“Tagliare l’addizionale Irpef dello 0,3% è soprattutto una manovra di facciata dell’amministrazione Rapinese. Il minore gettito complessivo per il Comune è infatti di € 230.000, pari a circa € 3,00 per ogni cittadino. Con la proposta della Giunta per un reddito di € 20.000 si avrebbe un risparmio di € 6,00 e per un reddito di € 100.000 un risparmio di € 30,00, premiando così’ i redditi più alti. Senza ridurre l’addizionale si poteva destinare tale importo alle famiglie a basso reddito, per esempio a quelle cui è stata aumentata la tariffa degli asili nido.  È anche una decisione iniqua e non progressiva che poteva essere corretta. Abbiamo presentato un emendamento con la previsione di aliquote progressive per scaglioni di reddito invece che un taglio fiscale piatto, uguale su tutti i redditi come quello voluto dalla giunta Rapinese” dichiara il consigliere comunale del Partito Democratico, Stefano Legnani.

“Abbiamo chiesto la previsione di sei scaglioni di reddito: un’aliquota dello 0,76% dai 15mila ai 28mila, una da 0,79% dai 28mila ai 70mila euro, e una dello 0,80% per i redditi oltre i 50mila euro. Con questo sistema, pur avendosi una riduzione per tutti i redditi, anche per quelli superiori a € 50.0000,  i redditi più bassi verrebbero tassati meno mentre quelli più alti contribuirebbero alle casse comunali in proporzione alle proprie possibilità. In altri termini significherebbe una riduzione dell’imposta di 9,50 euro per i redditi sopra i 20mila euro, 12,70 euro per i redditi sopra i 28mila, di 13.90 euro per i redditi sopra i 40mila, 14,90 euro sopra la soglia dei 50mila e 100mila euro con un riduzione percentuale dell’imposta rispettivamente del 5,94%, 5,67%, 4,34%, 3,72% e 1,86%. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza. Abbiamo comunque votato a favore della proposta di riduzione dell’imposta dello 0,03%, essendo comunque positiva una minore complessiva pressione fiscale sui cittadini. E’ però un’occasione mancata per dare un segnale ai redditi più bassi, che sono in particolare sofferenza in questo periodo. Anche questo conferma la non disponibilità della maggioranza a venire incontro alle situazioni di maggiore difficoltà” conclude il consigliere Dem.

“Chiediamo chiarezza sulle ragioni e sulle valutazioni tecniche che motivano un piano drastico di razionalizzazione come quello avanzato dall’assessore Roperto e dall’amministrazione Rapinese” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Como.

“Chiediamo che l’assessore Roperto convochi una commissione dedicata dove possa esporre i dati e le valutazioni tecniche anche in presenza dell’assessore ai lavori pubblici Ciabattoni. Invitiamo poi l’amministrazione Rapinese ad aprire un dialogo pubblico con i genitori riguardo il piano. Mi metto nei panni delle famiglie comasche: apprendere una notizia di questa portata con così pochi dettagli deve essere estremamente difficile. La razionalizzazione andrà a interessare maggiormente le periferie, tra l’altro, anche con pesanti ripercussioni sul trasporto dei bambini verso la Convalle. C’è un piano per limitare l’impatto di queste decisioni sulla vita cittadina?  – continua Lissi – In aggiunta, chiedo che vengano date delle risposte sul caso dell’asilo Sant’Elia. Da troppo tempo l’asilo giace chiuso in seguito ai lavori di ristrutturazione: a che punto siamo? Che progetto c’è per il futuro?” conclude la capogruppo.

