Nelle ultime ore nelle caselle di posta di molti cittadini di Oltrona San Mamette è stato distribuito un volantino che promuove un gazebo organizzato dall’associazione neofascista, di estrema destra, “Ultima Legione”, già soggetta qualche anno fa a indagini e perquisizioni in tutta Italia. Riteniamo grave e inammissibile che nel nostro territorio si tentino di normalizzare messaggi e simbologie che nulla hanno a che vedere con i valori costituzionali, con la cultura democratica del nostro Paese e con la storia antifascista che ha dato origine alla nostra Repubblica. L’Italia è una democrazia fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Ogni tentativo di sdoganare simboli, miti o linguaggi che si rifanno a ideologie violente, antidemocratiche e discriminatorie rappresenta non solo uno sfregio alla nostra memoria collettiva, ma anche il rigurgito di un passato pericoloso per la convivenza civile. Oltrona è una comunità civile, accogliente e democratica. Non permettiamo che il nostro territorio venga utilizzato per veicolare messaggi che negano questi principi fondamentali.

Il circolo PD di Bulgarograsso-Appiano Gentile e Oltrona San Mamette

La Lario Judo ha legittimamente rifiutato il premio al Teatro Sociale manifestando, con intelligenza, dignità e fierezza, il proprio dissenso alla chiusura della primaria Corridoni e quindi della palestra nella quale svolgono l’attività sportiva. La Pol. Comense non ha mandato i ragazzi del 2013 perché c’è poco da festeggiare senza la possibilità di utilizzare una palestra in città. Nella stessa condizione di “senza palestra” ci sono U.S. Basket Como 1956 (anche loro, infatti, non presenti alla premiazione!) e la Pallacanestro Antoniana. 

È evidente che premi e festeggiamenti non servono se non si ha più lo spazio per allenarsi! 
È questa l’attenzione allo sport da parte di Rapinese?!

Spostamenti “calati dall’alto”, promesse generiche di spazi senza dire dove e con quali modalità. Gestire un’associazione sportiva richiede programmazione e radicamento sul territorio, non superficialità. Le società hanno bisogno di certezze, non di uno “spazio qualsiasi”. Anche solo pensarlo vuol dire non aver la minima idea di cosa voglia dire fare associazionismo sportivo sul territorio. 
Lo sport è salute, inclusione e crescita per tanti ragazzi e tante ragazze: sono proprio le associazioni sportive dilettantistiche che portano avanti questa importantissima funzione sociale.

Le ASD, per tutte queste ragioni, meritano serietà e rispetto. Rispetto inesistente nelle parole espresse dal sindaco a mezzo stampa ma anche in consiglio comunale ieri sera: parole ingiuriose e, più o meno velatamente, minacciose da parte di un primo cittadino che vorrebbe anche decidere con quali modalità si debba manifestare il dissenso.

Ci si attacca proprio a tutto quando si è incapaci di amministrare una città.

Francesco Finizio, referente associazioni sportive PD cittadino

Nel Consiglio comunale di ieri, ho presentato due importanti mozioni per impegnare l’Amministrazione a intervenire in due luoghi della nostra città tutt’altro che sicuri.

La prima riguardava l’attraversamento di via Alebbio, vicino alla chiesa e alla scuola di via Cuzzi/Durini, utilizzato da studenti, ma anche da anziani e portatori di disabilità che si recano a messa, oltre che da tanti cittadini del quartiere di Rebbio. Si tratta di un attraversamento non sicuro, dove, peraltro, il marciapiede in prossimità delle strisce pedonali è fortemente danneggiato. Il sindaco però, ha ritenuto il problema irrilevante, respingendo la mozione. Ed è già la seconda volta che succede.

La seconda, invece, impegnava l’Amministrazione a intervenire sulla gradinata della Salita Catone il Censore, che è danneggiata. La sistemazione è stata richiesta a gran voce dai residenti, a seguito di cadute ed episodi accidentali dovuti proprio alle cattive condizioni in cui riversa. Oltre alla sistemazione dei gradini, ho richiesto l’installazione di un corrimano per aiutare soprattutto le persone anziane. Anche in questo caso la mozione è stata respinta. 

Crediamo che la buona amministrazione di una città e la sua sicurezza passino anche dai piccoli interventi di manutenzione e che anche questa volta sindaco e maggioranza abbino perso una buona occasione.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale

Si è svolto ieri pomeriggio, 29 novembre 2025, presso il Centro Civico di Sagnino, un partecipato incontro sulla sanità, con sala gremita e molte preoccupazioni emerse dai cittadini sul presente e futuro sanità sul territorio. L’evento promosso dal Circolo PD Elide Greco, tramite il suo segretario Massimo Mancuso, ha messo in luce le difficoltà che i cittadini incontrano quotidianamente nell’accesso ai servizi, con particolare attenzione ai ritardi nell’attivazione e nel pieno regime delle Case di Comunità previste dalla riforma sanitaria locale. Durante il dibattito sono intervenuti Paolo Furgoni, primario Ospedaliero – Italo Nessi, medico di medico generale – Angelo Orsenigo, Consigliere regionale Pd – Gigliola Canepa, portavoce del nascente Comitato Obiettivo salute – Daniele Valsecchi segretario cittadino del Pd e Massimo Mancuso moderatore del dibattito. L’importante novità dell’incontro è stata la presentazione ufficiale del nuovo Comitato, costituitosi con l’obiettivo specifico di colmare l’attuale vuoto di offerta sanitaria nel quartiere. Il Comitato lancia un appello alle istituzioni locali e a ASST lariana per la rapida apertura di un presidio medico a Sagnino.

Dalla delibera comunale del 28 novembre si apprende che la giunta ha individuato per il Luna Park 2026 un’area alternativa alla tradizionale Piazza d’armi di Muggiò qualora questa non fosse disponibile.
Si tratta dell’area di Lazzago, un’area tutta da verificare allo scopo anche perché ben più piccola rispetto a quella attuale (11.900mq invece di 22.600 mq).

Mi auguro che Rapinese non protragga di proposito i tempi di rimozione dei detriti e che quindi piazza d’armi sia disponibile per tutta la sua superficie perché, diversamente, vorrebbe dire che quella discarica emergenziale resterebbe lì, anche solo in parte, in via Sportivi Comaschi, in quel quartiere con diverse abitazioni nelle vicinanze, fino a Pasqua. Troppo tempo. Un tempo non accettabile.

Quell’accumulo incredibile di detriti e materiali di vario genere dev’essere integralmente rimosso quanto prima perché il quartiere lì non vuole e non merita una discarica (gigantesca come oggi o più piccola). Anche quest’anno c’è bisogno del clima di festa, gioia e socialità che il Luna Park è in grado di portare nel quartiere.

Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circoscr. 1

Primaria Corridoni, Calcio Como, stadio, esercizi commerciali, abitazioni private. Trovare un equilibrio non solo è possibile, è giusto.
Giovedì sera alle 20.45 saremo alla scuola Foscolo per l’importante iniziativa organizzata dall’ IC Como Borgovico che ha proprio l’obbiettivo di trovare soluzioni  percorribili al fine di   conciliare le esigenze di  Bambini/e e dei loro genitori, dei Residenti, Dei Commercianti, dei Tifosi del Calcio Como 
Un’occasione importante per discutere e individuare soluzioni per un futuro armonioso del quartiere senza inutili divisioni, senza scontri tra importanti realtà esistenti nel quartiere.
Noi, come sempre, siamo per il dialogo e per le soluzioni condivise perché la città e i quartieri sono della cittadinanza, sono per tanti e non per pochi, sono per chi ci vive quotidianamente, per chi ci studia, per chi ci lavora e per chi vuole anche solo passare del tempo libero in serenità.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino
Francesco Finizio, referente scuole PD cittadino

Vogliamo davvero una Como in stile Monte Carlo? Ormai le invenzioni, le giravolte, le mistificazioni di Rapinese non ci stupiscono più.

Il sindaco infatti, oltre ad avere introdotto la tariffa della sosta che ha chiamato Vulcano che ha pesantemente colpito alcune zone della città, ha ulteriormente penalizzato residenti e visitatori. Ha infatti ridotto il numero dei permessi di sosta per i residenti, ha reso a pagamento oltre 250 parcheggi che prima erano gratuiti e ha introdotto il pagamento della sosta nei giorni festivi anche nella zona vicino alla caserma, e quindi lontana dal centro, dove il parcheggio in quei giorni è attualmente gratuito.

La domanda di fondo da porsi è quindi questa: qual è l’idea di città che abbiamo? Vogliamo costruire una città che espella i suoi cittadini? Una città nella quale solo chi ha un certo reddito può permettersi di vivere? La risposta deve essere no. La Como che vogliamo è la città di tutti: accogliente, a misura di cittadino, capace di venire incontro alle esigenze di tutte le persone e di affrontare le questioni con apertura e dialogo, coinvolgendo tutti gli attori interessati.

E’ proprio l’idea di città che ha il sindaco ad essere sbagliata; Como merita una visione alternativa, maggiormente inclusiva.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Stefano Legnani, consigliere comunale PD

L’ennesimo atto di forza, di chiusura, di mancanza di dialogo di questi anni bui.

Immagini brutali, da film distopico e surreale che, al netto delle responsabilità delle parti, ci obbligano a riflettere, davvero, sul tipo di società che chi oggi governa Como ci propone: nessuna umanità, nessun rispetto umano, solo nemici da schiacciare e possibilmente da umiliare. Che l’immagine della presidente del Carducci accasciata ci ricordi che tutti abbiamo sempre la responsabilità di tenderci la mano, oltre le posizioni e le decisioni che assumiamo. Ed invece, l’Incapacità di governo porta, inevitabilmente, alla peggiore soluzione possibile, infarcita poi di arroganza e cattiveria.

Quanto spreco di energie, di risorse, di possibilità. E a tutto ciò si aggiungono i soldi dei contribuenti, spesi in cause inutili e che invece avrebbero potuto essere utilizzati per altri scopi. E’ purtroppo accaduto esattamente ciò che avevamo previsto: il Carducci con i sigilli del Comune. Avevamo intuito che questa sarebbe stata la conseguenza della totale mancanza di comunicazione tra Comune ed associazione. Avevamo sollecitato più volte una riattivazione dei rapporti per favorire l’ingresso del conservatorio e la coabitazione delle due realtà, mettendoci a disposizione per facilitare il dialogo tra Comune e Carducci.

Avevamo evidenziato ormai da tempo come il muro contro muro tra il sindaco e l’attuale presidente dell’associazione fosse a scapito dei cittadini e dei soci, i veri danneggiati da questa vicenda, che scrive oggi una nuova pagina, speriamo non definitiva. Purtroppo, temiamo che il destino del Carducci sia segnato, abbandonato a sé stesso, come altre realtà cittadine (breve elenco non esaustivo: Politeama, Bocciofila, Giardini a lago, Piscina comunale, via del Doss, ecc).

Speriamo di sbagliarci, ma temiamo davvero il peggio. Questo sindaco ama distruggere, lo fa dall’inizio del suo mandato, e dimentica quanto tempo e fatica ci voglia per costruire, e ancor di più per ricostruire. Toccherà a tutti noi, ognuno per la sua parte, offrire a questa città una nuova via, che ci riporti ad essere una città ed una comunità attiva e positiva.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Livia Sarda, vicesegretaria PD cittadino

L’annunciata rivoluzione della sosta per i residenti è l’ennesimo bluff del sindaco Rapinese. In occasione dell’approvazione del nuovo regolamento aveva pomposamente affermato: “Nessun residente resterà senza posto auto”. Invece, se anche saranno accolte tutte le domande che le famiglie presenteranno, si potrà al massimo garantire ai residenti un permesso di sosta per un posto auto, che poi però dovranno avere la fortuna di trovare, che è cosa ben diversa dal posto auto garantito che è stato promesso dal sindaco. Buona fortuna quindi alle famiglie che saranno alla ricerca del parcheggio. Tra l’altro il numero massimo di permessi di sosta assegnabili in tutta la città sono diventati 950 a fronte di 1303 permessi attualmente assegnati tra gialli e blu. 

Altra grave decisione è la riduzione dei posti blu dove potranno parcheggiare i residenti; attualmente quelli con il permesso blu possono parcheggiare in tutti gli stalli della loro zona. Con la nuova regolamentazione, in molte vie dove è adesso è possibile, come Via Rezzonico dove vi sono molti condomini, non si potrà più fare; non vi è però alcuna ragione per questa limitazione che invece ridurrà sensibilmente la possibilità per i residenti di trovare uno stallo libero.

E’ stato inoltre introdotto un pesante inasprimento tariffario, la c.d. tariffa Vulcano, in tutta la zona a ridosso del lago dove si pagherà per tutte le 24 ore; aumenti che peseranno su tutte le categorie di utenti. Chi dovrà recarsi in centro città, dove sono concentrati tanti servizi e utenze commerciali, subirà un salasso, una vera e propria tassa occulta.

Tali aumenti nelle intenzioni del sindaco dovrebbero scoraggiare la sosta dei non residenti per favorire quella dei residenti che dovrebbero così trovare più facilmente degli stalli di sosta liberi. Ma il problema della sosta inoperosa non si risolve cambiando il regolamento o aumentando le tariffe: senza continui e puntuali controlli, come si potrà evitare la sosta senza pagamento da parte dei non residenti, in particolare nelle ore serali e notturne quando i residenti rientrano a casa dal lavoro e debbono parcheggiare l’auto?

L’obiettivo in realtà non è quello di favorire i residenti, che anzi vengono penalizzati con molte limitazioni, ma quello di fare cassa. E ciò trova conferma anche dalla trasformazione di molti posti bianchi in posti auto blu e dalla totale eliminazione della sosta gratuita nei giorni festivi anche in quelle zone più lontane dal centro storico dove la domenica non parcheggiano né i turisti né i lavoratori pendolari, ma solo i residenti.

Che fine hanno fatto le promesse elettorali del sindaco? Quello che diceva: “In passato abbiamo assistito alla demonizzazione degli stalli della sosta in prossimità del centro. Il nostro punto di vista è contrario: i parcheggi servono e servono soprattutto dove si trovano i servizi di cui i cittadini necessitano, molti dei quali, appunto, sono proprio in centro e/o in prossimità delle aree della città più densamente popolate”.

Un vero e proprio programma di carta straccia. Il consigliere Rapinese che a suo tempo accusava le altre amministrazioni di fare diventare Como una città per ricchi, si è rapidamente trasformato nel sindaco che di fatto espelle dalla città coloro che hanno meno risorse. Perché questa è la sua “rivoluzione della sosta”: un sopruso nei confronti dei cittadini, un nuovo salasso sui comaschi.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD

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