«Nuova settimana, nuova triste notizia sul fronte eventi estivi. Ci eravamo lasciati sette giorni fa con la speranza che, dall’incontro in programma ieri, potessero uscire importanti novità sugli spettacoli in programma a Como nei prossimi mesi. Novità che c’è stata, ma non quella sperata. Ci duole constatare, infatti, che l’Amministrazione ha deciso di cancellare ufficialmente le “Villa Olmo Nights”, a testimonianza del fatto che le nostre preoccupazioni sull’incapacità di muoversi per tempo da parte del sindaco e del suo gruppo erano più che fondate» dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli.
«La motivazione ufficiale, stando alla delibera di giunta, riguarda “sopraggiunte difficoltà di natura tecnica e artistica”. L’impressione, però, è che, se si fosse iniziato a programmare l’evento con il dovuto anticipo, tali non meglio precisati ostacoli avrebbero potuto trovare una soluzione e, a Como, avremmo potuto assistere agli attesi eventi e concerti. Ci dovremo accontentare delle attività di intrattenimento per famiglie del sabato e la domenica che, come annunciato nella stessa delibera, partiranno dal 15 luglio. Ammesso e non concesso che l’Amministrazione riesca davvero a organizzarle».
«Soprattutto perché l’attenzione sembra tutta per il Natale. Abbiamo già un bando per la pista di pattinaggio, che include persino i fuochi d’artificio per Capodanno, con le domande che andranno presentate entro il 30 luglio. Insomma, il sindaco ha saltato a piè pari il periodo estivo, evitando di risolvere problemi urgenti e pensando già alla stagione invernale. Una strana concezione delle priorità e un altro chiaro segno dell’abilità nell’organizzazione e programmazione di chi guida il nostro Comune. Rapinese chieda scusa ai cittadini comaschi per l’estate senza eventi in città» concludono.
«Il continuo bisogno di controllo dell’attuale Amministrazione, già riscontrabile in alcuni provvedimenti, così come in discutibili risposte social ad educate osservazioni dei cittadini, si è spinto a un livello che non credevamo fosse possibile raggiungere. La lettera circolata a Palazzo Cernezzi negli scorsi giorni, che obbliga i dirigenti a visionare entro le 10 la rassegna stampa al fine di individuare articoli scorretti o lesivi dell’immagine del Comune, non ha precedenti e lascia basiti per una serie di motivazioni» dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli.
«In primis, per il nuovo ruolo assegnato ai dirigenti comunali. In tutta onestà, non crediamo che effettuare una rassegna stampa nelle prime ore del giorno rientri nel già ampio ventaglio delle competenze di questa categoria di lavoratori. Il rischio concreto, inoltre, è che dando loro una mansione mai vista prima nella storia del Comune, si possano perdere di vista questioni ben più prioritarie del controllo di ciò che i giornalisti, a loro volta professionisti, scrivono sulle testate locali».
«In secondo luogo, alcuni passaggi della lettera sembrano screditare il lavoro che giornalisti e giornali svolgono quotidianamente per informare i cittadini su quanto accade nella nostra città. Parlare di “informazioni distorte e lesive, scritte senza che l’autore conosca i presupposti di fatto e di diritto dell’agire della pubblica amministrazione”, significa mettere in dubbio la capacità di svolgere il proprio lavoro dei professionisti dell’informazione. Quella che è stata dichiarata come una misura a tutela dell’immagine dell’ente, dunque, assume più i contorni di una critica, e forse anche un’intimidazione, rivolta alla stampa che, come espresso nell’articolo 21 della nostra Costituzione ha il “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”» proseguono i consiglieri.
«Infine, conoscendo bene la tipologia di critiche che vengono mosse sugli organi di informazione, possiamo affermare con certezza che nessuno ha mai messo in discussione l’operato dei dirigenti, dei tecnici e di tutti gli altri dipendenti comunali. Tutelare l’ente, in questo caso, non significa, come fatto passare da Rapinese, preservare l’immagine del Comune, bensì quella dello stesso sindaco, il quale dovrebbe essere in grado di assumersi da solo la responsabilità delle proprie decisioni politiche. Se di critiche ne vengono mosse così tante, forse, è il caso di valutare le motivazioni e le modalità con cui sono state fatte le scelte in questo primo anno di mandato» concludono.
