Nel Consiglio Comunale di lunedì ho nuovamente ricordato le difficoltà che la regolamentazione della sosta decisa lo scorso anno dal sindaco Rapinese ha causato a coloro che si recano al cimitero monumentale. Il problema è molto sentito in particolare in questi giorni, per la ricorrenza della commemorazione dei defunti, soprattutto dagli anziani e da coloro che, avendo difficoltà nei movimenti, si recano al cimitero con le autovetture; senza peraltro dimenticare che si presenta in occasione di tutte le cerimonie funebri.
In precedenza il parcheggio della piazza davanti all’ingresso era a pagamento con la previsione però della sosta gratuita per mezzora, proprio per favorire l’accesso al cimitero a chi si fermava per pochi minuti. Con le modifiche introdotte lo scorso anno il parcheggio è divenuto gratuito con il solo limite della sosta massima di tre ore, con la conseguenza che, considerato il lungo tempo nel quale è possibile lasciare l’autovettura senza pagare, ora viene utilizzato di fatto proprio da coloro che non si recano al cimitero.
Il Sindaco, a fronte del mio intervento, ha pubblicamente riconosciuto l’errore compiuto con le nuove regole, impegnandosi a ripristinare la sosta gratuita limitatamente a mezzora fin dai prossimi giorni. Non è ancora chiaro se si riuscirà a ripristinare rapidamente le norme precedenti già per la ricorrenza del 2 novembre. Resta il rammarico che non si è voluto ascoltare quanto già segnalato lo scorso anno, quando vi era tutto il tempo per rimediare ad un errore, e ora si debba correre per tentare di porre rimedio ad una scelta che risultava sbagliata fin dall’inizio.
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Non sapevamo che l’area di Piazza d’armi a Muggiò fosse diventata stabilmente una discarica. Le montagne di detriti, una delle conseguenze delle forti piogge che hanno colpito la città e i territori limitrofi, si possono tollerare per un breve periodo. Da quei terribili eventi atmosferici però è passato più di un mese e non si conoscono i tempi di rimozione. I residenti della zona giustamente hanno superato il limite di tolleranza anche perché non si hanno certezze.Il sindaco risponda allora a queste semplici domande. Da cosa è esattamente composta quella montagna di detriti? Si intravedono tronchi, sassi, fango e terra ma anche plastiche, ferro e resti di mobili. Ci sono resti potenzialmente pericolosi per la salute e l’incolumità delle persone? Quali sono i tempi esatti di rimozione? Occorre intervenire subito e con urgenza: questa non è una discarica, questo quartiere non è una discarica.
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circoscr. 1
Domani alle 10.30 saremo alla scuola primaria di via Brogeda, accanto alle famiglie, ai bambini, ai genitori, alle maestre, a tutte le persone che vivono l’istituto.
Chiuderlo è una scelta completamente sbagliata, perché una scuola in questo quartiere, che ha potenzialità enormi considerando la sua collocazione in una posizione strategica per la Svizzera e per il primo accesso al nord Europa, è essenziale per evitarne lo spopolamento. Inoltre, grazie all’educazione e all’insegnamento di valori come rispetto, solidarietà e condivisione, ricopre un ruolo fondamentale per l’azzeramento delle diseguaglianze in una zona di confine.
La nostra proposta, estremamente concreta, che è anche quella del Consiglio d’Istituto, è l’accorpamento della scuola dell’infanzia con la primaria, che permetterebbe di tenere vivo e attivo il quartiere, evitando l’impoverimento sociale e un aumento ulteriore della problematica del traffico. Inoltre eviterebbe anche la chiusura della scuola materna, già decisa due anni fa dal sindaco e ancora aperta solo perché ospita provvisoriamente gli alunni di via Amoretti, in attesa della fine dei lavori in quest’ultimo edificio (a proposito, a che punto siamo?).
La scuola di via Brogeda, inoltre, è anche un potenziale servizio a favore delle famiglie dei frontalieri. Visto quanto il Comune di Como riceve come ristorni per i frontalieri – 8 milioni nel 2024 – è fondamentale che tenga aperta la scuola, per restituire in servizi parte di quanto ottiene. È un tema che merita attenzione e approfondimenti.
