Ma le ragioni che giustificavano la chiusura della Corridoni non risiedevano nell’inverno demografico?! Ora le ragioni sono altre? Ora che sui numeri è stato palesemente sconfessato, il motivo della chiusura risiede nelle manutenzioni che, peraltro, nessuno dice che non vadano fatte e di cui ricordiamo al Sindaco che ne è responsabile.

E sembra pure gioire dei danni che si sono verificati… Un conto è eventualmente chiudere temporaneamente una scuola per fare lavori di ristrutturazione che si andrebbero ad aggiungere ai lavori già effettuati (per circa 1mln) – poi sospesi, per motivi oscuri – altro è chiuderla definitivamente per far spazio a un autosilo che ora nel video ammette che verrà fatto…

E ancora, alla Corridoni non avrebbe dovuto accogliere i bambini della primaria Sauro che avrebbe chiuso se non fosse stato per il Tar Lombardia?!Tutta questa energia per un video così volgare e pretestuoso, mentre dopo il maltempo di ieri in città ci sono danni ovunque, e tante strade sono bloccate. Un sindaco consapevole del proprio ruolo lavorerebbe al fianco di tutte le figure coinvolte, si preoccuperebbe davvero della città di Como, non userebbe la situazione per una propaganda faziosa e inverosimile.

Così oggi è amministrata la città di Como: vale tutto e il contrario di tutto, un minestrone di informazioni e dati non fondati con il risultato finale di una narrazione distorta e strumentale delle vicende.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como

Una giunta comunale può prendere decisioni che impattano significativamente sulla vita di cittadini e cittadine senza avere consapevolezza di quello che si sta facendo? Purtroppo, a Como sta succedendo.

Non c’è nessun piano di riorganizzazione delle scuole ragionato, studiato, condiviso, discusso. Non c’è visione, non c’è valutazione delle conseguenze, non si ha la minima idea di cosa voglia dire fare politiche educative degne di questo nome in una città capoluogo di provincia come la nostra città. Ci sono solo decisioni, spesso umorali, prese dall’alto, dall’alto dei propri privilegi.

Il caso della chiusura della primaria Corridoni per far spazio ad un autosilo – chiusura che si aggiunge ad altre già annunciate (si pensi su tutte all’ingiusta e miope decisione di chiudere la primaria di Ponte Chiasso) – è un’ulteriore allarmante dimostrazione di dove questa giunta sta portando questa città, una direzione che penalizza sempre la qualità dei servizi offerti dal Comune.

Il sindaco ha affermato che gli iscritti alla Corridoni per l’a.s. 2025/26 sono 202 su 353. Prima di tutto gli alunni sono 210 e le classi sono 11, ma c’è di più: per classe (tot. 11 classi) c’è spazio idoneo per massimo 20 bambini/e, quindi la capienza effettiva è pari a 220/230, mai 353.  Bisogna, infatti, considerare che la primaria Corridoni è una primaria musicale con due aule attrezzate per la musica. Ci sono due aule dedicate a bambini/e con disabilità gravi che, come si dovrebbe sapere, hanno bisogno di spazi a loro dedicati. C’è inoltre l’aula di arte, di scienze e la biblioteca. Alla Corridoni attualmente c’è un refettorio spazioso con aule dedicate alle mense essendo anche previsto il doppio turno.

Come si pensa di trasferire tutto questo nel plesso della Foscolo? Come si pensa di farlo preservando la continuità educativa e la qualità del servizio offerto? La scuola Foscolo stessa dovrebbe rinunciare a laboratori e aule speciali. Da non trascurare inoltre il fatto che alla Foscolo c’è una sola palestra, è sufficiente dovendo accogliere così tanti bambini/e della primaria oltre a quelli della secondaria?

È quindi evidente che le soluzioni prospettate dal sindaco non siano percorribili a meno che non si voglia adottare il modello delle “classi pollaio” (modello che si sperava definitivamente tramontato!) con contestuale eliminazione di aule e spazi funzionali al miglior svolgimento della didattica e delle lezioni così come previste da un valido piano formativo.

La qualità del servizio scolastico e la qualità della formazione non sono valori barattabili con valutazioni di carattere meramente economico o dettate da interessi particolari. Allo stesso tempo, altrettanto impensabile e inaccettabile è il trasferimento di qualche bambino/a in altri plessi come quello di via Fiume o a Tavernola, a causa delle distanze e del traffico veicolare esistente in città che andrebbe così ad aumentare ulteriormente.

La scuola che abbiamo in mente è una scuola di prossimità e di quartiere per tantissime ragioni legate alla qualità della vita, alla socialità e alle necessità lavorative delle famiglie.
Possibile che nemmeno l’assessora Roperto abbia contezza di questi principi? E gli altri membri della giunta? E i consiglieri di maggioranza? Oltre alle dichiarazioni del sindaco c’è solo silenzio. Silenzio assordante. Dove vuole portare questa città Rapinese?  Vuole una città per pochi e non per molti? Una città senza servizi e come tale respingente per chi vorrebbe qui costruire futuro, relazioni, socialità, in altre parole la propria vita? Ci opporremo in tutti i modi a quest’opera distruttiva.