“Le modifiche al regolamento di Polizia Urbana voluto dalla Giunta Rapinese mancano completamente il bersaglio: era l’occasione per affrontare diversi aspetti della convivenza cittadina che meritano attenzione. Piuttosto il regolamento è diventato uno strumento nelle mani del sindaco per tenere fede ad alcune promesse fatte in campagna elettorale ed evitarsi altri imbarazzi. Con queste modifiche si spacciano soluzioni semplici a problemi complessi senza considerare le conseguenze sulla vita cittadina” dichiara il gruppo consiliare del Partito Democratico

“Nello specifico, il divieto del consumo di bevande alcoliche sull’intero territorio comunale è scritto in maniera così approssimativa che non inciderà significativamente sugli effetti della mala movida notturna in contesti come Piazza Volta. Contrariamente a quanto si possa far credere, non avrà nemmeno ricadute più efficaci del necessario presidio continuo, anche sociale, della situazione in zone come Via Anzani e San Rocco. Piuttosto viene criminalizzato il picnic in Spina Verde, il brindisi all’esterno della facoltà per una laurea o bere una birra su una panchina del lungolago in un pomeriggio estivo. Per evitare di sanzionare le famigliole, gli studenti o i turisti, e di impegnare inutilmente gli agenti della Polizia locale, l’unica soluzione sarà far finta che il divieto non esista. Divieto sul quale la maggioranza si è intestardita, divieto che non ha precedenti in altri capoluoghi dal momento che vieta il consumo di alcol in luoghi pubblici e aperti al pubblico, con la paradossale conseguenze che sarà vietato bere, non solo nei giardini e cortili dei condomini e nelle università, ma anche nei circoli privati e negli oratori. Ma non sarebbe stato meglio lasciare ai gestori di tali spazi la regolamentazione di cosa si può o non si può fare in tali luoghi? ” commentano i consiglieri Dem.

“Certo l’approvazione di nuove regole fa pubblicità. Così l’annuncio di più zone rosse che non garantisce che i problemi si spostino in aree vicine. E poi la questione della quiete pubblica, importante quanto il lavoro e la libertà di esprimersi. Da una parte siamo soddisfatti che, grazie alla segnalazione che abbiamo fatto per primi, il Consiglio comunale abbia deciso di eliminare le limitazioni d’orario sulla manutenzione dei giardini privati che avrebbero danneggiato un’intera categoria professionale. A ben vedere, però, non vi erano grandi alternative: l’articolo era in piena contraddizione con l’esistente regolamento comunale del piano di zonizzazione acustica che già disciplina la manutenzione del verde. Piano, questo probabilmente sconosciuto all’amministrazione. Non possiamo essere d’accordo però sulle nuove regole per l’esercizio dell’arte di strada. Tanto dipenderà dall’individuazione effettiva delle piazzole per le esibizioni ma l’idea è che si voglia confinare musicisti e performer (e anche chi dall’arte di strada trae un qualche sostegno economico) e allontanarli, anche a forza di burocrazia e adempimenti, dal cuore della città in quanto disturbatori – conclude il gruppo del PD – Altra evidenza che il regolamento non è uno strumento di convivenza, di mediazione delle istanze dei cittadini, ma di chiusura e limitazione”.

“Servono regole per il parcheggio e la sosta, per il transito in aree specifiche della città e serve un limite di velocità ma privarsi di un mezzo di trasporto utile come il monopattino elettrico a Como è assurdo. La posizione tranchant della giunta Rapinese non ha senso, non nel 2022. I processi vanno governati, non subiti e rifiutati. Lecco ha testato il servizio con aree di sosta e regole ben precise e lo stesso ha fatto Varese. Perché il Comune di Como dovrebbe fare diversamente? Le applicazioni consentirebbero di bloccare l’uso dei monopattini in zone sensibili come i parchi pubblici o piazza Duomo, per esempio, di limitare la velocità o di escluderne la sosta in determinate zone. Le problematiche segnalate dagli assessori possono essere regolamentate.” dichiarano Stefano Legnani, consigliere comunale del Partito Democratico, e Matteo Introzzi, segretario del circolo Pd “Como Convalle”.

“La disponibilità di mezzi alternativi come il monopattino sgrava la viabilità di traffico di prossimità fatto di lavoratori e studenti. Se poi sono arrivate proposte da più di venti compagnie significa che il potenziale e la domanda ci sono- continuano i Dem – Ricordiamo poi che al Comune di Como manca ancora un responsabile della mobilità d’area che possa coordinare i vari piani di mobilità sostenibile di istituzioni, imprese ed eventi. Se ci fosse avremmo più possibilità di regolamentare questi fenomeni che nel resto d’Europa ormai sono normalità consolidata”.

Venerdì 23 settembre 2022, Pierfrancesco Majorino, eurodeputato del Partito Democratico, sarà in visita a Como alla Cooperativa di Albate, a partire dalle 18.30.

Mercoledì 21 settembre alle ore 18.30 presso la sala consiliare del Comune di Olgiate Comasco – piazza Volta, sarà presente per un incontro con gli elettori Irene Tinagli Europarlamentare e vice Segretario Nazionale del Partito Democratico che dialogherà con Chiara Braga, capolista PD al collegio plurinominale della Camera e Alessandro Alfieri, capolista PD al collegio plurinominale per il Senato.

  

Ci siamo: inizia l’ultima settimana della campagna elettorale, che si concluderà con il voto di domenica 25. Si vota dalle 7.00 alle 23.00.

Di seguito trovare tutti i materiali per il “rush finale” di questa settimana:

SCARICA QUI IL FILE CON TUTTI I CANDIDATI PD in ogni collegio plurinominale e uninominale della Lombardia a Camera e Senato.

SCARICA QUI IL FILE CON TUTTI I FAC-SIMILI DELLE SCHEDE ELETTORALI in ogni collegio plurinominale e uninominale della Lombardia a Camera e Senato.

SCARICA QUI IL FILE CON LE SEMPLICI ISTRUZIONI PER IL VOTO con le avvertenze su come esprimersi validamente sulle schede elettorali rosa (Camera) e gialla (Senato).

SCARICA QUI IL FILE CON L’ELENCO DI TUTTI I COMUNI LOMBARDI ASSOCIATI AL COLLEGIO cui appartengono, plurinominali e uninominali di Camera e Senato.

Nel sito nazionale sono pubblicati i curriculum vitae di ogni candidato.

Buon voto a tutti noi!

“Chiediamo con forza al Governo di inserire il mondo del Terzo Settore e delle RSA nel decreto aiuti ter che verrà fatto nelle prossime ore. Lo abbiamo fatto ieri in Aula alla Camera e lo ribadiamo oggi da Padova, luogo emblematico del Terzo Settore. Perché ci sono delle realtà che hanno costi pazzeschi di luce, con effetti drammatici che si ripercuotono su persone e famiglie fragili”. Così il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, a Padova, dopo aver visitato la cooperativa Giotto, una realtà che aiuta il reinserimento delle persone che sono nelle carceri. Un invito a lavorare per spiegare bene le proposte del Pd e i perché del rilievo attribuito loro nel programma. Eccole, nel dettaglio:

– Semplificazione e “adempimenti zero” per le associazioni piccole e i gruppi meno formali, che dovranno comunque garantire di tenere verbali e rendiconti a prova della loro democrazia e attività non profit, pur senza dover obbligatoriamente fornire documentazione specifica oltre a un’autodichiarazione.
– Vincolo di presenza nei tavoli di programmazione delle politiche pubbliche dove si concertano le decisioni e sostegno anche economico delle rappresentanze del Terzo settore, come proposto dalle norme europee.
– Stage e collaborazione con le scuole per fare esperienza di educazione civica nelle associazioni.
– Eliminare l’obbligo Iva previsto dal 2024 e ridurre al pari delle imprese l’Irap.
– Limiti ai “bandifici” e passaggio a una reale co-programmazione pluriennale dei fondi e delle politiche nei quali si è coinvolti.
– Completamento del percorso per la realizzazione del RUNTS (Registro Unico Terzo Settore).
– Promozione e valorizzazione delle prassi collaborative e di “amministrazione condivisa” introdotte dall’art. 55 del D.Lgs 117/17 (co-programmazione e coprogettazione) e loro recepimento anche dal PNRR nei rapporti tra Terzo Settore e PP.AA.
– Armonizzazione delle nuove norme di Riforma dello sport con il codice del Terzo Settore: le nuove norme sullo sport, diversamente da come è stato sinora, rendono infatti assai problematico per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) l’adozione della qualifica di ETS (Ente del terzo settore)
– Per garantire i servizi alla persona erogati dagli Enti del Terzo Settore, al pari delle imprese, prevedere contributi a fondo perduto per far fronte sia alle perdite registrate nelle due ultime annualità sia per sostenere i costi relativi alla progressiva ripresa delle attività, servizi e prestazioni.
– Introdurre un fondo di sostegno agli enti del terzo settore per coprire i maggiori oneri derivanti dal previsto aumento delle bollette energetiche, nonché per coprire gli altri costi generali.
– Prevedere anche il ristoro per i maggiori costi che ancora verranno sostenuti per lo svolgimento delle attività (ad es. il fondo di sostegno per i centri diurni introdotto nel 2020).
– Sostegno economico alle reti associative di cui all’art. 41 CTS, punti centrali per lo sviluppo del Terzo settore.
– Promozione del diritto di accesso alla cultura anche attraverso una disciplina organica delle imprese e delle associazioni culturali e artistiche.
– Promuovere la capitalizzazione delle imprese sociali: per ogni euro di capitale sociale raccolto da privati lo Stato garantisce un analogo importo sottoscritto, attraverso un fondo dedicato.
– Istituzione di un Fondo nazionale dedicato al sostegno di iniziative di coprogettazione tra pubblica Amministrazione ed enti del terzo settore per il recupero a pubblica utilità degli immobili inutilizzati o sequestrati alle mafie. Il Fondo dovrà coprire, almeno in parte, i costi di elaborazione, progettazione e costruzione, oltre all’effettiva applicazione del social bonus.
– Estensione anche alle iniziative imprenditoriali del social bonus, che istituisce un credito d’imposta per chi dona a favore del recupero d’immobili pubblici.
– Estensione dei campi in cui opera il terzo settore, considerando come attività d’interesse generale le iniziative su base comunitaria per la valorizzazione delle aree interne e montane.
– Occorre estendere progressivamente il Servizio civile a tutti i giovani che fanno domanda. Oggi solo un terzo dei giovani che fanno richiesta di servizio civile possono svolgerlo. Serve stabilizzare le risorse stanziate, per coprire tutte le candidature, e una decisa semplificazione delle procedure.
– È necessario prevedere un sostegno economico alle reti di secondo livello e agli organismi di rappresentanza nazionale, sostenendo questa preziosa capacità di auto coordinamento.
– Occorre coinvolgere il terzo settore, con le sue diverse articolazioni (di dono, di reciprocità, di offerta di beni e servizi), nel sistema delle cure, specie nella cura dei malati cronici.

“Il 25 settembre si gioca la partita per il futuro del Paese: stiamo chiedendo ai cittadini di scegliere tra due visioni opposte d’Italia e d’Europa. Abbiamo un progetto per dare diritti alle persone, dignità, stabilità, transizione ecologica, un percorso verso un’Europa democratica. A destra, vediamo l’opposto: togliere diritti, togliere regole, guardare all’Europa illiberale” ha dichiarato Federico Broggi, segretario del Partito Democratico della Provincia di Como, presentando i candidati comaschi della coalizione alle elezioni nazionali del 25 settembre prossimo: Chiara Braga, deputata PD e candidata alla Camera, Aurora Longo, candidata al Senato con Articolo 1, e Luca Monti, candidato alla Camera con +Europa, insieme a Patrizia Lissi, capogruppo PD in consiglio comunale a Como, e Paolo Furgoni, consigliere provinciale già sindaco di Cernobbio.
Broggi ha anche illustrato l’iniziativa lanciata dal Partito Democratico per il weekend del 17 e 18 settembre, “1000 piazze per il lavoro”. “Avremo 25 gazebo di coalizione attivi su tutto il territorio. Dopo le nostre proposte per combattere il caro bollette e le nostre idee per la scuola, vogliamo parlare con i cittadini di come affronteremo le tematiche occupazionali che interessano una parte enorme delle famiglie italiane in difficoltà, a partire dalla lotta al precariato, fino all’urgenza di un salario minimo”.

BRAGA (PD): “LA DESTRA HA TRADITO I CITTADINI. CARO BOLLETTE, TRANSIZIONE ECOLOGICA, LAVORO: LE PRIORITA’ PER IL PARTITO DEMOCRATICO”
“Ci troviamo in questa situazione di elezioni improvvise perché la destra ha tradito i cittadini facendo cadere il Governo Draghi in momento così difficile. Le priorità assolute per il Partito Democratico riguardano proprio i cittadini in difficoltà. Dobbiamo affrontare il caro bollette e ridurne l’impatto su aziende e famiglie. Dobbiamo procedere con una vera transizione ecologica: chi sostiene il contrario fa un danno al Paese e alla sua economia ma anche ai cittadini. Dobbiamo affrontare il tema della sicurezza sociale, con lo sguardo rivolto alle generazioni più giovani, combattendo contro il sistema degli stage e tirocini che spesso celano nuove forme di sfruttamento. Più di tutto dobbiamo continuare a rafforzare il rapporto tra Governo centrale e territori per fare davvero la differenza nella vita quotidiana delle persone” ha dichiarato Chiara Braga, deputata Dem.

MONTI (+EUROPA): “25 SETTEMBRE, SCELTA TRA OMBRA E LUCE”
“È chiaro che la destra tenga lo sguardo ben puntato nello specchietto retrovisore quando si parla del futuro di questo Paese, rivolgendosi a politiche vecchie di un secolo, con un programma ancora non chiaro. Inoltre, la sfida dei collegi uninominali è importantissima sia alla Camera sia al Senato perché rappresenta più di un terzo degli eletti. Proprio per questo motivo gli elettori devono considerare con attenzione chi votano: la scelta è tra due proposte contrapposte – ha dichiarato Luca Monti di +Europa, candidato uninominale – Tra le molte proposte del nostro programma, invece, quella che sentiamo più urgente è la creazione di un contratto europeo di lavoro per avviare la creazione del mercato comune del lavoro, dove lo smart-working sarà fondamentale. Con questo strumento il datore di lavoro pagherà le imposte nel proprio Paese di residenza fiscale e i contributi nel Paese di residenza del lavoratore. Inoltre, dobbiamo essere accoglienti per permettere ai lavoratori stranieri di aprire nuovi mercati”.

LONGO (ARTICOLO 1): “CURA DELLE PERSONE AL CENTRO. SANITA’, PRECARIATO, DISTACCO TRA POLITICA E CITTADINI: IL 25 SETTEMBRE È TEMPO DI SCEGLIERE LE PERSONE GIUSTE”.
“Al centro del nostro programma deve esserci la cura delle persone, l’attenzione per il disagio sociale ed economico. In questa campagna elettorale l’elemento più evidente è il distacco tra politica e territorio. All’interno della coalizione abbiamo selezionato accuratamente le candidature proprio per colmare questo distacco: siamo persone che vengono dal territorio, che conoscono le difficoltà dei loro concittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese, che non riescono a curarsi in tempo a causa delle liste d’attesa intasate, che vivono nel precariato, che non riescono a dare un futuro alle proprie famiglie. Dobbiamo dare una prospettiva nuova a questo Paese e i programmi della coalizione hanno proprio quell’obiettivo. Non è vero che tutte le forze politiche sono uguali” ha dichiarato Aurora Longo, candidata al Senato per Articolo 1.

Le istituzioni