Il Documento Unico di Programmazione (DUP) presentato dall’Amministrazione somiglia a un mero elenco di indicazioni, spesso generiche, quasi come se sia stato redatto più per adempiere a un obbligo di legge che per fornire obiettivi concreti e, soprattutto, verificabili. Per questo, in Consiglio comunale, abbiamo presentato una serie di domande di chiarimento su quanto scritto nel documento. Il sindaco e gli assessori si sono rifiutati di rispondere ad esse, che poi sono quelle che i cittadini continuano a farci ogni giorno. Sono tre anni che sentiamo promesse dall’Amministrazione, a oggi, purtroppo, non ancora concretizzate. Tra queste c’è il polo dell’infanzia di via Longhena.
Come già ribadito più volte nelle lunghe battaglie contro le chiusure delle scuole, la continuità educativa ricopre un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini. A gennaio il sindaco ha definito la progettazione in fase di ultimazione. Sono passati ormai sette mesi e non ci sono notizie in merito.
Essendo i lavori legati a un finanziamento ottenuto nell’ambito del Pnrr ci sono delle scadenze da rispettare e non nascondiamo una certa preoccupazione: il progetto esecutivo è stato approvato? I lavori termineranno entro il 31 dicembre 2026 o c’è il rischio concreto che i 5,5 milioni ottenuti vengano persi? I cittadini hanno bisogno di risposte, non solo a parole, ma anche attraverso fatti concreti.
Il segretario cittadino Daniele Valsecchi e i consiglieri comunali del PD
Era il 24 luglio quando, a due settimane dai danni causati dal maltempo del 7 luglio, il nostro comunicato stampa lanciava un allarme sulla situazione critica di Via di Lora, arteria principale del quartiere. Oggi, a distanza di quasi un mese dall’evento, lo scenario non è cambiato, anzi: l’Amministrazione comunale ha scelto di non rispondere, ignorando l’appello e lasciando i residenti in una condizione di crescente disagio e rabbia.
Le preoccupazioni, già citate nel nostro precedente avvertimento, rimangono vive: qualora si verificassero nuove forti precipitazioni, la sicurezza e la stabilità della strada – che presenta ancora gravi cedimenti e transennature – potrebbero essere ulteriormente compromesse.
Il silenzio delle istituzioni, combinato con la mancata soluzione del problema, ha fatto esplodere la collera dei residenti, che si sentono abbandonati. I disagi quotidiani causati dallo spostamento di due fermate dell’autobus e dalle difficoltà per il transito delle automobili, come già sottolineato nel comunicato del 24 luglio, stanno ora portando il quartiere al limite della paralisi.
Per questo motivo, rinnoviamo con ancora più forza la nostra richiesta: esortiamo l’Amministrazione a intervenire immediatamente per la messa in sicurezza di Via di Lora e per il ripristino dei servizi essenziali. Non è più accettabile ignorare una situazione di pericolo che si trascina da quasi un mese.
Stefano Sonvico, segretario circolo PD Como Lora
È di qualche giorno fa la notizia dell’inaugurazione di una nuova area camper, gestita da un privato, alle porte della città, appena fuori dall’uscita dell’autostrada di Como Centro. Ben vengano iniziative di questo tipo, soprattutto in un momento storico in cui Como risente della mancata gestione del grande flusso di turisti che vengono a visitarla. Questo, però, ci fa pensare inevitabilmente alla parte comunale del camping No Stress, a pochissimi passi dalla nuova area camper.
È un tema su cui siamo già intervenuti in consiglio: chiuso ormai un anno e mezzo fa, tra i proclami del sindaco che diceva di non aver perso neanche un minuto, resta ancora inutilizzato. E mentre la città è presa d’assalto dai camper che sostano in ogni dove (e le notizie in merito sono all’ordine del giorno), tutto tace, tutto giace immobile e Como deve affidarsi all’iniziativa di un privato. Sarebbe giusto, visto che lo spazio da recuperare c’è, che il Comune non subisse il turismo, ma lavorasse per renderlo maggiormente sostenibile per chi la città la vive quotidianamente e per tutto l’anno.
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Stefano Fanetti, consigliere comunale
Nel Consiglio comunale di ieri sera è andato in scena l’ennesimo spettacolo increscioso da parte del sindaco che, ancora una volta, non ha mancato di rivolgere attacchi alle minoranze, e in particolare al consigliere Vittorio Nessi, con frasi che oltretutto sono una presa in giro nei confronti degli anziani, ma anche a chi in quel momento non poteva difendersi, come una delle giornaliste presenti: categoria, quest’ultima, spesso ingiustamente presa di mira.
Prima di tutto desideriamo esprimere la nostra solidarietà. Le modalità del sindaco le conosciamo bene e anche i nostri consiglieri sono stati più volte vittime di questo vergognoso teatrino. È evidente che il modo del primo cittadino di nascondere le proprie mancanze e scappare dalle responsabilità concrete è quello di cercare costantemente lo scontro e nuovi nemici. Ci preoccupano, certamente, il disprezzo e la mancanza di civiltà, ma è bene ricordare che, dietro a tutto questo, si cela un’ancora più preoccupante assenza di competenza, che poi va a ripercuotersi su Como e i suoi cittadini.
Il segretario cittadino Daniele Valsecchi e i consiglieri comunali del PD
Nei giardini pubblici di Via Vittorio Emanuele, si sta diffondendo l’abitudine da parte delle guide turistiche di portare gruppi di turisti, talvolta anche molto numerosi, ad utilizzare il bagno pubblico. Al momento, purtroppo, su due servizi igienici, uno è chiuso da settimane e, terminata la sosta da parte dei turisti, il bagno rimanente risulta spesso letteralmente inutilizzabile. Il problema grosso è che mancano alternative. La massiccia presenza di turisti, che occupa anche tutto lo spazio adiacente, spesso rappresenta, pertanto, un impedimento per i genitori con bimbi piccoli, che si vedono privati della possibilità di utilizzarlo per le necessità urgenti o anche solo per cambiare il pannolino.
Chiediamo all’Amministrazione di provvedere al più presto a riparare il bagno guasto e, visto l’incremento costante del turismo, di creare nuovi servizi igienici pubblici, in quanto quelli presenti risultano insufficienti. Nulla contro il turismo, ovviamente, ma è necessario che la città non lo subisca, offrendo soluzioni concrete ai problemi che si presentano.
Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle
Massimo Mancuso, segretario circolo PD Como Circ. 8 “Elide Greco”
Situazioni straordinarie, richiedono risposte straordinarie. Ci preoccupano le affermazioni del provveditore che, a fronte della sentenza che ha disposto la riapertura dei plessi “Sauro” e “Carluccio”, ha chiamato in causa la burocrazia e il formalismo della chiusura delle piattaforme ministeriali.
È doveroso dare seguito a quanto disposto dal Tar per rimediare al danno fatto dal sindaco. Soprattutto, però, è doveroso venire incontro ai genitori e ai loro bambini. Urge uno scatto da parte delle istituzioni, comprese quelle scolastiche, per rimediare a una situazione grottesca, frutto solamente delle scelte sbagliate di una Giunta che si è presa la libertà di deliberare ciò che non era nelle proprie competenze. Noi siamo a disposizione per lavorare affinché non venga fatta giustizia solo su carta, con la sentenza, ma anche concretamente.
Daniele Valsecchi – Segretario cittadino PD
Patrizia Lissi e Stefano Legnani – Consiglieri comunali PD
“Dopo la prima sentenza del Tar, che ha dato ragione alle famiglie della scuola primaria di via Perti, una seconda sentenza annulla anche il provvedimento di chiusura della scuola materna di Via Volta. Questo è il risultato di un sindaco sordo alle necessità delle famiglie e che ha escluso ogni forma di dialogo. Non si è voluto ascoltare la voce di chi chiedeva un percorso condiviso, si è voluti andare muro contro muro, e l’amministrazione comunale ne è uscita nuovamente sconfitta. La politica delle chiusure è perdente” dichiarano Daniele Valsecchi, Segretario Cittadino PD, e Francesco Finizio, Referente scuola.
“E’ ora urgente garantire la piena funzionalità delle due scuole – proseguono i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani -. Apprendiamo che mentre le classi dalla seconda alla quinta resteranno in Via Perti, la prima classe nel prossimo anno scolastico sarà in ogni caso presso il plesso di Via Corridoni. Riteniamo tale scelta sbagliata, penalizzante per le famiglie e per la stessa scuola di Via Perti dove deve essere garantita la continuità educativa per i prossimi anni. Chiediamo quindi l’intervento del Provveditore perché non solo la prima classe resti in Via Perti ma anche perché vengano riaperte le iscrizioni per consentire alle famiglie, che avrebbero scelto per i propri figli questa scuola, ma che non lo hanno potuto fare a seguito del provvedimento del Comune, possano farlo ora. Anche per la scuola materna di Via Volta deve essere garantita la piena apertura e funzionalità a settembre per tutte le classi. Il problema richiede una soluzione tempestiva: ci sono da salvaguardare le necessità delle famiglie, considerata l’importanza dell’educazione e della formazione dei bambini, che sono il futuro della nostra città”.
“Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale la maggioranza ha approvato il nuovo regolamento per la concessione del patrocinio da parte del Comune di Como; patrocinio che non significa concessione di contributi economici, ma soltanto il riconoscimento del valore di iniziative senza fini di lucro, rilevanti per la comunità locale e per la promozione e valorizzazione dell’immagine della Città. Il nuovo testo è di fatto quasi totalmente identico a quello attualmente vigente rispetto al quale sono state introdotte solo alcune piccole modifiche” dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.
“La più importante delle quali è però la totale esclusione, senza alcuna eccezione, dalla concessione del patrocinio delle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali – prosegue -. Così facendo il Sindaco, non solo ha escluso dalla possibilità del patrocinio quelle organizzate dai sindacati dei lavoratori, ai quali evidentemente non perdona la posizione contraria alla chiusura dei nidi e delle scuole, ma anche a quelle di altre organizzazioni di categoria, come gli artigiani, i commercianti e gli industriali”.
“Ho presentato un emendamento per ripristinare la precedente normativa che escludeva dal patrocinio le sole iniziative delle organizzazioni di categorie finalizzate al proselitismo o all’autofinanziamento; emendamento che è stato respinto. La decisione della maggioranza impedirà così al Comune di Como di concedere il patrocinio ad iniziative oggettivamente meritevoli, come ad esempio quelle in tema di violenza sulle donne, in tema di legalità, in tema di prevenzione di infortuni sul lavoro, ed altre, solo perché promosse da organizzazioni sindacali. Non è chiaro il motivo di questo furore iconoclasta di Rapinese – conclude – o forse la ragione è una sola: fare esattamente il contrario di quanto fatto da quelli che lo hanno preceduto, indipendentemente dall’effetto delle sue decisioni”
L’immobilismo del Comune di Como verso i più fragili continua. In questo periodo di caldo torrido, tante Amministrazioni si sono attivate per aiutate anziani, disabili e tutti i soggetti maggiormente a rischio. Diversi sono gli esempi, tra cui percorsi di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini al di sopra dei 65 anni e in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria attraverso centralini dove poter contattare gli utenti. Questo grazie anche al coinvolgimento di medici di base che segnalino gli anziani soli e fragili per l’inserimento nella rete di sorveglianza attiva per la spesa e i medicinali.
Come ho espresso anche in una preliminare nel Consiglio di lunedì, mentre altri Comuni italiani si sono mobilitati, in questi giorni di afa i cittadini comaschi sono stati lasciati soli. Fino a qualche anno fa, il Comune di Como consegnava a domicilio i condizionatori a persone anziane o fragili, anche se poi il servizio è stato interrotto. Si tratta, tuttavia, solamente di una delle azioni che si possono mettere in atto. Nessuna di queste, però, al momento, sembra essere stata neanche lontanamente presa in considerazione dall’Amministrazione.
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio Comunale