“Con amarezza, nella giornata di ieri, abbiamo dovuto dire addio ai parcheggi bianchi di viale Innocenzo XI, nel tratto compreso tra via Borsieri e via Brusadelli, in direzione San Rocco. I mezzi al lavoro hanno dipinto le strisce di blu, uniformandoli, di fatto, agli altri stalli a pagamento della zona. E così, anche uno degli ultimi baluardi della sosta gratuita in città, che con ardore aveva consentito a tanti comaschi di passeggiare liberamente sul lago senza tirare fuori mucchi di monetine dal portafogli, è caduto sotto le irremovibili decisioni della Giunta Rapinese” dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli.
“Al di là della decisione in sé, fa sorridere pensare a quanto l’attuale sindaco dichiarava nel 2014, promettendo, una volta vinte le Elezioni, il ritorno alla circolazione in Ztl per i cittadini, il pass per i posti blu per i residenti e, soprattutto, il ritorno dei posti bianchi in convalle. Ci chiediamo cosa ne sia stato di quelle intenzioni. E se è vero che le opinioni possono cambiare nel tempo, la tendenza del sindaco a cambiare idea, o meglio, a non mantenere le promesse fatte, non solo negli anni ma anche nell’ultima campagna elettorale, lascia sempre più sbalorditi”.
“Avevamo posto il problema con preoccupazione già due settimane fa, ma a giudicare dalle parole del sindaco Rapinese, a oggi, la situazione non sembra essere migliorata. Il mese di luglio è già iniziato da qualche giorno, l’estate è entrata nel vivo e, a Como, manca ancora un programma degli eventi estivi che, in teoria, avrebbero dovuto iniziare… venerdì 7 luglio: dopodomani” constatano i consiglieri comunali del Partito Democratico di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli.
“A oggi sappiamo che il primo cittadino sta lavorando e che avrà un nuovo incontro sul tema martedì prossimo, l’11 luglio, quasi a metà mese. Ribadiamo l’enorme dispiacere nel vedere una città come la nostra, ricca di luoghi da valorizzare con eventi, coniugando cultura e divertimento, debba aspettare le lungaggini di un’Amministrazione che nel frattempo stava già pensando al Natale dell’anno prossimo, dopo aver rovinato quello appena trascorso” proseguono.
“E così, mentre negli altri Comuni della zona e della Provincia l’estate è già entrata nel vivo, nel capoluogo cittadini e turisti sono ancora in attesa, nella speranza di avere al più presto un calendario per iniziare a organizzarsi. L’Amministrazione, probabilmente, non ha chiaro il fatto che la gente non può aspettare in eterno i loro comodi, oppure non è in grado di organizzare e pianificare una serie di eventi. I comaschi dovranno prenderne atto: quest’estate possono iniziare a divertirsi, ma altrove”.
“La decisione di cambiare la frequenza della raccolta dell’indifferenziata a partire dalla giornata di oggi lascia parecchie perplessità, per i tempi, per le modalità e per la mancanza di servizi alternativi” dichiarano Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico di Como in Consiglio comunale, e Tommaso Legnani, segretario dell’unione territoriale di Como.
“Prima di tutto, è certamente opinabile la scelta di ridurre a un solo giorno la raccolta a partire dall’1 luglio e cioè nella stagione più calda. A rimetterci sono le famiglie con bambini e anziani, a cui, probabilmente, andava rivolta maggiore considerazione. Tanto più alla luce del fatto che non ci sono ancora punti di raccolta dedicati a pannolini e pannoloni e non tutte le famiglie hanno la possibilità di stoccarli in una zona adeguata. Chiamando il numero verde, l’indicazione è quella di portarli in via Stazzi o all’isola ecologica di Tavernola, attraverso spostamenti più o meno lunghi e di certo poco piacevoli” proseguono.
