È arrivata l’ufficialità: la giunta regionale ha commissariato il Comune di Como per la questione relativa all’Azienda sociale comasca e lariana. Dopo numerosi solleciti, il comune di Como non ha proseguito nel sottoscrivere l’accordo di programma dell’ambito territoriale di Como per l’attuazione del piano di zona. A causa di questa decisione del Sindaco, la Regione ha dovuto prendere una decisione senza precedenti.

È la seconda volta in poche settimane che il Sindaco viene commissariato a causa del proprio atteggiamento ostruzionistico. Si tratta dell’ennesima brutta pagina del capitolo che questa Amministrazione sta scrivendo nella storia della nostra città, chiudendosi in se stessa e minando i rapporti con tutto il resto del territorio provinciale e regionale. E a pagare, in questo caso, è soprattutto la parte più fragile della nostra cittadinanza. Il compito dell’Azienda sociale è dare servizi alle persone maggiormente in difficoltà: persone di cui, il sindaco, sta dimostrando di non curarsi affatto.

Daniele Valsecchi, Segretario cittadino
Angelo Orsenigo, Consigliere regionale

In merito al recente progetto di riqualificazione dello Stadio Sinigaglia, come Partito democratico comasco consideriamo positivamente la riconferma della volontà da parte della società Como 1907 e dell’Amministrazione comunale di mantenere nell’attuale sito lo Stadio Sinigaglia, così come peraltro indicato dal Pgt vigente, a firma della giunta Lucini. Accogliamo altresì con favore la disposizione, più volte espressa dalla società Como 1907, di voler creare e mantenere un dialogo aperto e costruttivo con il territorio e la cittadinanza.

Per tali ragioni, abbiamo quindi chiesto, dopo le interlocuzioni già avvenute l’anno scorso, un incontro alla società Como 1907 al fine di contribuire attivamente al percorso di condivisione del progetto così come delineato dal club.

Il PD comasco ribadisce il proprio impegno a collaborare in modo propositivo affinché il progetto di riqualificazione dello Stadio Sinigaglia possa rappresentare un’opportunità di crescita per la città e per la comunità sportiva locale.

Carla Gaiani – Segretaria Provinciale del Partito Democratico di Como
Daniele Valsecchi – Segretario cittadino del Partito Democratico di Como

Con il Consiglio comunale di ieri sera muore la luminosa storia dei nidi comunali, fiore all’occhiello della nostra città. Cala il buio e non solo per l’orario, essendosi concluso il voto intorno alla mezzanotte. Nessuna coesistenza tra pubblico e privato, come sarebbe giusto e come avviene con successo in altre città. Tutto passa al privato. Il nido Magnolia viene chiuso (nuovamente verrebbe da dire). La logica, che ne dica il sindaco, è solo quella di un presunto risparmio, ma non è dato sapere a cosa porti realmente questo ipotetico risparmio, al costo di cosa?  Dove verranno investite quelle somme?  Sul welfare familiare o altro? A questa e a tante altre puntuali richieste dei nostri consiglieri non è stata data nessuna vera risposta dal sindaco. Silenzio assordante anche dei consiglieri di maggioranza e dell’assessora e vicesindaco Roperto. Avranno anche loro una qualche opinione propria sull’argomento? Del resto cosa ci si può aspettare da chi (il sindaco) ha affermato che “del resto negli anni sono passate alla gestione privata le cure del verde e delle strade”, come se queste ultime fossero paragonabili alla cura dei bambini. Buio pesto e distruzione.
Ci sarà tanto da ricostruire dopo questa Amministrazione miope.

Daniele Valsecchi, Segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole della segreteria cittadina

Il Comune di Como sta collezionando una sconfitta dietro l’altra. Il TAR, con una nuova ordinanza, ha accolto il ricorso dei giostrai, nominando il Prefetto di Como quale commissario ad acta per dare esecuzione all’ordinanza precedente.

Ci auguriamo che, a fronte dell’ennesimo fallimento, il sindaco abbia finito di perdere tempo e soldi dei cittadini. La città di Como non ha bisogno di spacconi, ma di essere governata con equilibrio. Ora basta. Invitiamo il primo cittadino a dare immediata esecuzione al provvedimento del TAR, sospendendo ogni ulteriore accanimento ingiustificato nei confronti del Luna Park.

I consiglieri comunali di PD e Svolta Civica

“Il centrosinistra, la sinistra, certo insieme al mondo cattolico, hanno da sempre sostenuto il mondo del non profit, delle associazioni, delle cooperative sociali e del volontariato. Non è un caso che la riforma del Terzo settore, anche se ancora da completare, porti la firma del Partito democratico. Quindi che si sposti l’asse del ragionamento su presunte visioni vecchie o nuove della sinistra è, per quel che ci riguarda, qualcosa di non vero e forse alquanto pretestuoso. Sono i fatti a dimostrarlo: se c’è una forza politica che in questi anni si è occupata, di riformare, innovare e valorizzare il Terzo settore quella forza è il PD”. E’ questa la ferma presa di posizione della segretaria del Partito democratico della provincia di Como, Carla Gaiani che con una nota entra nel dibattito in corso sulla situazione degli asili nido in città.  

“Entrando nel merito della questione comasca – chiarisce la segretaria dem –  L’obiettivo dirimente per noi è quello di ragionare sul concetto di servizio pubblico alla persona che si intende offrire alla collettività; nel caso specifico occorre interrogarsi su come mantenere la qualità degli standard educativi dei nidi comunali di Como, sulla sensibilità nel leggere i bisogni degli utenti, sul rendere l’offerta inclusiva, sull’importanza di avere sistemi di valutazione e controllo affidabili e costanti da parte del Comune verso sé stesso o agli enti ai quali intende affidarne la gestione, sulle regole pedagogiche da far rispettare, sulla dignità del lavoro e la crescita professionale del personale”. 

“Non basta generalizzare e dire semplicemente ‘esternializziamo’, perché è necessario indicare in che modo, a chi, con quali obiettivi e garanzie lo si vuole fare. Esistono, infatti, diverse configurazioni tra gestione pubblica, privata e del no profit, non tutte però sono adatte, non tutte permettono di raggiungere gli obiettivi minimi che un servizio pubblico dovrebbe dare. A meno che non si pensi solamente a massimizzare l’efficienza e a ridurre i costi, rispondendo esclusivamente ad una razionalità di tipo economico, cosa che non funziona quando si ha a che fare con servizi così delicati e cruciali come possono esseri quelli rivolti ai più piccoli, ai deboli o ai fragili.”

“C’è però un punto fermo – precisa Gaiani -, sul quale essere molto chiari: il Terzo settore deve dare vita a quella sussidiarietà non di sostituzione al governo ma di co-governo. Molto spesso, invece, viene considerato come un elemento secondario, una sorta di settore in sostituzione alle responsabilità dello Stato, mentre dovrebbe rappresentare, proprio per gli ambiti delicati che tocca per la vita delle persone, come la sanità o i servizi educativi primari o la cura degli anziani, un attore centrale nella governance dei processi sociali. Questo è il fulcro da quale partire”.   

“Per tornare a Como – chiude la segretaria comasca -, non si tratta di essere o meno dalla parte del Sindaco ma di capire quale politica a favore dell’educazione, dell’infanzia, dell’istruzione, delle esigenze e dei bisogni dei bambini, dei genitori, delle famiglie l’amministrazione della città di Como abbia in mente, perché francamente ancora non lo si comprende (o forse lo si comprende benissimo) e questo è un fatto grave per chi è chiamato a guidare una città”.

 “Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta del Comune di sospendere la sentenza del Tar, che dava ragione ai giostrai, annullando la delibera del sindaco. A sole due settimane di distanza, siamo di fronte all’ennesima sconfitta dell’Amministrazione, che di fronte all’evidenza di avere torto, continua a perdere tempo e soldi dei cittadini in una causa evitabile” dichiarano il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“Purtroppo, dobbiamo constatare che, proprio per questo, a perderci è tutta la cittadinanza, di fronte all’incapacità dell’Amministrazione comunale. Così come dobbiamo constatare che tutto questo è accaduto e sta accadendo per pura cattiveria, immotivata. Siamo di fronte, ormai è noto, a un vero e proprio accanimento nei confronti dei giostrai, una categoria di lavoratori, con continui pretesti per fare in modo che il luna park non venga allestito, nonostante l’area, a oggi, sia del tutto inutilizzata”.

Ha del grottesco la situazione delle mense a Como. Ancora una volta siamo qui a commentare una vicenda di cui non avremmo voluto parlare. Dopo le lische, i vermi, le mele marce e gli insetti, adesso ancora insetti e cibo arrivato in grave ritardo. Un servizio così complesso e delicato necessiterebbe di controlli attenti e frequenti. È sotto gli occhi di tutti che ciò non stia avvenendo e, questa leggerezza, è tratto distintivo di una Amministrazione che, con superficialità, compie scelte improntate al risparmio quanto si tratta di fornire servizi necessari per la cittadinanza. 

In questo caso ancora una volta sono i bambini a pagarne le conseguenze come purtroppo sta capitando troppo spesso con questa Amministrazione. Speriamo che con il centro unico di cottura in città le cose migliorino, anche se i dubbi ci sono considerando che il relativo progetto, che ha già ricevuto il via libera della giunta, è stato proposto proprio dallo stesso operatore che oggi fornisce il servizio delle mense scolastiche.

Francesco Finizio, referente scuole della Segreteria cittadina del PD
Eleonora Galli, consigliera comunale

Como è città messaggera di pace. È un titolo che gli è stato dato dalle Nazioni Unite, è scritto nella storia della città e ne andiamo orgogliosi. Lo sarà sempre, indipendentemente dalle decisioni dell’Amministrazione, che ieri ha bocciato la nostra mozione di solidarietà verso Nablus e Netanya, una città palestinese e una israeliana. 

Le amministrazioni vanno e vengono, mentre Como resterà messaggera di pace, il più bello e concreto dei messaggi politici.

Il segretario cittadino Daniele Valsecchi

“La nuova sentenza del Tar sulla questione del Luna Park di Muggiò ha sancito l’ennesima vittoria da parte dei giostrai e l’ennesima sconfitta di Rapinese. Questa è la dimostrazione che sostenerli e fare sentire la loro voce in Consiglio comunale ha sempre avuto un significato: quello di tutelare una categoria di lavoratori che si era vista portare via ingiustamente il proprio lavoro, come sottolineato dallo stesso Tar” dichiarano il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“Abbiamo provato a farlo capire più volte all’Amministrazione, ma come sempre non siamo stati ascoltati – proseguono – Ci auguriamo possa servire di lezione: non è possibile portare avanti un’Amministrazione della chiusura. Le città sono fatte di persone, di cittadini e di lavoratori, che vivono e rendono viva la città e che devono essere ascoltate e sostenute nelle esigenze quotidiane. In questo caso, invece, si sono persi tempo e soldi dei cittadini per portare avanti una causa evitabile, così come si sono persi spazi di aggregazione e momenti di socialità, soprattutto per i ragazzi più giovani, che ci auguriamo vengano ripristinati”.

Le istituzioni