“Le scuole lombarde devono riaprire in sicurezza, anche in zona rossa. Garantire una didattica in presenza, anche se ridotta, è una priorità per tutti gli ordini e gradi e non solo fino alla prima media. Regione Lombardia segua la sentenza del Tar del Lazio circa il ricorso presentato dal Comitato lombardo “A Scuola!” e si attivi per ottenere un regime di didattica differenziato a seconda del quadro epidemiologico locale. Le chiusure totali non sono la risposta giusta: se le scuole non sono sicure che le si metta in sicurezza e non si faccia ricadere tutto il peso di questa inadeguatezza ai cittadini più deboli. Si deve garantire il diritto allo studio e preservare l’equilibrio psicologico dei ragazzi costretti alla Dad” commenta il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo.

“Il rischio zero non esiste e serve un’azione reale delle istituzioni affinché studenti, docenti e personale scolastico possano tornare negli istituti in sicurezza. Regione Lombardia faccia tutto il possibile, investendo su un trasporto adeguato che permetta il distanziamento, sul tracciamento a tappeto per trovare ed isolare i casi positivi e su modalità efficaci di aerazione e sanificazione degli spazi. Regione deve finanziare e realizzare questi interventi, perché se la pandemia c’è da 13 mesi, non dobbiamo dimenticarci che gli studenti hanno passato in dad 2 anni scolastici” conclude il consigliere comasco.

“Mentre arrivano immagini dell’avanzamento degli allestimenti di Lariofiere, che servirà i territori di Como e Lecco, dal suggestivo hub tutto comasco di Villa Erba ancora nessuna notizia concreta e ancora si deve progettare come possa sostenere un carico così pesante, tra organizzazione e viabilità. Nello stato più nebuloso e confuso possibile, tutto è lasciato senza una guida certa e univoca. Chi riesce a fare partire vaccinazioni agli allettati, riesce in un mezzo miracolo. Perché nessuna guida o comunicazione è arrivata da Ats e così l’iniziativa e proposta del singolo, sindaco o medico di base, può essere accolta o respinta, senza che si capisca il criterio. Il risultato è che in alcuni comuni si vaccinino gli allettati direttamente a domicilio, in altri no, in altri ancora solo parzialmente. Le motivazioni non sono date di sapere, come non è dato di sapere le tempistiche in cui finalmente questi cittadini fragili potranno ricevere il vaccino. Ma la tutela della salute pubblica è un dovere e avere misure sanitarie idonee e uguali in qualunque parte del territorio ci si trovi, è un diritto fondamentale. Manca totalmente il bastone guida e Regione Lombardia ancora una volta dimostra che l’organizzazione di Ats Insubria è troppo lenta e lacunosa” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico.

“Bertolaso avrebbe forse preferito petali di rose e drink di benvenuto all’hub di Muggiò? Ma soprattutto, vista la violenza della pandemia, un hub vaccinale dove fare vaccinazioni in maniera più spedita possibile deve essere suggestivo o efficace?” si chiedono Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, Gabriele Guarisco e Patrizia Lissi, consiglieri Dem in Comune a Como. 

“Tra la piscina bloccata dalle indecisioni della giunta comunale, il progetto di riqualificazione del palazzetto e del parcheggio ancora fermo, nonostante i fondi del Patto della Lombardia siano a disposizione dal 2017, e l’irrisolta questione della Piazza d’Armi, che la situazione dell’area di Muggiò non sia nelle migliori condizioni non è un mistero. O meglio, lo è per chi come Guido Bertolaso viene da fuori Como. Peccato che alle passerelle tenutesi a Muggiò ci fossero tutti gli esponenti comaschi di Regione Lombardia che sono a conoscenza delle condizioni dell’area. Ora se Bertolaso ritiene che posizionare l’hub vaccinale a Villa Erba sia un’opzione migliore, ben venga, purché lo faccia in fretta – continuano gli esponenti Dem – Sarebbe però interessante sapere che cosa ne pensa il sindaco Landriscina di una simile stroncatura del lavoro fatto a Como”.

“A Bertolaso, comunque, chiediamo di preoccuparsi non solo dell’indecenza ma anche e soprattutto dell’inefficienza con cui Regione Lombardia ha finora condotto la campagna vaccinale, considerato che ancora molti ultraottantenni, anche a Como, stanno aspettando notizie da più di un mese per avere la somministrazione del vaccino Come ha detto oggi il presidente Draghi in Senato: “Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare”. A Como stiamo avendo prova, giorno dopo giorno, di una situazione totalmente inaccettabile” concludono.

“Ieri il Tavolo della Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como ha indicato il completamento della tangenziale di Como, l’elettrificazione della Como-Lecco e la regionalizzazione della navigazione di linea sul Lario come priorità per il nostro territorio. Bene, sono opere necessarie che da rappresentante del Partito Democratico chiedo da anni. Ora serve concretezza e confronto tra istituzioni perché queste diventino finalmente realtà” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo.