Daniele Valsecchi, Segretario cittadino PD
Stefano Legnani, Consigliere comunale
Francesco Finizio, referente scuole PD Como

Era il 24 luglio quando, a due settimane dai danni causati dal maltempo del 7 luglio, il nostro comunicato stampa lanciava un allarme sulla situazione critica di Via di Lora, arteria principale del quartiere. Oggi, a distanza di quasi un mese dall’evento, lo scenario non è cambiato, anzi: l’Amministrazione comunale ha scelto di non rispondere, ignorando l’appello e lasciando i residenti in una condizione di crescente disagio e rabbia.

Le preoccupazioni, già citate nel nostro precedente avvertimento, rimangono vive: qualora si verificassero nuove forti precipitazioni, la sicurezza e la stabilità della strada – che presenta ancora gravi cedimenti e transennature – potrebbero essere ulteriormente compromesse.

Il silenzio delle istituzioni, combinato con la mancata soluzione del problema, ha fatto esplodere la collera dei residenti, che si sentono abbandonati. I disagi quotidiani causati dallo spostamento di due fermate dell’autobus e dalle difficoltà per il transito delle automobili, come già sottolineato nel comunicato del 24 luglio, stanno ora portando il quartiere al limite della paralisi.

Per questo motivo, rinnoviamo con ancora più forza la nostra richiesta: esortiamo l’Amministrazione a intervenire immediatamente per la messa in sicurezza di Via di Lora e per il ripristino dei servizi essenziali. Non è più accettabile ignorare una situazione di pericolo che si trascina da quasi un mese.

Stefano Sonvico, segretario circolo PD Como Lora

È di qualche giorno fa la notizia dell’inaugurazione di una nuova area camper, gestita da un privato, alle porte della città, appena fuori dall’uscita dell’autostrada di Como Centro. Ben vengano iniziative di questo tipo, soprattutto in un momento storico in cui Como risente della mancata gestione del grande flusso di turisti che vengono a visitarla. Questo, però, ci fa pensare inevitabilmente alla parte comunale del camping No Stress, a pochissimi passi dalla nuova area camper.

È un tema su cui siamo già intervenuti in consiglio: chiuso ormai un anno e mezzo fa, tra i proclami del sindaco che diceva di non aver perso neanche un minuto, resta ancora inutilizzato. E mentre la città è presa d’assalto dai camper che sostano in ogni dove (e le notizie in merito sono all’ordine del giorno), tutto tace, tutto giace immobile e Como deve affidarsi all’iniziativa di un privato. Sarebbe giusto, visto che lo spazio da recuperare c’è, che il Comune non subisse il turismo, ma lavorasse per renderlo maggiormente sostenibile per chi la città la vive quotidianamente e per tutto l’anno.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Stefano Fanetti, consigliere comunale

Nel Consiglio comunale di ieri sera è andato in scena l’ennesimo spettacolo increscioso da parte del sindaco che, ancora una volta, non ha mancato di rivolgere attacchi alle minoranze, e in particolare al consigliere Vittorio Nessi, con frasi che oltretutto sono una presa in giro nei confronti degli anziani, ma anche a chi in quel momento non poteva difendersi, come una delle giornaliste presenti: categoria, quest’ultima, spesso ingiustamente presa di mira. 

Prima di tutto desideriamo esprimere la nostra solidarietà. Le modalità del sindaco le conosciamo bene e anche i nostri consiglieri sono stati più volte vittime di questo vergognoso teatrino. È evidente che il modo del primo cittadino di nascondere le proprie mancanze e scappare dalle responsabilità concrete è quello di cercare costantemente lo scontro e nuovi nemici. Ci preoccupano, certamente, il disprezzo e la mancanza di civiltà, ma è bene ricordare che, dietro a tutto questo, si cela un’ancora più preoccupante assenza di competenza, che poi va a ripercuotersi su Como e i suoi cittadini.

Il segretario cittadino Daniele Valsecchi e i consiglieri comunali del PD

Nei giardini pubblici di Via Vittorio Emanuele, si sta diffondendo l’abitudine da parte delle guide turistiche di portare gruppi di turisti, talvolta anche molto numerosi, ad utilizzare il bagno pubblico. Al momento, purtroppo, su due servizi igienici, uno è chiuso da settimane e, terminata la sosta da parte dei turisti, il bagno rimanente risulta spesso letteralmente inutilizzabile. Il problema grosso è che mancano alternative. La massiccia presenza di turisti, che occupa anche tutto lo spazio adiacente, spesso rappresenta, pertanto, un impedimento per i genitori con bimbi piccoli, che si vedono privati della possibilità di utilizzarlo per le necessità urgenti o anche solo per cambiare il pannolino. 

