiettivo era quello di rendere i comaschi protagonisti delle scelte che riguardano la città, anche a fronte di una crisi crescente della politica che non incontra più la fiducia della gente, come testimoniano i dati di affluenza alle urne. Non si capisce per quale motivo la maggioranza abbia respinto una richiesta tanto semplice quanto di buon senso. Forse teme il confronto diretto con la popolazione, o ha qualcosa da nascondere” conclude Legnani.

“Le alte temperature di questi giorni stanno mettendo a dura prova tutti i comaschi. Il mio pensiero va soprattutto agli anziani, i soggetti più fragili, il cui fisico risente maggiormente delle alte temperature. Il consiglio degli esperti, come sempre, è quello di non uscire nelle ore più calde, ma non è affatto scontato che le mura di casa siano tanto più fresche” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale.

“Proprio per questo motivo, il mese scorso, avevo proposto in un ordine del giorno di dare dei condizionatori in comodato d’uso agli anziani che non se li possono permettere. È una buona abitudine che il Comune aveva in passato, ma che si è persa con gli anni. Purtroppo, tanto per cambiare, la mia proposta è stata rifiutata. Credo si sia persa l’ennesima buona occasione di fare un semplice gesto per dare un grande aiuto a una parte della nostra comunità”.

Le istituzioni