“A seguito del congresso di domenica e dell’elezione del nuovo Segretario dell’Unione territoriale di Como, il PD cittadino ha iniziato a visitare le aree più sensibili della città, con l’obiettivo di raccogliere le segnalazioni dei cittadini e valutare le necessità di intervento. Stamattina siamo partiti da Piazza della Tessitrice, per poi passare dall’area dell’Ippocastano e da via Anzani, arrivando, poi, nella zona dell’ex caserma” raccontano i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani, il nuovo Segretario cittadino Daniele Valsecchi e il neoeletto Segretario del circolo di Como Convalle Alessandro Rossi.
“Accompagnati da Romano Fasciani, abbiamo potuto renderci conto dello stato in cui riversano alcune aree in mano all’Aler, localizzate tra via Castellini e via De Cristoforis. Si tratta di terreni potenzialmente pubblici, ma che, invece, sono lasciati all’assoluto degrado, mangiati dalla vegetazione e sfruttati, da qualche incivile, come discarica a cielo aperto. Le potenziali destinazioni d’uso sono diverse: dal parco pubblico ai parcheggi. L’importante, però, è che l’area, di circa 8000 metri quadri, torni a essere a disposizione dei cittadini. Chiediamo, pertanto, ad Aler di prendersene cura e di ripristinare al più presto, quantomeno una condizione decorosa”.
“Questa è solo una delle tante situazioni da risolvere in città. Proseguiremo con i sopralluoghi e, a tal proposito, invitiamo i cittadini a segnalarci eventuali situazioni di degrado o necessità di intervento. Restiamo a loro disposizione, pronti a lavorare per una Como più bella e più vivibile” concludono.

«La saga è giunta finalmente al termine. Con l’ultima lettera della Provincia indirizzata ai Comuni del lago, chiarezza è stata fatta: la pulizia delle acque in territorio comunale spetta al sindaco Rapinese e alla sua Amministrazione. Grossi dubbi, per la verità, non ne avevamo, ma piuttosto che prendersi questa responsabilità e firmare una convenzione, il primo cittadino ha preferito mandare sui nostri schermi mesi e mesi di grande cinema, in piena linea con il suo stile» affermano i Consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi, Stefano Legnani, Eleonora Galli e Stefano Fanetti.
«E così abbiamo visto il soldato Rapi in trincea, a battagliare dopo il ponte del 25 aprile perché “la pacchia era finita e la Provincia non aveva bisogno della balia”. Lo abbiamo visto rivendicare con forza circa 700mila euro dalla stessa Provincia per l’uso del battello spazzino, salvo poi scoprire in Consiglio comunale che di documenti definitivi e numeri ufficiali non ce n’erano. Cinque mesi di querelle per arrivare a un dunque. E nel frattempo il nostro lago, più volte, ha mostrato il proprio volto peggiore, tra sporcizia e tutti i disagi che ne derivano. Non sarebbe stato meglio, per il bene della città, sedersi a un tavolo e trovare, da subito, una soluzione, piuttosto che montare questo interminabile film? Ora, l’unica pellicola rimasta al sindaco, è “Non ci resta che… pulire”».
“Nella seduta di lunedì, il Consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’amministrazione condivisa con gli enti di terzo settore di beni e servizi, attraverso percorsi di co-programmazione e co-progettazione. E’ una decisione che abbiamo condiviso, anche perché è arrivata in seguito a un percorso fatto con gli enti stessi. Il rovescio della medaglia, però, è che insieme all’approvazione sono state soppresse le consulte (sociale, giovanile, ambientale e della famiglia), tra l’altro, senza alcuna condivisione con gli enti” denuncia Stefano Legnani, Consigliere comunale di Como per il Partito Democratico.
“Per una cosa buona e un apparente coinvolgimento delle associazioni e della cittadinanza, c’è stata immediatamente un’azione contraria, che lascia l’amaro in bocca. Le consulte erano luoghi di confronto, approfondimento, di formulazione di proposte e pareri, e vedevano la partecipazione di moltissime realtà associative. Avevano, quindi, compiti e funzioni ben più ampie di quelle previste dal nuovo regolamento”.
“C’è un’evidente volontà dell’Amministrazione Rapinese di chiudere e non favorire luoghi di partecipazione e occasioni di cittadinanza attiva – prosegue Legnani – Ne è una dimostrazione anche la convocazione dell’assemblea tematica sul nido di via Longhena, ottenuta dalle famiglie dopo un’impegnativa raccolta firme e fissata per le 9.00 di un lunedì mattina, giorno lavorativo. Ci auguriamo che almeno il regolamento per l’amministrazione condivisa possa essere uno strumento con il quale si riconosca piena soggettività agli enti del terzo settore nel rapporto con la Pubblica Amministrazione e non solo una modalità per “sfruttare” (espressione già utilizzata nei loro confronti dal sindaco) gli enti no profit per far fronte alle carenze del Comune”.
In seguito al Congresso e alle votazioni di ieri, Carla Gaiani è ufficialmente la nuova Segretaria provinciale del Partito Democratico.
Queste le sue parole dopo l’elezione: “Con il rinnovo degli organismi dirigenti di ieri in tutta la Lombardia, si apre una fase nuova. Un nuovo inizio per cercare di rilanciare un’azione politica a Como e in provincia fondata sui valori del centrosinistra, sull’incontro di culture che unite plasmano e danno identità al Partito Democratico”.
“Ringrazio tutti gli iscritti e le iscritte che ieri hanno votato nei circoli, i volontarie e le volontarie che con generosità hanno tenuto aperti i seggi, i componenti della Commissione congressuale che hanno condotto il PD in questa fase di rinnovamento”.
“La nostra è una comunità, e lo ha dimostrato anche ieri, che vuole aprirsi e fare politica dalla base, con spirito di servizio verso gli altri, cercando di trovare risposte che non lascino indietro nessuno alle sfide importanti da affrontare nel prossimo futuro: la lotta alle disuguaglianze, la transizione ecologica, il tema del lavoro. Un modo di essere e di pensare dal quale nasce la bellezza del fare politica”.
A seguito del Congresso e delle votazioni di ieri, Daniele Valsecchi è stato ufficialmente eletto Segretario dell’Unione Territoriale di Como. Inizia un mandato fatto di sfide da realizzare, con un unico filo conduttore: essere presenti per la città e per i cittadini. Un compito che è pronto ad accogliere con grande entusiasmo.
“Prima di tutto grazie agli iscritti – sono le sue prime parole – Sento un clima di fiducia trasversale nei miei confronti. E’ un segnale che il partito ha capito che la cosa giusta da fare non è chiudersi in un dibattito interno, ma dialogare e aprirsi ai mondi che formano la città di Como”.
“Ed è proprio questo quello che faremo – prosegue – Gli iscritti ci hanno chiesto unità, forza ed energia in un momento complicato dal punto di vista politico. Il nostro obiettivo è dare una visione alternativa alla città, rispetto a quella attuale, chiusa e claustrofobica. Vogliamo essere presenti in una relazione concreta, aperti all’ascolto dei cittadini, senza preclusioni, nel rispetto di chi ci ha votato, ma anche di chi non ci ha dato fiducia e di chi non si è recato alle urne. Il tutto, in maniera propositiva e aperta alla collaborazione”.
“Ci tengo a sottolineare un punto importante: nulla si fa da soli, solo insieme si può costruire. Avremo, pertanto, una squadra compatta, a partire dalla vice segretaria cittadina e dai segretari dei cinque circoli di Como, ma non solo; condividiamo la stessa voglia di fare e di ascoltare. E’ un impegno sfidante, responsabilizzante, e stimolante, che affronterò e affronteremo con entusiasmo” conclude.
“E’ un giorno speciale per la nostra città. Oggi, infatti, è stata inaugurata la targa in onore del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, posta in via Milano all’esterno dell’abitazione che per tre anni, tra il 1952 e il 1954, fu la sua casa. Un gesto di estrema importanza, in memoria di un uomo che ha segnato la storia del nostro paese per l’impegno e il coraggio nella lotta alla mafia” dichiarano i consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani, presenti alla cerimonia.
“Ci auguriamo che la targa in suo onore non sia solamente un omaggio nei confronti della sua figura, ma possa essere un monito per le tante persone che quotidianamente vi transitano davanti. Per quanto siano stati fatti dei passi avanti nella lotta alla criminalità organizzata, anche grazie alla tenacia di uomini come Dalla Chiesa e a tante altre persone che, oltre a combatterla, si prendono cura dei beni confiscati, il fenomeno, nelle sue varie forme, è ancora presente nel nostro paese e nel nostro territorio e condiziona le vite di molte persone e delle loro famiglie”.
“La mafia è presente nel traffico di droga, nello sfruttamento dei migranti, nello smaltimento illegale dei rifiuti speciali. Si insedia nelle zone d’ombra della nostra società, espandendosi un po’ alla volta. È importante, quindi, tenere alta l’attenzione, parlarne, promuovere la cultura della legalità, soprattutto nelle nuove generazioni. Solo così, la memoria del Generale Dalla Chiesa sarà veramente onorata e le sue battaglie, così come il suo sacrificio, non saranno stati vani”.
Cucine Popolari Cesena torna a dispensare cibo, uguaglianza e solidarietà. Dal 1° ottobre, a cinque mesi dall’alluvione che ha reso inagibile la sede di via Niccolò Machiavelli 40, i volontari torneranno a servire pasti caldi a chiunque voglia condividere un pasto nella bellissima realtà sociale in cui nessuno è escluso e tutti mangiano insieme, senza differenze. La riapertura sarà accompagnata da un brindisi alla città, al quale, con il cuore, parteciperà anche la Federazione provinciale del Partito Democratico di Como, insieme a tutte le persone che hanno contribuito a sostenere il progetto.
Durante la Festa de l’Unità di luglio, al Parco del Bersagliere di Cantù, infatti, è stata attivata una raccolta fondi finalizzata a sostenere la riapertura di Cucine Popolari Cesena. Tutti coloro che hanno partecipato, hanno potuto donare un euro per ogni ordine effettuato. Inoltre, alla causa è stato destinato anche il ricavato del pranzo di comunità dell’ultima domenica di festa.
Complessivamente, il Partito ha devoluto all’associazione 3.000 euro: 2.000 dal PD Provinciale, 1.000 da quello di Cantù.
“Al di là della donazione, che insieme a tanta altra solidarietà ha contribuito a recuperare ciò che avevamo perso, è stata la bellissima accoglienza durante la festa a toccarci profondamente – racconta Elena Baredi, responsabile delle Cucine Popolari – Nonostante fossimo geograficamente distanti, abbiamo percepito un grande calore e una grande vicinanza. Se da inizio ottobre potremo tornare a ospitare 80-90 persone fragili e tanti generosi cittadini, è anche grazie alla generosità del PD di Como e Cantù e di tutti coloro che hanno partecipato al pranzo. Li aspettiamo tutti a Cesena”.
Queste le parole, invece, delle segretarie del circolo di Cantù Francesca Somaini e Allegra Cangi: “Siamo consapevoli che si tratta di una goccia nel mare, ma speriamo che la nostra donazione possa aiutare a far proseguire l’importantissimo progetto a cui i volontari dedicano tempo ed energie, con cura e dedizione. Li ringraziamo per ciò che fanno e auguriamo a tutti una buona ripartenza”.
Cosa sono le Cucine Popolari?
Sono un luogo unico, dove le differenze si azzerano e si crea un ponte tra la gente e gli “invisibili”. Un posto in cui consumare un pranzo in compagnia, con menù fisso, tovaglie e tovagliette di stoffa, piatti in ceramica e posate in acciaio. Non c’è un conto: ognuno può lasciare un’offerta all’associazione che eroga il servizio a seconda delle proprie possibilità e pagare, simbolicamente, anche il pasto di chi non ha nulla. Non è un ristorante, non è una mensa dei poveri: è un luogo in cui, soprattutto, ci si nutre, di cibo, come di relazioni.
«Il Consiglio comunale di ieri sera si è concluso con un’amara sentenza: il sindaco tira dritto e l’Amministrazione chiuderà la Bocciofila dei Combattenti (per realizzare un progetto che, a quanto pare, non esiste), così come l’asilo di Ponte Chiasso. A nulla sono servite le opposizioni e le controproposte delle minoranze. A nulla sono servite le richieste e le proteste dei cittadini (eh già, perché il sindaco mica è eletto dalla gente, non vorrete che perda il suo prezioso tempo a venire incontro ai bisogni dei comaschi)» denunciano i consiglieri del Partito Democratico di Como Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Eleonora Galli e Stefano Legnani.
«Il sindaco delle chiusure colpisce ancora. Già in passato avevamo paragonato il suo operato a un cancello: quel cancello che ha dichiarato di voler mettere davanti ai portici dell’ex chiesa di San Francesco o quello che, simbolicamente, ha chiuso i centri civici della città. Un cancello è anche ciò che separa il sindaco dai cittadini, sempre interpellati a cose fatte, quando le decisioni sono già state prese e quindi viene molto più facile, per l’Amministrazione, tirare dritto. E quindi un cancello, anzi due, impediranno agli anziani di ritrovarsi (in barba alla socialità) laddove lo fanno da anni, e costringerà bambini e genitori a migrare altrove, cacciati dalla scuola di quartiere» proseguono.
«Ironia della sorte, proprio ieri, in Consiglio, si è discusso di amministrazione condivisa dei beni materiali e immateriali del Comune con gli enti di terzo settore. E quale occasione migliore di uno spazio come la bocciofila, allora, per sperimentare questa modalità? Un’alleanza sarebbe stata perfetta per tenere aperto uno spazio che è soprattutto luogo d’incontro».
«Quanto alla materna, il sindaco l’ha definita ”una questione di algebra”. A suo dire le scuole chiuderanno, ovunque, a causa dei pochi iscritti. Questo è il metodo utilizzato: numeri, freddi calcoli. Siamo convinti che una buona Amministrazione non possa basarsi solo su questo. Nel prendere decisioni per una città, che è fatta di persone, sulla bilancia, qualche volta, sarebbe opportuno mettere anche il cuore» concludono.
“La lettera scritta da don Giusto Della Valle e da Rossano Breda alla vigilia della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato non può lasciarci indifferenti. È sotto gli occhi di tutti che, ormai da qualche anno, siamo di fronte a un fenomeno, quello degli sbarchi e delle migrazioni, che interessa in particolar modo la nostra città. In questi giorni si parla di emergenza, ma in realtà è una questione strutturale e, pertanto, difficilmente la situazione cambierà. Non sarà la politica del governo a fermarla, pertanto, ognuno deve rimboccarsi le maniche e fare la propria parte per fare in modo che i nuovi arrivi in città rappresentino un’opportunità e non un problema” afferma Patrizia Lissi, capogruppo del PD in Consiglio comunale.
“Gli enti, le associazioni e le parrocchie dovrebbero lavorare in sinergia con un duplice obiettivo: da un lato quello di trovare luoghi adatti a ospitare i migranti, e dall’altro quello di creare occasioni di incontro con la cittadinanza, finalizzate alla reciproca conoscenza e, dunque, all’integrazione. Per farlo, però, è necessario che ognuno, a partire dal Comune, faccia un passo avanti e si metta in gioco, con spirito collaborativo, per fare la propria parte”.
“C’è una grande domanda che dobbiamo porci: in che tipo di società vogliamo vivere? Vogliamo una Como chiusa, che lascia gli ultimi ai margini, creando un distacco che rischia di provocare un disagio sociale, o preferiamo una città in cui tutti vengono trattati come persone e si cerca, tutti insieme, di fare tutto il possibile perché chi arriva qui, con sogni e speranze, possa costruirsi una vita nuova? Preferiamo di gran lunga la seconda ipotesi e faremo tutto il possibile per dare il nostro contributo”.