Ha dell’incredibile quanto sta accadendo alla scuola dell’infanzia di via Palma di Rebbio, dove alcune famiglie hanno iscritto i loro figli, ma si vedranno cancellare la quarta sezione, con la conseguente riduzione della capienza, a causa di un piccolo problema strutturale. L’asilo, come tante altre scuole di quartiere di Como, rappresenta una preziosa risorsa educativa e, anche quest’anno, ha ricevuto tantissime richieste di iscrizioni. Per accogliere tutti i bimbi sarebbe necessario mantenere la quarta sezione, cosa che sembrerebbe essere impossibile a causa della necessità dell’allargamento di un bagno. Poca cosa, direte voi, eppure non è stato possibile procedere a questo adeguamento strutturale. Come mai? È già qualche anno che il problema era stato sollevato, perché proprio adesso si decide di intervenire, chiudendo la sezione e spostando di conseguenza due valorose maestre, invece che procedere con i dovuti lavori?
Da quello che sappiamo, Comune e scuola hanno avuto più di una interlocuzione, ma senza risultati e, a farne le spese, sono le famiglie. La struttura più vicina sarebbe quella di via Varesina, per la quale, però, essendoci problemi di infiltrazioni al tetto, da due anni sarebbe disposta la chiusura, con conseguente spostamento dei bimbi in Piazza Camerlata. Invitiamo l’Amministrazione a dare delucidazioni sulla situazione e a venire incontro alle famiglie.
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Stefania Saldarini, rappresentante quarta sezione materna di via Palma
Diversi genitori hanno segnalato che l’erba sintetica che il Comune ha deciso di installare al posto del prato naturale in alcune scuole è letteralmente bollente. Come volevasi dimostrare, verrebbe da dire, con il riscaldamento climatico la scelta è parsa fin da subito assolutamente anacronistica. Ancora una volta, per ragioni di mero risparmio dei costi di gestione e di manutenzione, ci troviamo di fronte all’ennesima scelta sbagliata, fatta sulla pelle dei più piccoli e delle più piccole della nostra comunità che, come noto, frequentano i servizi del nido e dell’infanzia fino al 30 giugno.
Come Partito Democratico non seguiremo mai queste logiche “ragionieristiche” che colpiscono e degradano la qualità del servizio offerto perché, quando si parla di scuola, i fari che devono guidare ogni singola scelta amministrativa sono ben altri. Parliamo della qualità del servizio e del suo profondo valore educativo e pedagogico. Questo valore non può certamente essere soddisfatto da un tappeto di plastica, numerosi studi scientifici e pedagogici dimostrano chiaramente che i bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia devono crescere in contesti il più possibile naturali, sviluppando il proprio percorso formativo a contatto diretto con la terra e la biodiversità. Continueremo a batterci affinché la gestione dei beni comuni e della scuola pubblica torni a mettere al centro il benessere dei bambini e non il bilancio contabile.
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
“L’audizione in Regione Lombardia sul progetto del Monte San Primo ha confermato tutte le criticità che da tempo abbiamo evidenziato rispetto alle opere di innevamento artificiale previste”. Lo dichiara la segretaria provinciale del Partito democratico, Carla Gaiani all’indomani della seduta congiunta delle Commissioni Ambiente e Territorio nel corso della quale sono stati ascoltati, tra gli altri, il sindaco di Bellagio e il presidente della Comunità Montana del Triangolo Lariano.
«Quale senso ha investire risorse pubbliche per riproporre un impianto di innevamento artificiale su una montagna di 1.200 metri, con una pista baby e la realizzazione di un bacino artificiale di accumulo dell’acqua destinato ad alimentare due cannoni da neve, quando gli studi scientifici ci dicono che la neve a queste quote è sempre più scarsa e i costi ambientali, energetici ed economici sono ormai insostenibili? La risposta è semplice: nessuno.
“Il PD provinciale di Como ribadisce quindi – continua Gaiani – la propria ferma e netta contrarietà alle opere di innevamento del San Primo. Ma dire no all’innevamento non significa essere contro lo sviluppo della montagna: siamo infatti favorevoli al progetto di recupero dell’Alpe di Borgo, così come condividiamo la ristrutturazione dell’edificio dell’ex colonia Bonomelli Allo stesso modo, riteniamo fondamentali gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione della rete sentieristica esistente”.
“Proprio per questo appare ancora più incomprensibile – affonda la segretaria dem – l’ostinazione con cui il Comune di Bellagio, la Comunità Montana e alcuni consiglieri regionali continuino a difendere la componente più controversa del progetto legata, appunto, all’innevamento artificiale. Del resto, il dubbio sulla sostenibilità economica è emerso in maniera esplicita anche tra i banchi della maggioranza quando, sempre nel corso dell’audizione, qualche consigliere di destra ha sollevato correttamente la questione”.
“Se davvero si vuole investire sul futuro del Triangolo Lariano – conclude Gaiani -, si stralcino definitivamente le opere sciistiche e si concentrino le risorse sugli interventi condivisi e utili al territorio, coerenti con le sfide poste dal cambiamento climatico”.
“Il San Primo non ha bisogno di diventare il simbolo di una politica incapace di prendere atto della realtà. Difendere oggi così strenuamente l’innevamento artificiale sul San Primo significa perseverare in un errore evidente, sprecando risorse pubbliche che potrebbero essere investite meglio a beneficio delle comunità locali».
Un altro quinquennio è entrato nel suo ultimo anno, un altro mandato volge ormai al termine e la situazione delle persone senza dimora resta purtroppo la stessa. Ogni notte, decine di persone si trovano a dormire sulle nostre strade, in giacigli di fortuna, senza un tetto sopra la testa. È evidente che, anche l’ultima Amministrazione comunale non è riuscita a trovare una soluzione, affrontando, ancora una volta, la questione dal lato sbagliato. Tanti i proclami, i rumorosi sgomberi di alcuni luoghi della città che non hanno fatto altro che spostare le persone da un’altra parte, come a nascondere la polvere sotto al tappeto. Ma è un po’ quello che accade anche a un livello superiore, dove le politiche attuate dal governo, che fa campagna elettorale con slogan sulla sicurezza, stanno avendo, se possibile, effetto opposto.
Lo avevamo detto nella scorsa campagna elettorale, lo abbiamo ribadito più volte in Consiglio comunale, lo ribadiremo in vista del 2027: di fronte a un fenomeno strutturale, serve affrontare il problema alla radice, con una soluzione a lungo termine, per quanto comprendiamo che il tema sia scomodo, complesso e difficile da trattare. Chi ha il compito, la responsabilità e l’ambizione di proporre una visione per la Como del futuro non può e non deve voltarsi dall’altra parte.
La nostra proposta è chiara e si inserisce nei temi che, come PD, riteniamo prioritari per contrastare l’emarginazione e tutelare i soggetti vulnerabili. Crediamo che la creazione di un dormitorio permanente, aperto tutto l’anno, sia una necessità che non può più essere rimandata, per quanto si tratti comunque solamente di un primo passo e non di una soluzione definitiva. Riteniamo sia una scelta di civiltà, che restituisce dignità alle persone offrendo un rifugio sicuro e stabile a chi vive in condizione di fragilità, ma al contempo restituisce dignità alla città, che non può tollerare l’indifferenza verso gli ultimi, e costruisce il futuro. Un presidio fisso, infatti, è la base per avviare percorsi reali di inserimento sociale, formazione, aiuto psicologico e materiale, che favoriscano il recupero delle persone.
Il nostro obiettivo per il 2027 è governare una città che non lasci indietro nessuno. Chiaramente è un progetto ambizioso, per il quale non basta solo la politica. C’è bisogno che la città si esprima sul tema e faccia rete. C’è bisogno delle istituzioni, delle associazioni di volontariato, di ogni singolo cittadino che ha a cuore il nostro territorio. Le sfide complesse si vincono solo insieme. Vogliamo una Como che sia al contempo accogliente e viva. Affrontare il tema del dormitorio è un primo passo in questa direzione. Lavoriamoci insieme.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Sul tema delle nuove tariffe per gli impianti sportivi dati in gestione ai privati, approvate dalla Giunta comunale, concordiamo con il commento fatto da Svolta Civica. Rapinese non riesce proprio a non vessare i cittadini: se non lo fa sui costi, lo fa sul tempo. Probabilmente gli impianti sportivi gli hanno fatto venire voglia di giocare con il cronometro e di allenare i cittadini a sprintare per restare nelle nuove tariffe a tempo, senza dover pagare un secondo ingresso.
È evidente che il risvolto sia comunque lo stesso: più costi sulle spalle dei comaschi. Luoghi come la piscina, che rappresentano una possibilità per le famiglie che restano a Como non potendo andare in vacanza, diventano più difficilmente accessibili, in quanto il tempo contingentato, di riflesso, aumenta il costo per una giornata, che di fatto, con le nuove tariffe, va praticamente a raddoppiare. Solito leitmotiv: una città che esclude, una città che espelle.
Noi del Pd di Como eravamo già contrari alla decisione di togliere professionalità alla gestione comunale e pubblica. Riteniamo che lo sport sia un diritto e che debba essere accessibile a tutti. Lavoreremo per il futuro, per proporre a Como una gestione che tenga conto del benessere di tutti i cittadini.
Il PD di Como
La proroga fino al 30 giugno del senso unico alternato tra via Oltrecolle, via Muggiò e via Baserga impone un cambio di passo immediato anche da parte del Comune.
Cittadini, pendolari e imprese sono ostaggio di code chilometriche, mentre il sindaco fa spallucce, dichiarando di avere “le mani legate” davanti ai lavori di ENEL. Una bella differenza rispetto a quanto dichiarava perentoriamente nel suo programma elettorale (“i lavori pubblici e privati che possono causare disturbo alla viabilità non verranno mai più autorizzati durante gli orari di punta”) promettendo anche un tempestivo avviso su “Rapinews 24”, come noto, organo di stampa principale della città nonché, in assoluto, fonte di verità indiscussa!
In ogni caso, tra l’avere le mani legate e vietare la qualunque, c’è un mondo in mezzo. Nessuno mette in discussione la necessità di potenziare la rete elettrica, servizio pubblico essenziale, ma il ruolo del Comune dev’essere quello di governare i processi, trovando il giusto punto di equilibrio tra l’esecuzione di opere pubbliche essenziali e la tutela della qualità della vita della cittadinanza. Per questo motivo, con spirito costruttivo, avanziamo alla Giunta e al Sindaco un pacchetto di soluzioni concrete per mitigare l’impatto del cantiere nelle prossime settimane.
Via Oltrecolle è un’arteria d’ingresso strategica, pertanto i lavori dovrebbero essere autorizzati solo nella fascia oraria dalle 21:00 alle 06:00, con l’obbligo per la ditta di ripristinare il doppio senso di marcia prima dell’alba, come già fatto in passato per altre vie sensibili. In alternativa, si sarebbe potuto vietare tassativamente il restringimento di carreggiata nelle fasce orarie più critiche (7:30-9:30 e 16:30-19:00), costringendo la ditta a liberare la strada per permettere il deflusso delle migliaia di auto che collegano l’erbese e il lecchese a Como. Chiediamo al Comune di attivare un tavolo urgente con ASF per garantire la gratuità totale dei bus sulla tratta interessata dal blocco per tutta la durata del cantiere. Offrire il viaggio gratis a chi sceglie il mezzo pubblico è un altro modo concreto per incentivare i cittadini a lasciare l’auto a casa, alleggerendo subito il numero di veicoli in colonna.
Invitiamo l’Amministrazione ad accogliere queste proposte senza barriere ideologiche e al solo scopo di collaborare per restituire ore di vita alla cittadinanza bloccata nel traffico.
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circ. 1 – Albate
Stefano Sonvico, segretario circolo PD Como Lora
A Como, anche i cittadini con reddito più basso pagano l’addizionale comunale all’Irpef. Lo denuncia Uil Lombardia, lo avevamo già fatto presente noi in passato, proponendo ogni anno emendamenti che andassero a sgravare i comaschi maggiormente in difficoltà, innalzando la fascia di esenzione o introducendo aliquote progressive. Tutte respinte dall’Amministrazione.
In questo modo si sono favoriti i redditi più alti. Per un reddito di € 100.000 la riduzione dell’addizionale da 0,8% a 0,7% avvenuta negli ultimi tre anni comporta un risparmio di € 100, che non incide significativamente sul contribuente. Elevare l’esenzione per i redditi da 15.000 a 18.500 significherebbe invece esentare molte famiglie. Ad esempio, per un contribuente con un reddito di € 18.000 euro significherebbe risparmiare € 144: un risparmio con il quale fare fronte a bollette, spese scolastiche per i figli ecc.
Tra meno di un anno si tornerà alle urne e il nostro proposito, in caso di elezione, è avere un approccio più equo e progressivo, anche perché le risorse, a Como, non mancano di certo, ma vanno ridistribuite. La città sta vivendo un paradosso: da un lato è ricca, con un flusso costante di entrate, di cui però non beneficiano i cittadini, che anzi vengono invitati a restare chiusi nei loro quartieri, senza quindi godere di opportunità e servizi, oltretutto pagando, oppure ad andarsene. Dobbiamo costruire una città che accolga e non respinga, in particolare per le persone con redditi bassi. I cittadini non sono turisti e non vanno trattati da turisti (o da bancomat).
Patrizia Lissi e Stefano Legnani
Non ci sorprende che l’attuale Amministrazione abbia votato contro la mozione per l’eliminazione delle barriere architettoniche sul lungolago. Basta analizzare la storia recente per comprendere il pensiero di chi sta amministrando la città.
Stiamo parlando dello stesso sindaco e degli stessi consiglieri che hanno bocciato la nostra mozione per la messa in sicurezza del marciapiede e del passaggio pedonale di via Alebbio, che avrebbe giovato anche alle persone con disabilità. Parliamo della stessa maggioranza che non ha voluto impegnarsi a intervenire sulla gradinata della salita Catone il Censore e ha votato contro la nostra proposta di installare un corrimano per le persone più anziane. La questione è semplice: per il sindaco, le persone fragili, sono l’ultimo dei problemi. Cosa ha fatto in quattro anni per agevolare le persone con disabilità?
Eppure questo dovrebbe essere un tema capace di unire la comunità, nel segno dell’inclusione e della civiltà. Invece, ancora una volta, si è preferito erigere un muro ideologico. Dire no all’abbattimento delle barriere in un’opera così centrale e attesa significa ignorare le fatiche quotidiane di chi è in carrozzina, degli anziani, dei genitori con i passeggini.
Non esistono scuse tecniche o di bilancio che possano giustificare la scelta di non impegnarsi formalmente su questo fronte. Chi amministra ha il dovere di abbattere i muri, non di difenderli.
Il PD di Como
Il Partito Democratico lombardo, insieme alla Federazione provinciale comasca, organizza la 2^ Giornata dell’Economia Lombarda. Si terrà sabato 23 maggio, dalle ore 9:30 alle ore 13:00, a Villa Gallia a Como. Sarà un momento di confronto e approfondimento sui grandi temi che stanno attraversando il nostro territorio e il Paese: energia, lavoro, formazione, competenze, innovazione e trasformazioni globali.
Nel corso della mattinata si terranno due panel di approfondimento: il primo dedicato a “Il conflitto in Medio Oriente, la sfida energetica in Italia e Lombardia”, il secondo a “Formazione, competenze e lavoro per la crescita”.
Interverranno esponenti delle istituzioni, del mondo economico e produttivo, della formazione e delle parti sociali, insieme alla capogruppo PD alla Camera Chiara Braga, alla segretaria regionale Silvia Roggiani, al responsabile Economia del PD nazionale Antonio Misiani, ai parlamentari Vinicio Peluffo e Simona Malpezzi, ai consiglieri regionali Angelo Orsenigo e Gian Mario Fragomeli, alla segretaria provinciale PD Carla Gaiani.
In una fase di grandi cambiamenti, segnata dalle tensioni e guerre internazionali, dalla transizione energetica e digitale e dalle profonde trasformazioni del mondo del lavoro, sarà un’importante occasione di ascolto, discussione e proposta con il coinvolgimento di istituzioni, imprese, sindacati, mondo della formazione e rappresentanze sociali.
Di seguito il programma