Chiediamo all’Amministrazione di provvedere al più presto a riparare il bagno guasto e, visto l’incremento costante del turismo, di creare nuovi servizi igienici pubblici, in quanto quelli presenti risultano insufficienti. Nulla contro il turismo, ovviamente, ma è necessario che la città non lo subisca, offrendo soluzioni concrete ai problemi che si presentano.

Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle
Massimo Mancuso, segretario circolo PD Como Circ. 8 “Elide Greco”

Situazioni straordinarie, richiedono risposte straordinarie. Ci preoccupano le affermazioni del provveditore che, a fronte della sentenza che ha disposto la riapertura dei plessi “Sauro” e “Carluccio”, ha chiamato in causa la burocrazia e il formalismo della chiusura delle piattaforme ministeriali. 

È doveroso dare seguito a quanto disposto dal Tar per rimediare al danno fatto dal sindaco. Soprattutto, però, è doveroso venire incontro ai genitori e ai loro bambini. Urge uno scatto da parte delle istituzioni, comprese quelle scolastiche, per rimediare a una situazione grottesca, frutto solamente delle scelte sbagliate di una Giunta che si è presa la libertà di deliberare ciò che non era nelle proprie competenze. Noi siamo a disposizione per lavorare affinché non venga fatta giustizia solo su carta, con la sentenza, ma anche concretamente.

Daniele Valsecchi – Segretario cittadino PD
Patrizia Lissi e Stefano Legnani – Consiglieri comunali PD

“Dopo la prima sentenza del Tar, che ha dato ragione alle famiglie della scuola primaria di via Perti, una seconda sentenza annulla anche il provvedimento di chiusura della scuola materna di Via Volta. Questo è il risultato di un sindaco sordo alle necessità delle famiglie e che ha escluso ogni forma di dialogo. Non si è voluto ascoltare la voce di chi chiedeva un percorso condiviso, si è voluti andare muro contro muro, e l’amministrazione comunale ne è uscita nuovamente sconfitta. La politica delle chiusure è perdente” dichiarano Daniele Valsecchi, Segretario Cittadino PD, e Francesco Finizio, Referente scuola.

“E’ ora urgente garantire la piena funzionalità delle due scuole – proseguono i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani -.  Apprendiamo che mentre le classi dalla seconda alla quinta resteranno in Via Perti, la prima classe nel prossimo anno scolastico sarà in ogni caso presso il plesso di Via Corridoni. Riteniamo tale scelta sbagliata, penalizzante per le famiglie e per la stessa scuola di Via Perti dove deve essere garantita la continuità educativa per i prossimi anni. Chiediamo quindi l’intervento del Provveditore perché non solo la prima classe resti in Via Perti ma anche perché vengano riaperte le iscrizioni per consentire alle famiglie, che avrebbero scelto per i propri figli questa scuola, ma che non lo hanno potuto fare a seguito del provvedimento del Comune, possano farlo ora. Anche per la scuola materna di Via Volta deve essere garantita la piena apertura e funzionalità a settembre per tutte le classi.  Il problema richiede una soluzione tempestiva: ci sono da salvaguardare le necessità delle famiglie, considerata l’importanza dell’educazione e della formazione dei bambini, che sono il futuro della nostra città”.


“Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale la maggioranza ha approvato il nuovo regolamento per la concessione del patrocinio da parte del Comune di Como; patrocinio che non significa concessione di contributi economici, ma soltanto il riconoscimento del valore di iniziative senza fini di lucro, rilevanti per la comunità locale e per la promozione e valorizzazione dell’immagine della Città. Il nuovo testo è di fatto quasi totalmente identico a quello attualmente vigente rispetto al quale sono state introdotte solo alcune piccole modifiche” dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.

“La più importante delle quali è però la totale esclusione, senza alcuna eccezione, dalla concessione del patrocinio delle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali – prosegue -. Così facendo il Sindaco, non solo ha escluso dalla possibilità del patrocinio quelle organizzate dai sindacati dei lavoratori, ai quali evidentemente non perdona la posizione contraria alla chiusura dei nidi e delle scuole, ma anche a quelle di altre organizzazioni di categoria, come gli artigiani, i commercianti e gli industriali”.

“Ho presentato un emendamento per ripristinare la precedente normativa che escludeva dal patrocinio le sole iniziative delle organizzazioni di categorie finalizzate al proselitismo o all’autofinanziamento; emendamento che è stato respinto.  La decisione della maggioranza impedirà così al Comune di Como di concedere il patrocinio ad iniziative oggettivamente meritevoli, come ad esempio quelle in tema di violenza sulle donne, in tema di legalità, in tema di prevenzione di infortuni sul lavoro, ed altre, solo perché promosse da organizzazioni sindacali. Non è chiaro il motivo di questo furore iconoclasta di Rapinese – conclude – o forse la ragione è una sola: fare esattamente il contrario di quanto fatto da quelli che lo hanno preceduto, indipendentemente dall’effetto delle sue decisioni”

Le istituzioni