“A quanto ci è dato sapere, sempre da numero verde, i punti di raccolta per pannolini e pannoloni verranno attivati a partire dall’autunno, anche se non si specifica se a inizio o fine. In ogni caso, sarebbe stato abbastanza logico aprire i punti di raccolta prima di cambiare le regole. È come far partire un’auto a cui devono ancora essere montate le ruote”. concludono.
“Gli striscioni contro il Pride, apparsi ieri a Como a firma del movimento di estrema destra Fiamma Tricolore, denotano una chiusura e un’intolleranza da condannare fermamente. Ci è sembrato, tra l’altro, un gesto fine a se stesso, volto più a esprimere una posizione contraria e a ferire chi nella manifestazione del 15 luglio vede un’occasione per rivendicare i propri diritti e la propria libertà, che a ottenere un’effettiva cancellazione dell’evento”, dichiarano il segretario del PD Provinciale Federico Broggi e il vicesegretario Andrée Cesareo.
“La società è stata costituita dalle persone. E sono state le persone, negli anni, a modellarla in modo che ciascuno potesse vivere in libertà, senza ledere quella degli altri. Purtroppo, però, ancora oggi, c’è chi è stato lasciato indietro. C’è chi, ingiustamente, non gode degli stessi diritti di tutti gli altri, chi è discriminato per la propria personalità, per il proprio orientamento sessuale, perché non si identifica nel corpo in cui è nato. Il Pride è la manifestazione della libertà, dell’uguaglianza nei diritti, ma anche della bellezza della diversità che contraddistingue ognuno di noi. Valori che sono alla base della nostra Costituzione e per i quali si dice di combattere ogni giorno, ma che troppo spesso sembrano non valere per tutti” proseguono.
“Il Partito Democratico della Provincia di Como, in linea con quello nazionale, parteciperà al Pride del 15 luglio e sarà al fianco della comunità lgbtqia+ in questa battaglia di civiltà, pacifica e democratica, ma allo stesso tempo ferma e decisa, verso un necessario cambiamento. Invitiamo chiunque abbia a cuore questi valori a scendere in strada e a partecipare al corteo” concludono, insieme al Segretario dell’Unione Territoriale di Como Tommaso Legnani.
“Domani inizia l’estate. È tempo di uscite serali, di concerti all’aperto, di feste di paese e di eventi. Ovunque, tranne che a Como. O meglio, a oggi, a causa dei ritardi del Comune, nessuno sa quale sarà il programma degli eventi estivi nella nostra città” constata Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Como.
“Il bando per le Villa Olmo Nights è andato deserto lo scorso aprile. A quel punto, il Comune di Como avrebbe dovuto far sapere in che modo è intenzionato a procedere ma, al momento, tutto tace. È l’ennesimo aspetto su cui il sindaco Rapinese e la sua Amministrazione stanno fallendo. Una città come la nostra, con luoghi meravigliosi in cui tenere concerti ed eventi e con tanta cultura da vivere, forse ancor di più, nella stagione più calda, si trova in estremo ritardo sulla tabella di marcia. Questo denota certamente una scarsa capacità di organizzazione e pianificazione. I cittadini comaschi e i tanti turisti che già affollano la nostra città non possono certo restare ad aspettare le lungaggini del primo cittadino e del suo gruppo” prosegue.
“E mentre il sindaco Rapinese è assiduamente impegnato in battaglie di cui non si sentiva la necessità e a mettere i bastoni tra le ruote alle associazioni, viene da pensare a quanto siamo fortunati ad avere, sul territorio, tante altre realtà che fanno e che organizzano cose belle per la gente. Penso ad eventi come quelli organizzati dal Teatro Sociale, o al cinema all’aperto. Menomale che c’è altro, oltre al Comune, perché se aspettassimo i loro tempi, Como sarebbe un vero mortorio”.
“Ancora una volta il sindaco Alessandro Rapinese si è dimostrato irremovibile. Nonostante l’incontro con una quarantina di rappresentanti delle associazioni attive sul territorio, ha scelto di confermare il netto aumento dei contributi dovuti per l’utilizzo dei centri civici. Va da sé che molte delle realtà che si spendono volontariamente per il bene della nostra città saranno messe in grave difficoltà”, denunciano i consiglieri comunali di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Stefano Legnani ed Eleonora Galli, insieme al segretario cittadino Tommaso Legnani.