Le soluzioni alternative alle chiusure ci sono, dare una visione diversa della città e del quartiere è possibile. Basta allargare lo sguardo e fare ciò che una buona amministrazione dovrebbe fare: rispondere ai bisogni dei propri cittadini.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
Proviamo a dare un contributo concreto per risolvere la problematica riguardante il possibile abbattimento della scuola Corridoni per realizzare il parcheggio dello stadio: l’area ex Stecav sarebbe un’ottima soluzione per un posteggio multipiano. Per altro, non era solo nei nostri programmi, ma anche in quello dell’attuale Amministrazione. Sarebbe un parcheggio funzionale al servizio della città, oltre che dello stadio stesso.
Sottolineiamo che non c’è alcuna contraddizione tra tifare Como, apprezzare quello che la società Calcio Como 1907 sta facendo per la squadra e per la città, volere il nuovo stadio e la riqualificazione dell’area e, allo stesso tempo, opporsi in tutti i modi all’abbattimento della primaria Corridoni per far spazio ad un autosilo.
Qualsiasi buon amministratore avrebbe spiegato alla società calcistica che quella non è una soluzione percorribile per le numerose ragioni più volte espresse. Considerate queste ultime, un buon amministratore avrebbe segnalato, in alternativa, che sono possibili altre soluzioni come, appunto, quella dell’area ex Stecav, situata peraltro a soli dieci minuti a piedi dallo stadio.
Il problema è che abbiamo ancora la sciagura Rapinese fino al 2027…
Daniele Valsecchi – Segretario cittadino PD
Francesco Finizio – referente scuole segreteria cittadina
Oggi vittime dell’opera distruttiva di Rapinese sono le società dilettantistiche di Pallacanestro. Negli altri comuni della Provincia si convive senza problemi nelle palestre comunali tra i vari sport praticati. A fare la differenza è come si amministra un Comune! La giunta comasca sceglie, ancora una volta, la via dello scontro favorendo conflitti tra realtà tutte meritevoli e che dovrebbero convivere senza prediligere, come sta succedendo, realtà professionistiche. Questa scelta è oltremodo penalizzante per le numerose società di basket comasche che, con enorme fatica, cercano di portare avanti lo sport in città per includere ragazzi e ragazze in ambienti sani e formativi.
Non è una soluzione lasciare la palestra di via Giulini solo dalle 8 alle 14 quando gli atleti e le atlete dovrebbero essere a scuola! È una presa in giro. Invitiamo il sindaco ad ascoltare le società sportive al fine di trovare una soluzione condivisa tra le varie realtà affinché i ragazzi e le ragazze di Como possano praticare la pallacanestro restando in città.
Francesco Finizio – Referente associazioni sportive PD Como
Far rimuovere dalla recinzione della scuola primaria don Carlo Gnocchi di Inverigo, in nome di una presunta “neutralità”, lo striscione con la scritta “Pace”, realizzato dai bambini è qualcosa che ha profondamente ferito i bambini della scuola.
La pace non è una posizione di parte: è un valore universale, un principio che dovrebbe unire tutti i popoli e che trova pieno fondamento nella nostra Costituzione. Togliere quello striscione, trasformare un gesto semplice e genuino, nato peraltro in un contesto educativo, in un mero caso burocratico, peggio ancora, considerare “scomodo” esprimere un messaggio di pace, significa dare un segnale profondamente sbagliato.
La scuola non deve diventare terreno di scontro o di divisione, ma deve rimanere il luogo in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di dialogo, rispetto e solidarietà verso il mondo. Insegnare la pace significa educare alla convivenza civile, alla responsabilità e alla speranza in un futuro migliore. È proprio nei luoghi dell’educazione che questi valori devono essere insegnati, coltivati, protetti e resi visibili, a maggior ragione in un momento storico come quello che viviamo oggi, segnato da guerre, orrori, linguaggi e gesti d’odio.
Come circolo di Inverigo del Partito democratico esprimiamo solidarietà alle insegnanti, alle famiglie e soprattutto ai bambini della scuola Don Gnocchi di Inverigo, che con spontaneità hanno ricordato a tutti noi che la pace si costruisce ogni giorno, anche con il simbolo di un semplice striscione.
Chiediamo al Sindaco Vincenzi di ritornare suoi passi e dare il suo assenso ad esporre lo striscione: gli alunni della scuola lo meritano.
Il circolo PD di Inverigo
A Como la realtà supera la fantasia. Nel Consiglio Comunale di ieri, 1° ottobre, la maggioranza ha approvato un piano di “riorganizzazione” (si fa per dire) delle scuole che fa acqua da tutte le parti. Chiusure, accorpamenti, spezzatini, tutto insensato e profondamente sbagliato.
Ciliegina sulla torta l’ordine del giorno finale, proposto dal consigliere Davide Bernasconi, con la decisione di abbattere due istituti scolastici, oggi in attività, per costruire due autosili. Decisione presa dalla maggioranza senza ascoltare la cittadinanza (presente in gran numero ieri sera), chi vive la scuola tutti i giorni, genitori, insegnanti, sindacati, e il parere negativo, documentato e dettagliato, espresso da tutti i consigli d’istituto coinvolti. Una decisione sbagliata fin dall’inizio, calata dall’alto senza conoscere la realtà delle scuole, nessuna minima idea della valenza educativa e didattica degli spazi, irrisione ripugnante degli spazi di decompressione per i disabili.
Al netto del solito spettacolo indecoroso fatto di offese, provocazioni, servilismo, deliri di onnipotenza, ciò che davvero è incredibile è l’errore sostanziale che l’Amministrazione sta attuando. Una giunta e una maggioranza (salvo rare eccezioni) paragonabile a un folle che va in contromano in autostrada e pensa che siano, invece, tutti gli altri autisti dei pazzi che sbagliano direzione. Pensare di confinare l’istruzione in spazi sempre più ristretti e senza servizi adeguati vuol dire impoverire la città, renderla sempre più vuota e meno attrattiva per le famiglie.
Noi saremo ancora e sempre al fianco della cittadinanza che ieri sera, numerosa e pacifica, ha attuato una protesta gentile, contro la prepotenza e il muro alzato dall’Amministrazione attuale. Ovviamente, l’ultima parola, come ci insegna il passato recente, non è ancora stata scritta.
Partito Democratico di Como
Domani sera, a partire dalle 18:45, saremo presenti, come centro-sinistra e come Partito Democratico, prima nel cortile di Palazzo Cernezzi, al fianco di genitori, famiglie, alunni, cittadini che parteciperanno al presidio contro la chiusura delle scuole.
Poi, ancora una volta, faremo tutto ciò che è possibile per portare quella voce, che chiede semplicemente buon senso, concertazione e visione di lungo periodo, all’interno del Consiglio Comunale. Sapere che, sotto quelle finestre che da tre anni sono costantemente e perennemente chiuse ci saranno persone di tutti i tipi, con fiori in mano e dignità, ci aiuta, ci rincuora e responsabilizza ulteriormente, nella nostra difficile battaglia.
Condividiamo le parole dei rappresentanti dei Consigli d’Istituto, che in questi giorni si sono espressi in maniera estremamente chiara e concreta, e chiediamo ancora una volta ai consiglieri comunali di maggioranza di non nascondersi, di ricordarsi che sono anch’essi parte della cittadinanza, e che tutti assieme rappresentiamo e serviamo la città di Como.
Noi ci saremo e siamo pronti. Che l’umanità e la volontà di aiuto che tanti mondi della Città – li ringraziamo tutti – hanno mostrato in questa settimana, di fronte ad una situazione di estrema criticità, ci siano da sprone e ci indichino la direzione da seguire. A domani.
Il Segretario cittadino Daniele Valsecchi
Facciamo un po’ di chiarezza sulla scuola materna di via Varesina. L’acqua entra dal tetto da più di un anno, con la conseguenza che gli spazi per i bimbi sono ridotti. L’Amministrazione decide di chiuderla e di spostare i bimbi all’ex asilo di Piazza Camerlata. Una decisione accettata anche dal Consiglio d’Istituto e senza nessuna polemica da parte nostra, anche perché sono strutture molto vicine e molto belle.
Ma a oggi il risultato qual è? I bimbi hanno dovuto iniziare la scuola ancora in via Varesina. Ed ora ci stupiamo che entra l’acqua dal tetto? Per quale motivo non sono stati spostati a settembre, come da previsione? Forse non sono stati effettuati i lavori in Piazza Camerlata?
A questo punto del mandato, è anche ora che chi ci amministra la smetta di dare la colpa a chi lo ha preceduto e si assuma le proprie responsabilità. Sono passati tre anni, non tre mesi. Gli insuccessi sono imputabili solo al suo operato.
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale