Abbiamo letto la perizia sui ciliegi di Via XX Settembre. Non essendo degli agronomi, non si può che prendere atto della valutazione del professionista che ha ritenuto che 31 dei 35 ciliegi esistenti si trovino in condizioni medio-gravi, come tali da abbattere.

Colpisce però che non sia stata presa in alcuna considerazione, al limite anche solo per escluderla, la possibilità di sostituire le piante da tagliare con nuovi ciliegi, al fine di conservare immutata la bellezza di un luogo tanto caro ai comaschi, come dimostra la mobilitazione di molti cittadini in queste ore. Dopo tutto è quello che si è fatto anche in altri luoghi della città, ad esempio nel lungolago, dove le piante tagliate sono state sostituite da altre della stessa specie. E’ lecito quindi domandarsi: perché si sono considerati solo i peri e non si è anche valutato di ricollocare dei ciliegi?

E’ vero che nella relazione si dà atto che la gestione e i costi di manutenzione dei peri sono moderatamente bassi, oltre ad essere piante resistente ai parassiti patogeni; ma perché analoghe valutazioni non sono state fatte anche per i ciliegi? Nulla si dice infatti né dei costi di gestione dei ciliegi né della loro maggiore o minore resistenza.

Dopo tutto i ciliegi sono in Via XX Settembre da almeno cinquant’anni; non è quindi fantasia immaginarsi che delle nuove piante possano durare altrettanto nel tempo.

E se anche se la loro manutenzione fosse più onerosa di quella dei peri, immagino che i comaschi non si lamenterebbero di una spesa che manterrebbe immutato uno scenario che caratterizza da così tanto tempo una parte della città.

Como deve puntare a bellezza, qualità, attrattiva e storicità, non certo a risparmiare qualche soldo, L’obiettivo deve essere quindi, se proprio le attuali piante dovranno essere tagliate, di sostituirle con altri ciliegi.

Patrizia Lissi e Stefano Legnani, consiglieri comunali PD

Sabato 15 novembre alle 10.30 saremo in via del Dos, insieme ad associazioni e alle altre forze politiche, al presidio per chiedere la riapertura della piscina inattiva ormai da tre anni, da quando nell’estate 2022, il sindaco ha deciso di chiuderla. Si tratta di una struttura importante della nostra città, anche perché ospitava, tra le altre, le attività di persone fragili o con disabilità.

Una situazione assurda, che è l’emblema della gestione di questa Amministrazione. decisioni senza senso calate dall’alto, chiusura nel palazzo, senza ascoltare i bisogni reali dei cittadini, insulti e disprezzo, distanza abissale tra quanto annunciato in campagna elettorale e quanto avvenuto dopo, incapacità progettuale mascherata da annunci roboanti, nessun interesse per il benessere della cittadinanza, in particolare per i servizi ai più fragili.

Prima e dopo l’estate del 2022, abbiamo assistito a smentite, sfuriate, fughe dalla realtà, rifiuto di confrontarsi nel merito. Che ne è stato, ad esempio, della famosa promessa di garantire comunque ai disabili l’accesso a strutture dedicate, “Ci dovesse essere bisogno degli elicotteri per portarli in altre strutture lo faremo”? Chiedete alle 140 famiglie coinvolte, quanti elicotteri sono passati a prenderli…

Desideriamo una gestione diversa, attenta e rispettosa dei bisogni di tutti. Costruiamo insieme il futuro di Como.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Enzo Cresta, segretario del circolo PD di Como Sud

Due mesi di silenzio. Tanto è passato da quando, il 9 settembre, i consiglieri di minoranza appartenenti alla Commissione 3 hanno chiesto al presidente Bernasconi di poter visitare insieme ai colleghi di maggioranza e toccare con mano le scuole destinate alla chiusura o all’accorpamento. L’idea, chiaramente, era quella di valutarne lo stato, in modo da poter agire nel migliore dei modi. Convocata la Commissione 3, ci è stato risposto che anche la Commissione 2 avrebbe dovuto inviare una richiesta congiunta.

Quest’ultima è stata poi inviata il 22 settembre ai presidenti Niso e Bernasconi. Al riunirsi delle Commissioni 2 e 3, la maggioranza ha chiesto del tempo per organizzarsi con le direttrici didattiche. Un sollecito è stato fatto anche in seguito, sia per iscritto sia a livello verbale, ma la risposta è sempre stata la stessa. A oggi, che di tempo ne è passato abbastanza, tutto tace.

Iniziamo a pensare che l’Amministrazione abbia paura di far vedere ai consiglieri di minoranza quanto sono belle le scuole che ha deciso di chiudere.

Patrizia Lissi ed Eleonora Galli, consigliere comunali PD Como

In uno dei suoi classici, maldestri tentativi di ribaltamento della realtà, il Sindaco di Como, in Consiglio Comunale, ha risposto alla preliminare precisa e circostanziata del consigliere comunale Stefano Fanetti sulla scuola Corridoni, provando a sostenere che le opposizioni stanno solo criticando il piano presentato dall’amministrazione, senza indicare una direzione.

Davvero surreale: il sindaco vuole decidere tutto da solo, e poi si lamenta di non avere proposte concrete dalle opposizioni. Peraltro, per ogni scuola coinvolta, in realtà noi abbiamo fatto delle proposte alternative, come lo hanno fatto i Consigli d’Istituto: proposte volutamente non ascoltate dall’attuale amministrazione.

Senza cadere nel tranello del sindaco, aiutiamolo e rispondiamo ad una domanda interessante: ha senso proporre singolarmente quali scuole chiudere? Come se stessimo giocando a Monopoli? Risposta breve: No

Perché non funziona così. Non è il PD da solo a dovere dire e decidere quali scuole chiudere o accorpare. Non è nemmeno il sindaco da solo. Una riorganizzazione non può essere calata dall’alto, con prepotenza.
Serve invece un percorso di concertazione, condiviso con tutti gli enti e le figure coinvolte.

Dai consigli d’istituto, alla direzione scolastica, al Provveditore, al Consiglio Comunale, ai sindacati, ai genitori.
Tutte realtà che erano e sono pronte a sedersi ad un tavolo serio – come avevamo proposto – e a progettare il futuro dell’istruzione di Como. Tutte realtà che il sindaco ha invece deciso di non ascoltare e di insultare, sperando di trasformare un tema strategico in una rissa da bar.

Ne prendiamo atto, e saremo pronti, nel 2027, a tornare a fare programmazione e progettazione, quello che questa amministrazione non sta facendo.
Con l’aggravante e la conseguenza, che pesa sulle famiglie, di dover ricorrere al TAR, con costi significativi. E mentre l’amministrazione usa i soldi dei cittadini per gestire le battaglie legali in cui si trova per la propria incapacità politica, sono ancora gli stessi cittadini a dovere spendere di tasca propria.

Come Partito Democratico, ci impegniamo quindi ad essere al fianco dei ricorrenti e dei comitati, aiutando in maniera concreta nelle raccolte fondi esistenti – proprio ieri è stata attivata una raccolta fondi per il ricorso al Tar sulla scuola Corridoni – e in quelle che verranno.

Aiutiamoci ed aiutiamo il futuro di Como.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como

Il taglio dei ciliegi ornamentali lungo il viale antistante il Tempio Voltiano non può lasciare indifferenti.

Alberi simbolo di uno dei luoghi più iconici della città sono stati lasciati a deteriorarsi fino al punto di dover essere abbattuti, senza che in questi anni sia stata garantita cura o manutenzione adeguata. Ci preoccupa anche la situazione di Viale Cavallotti, con piante trascurate allo stesso modo.

Il verde richiede cura e attenzioni, con l’obiettivo di preservare l’esistente e incrementare il patrimonio arboreo della città. Non è solo un elemento estetico, ma una vera infrastruttura naturale che migliora la qualità della vita: purifica l’aria, riduce l’inquinamento, assorbe l’anidride carbonica e attenua l’effetto delle isole di calore, rendendo la città più vivibile.

Inoltre, il viale con i ciliegi non era solo verde urbano: era parte del paesaggio storico di Como, un corridoio visivo e affettivo che meritava ben altra attenzione. Ora è dovere dell’amministrazione restituire ai cittadini quello scenario, ripristinando alberature di pari valore e fioritura, senza scorciatoie né alibi tecnici.

Chiediamo quindi all’amministrazione di ricostruire i filari così come erano, mantenendo la struttura del viale alberato con cannocchiale visivo sul monumento voltiano.

Segreteria cittadina PD

Nell’ultimo periodo, nei quartieri di Sagnino, Tavernola e Ponte Chiasso, abbiamo riscontrato un ritorno della microcriminalità. Furti e vandalismi, purtroppo, sono sempre più all’ordine del giorno: nell’ultima settimana abbiamo assistito ad almeno tre furti che hanno interessato la zona.

Tra i cittadini c’è un senso di inquietudine diffuso, come privati cittadini, come titolari di attività commerciali, come membri di associazioni. Chiediamo quindi con forza all’Amministrazione, al Prefetto e alle Forze dell’Ordine di implementare i controlli sul territorio. Inoltre, è necessario potenziare il sistema di illuminazione e la videosorveglianza. 

Non ultimo, chiediamo la creazione di un tavolo di confronto tra i rappresentanti dei cittadini, l’Amministrazione comunale e la Prefettura, al fine di analizzare la situazione e definire insieme strategie congiunte di lungo periodo.

Massimo Mancuso e Gigliola Canepa, circolo PD Como Nord “Elide Greco”

Nuovo anno, solita storia. Anche nel 2025, nella settimana dedicata alla commemorazione dei defunti, il cancello sul retro del cimitero di Rebbio è rimasto chiuso. Si tratta di un accesso importante, perché consente alle persone con disabilità di raggiungere direttamente il piano superiore.

Purtroppo, nonostante ogni anno chieda di aprirlo, nulla si muove. Nel Consiglio comunale di ieri ho chiesto le motivazioni e mi è stato risposto che non è possibile in quanto un pilone del muro è instabile: la stessa problematica che ha impedito l’apertura lo scorso anno. 

Nel frattempo, però, non si è mai visto un solo operaio. Non ci sono progetti che prevedono una messa in sicurezza? Intanto, però, anno dopo anno, si impedisce alle persone con disabilità di andare a trovare i propri cari defunti. Un diritto che dovrebbe essere di tutti, specialmente in questo periodo dell’anno.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

La scuola dell’infanzia di via Salita Cappuccini è una scuola viva, progettata e realizzata con caratteristiche ben precise per accogliere al meglio i bambini e le bambine della fascia d’età a cui è destinata ( l’ampio giardino, il salone luminoso, i bagni in classe, etc…). 

Spostare i bambini e le bambine nella primaria “Adolfo Vacchi” di via Montelungo è una decisione insensata. Da un lato, si svuoterebbe la scuola dell’infanzia (senza sapere, peraltro, quale sia la sorte prevista per quell’edificio), dall’altro, alla primaria di via Montelungo si verificherebbe un sovraffollamento dannoso per entrambe le realtà (infanzia e primaria). 

Saremo accanto alle famiglie colpite da questa decisione insensata. 
Ne parleremo venerdì 7 novembre alle 20.45 all’oratorio San Giuseppe con il gruppo di genitori promotori dell’iniziativa, il comitato Como a misura di famiglia e con il sociologo Mauro Magatti. 
La nostra proposta, resta quella di mantenere i due plessi separati e di investirci, per renderli ancor più scuole di eccellenza.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD cittadino.

Lunedì 3 novembre, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il nuovo regolamento TARI. Proporremo un ordine del giorno per impegnare la giunta a mettere in pratica l’articolo 1 della Legge di Bilancio 2024, che consente la destinazione da parte dei Comuni di una quota dell’imposta di soggiorno a copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. La logica è che anche i turisti producono rifiuti e quindi è importante che contribuiscano.

Veniamo da un anno in cui i comaschi hanno affrontato l’ennesimo significativo aumento delle tariffe per le utenze domestiche e non domestiche, e ulteriori incrementi sono prevedibili anche nei prossimi anni. Utilizzare una quota dell’imposta di soggiorno, permetterebbe di sgravare, in parte, le famiglie.

La proposta era già stata fatta in primavera, ma era stata respinta dal sindaco e dalla sua Amministrazione. Noi, però, non ci arrendiamo. Vogliamo una Como in cui chi amministra venga incontro il più possibile alle esigenze dei cittadini, pertanto, ci impegneremo affinché la Giunta accolga la proposta.

I consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani

Le istituzioni