“Sulla tangenziale di Como, il Tavolo per la competitività ha indicato la necessità di un secondo lotto il cui utilizzo andrebbe incoraggiato con la gratuità del pedaggio. Sarebbe assurdo però avere un secondo lotto gratuito, mentre il primo è ancora a pagamento. Regione Lombardia quindi mantenga le promesse: porti avanti l’opera e renda entrambi i tratti di strada gratis per i comaschi che finora hanno dovuto pagare per un’infrastruttura incompiuta” continua il consigliere comasco.

“Sull’elettrificazione della Como-Lecco, Rfi ha già annunciato voler rendere definitivo il progetto con la possibilità di candidarlo alle risorse del Recovery Fund. Ma è anche urgente aumentare il numero delle corse per offrire un servizio efficiente. Come ho già chiesto all’interno Commissione speciale Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome, Regione Lombardia deve aprire un tavolo permanente con i sindaci i cui Comuni sono interessati dalla tratta – aggiunge Orsenigo – Una Como-Lecco elettrificata e potenziata è negli interessi anche del Canton Ticino: un partner strategico che Regione Lombardia deve coinvolgere” continua il consigliere.

“Infine, bisogna arrivare alla regionalizzazione del trasporto lacustre. A riguardo, ci sono già delle proposte avanzate in passato dallo Stato ma che sono ferme a causa di un’intesa mancata con Regione Lombardia. Riprendiamo quindi il dialogo in maniera costruttiva e finalizziamo il passaggio di competenza indispensabile per lo sviluppo turistico del Lario” conclude Orsenigo.

“Buone notizie per il nostro territorio sul fronte dell’elettrificazione della Como-Lecco: Rete Ferroviaria Italiana ha annunciato di essere pronta a portare il progetto dalla condizione attuale di pre-fattibilità a una di fattibilità e successivamente a una forma definitiva. Volontà di esecuzione e fondi per portare avanti la progettazione sono stati assicurati dai referenti di Rfi convocati oggi a Palazzo Pirelli per una seduta congiunta della Commissione speciale “Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome ” e “Territorio e infrastrutture” di Regione Lombardia. L’ingegner Vincenzo Macello, responsabile della direzione investimenti di Rfi, ha annunciato di aver già avviato le interlocuzioni con il proprio soggetto tecnico Italferr per poter avviare i sopralluoghi necessari alle prossime fasi di progettazione” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, segretario della Commissione Italia-Svizzera, su cui iniziativa si è tenuta la seduta congiunta di oggi.

“Ora abbiamo la conferma che la progettazione sta entrando una nuova fase aprendo la possibilità per l’opera di rientrare tra i progetti candidabili per il Recovery Fund. Siamo davanti a un’opportunità unica per il territorio della provincia di Como e delle province limitrofe, in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026 e di un più generale potenziamento della mobilità su ferro, necessaria e urgente nel dopo-pandemia” conclude il consigliere comasco. 

Dello sviluppo futuro dei trasporti sul territorio di Como e provincia si parlerà questa sera alle 20.30 in diretta Facebook sulla pagina del consigliere Orsenigo per la terza serata della rassegna “COstruiaMO il Futuro – per Como lavoriamo insieme, ora”. Saranno ospiti Paola de Micheli, ex Ministro dei Trasporti e deputata del Partito Democratico, Elisabetta Patelli, presidente dei Verdi Lombardia, Christian Rech, ingegnere dei trasporti, e Giulio Sala, presidente di Fiab Como Biciamo. La stampa potrà seguire la diretta a questo link: http://bit.ly/Diretta-Trasporti.

A fronte di una crescita delle infezioni, dovute al diffondersi di varianti più infettive, la Regione Lombardia sta facendo meno tamponi molecolari rispetto al mese di novembre. I dati sono stati raccolti dal gruppo del Pd che ha anche presentato una mozione con cui chiede all’assessora Moratti di riprendere il tracciamento e di farlo con i tamponi molecolari che, rispetto agli antigenici, che sono molto rapidi nel dare un risultato, risultano essere sensibilmente più affidabili anche nel rilevare le nuove varianti. Il calo dei tamponi è contenuto in queste cifre: se in tutto il mese di novembre si sono fatti almeno 248mila tamponi a settimana, con il picco di 305mila tra il 9 e il 15 novembre, nell’ultimo mese ne vengono effettuati tra i 153mila e i 175mila, a cui si aggiungono gli antigenici, intorno a 60mila nelle ultime tre settimane. La somma dei due tipi di tamponi, comunque, rimane sensibilmente inferiore ai numeri di novembre. 

“Dobbiamo lavorare perché la Lombardia vada in zona bianca, come la Val d’Aosta. Questo è un momento delicato, in cui bisogna portare avanti il piano vaccinale presto e bene – spiega il consigliere regionale Angelo Orsenigo – ed è fondamentale fermare il diffondersi delle varianti. Il tracciamento rimane uno strumento imprescindibile, ma bisogna farlo con i tamponi molecolari che, invece, la Regione Lombardia sembra stia, da un mese a questa parte, rimpiazzando in parte con gli antigenici, che hanno una funzione diversa e che spesso non intercettano le varianti, oltre ad essere meno sensibili. Oggi stiamo facendo ogni settimana almeno 100mila tamponi molecolari in meno di novembre ed è un problema. Confidiamo che l’assessore Moratti e tutte le forze politiche colgano la necessità di ripristinare almeno il livello di tracciamento che la Lombardia è stata in grado di dispiegare solo tre mesi fa. Meno tamponi molecolari significa maggior libertà di circolazione per il virus che tutti vogliamo combattere”.

“La Henkel di Lomazzo non deve chiudere. E’ questo il messaggio dell’incontro con i dipendenti dello stabilimento e i sindacati oggi a Palazzo Pirelli” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, promotore e parte attiva dell’incontro tra Regione Lombardia, dipendenti e parti sindacali coinvolti nella vicenda della Henkel di Lomazzo.

“Ho sentito le storie di lavoratori traditi da una multinazionale che ha deciso di chiudere un polo produttivo senza una vera motivazione. Una decisione a cui dobbiamo opporci. ll prossimo passo urgente è convocare i dirigenti tedeschi di Henkel in Commissione Attività Produttive e lavorare ad un soluzione che va trovata a tutti i costi” continua il consigliere.

“Voglio esprimere tutta la mia completa solidarietà per i 150 lavoratori comaschi che vedono il proprio posto a rischio e che, anche domani, saranno impegnati in uno sciopero serrato. Ora la politica deve fare la propria parte in maniera unita, perché nessuno possa anche solo pensare di poter chiudere la Henkel di Lomazzo e stravolgere un’intera comunità come se niente fosse” conclude Orsenigo.

“Il piano vaccinale anti-Covid di Regione Lombardia prevede che sia il cittadino a doversi muovere verso grandi hub vaccinali, spesso lontani, per la propria dose. La realtà è che per una maggiore efficienza e rapidità, le dosi di vaccino dovrebbero raggiungere il cittadino in micro-hub territoriali in grado di servire la popolazione in maniera capillare. La crisi covid ha rivelato tutti i danni della centralizzazione sanitaria. È ora di mettere in pratica le lezioni imparate durante la pandemia e implementare finalmente quella sanità di territorio che è mancata” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico.

“Parlando di territori, i nostri sindaci, durante la prima e seconda ondata, hanno messo in campo delle ottime iniziative per l’esecuzione di tamponi in palestre ed edifici pubblici. Perché non replicare questa esperienza di successo, coinvolgendo le associazioni di volontariato locali per il trasporto delle persone più fragili da vaccinare e usando anche le sedi elettorali, nei weekend in cui non sono frequentate dagli studenti, per somministrare in modo razionale e su chiamata?” continua il consigliere dem, ricordando la proposta  dell’ingegnere Luca Cozzi, coordinatore della Protezione civile di Mozzate e Comuni associati.

“Puntare solo sui grandi poli vaccinali sarebbe un errore, Regione Lombardia costringerebbe le persone a muoversi per decine di chilometri in luoghi in cui gli assembramenti sono molto probabili. Uno sforzo difficile se non pericoloso per i tanti pazienti anziani, target principale della fase 2, o quelli fragili”.

“È un bene che Regione Lombardia abbia trovato l’accordo con le farmacie e i medici di base. Con il loro aiuto verranno fatti grandi passi avanti – conclude Orsenigo, primo a proporre il coinvolgimento dei farmacisti nella campagna anti-Covid – ma per l’inoculazione di massa dobbiamo rendere le vaccinazioni ancora più capillari e a portata di cittadino. Accentrare è un errore che non possiamo permetterci di ripetere”.


“Regione Lombardia si è resa conto dell’importanza del settore fieristico per l’economia lombarda ma per un territorio come quello della nostra regione serve uno sforzo più profondo e risolutivo. Il milione di euro messo a disposizione dal Bando di sostegno alla ripresa del sistema fieristico lombardo 2021 purtroppo, non è sufficiente per favorire la vera ripartenza del comparto” commenta il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, all’indomani della cancellazione degli eventi fisici, diventati virtuali, dell’iniziativa fieristica #Strongertogether che a fine marzo avrebbe raccolto aziende, brand e compratori di diversi segmenti del settore moda.  

“L’auspicio, dopo un 2020 tragico e all’inizio di un 2021 pieno di incertezze, è che Regione Lombardia sia determinata ad ampliare il bacino di risorse a disposizione per gli eventi. Lo stallo del settore fieristico, specialmente nel campo della moda, è un colpo durissimo per le tante aziende lariane che sono fibra costituente di questa filiera. Non dimentichiamo poi l’indotto mancato per tecnici, aziende di catering o service – conclude Orsenigo – Insomma, in gioco c’è il futuro di centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro e il nostro territorio sente già tutto il peso di questa crisi”.

Le istituzioni