Il Partito Democratico annuncia che depositerà una mozione di sfiducia all’assessore al verde, parchi e giardini Chiara Bodero Maccabeo, invitando all’adesione gli altri consiglieri comunali. Le motivazioni presenti nella mozione di sfiducia, che alleghiamo, sono:
1 La disastrosa gestione dell’appalto per la riqualificazione dei giardini a lago, che doveva essere quotidianamente monitorata dall’assessore dalla tenda che il sindaco aveva annunciato sarebbe stata piantata nel cantiere; appalto che ha sofferto prima la sostituzione dell’impresa e poi due rinvii per il termine dei lavori dei quali ancora non si vede la fine.
2 La totale assenza nella programmazione, nella gestione e nel reperimento delle risorse per l’intervento di ripristino del Monte Goj, porzione del Parco Spina Verde di cui fa parte anche il Comune di Como, colpito pesantemente dagli eventi meteorologici del 2023 e che solo per l’intervento di Regione Lombardia sarà possibile effettuare.
3 L’ostinazione, con la presentazione di ben due ricorsi ai giudici amministrativi, con il quale si insiste nell’opporsi alle legittime attese dei cittadini, confermate dalla Soprintendenza, sul mantenimento dei ciliegi di Via XX Settembre.
4 Il taglio dei ciliegi di Viale Marconi ai Giardini a Lago senza che fosse approvata la variante.
5 La cura non adeguata nei giardini pubblici dei quartieri della città.
6 I video sui social con i quali uno stretto familiare dell’assessore ha promosso l’alienazione di due immobili di proprietà comunale, generando l’impressione che per le vendite fosse stata incaricata un’agenzia immobiliare, con grave imbarazzo per l’amministrazione comunale.
Queste le ragioni che motivano ampiamente la mozione di sfiducia all’assessore. Como merita una cura e un’attenzione ben diverse del verde comunale
I consiglieri comunali del Partito Democratico di Como
Le immagini che giungono dal cantiere di via Longhena per la realizzazione del polo dell’infanzia pongono interrogativi sulla corretta gestione del patrimonio comunale. Dopo i lunghi ritardi che hanno interessato l’avvio dei lavori, a destare preoccupazione è oggi il trattamento riservato ai materiali didattici e ludici della struttura. Grazie alle segnalazioni di alcuni genitori del quartiere mi sono recato sul posto raccogliendo le testimonianze dei residenti: da almeno due settimane, giochi e arredi – apparentemente ancora in buono stato e integri – sono stati collocati all’aperto, esposti a pioggia e vento.
È inaccettabile vedere beni acquistati con il denaro della collettività lasciati deperire sotto le intemperie. Ovviamente il problema è minore solo per i pochi giochi già destinati all’esterno che, comunque, si sarebbero potuti coprire visto l’inutilizzo da anni o, meglio, assegnare ad altri nidi o realtà del territorio. Chiedo quindi a Rapinese e Roperto per quale ragione non sia stato previsto un piano di recupero: non era possibile stoccarli adeguatamente per riutilizzarli in altri asili comunali o, in alternativa, donarli alle numerose realtà associative del territorio che ne avrebbero bisogno? Qual è il destino di quel materiale? Se venisse confermato lo smaltimento di beni ancora utilizzabili, ci troveremmo di fronte all’ennesimo episodio di superficialità amministrativa. Una ‘cifra stilistica’, del resto, quella di questa Giunta, fatta di sciatteria nella gestione dei dettagli e mancanza di visione sociale e attenzione ai servizi per l’infanzia.
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
Il Partito Democratico valuta positivamente la proposta di un concorso di architettura, fatta dall’Ordine degli architetti di Como, per una opera simbolo all’ingresso della città. Apprezziamo contenuto e modalità della proposta, contenuta nella lettera al Comune che oggi la stampa locale riporta. Invitiamo quindi l’attuale Amministrazione a dare risposta positiva.
Il segretario cittadino Daniele Valsecchi
Dal sindaco sono arrivati attacchi scomposti sulla vicenda di Muggiò, come “risposta” alla legittima richiesta della consigliera Lissi in merito ai costi sostenuti per lo smaltimento dei detriti depositati in Piazza d’armi. Rispedisco al mittente le accuse. La nostra non è stata speculazione. Il primo cittadino confonde la speculazione con la reale preoccupazione di un intero quartiere in termini di tutela della salute e dell’ambiente.
Quella che doveva essere una soluzione temporanea si è trascinata per troppo tempo trasformando l’area in una vera e propria discarica a cielo aperto: perché questo è successo, lo ribadisco convintamente. I detriti sono rimasti esposti alle intemperie da fine settembre al 27 marzo, senza alcuna recinzione né teli di copertura, con il rischio concreto di sversamenti nel terreno e dispersione di polveri nell’aria. Ricordiamo che la composizione esatta di quei materiali è rimasta un’incognita fino ai primi di febbraio, quando è intervenuta l’analisi del geologo. Se l’area è stata finalmente pulita, lo si deve alla mobilitazione dei residenti che hanno raccolto le firme e interessato Legambiente e Arpa. Non da ultimo, ha pesato il rischio concreto di dover risarcire i giostrai qualora il tradizionale Luna Park fosse saltato a causa dell’inerzia del Comune.
Vogliamo ringraziare pubblicamente la ditta incaricata che, una volta ricevuto l’ordine, ha operato con straordinaria efficienza per liberare l’area. Oggi siamo felici che l’area di Piazza d’armi sia pulita e piena di vita grazie alla presenza del Luna Park che, ricordiamo, qualora ve ne fosse bisogno, il sindaco avrebbe voluto impedire se il relativo provvedimento amministrativo lo scorso anno non fosse stato annullato dal Tar. Questo era il nostro unico obiettivo. Il primo cittadino se ne faccia una ragione: vigilare sulla qualità della vita dei comaschi e delle comasche nonché sulla loro salute non è speculazione, è fare opposizione seria.
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circ. 1.
Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale è stato approvato il Regolamento delle pratiche partecipative che prevede gli strumenti che dovrebbero favorire la partecipazione dei cittadini all’amministrazione della città: istanze, petizioni, proposte, assemblee tematiche, consultazioni, referendum e consiglio comunale dei ragazzi.
Abbiamo ascoltato tante belle parole del Sindaco per magnificare tale documento che a suo dire dimostrerebbe la disponibilità dell’Amministrazione comunale all’ascolto dei cittadini. A tali affermazioni non corrisponde però la realtà. Nel regolamento sono stati infatti introdotti molti paletti che di fatto impediranno di realizzare in concreto quanto a parole è stato affermato. E’ stato ad esempio aumentato il numero delle firme necessarie per le assemblee tematiche; numero inoltre previsto identico sia per le zone con oltre 18.000 abitanti sia per quelle che non superano i 1.500 abitanti, che di fatto ne impedirà la formazione. Abbiamo proposto di ridurne il numero per quelle più piccole.
Abbiamo proposto di introdurre un termine, non previsto dal regolamento, entro il quale il Comune dovrà rispondere alle proposte delle assemblee tematiche; proposta respinta con la conseguenza che l’Amministrazione potrà tranquillante non rispondere.
Abbiamo proposto di introdurre il bilancio partecipativo, strumento già positivamente sperimentato in molti comuni, che prevede lo stanziamento annuo di risorse economiche che vengono investite in progetti condivisi dall’Amministrazione comunale e dai cittadini; proposta respinta.
Abbiamo proposto che la raccolta delle firme per i referendum comunali possa avvenire, non solo su moduli cartacei, ma anche telematicamente, come avviene da tempo per i referendum nazionali; anche questa proposta è stata respinta proprio da chi si vanta di aver digitalizzato l’amministrazione comunale investendo in questi anni ingenti risorse.
Tutto ciò però non ci meraviglia. Ormai da anni abbiamo infatti imparato a conoscere un Sindaco chiuso nel palazzo la cui amministrazione è caratterizzata da totale chiusura, da conflittualità crescente, da numerosi ricorsi al TAR, privo di qualsiasi alcuna volontà di aprire un vero dialogo con la città. E il mancato dialogo, sul tema del nuovo regolamento, è stato evidenziato di recente anche in una lettera firmata da numerose associazioni del territorio. Chiederemo di incontrarle per presentare loro le nostre proposte che, se troveranno interessanti, inseriremo nella nostra proposta di regolamento post Elezioni del 2027. Perché anche qui sarà necessario correggere i tantissimi errori fatti da questa Amministrazione.
Il PD di Como
È notizia di questi giorni la pubblicazione, da parte del marito immobiliarista dell’assessore Chiara Bodero Maccabeo, di due video che pubblicizzano la vendita del Politeama e dell’ex orfanotrofio di via Grossi. Nel Consiglio comunale di ieri ho chiesto espressamente chiarimenti sulla vicenda, che resta, a oggi, opaca e nebulosa.
Ho cercato di ottenere alcune delucidazioni, ad esempio, se sia stato o meno conferito un mandato all’agente immobiliare. Come al solito, però, da sindaco e assessore non sono arrivate risposte. Sindaco che, tra l’altro, compare in una delle foto postate, durante un sopralluogo di qualche anno fa, quando era ancora in minoranza. Ritengo che, per una questione di trasparenza, i cittadini abbiano diritto di avere informazioni sulle dinamiche che hanno portato alla pubblicazione dei video e alla pubblicizzazione dei due immobili. Ciò che è accaduto desta sicuramente perplessità, e chissà cosa avrebbe fatto Rapinese se ad amministrare ci fossimo stati noi…
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Durante la trasmissione Etg+Sindaco, il sindaco Rapinese ha commentato con ironia il tema della denatalità, ipotizzando che il polo dell’infanzia di via Longhena, una volta completato, rischierà di restare inutilizzato. Le parole del Sindaco sembrano tradire l’auspicio di un fallimento del progetto, quasi a voler giustificare a posteriori la raffica di chiusure di asili e scuole che questa Amministrazione sta portando avanti con ostinazione.
Invece di deridere il calo delle nascite, un primo cittadino dovrebbe lavorare per creare servizi che invertano la rotta; Rapinese, al contrario, pare preferire il declino pur di dimostrare di avere ragione. Quell’affermazione non solo è gravemente infelice, è anche tecnicamente infondata perché i numeri dell’ex nido Peter Pan contraddicono il sindaco. Infatti, tra il 2021 (anno peraltro ancora caratterizzato dal Covid) e il 2022, il nido operava a pieno regime con un numero superiore ai 30 iscritti. Il calo a 18 bambini del 2023 (a luglio la chiusura) è dovuto all’incertezza generata dall’amministrazione stessa sullo svolgimento di imminenti lavori, che poi imminenti, come sappiamo, non sono stati essendo già passati quasi tre anni.
Peraltro, il nuovo Polo dell’infanzia, accogliendo la fascia 0-6 anni, avrà un bacino d’utenza più ampio del precedente nido che accoglieva solo i bambini e le bambine della fascia 0-3 anni. Inoltre,contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco, il trasferimento a Rebbio ha comportato disagi significativi, peggiorando la qualità della vita per le famiglie di Albate che sono state costrette a immergersi ogni mattina nel traffico per raggiungere via Giussani. Inoltre, il cambio di abitudini, come il doversi svegliare prima e cambiare luoghi a loro diventati familiari, ha avuto un impatto negativo su bambini così piccoli (0-3 anni). Le loro esigenze non possono essere trattate con la stessa logica burocratica riservata ad oggetti inanimati quali i pacchi da collocare e spostare a piacimento.
Per tutte queste ragioni, lo si sottolinea anche questa volta, è fondamentale tutelare e realizzare nidi e scuole dell’infanzia di quartiere, vero e proprio antidoto alla denatalità e cuore di una città inclusiva e accogliente. Invece di fare dell’ironia fuori luogo, Rapinese si preoccupi di portare a termine i lavori in via Longhena, che accumulano ritardi che mettono a rischio 5,5 milioni di euro di fondi PNRR. Ricordo, infatti, che il progetto esecutivo (del solo primo lotto peraltro) risale solo a pochi mesi fa, mentre il nido venne chiuso a luglio 2023 senza nemmeno consentire la frequentazione del centro estivo quell’anno. Il tutto con un’assenza di informazione e partecipazione delle famiglie come dimostrato dall’assemblea tematica a loro rivolta ma fissata dall’attuale amministrazione alle 8 di mattina di un giorno feriale, un orario impensabile e inconcepibile a chiunque sia dotato di buon senso!
Da parte nostra continueremo a monitorare ogni passaggio affinché il polo sia completato senza perdere i finanziamenti. Nel 2027 ci attiveremo per il miglior funzionamento del plesso individuando anche soluzioni viabilistiche necessarie per la convivenza tra la scuola e i residenti di via Longhena. Restituiamo a Como una politica che metta i piccoli e le famiglie al centro, non calcoli elettorali o sarcasmo da talk show.
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
Ieri è stato un bel pomeriggio di festa a Muggiò. È bello vedere il piazzale animarsi così. C’ero anche io insieme a tanti altri residenti del quartiere, con mio figlio e i suoi amichetti, tante famiglie immerse nel profumo dello zucchero filato, delle frittelle, tra le grida di gioia sulle giostre intramontabili, dal Brucomela, agli autoscontri, al Taboga.
Tutto questo ci ricorda quanto il luna park sia un appuntamento importante. Come PD di Como abbiamo sempre sostenuto con forza, anche in Consiglio comunale con le iniziative in particolare di Eleonora Galli e Patrizia Lissi, le ragioni dei giostrai fin dai primi momenti in cui si era appresa la volontà di questa Amministrazione di impedire l’evento. Infatti, dopo il vuoto del 2024, la vittoria dei giostrai davanti alla giustizia amministrativa ha restituito la festa alla città già lo scorso anno, una tradizione gioiosa che appartiene a Como da oltre un secolo.
I benefici sono sotto gli occhi di tutti, anche per chi al Luna Park non ci va o non può andarci.Infatti, per realizzarlo, grazie al lavoro rapido ed efficiente della ditta incaricata di rimuovere i detriti che deturpavano l’area da troppo tempo, questi sono stati rimossi. Quella che per mesi è parsa una discarica abbandonata (nessun telo di copertura, nessuna delimitazione dell’area occupata dai detriti), oggi è un luogo pulito e pieno di vita!
Buon luna park a tutte e tutti!
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circ. 1 – Albate
L’Amministrazione procede imperterrita con la decisione di mettere l’erba sintetica nelle scuole. Già dal 2024, a mezzo stampa e in Consiglio comunale, abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà, per le conseguenze sulla salute dei bambini così come per il valore educativo. Nulla è cambiato. La logica del sindaco è sempre la stessa: dove non è in grado di gestire, elimina. Non sa gestire il verde naturale nelle scuole? Lo toglie. Ma così la cura e la qualità generale della città ne risente. Invitiamo l’Amministrazione a tornare sui propri passi.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino