Abbiamo seguito con interesse la presentazione dell’ipotesi progettuale del nuovo Stadio Sinigaglia. Come Partito Democratico abbiamo lavorato su questo tema ormai da tempo, elaborando anche delle proposte sulla riqualificazione dell’intera area dello stadio e non del solo impianto sportivo.

Siamo ancora in una fase iniziale e potremo dare una valutazione approfondita e complessiva solo dopo avere esaminato la documentazione della proposta. Alcuni aspetti della presentazione ci sembrano interessanti e vanno nella direzione da noi proposta, ad esempio la pedonalizzazione dell’area circostante, mentre altri andranno chiariti, ad esempio l’armonizzazione col contesto circostante e la gestione della viabilità. 

Ci fa piacere che la società abbia manifestato la disponibilità ad un ampio confronto sulla proposta con tutte le realtà della città, trattandosi di un’area di notevolissimo valore ambientale ed architettonico, strategica per Como. Saremo parte attiva affinché questa volontà si concretizzi ed al contempo perché non diventino mai realtà ipotesi distruttive e folli come quella trapelata in merito alla scuola di via Corridoni.

Come PD, infatti, monitoreremo e lavoreremo perché si arrivi alla migliore soluzione possibile, e perché sia davvero ascoltata la voce dei cittadini.
E ciò a differenza del Sindaco che ha sempre rifiutato, anche in Consiglio Comunale, un confronto su questo tema, come peraltro su molti altri temi, nonostante siano state portate all’attenzione dell’Amministrazione Comunale le nostre proposte che avevano appunto l’obiettivo di aprire un dibattito pubblico sul tema dello stadio.

Daniele Valsecchi, Segretario PD cittadino
Stefano Legnani, consigliere comunale

Fateci capire: un anno fa il sindaco ha annunciato festante l’arrivo di un progetto per trasformare l’ex Ticosa in un parcheggio attraverso un partenariato con ACinque. Ad aprile, a fronte di un accordo economico decisamente svantaggioso, il Comune ha fatto, per fortuna, un passo indietro, comunicando ad ACinque la necessaria revisione del Piano Economico Finanziario della proposta. Da lì un lungo silenzio. Poi, di punto in bianco, senza che sia pervenuto alcun aggiornamento da parte di ACinque, decide ora di dare un incarico esterno per l’esame della proposta di partenariato. La domanda sorge spontanea: di quale proposta? Non si dovrebbe attendere l’aggiornamento di ACinque? Ancora una volta, la gestione della situazione appare nebulosa e confusa.

Ricordiamo, inoltre, che ci sono già progetti ben più interessanti del parcheggio sostenuti dal sindaco. Progetti di rigenerazione, come quello proposto dalla coalizione che ha sostenuto il candidato sindaco Barbara Minghetti, che prevedono spazi multifunzionali a servizio della comunità, oltre, comunque, ai posti auto. Davvero vogliamo limitarci a un misero parcheggio?

I consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani

“Il Partito Democratico comasco torna a ribadire con forza, come ha sempre fatto, la sua ferma contrarietà al progetto di innevamento del San Primo”. Questa la dura presa di posizione della segretaria del PD comasco Carla Gaiani.

“Un progetto che prevede l’innevamento artificiale a una così bassa quota (meno di 1.200m slm) per realizzare una pista baby di poche centinaia di metri, che non tiene conto del cambiamento climatico che anche qui, nella provincia di Como, mostra tutta la sua evidenza, non solo è anacronistico ma anche insostenibile ambientalmente e finanziariamente. La produzione di neve artificiale, infatti, comporta sempre il ricorso a grandi quantità di acqua oltre che di energia che, in tempi di crisi idrica, rendono il progetto economicamente difficile da sostenere”.

“Per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio o insinuazione strumentale – puntualizza la Segretaria dem comasca -, tengo inoltre a sottolineare che i 3 milioni di euro stanziati a livello statale dal Ministero dell’Interno con l’avallo di tutte le forze politiche in Parlamento, riguardano specificatamente la “riqualificazione del compendio Monte San Primo” e non certo la costruzione dell’assurdo impianto di innevamento, con annesso bacino di accumulo e contenimento dell’acqua quale fonte di approvvigionamento per i cannoni da neve, allestimenti che, invece, vengono tutti finanziati da Regione Lombardia, Comunità montana Triangolo lariano e Comune di Bellagio”.

“La posizione del PD ad ogni livello è chiara: sì alla riqualificazione dell’area per il recupero dell’immobile ex colonia Bonomelli da destinare alla ricettività sociale o al turismo alternativo; sì alla ristrutturazione dell’Alpe del Borgo dedicato all’alpeggio; no all’impianto di innevamento”.

“Al Comune di Bellagio e alla Comunità montana Triangolo lariano lancio anche una proposta, perché non stralciare la parte dell’innevamento, così apertamente criticata ormai da molti, e progettare invece una riconversione turistica più in linea con uno sviluppo sostenibile? Altrimenti – conclude Gaiani – l’unica verità alla quale questo progetto rende realmente giustizia è quella di essere davvero fuori dal tempo”.

“L’Amministrazione comunale ha deciso di stanziare 640mila euro per il rifacimento del centro di via del Dos, attraverso Astolia, l’azienda che gestisce il calore. Fa sorridere amaramente leggere le parole del sindaco, che definisce il polo ‘fondamentale’, dunque una priorità, per la giunta” dichiara la capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“La solita narrazione rapinesiana, che stravolge la realtà dei fatti. Quanto tempo ci è voluto perché qualcosa si muovesse, quanti accessi agli atti e richieste cadute nel silenzio, quante volte ci siamo fatti sentire in Consiglio per avere risposte e per ridare ai cittadini un luogo che, noi sì, abbiamo sempre ritenuto una priorità fondamentale. A differenza del sindaco, che a dispetto delle promesse in campagna elettorale, ci è arrivato dopo più di due anni di silenzio e immobilismo”.

“Apprendiamo con amarezza la notizia del triste epilogo del progetto della dorsale dei pellegrini, la pista ciclabile che avrebbe dovuto potenziare la mobilità dolce a Como. L’Amministrazione Lucini aveva recuperato più di un milione e 350mila euro da un finanziamento europeo da investire nell’opera, divisa in cinque lotti. Più volte, già durante l’Amministrazione Landriscina, ci siamo battuti per far partire i lavori del primo lotto, purtroppo, senza successo” dichiarano i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani.

“Ora emerge addirittura che, non solo il contratto non è mai stato firmato, ma che negli anni successivi, nemmeno l’attuale sindaco e il suo gruppo hanno mai ripreso in mano la questione, arrivando a dover sborsare 1900 euro di indennizzo in favore dell’azienda alla quale erano stati aggiudicati i lavori. Un fatto gravissimo, che vanifica tutti gli sforzi fatti e lascia la situazione ancora immobile, in una città che oggi più che mai avrebbe bisogno di alternative viabilistiche”.

Como Servizi Urbani ha in previsione di ampliare l’area di sosta per i camper di Tavernola; nel bilancio in corso di approvazione si ipotizza inoltre di allestirne una nuova nell’area vicino all’uscita dell’autostrada dove si trovava il camping. Un netto cambio di direzione per Rapinese, che solo qualche giorno fa affermava: “I camper a me provocano l’orticaria, se potessi li discriminerei”. Con il turismo in continua crescita e la richiesta sempre crescente di questa tipologia di servizio, non possiamo che esserne contenti. 

Vale la pena ricordare, però, che è esattamente ciò che abbiamo chiesto ripetutamente; prima con un Ordine del giorno al Documento Unico di Programmazione del 2023 per l’area di Tavernola, e successivamente, senza indicare una specifica localizzazione, dopo che il sindaco aveva manifestato dubbi sull’ampliamento di questa area, in un Odg al Dup 2024. Entrambe le proposte, neanche a dirlo, vennero bocciate. Guai a dare ragione al PD. Meglio accogliere tempo dopo le proposte, senza ammetterlo, sperando nella scarsa memoria dei cittadini.

Patrizia Lissi e Stefano Legnani – Consiglieri comunali del PD

Dalla relazione di giunta relativa al budget per il prossimo anno di Como Servizi Urbani emergono gli effetti dell’aumento delle tariffe voluto dall’attuale Amministrazione, con un incremento degli incassi del 16%. Un dato che, però, ben testimonia anche l’operato del sindaco, che somiglia sempre più al Principe Giovanni del cartone Robin Hood, interessato solo ad accumulare denaro, lasciando i propri sudditi in condizione di povertà.

I provvedimenti presi, ancora oggi, hanno un effetto diretto sulla vita dei comaschi. Ricordiamo al sindaco che aveva promesso, già tempo fa, di abbassare le tariffe per i residenti. A oggi, però, di fronte all’irrefrenabile desiderio di fare cassa, nulla è ancora stato fatto. Chiediamo, dunque, che le promesse fatte vengano concretamente mantenute al più presto, affinché non si vadano ad aggiungere alle tante parole gettate al vento in questi anni.

Il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi
I consiglieri comunali Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Eleonora Galli e Stefano Legnani

È proprio Rapinese – sindaco e assessore allo sport – colui che taglia i fondi (da 184 mila euro del 2023 a 44 mila euro!) alle società sportive. Ma è la stessa persona che diceva che senza lo sport i ragazzi poi si drogano? Se ci pensiamo bene, è tutto in linea con un imperativo costante: distruggere tutto ciò che è aggregazione, che è socialmente utile. 

Per il sindaco, il Comune di Como è un’agenzia immobiliare che deve fare solo utili e non importa se alcune decisioni basate solo su meri calcoli economici (anche quelli non sempre corretti, peraltro) vanno a danneggiare proprio chi cerca faticosamente di portare utilità sociale e servizi alle persone che vivono la città di Como. Lo stiamo vedendo ora, con queste decisioni che andranno a colpire le società sportive. Lo abbiano già visto con la chiusura delle scuole, con  i numerosi problemi che stanno avendo le associazioni, con la chiusura di realtà di coesione e accoglienza… e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Ma tanto “chissenefrega” (per citarlo) se così facendo Como sta diventando sempre di più una città costosa, non accogliente, poco vivibile e senza servizi per la cittadinanza, no? No, invece importa. Importa a tutti coloro che non sono nella cerchia magica del sindaco, quindi importa alla maggioranza della città. Tornasse a fare quello che faceva prima che amministrare una comunità non è proprio cosa sua.

La Segreteria cittadina del PD di Como

“Dire che l’overtourism non esiste non è solo andare in controtendenza, è non aver presente cosa sia oggi il turismo sul lago di Como, è negare le criticità che indubbiamente già esistono – afferma la Segretaria provinciale del PD Carla Gaiani – Che sia l’assessore regionale al Turismo Mazzali a pronunciare simili parole, dopo che i dati e le analisi degli esperti del settore dimostrano il contrario, stupisce e la dice lunga sul modo di Regione Lombardia di affrontare i problemi portati all’attenzione da un intero territorio. Affermazioni del genere non aiutano a risolvere gli impatti negativi del turismo eccessivo sulla qualità della vita delle comunità locali, dei cittadini e delle esperienze dei visitatori che da tutto il mondo arrivano sul nostro lago. Occorre ricreare un modello di sviluppo del comparto turistico che sappia coniugare, in un’ottica di sostenibilità e di differenziazione, le capacità e la visione di chi fa impresa, con le potenzialità dell’innovazione tecnologica e digitale, con il capitale territoriale presente sul quale investire attraverso risorse pubbliche, private e sociali, nel rispetto dell’autenticità e della bellezza del nostro lago”. 

“Serve da parte di Regione Lombardia un’analisi più attenta del territorio lariano – aggiunge il consigliere regionale Angelo Orsenigo – ho già invitato l’assessore Terzi a testare con mano cosa significhi percorrere le nostre strade per i cittadini e i pendolari. Allo stesso modo invito l’assessore Mazzali a toccare con mano i disagi del turismo sul Lario. Il turismo è un settore importante e bellissimo, ma deve essere compatibile con le vite dei cittadini che, invece, si trovano a dover fare i conti con disagi importanti, dovuti principalmente alla carenza dei servizi. I mezzi pubblici e di collegamento sono una fetta importante di tutto il caos che il nostro territorio vive. La qualità di vita dei comaschi non può passare in secondo piano e invito quindi Regione Lombardia a garantire servizi adeguati al territorio comasco”. 

“Evidentemente l’assessore e Regione Lombardia non hanno nessuna consapevolezza di ciò che succede a Como città, così come in tutto il territorio della nostra Provincia – conclude il Segretario cittadino Daniele Valsecchi – Non vivono le difficoltà dei cittadini che non riescono a usufruire dei servizi pubblici a causa di un intasamento. Tra questi, sicuramente ci sono i trasporti, come ferrovie, autobus o quelli di navigazione, costantemente sovraffollati. E’ diventato impossibile vivere con equilibrio i propri territori e la propria città a livello sociale, tanto che, spesso, scelgono di andarsene dalla propria città e dai luoghi più belli. Come Partito Democratico stiamo lavorando e continueremo a lavorare sul tema dell’overtourism, perché nei territori in cui già governiamo, i nostri Amministratori si stanno già impegnando a mettere in campo delle azioni per gestire una situazione che ha un grande potenziale ma che è anche molto complessa. Ci piacerebbe che Regione Lombardia, invece di negare il fenomeno con inutili slogan e nascondere la testa sotto la sabbia, si attivasse a sua volta per azioni concrete”.

Le istituzioni