“Leggere le cifre è agghiacciante. Basti pensare che in alcuni casi si passa da un contributo di 30 euro annuali per l’utilizzo dei locali a circa 1500, con quote che arrivano a essere, quindi, 50 volte superiori a quelle abituali. Significa che le associazioni dovranno spendere in un anno ciò che prima avrebbero dovuto sborsare in mezzo secolo. È un caso estremo, ma mediamente i costi aumenterebbero dalle 10 alle 30 volte per tutti, a seconda della grandezza degli spazi occupati. Naturalmente comprendiamo che, a fronte di un aumento dei costi di gestione, sia necessario rivedere le tariffe, prima estremamente simboliche, e chiedere un contributo effettivo a chi utilizza gli spazi. Tuttavia, l’aumento previsto dall’Amministrazione appare davvero esagerato per realtà il cui budget non permette di sostenere simili spese” proseguono gli esponenti del PD di Como.
“Eppure l’attuale Amministrazione è la stessa che scriveva nel proprio programma elettorale «il Terzo Settore non sarà più terzo a nessuno. Metteremo chi vuole fare del bene ai nostri cittadini nelle condizioni di operare senza avere assilli economici e/o organizzativi». Letto a pochi mesi di distanza, risulta diametralmente opposto a ciò che sta accadendo. Lo schema somiglia sinistramente a quello già visto per gli asili, dove l’aumento dei prezzi e l’aggiunta di paletti hanno portato alla rinuncia al servizio da parte della gente e, conseguentemente, visto il calo della domanda, alla chiusura e alla vendita. Non vogliamo che ciò si ripeta”.
“Nel prendere una decisione di questo tipo, va tenuto conto del valore sociale delle associazioni e del prezioso contributo, non monetario, ma altrettanto concreto, che forniscono costantemente alla nostra città. L’associazionismo dovrebbe essere considerato come una preziosa risorsa per la comunità e, proprio per questo, tutelato, salvaguardato e agevolato. Ci duole constatare che, non solo queste realtà sono state considerate un costo e, pertanto, sono state pesantemente penalizzate dal provvedimento, ma, oltretutto, il sindaco Rapinese non è stato in grado di ascoltare e accogliere le loro ragioni nell’incontro di questa settimana. Questa incapacità di venire incontro alle esigenze dei suoi concittadini, che dovrebbe rappresentare e aiutare a operare nel migliore dei modi, è l’aspetto che più ci preoccupa. Lo invitiamo, per l’ennesima volta, a rivedere le sue scelte, a beneficio di una categoria che è motore, oltre che motivo di vanto, della città di Como”, concludono.
“All’indomani del forte temporale che ha colpito la zona, le immagini provenienti da alcuni luoghi della città di Como, come la via Brambilla e la via Volta, lasciano a bocca aperta. Le strade sono completamente coperte di fango e detriti trasportati dall’acqua, che hanno ostruito i tombini, impedendone il regolare assorbimento. Si segnalano, inoltre, danni ad abitazione e negozi. E’ uno stato in cui, chiaramente, non vorremmo mai vedere la nostra città”, dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del PD in Consiglio comunale.
“Prima di tutto, vogliamo esprimere un messaggio di vicinanza ai residenti, che sono stati, comunque, i primi a rimboccarsi le maniche per pulire le strade dal fango. In secondo luogo, è necessario interrogarsi sulle contromisure che possono essere prese per evitare che Como si allaghi puntualmente alla prima bomba d’acqua. Secondo l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la nostra città e il territorio comasco sono tra i luoghi più esposti al dissesto idrogeologico. È necessario investire per evitare disagi o, peggio, spiacevoli incidenti. La Consulta dell’ambiente si è riunita una volta sola e ho chiesto di convocare la Commissione per parlare della tematica. Un primo passo, potrebbe essere anche solo tener puliti i corsi del Cosia, del Breggia e del reticolo minore. I detriti da loro trasportati sono tra le principali cause dell’occlusione dei tombini, che è altrettanto fondamentale tenere liberi da sporcizia, e dei conseguenti allagamenti. Lavoriamoci insieme”.