Ci vediamo domenica 29 maggio alle 18.00 allo Spazio Diaz di Como per parlare di giovani ed Europa.
Saremo in compagnia di:
👉🏻 Brando Benifei, capogruppo Pd all’Europarlamento
👉🏻 Barbara Minghetti Sindaco, candidata sindaco di Como
👉🏻 Carmine Pacente, presidente della Commissione Fondi UE del Comune di Milano e consigliere comunale
👉🏻 Tatiana Negurita, candidata in consiglio comunale
Introduce Stefano Fanetti, capogruppo Pd in consiglio comunale.
Modera Francesca Somaini.
Non mancate!

La capogruppo del Partito Democratico in Senato, l’onorevole Simona Malpezzi, sarà a Como il prossimo venerdì 20 maggio alle 19.45 per un aperitivo di sostegno alla candidata sindaco di Como, Barbara Minghetti.

Sarà presente anche la capolista del PD di Como alle prossime elezioni comunali, Patrizia Lissi.Alle 21.00 si terrà la presentazione del programma elettorale della coalizione al Teatro Nuovo di Rebbio.


“Leggiamo con sorpresa le dichiarazioni del consigliere comunale Cantaluppi e dell’onorevole Fiocchi sulla situazione dei cinghiali sul territorio del Comune di Como. Sembra quasi che Fratelli d’Italia non abbia mai fatto parte della maggioranza a Palazzo Cernezzi né tantomeno della giunta che siede a Palazzo Lombardia. Eppure il problema enorme posto dall’aumento della popolazione di ungulati sul territorio cittadino e provinciale rimane e i danni sono ingenti. Sarà perché il centrodestra non ha mai agito seriamente per risolvere il problema?” si chiedono Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Matteo Introzzi, segretario del Circolo Pd “Como Convalle”.

“Oltre che lamentarsi di una inefficacia dovuta ad istituzioni governate anche da FdI, il consigliere Cantaluppi e l’onorevole Fiocchi dovrebbero anche sapere che la caccia non può essere la sola ed unica risposta al fenomeno, ma deve rientrare in un approccio più completo, a 360 gradi. Come evidenziato anche in rapporti di ISPRA, i branchi di cinghiali cacciati si disgregano e si spingono in zone più sicure come le aree antropizzate e i centri urbani, inoltre si alterano i meccanismi di autoregolamentazione delle nascite aumentando la proliferazione e alimentando così il circolo vizioso. L’abbattimento dei capi deve essere quindi da considerarsi all’interno di un processo di regolamentazione che Regione Lombardia non ha mai messo veramente in atto – spiegano Orsenigo e Introzzi – Come al solito la destra si presenta in occasione delle elezioni con soluzioni estemporanee e non efficaci a problemi da lei stessa alimentati, sperando che i cittadini dimentichino l’inefficienza delle medesime forze che ora si pongono come dei risolutori” .

Venerdì 13 maggio alle ore 18.00 nella sala convegni di Villa Gallia, in via Borgo Vico 148, si terrà l’incontro pubblico “L’Europa delle città”.

Saranno presenti l’eurodeputata del Partito Democratico, Irene Tinagli, la candidata sindaca di Como, Barbara Minghetti, insieme al sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, e al sindaco di Varese, Davide Galimberti.
Modera il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, con l’introduzione del segretario cittadino del Pd di Como, Tommaso Legnani.

I relatori affronteranno il tema delle opportunità di sviluppo offerte dall’Unione Europea ai capoluoghi lombardi.

“Siamo al paradosso: Giordano Molteni presenta parte del suo programma dedicato al decoro urbano al grido di “Como molto più decoro urbano”, con la promessa di “rendere Como molto più decorosa e anche più a misura di bambino”. In sostanza Molteni ammette che il centrodestra (che ha governato Como negli scorsi cinque anni e lo sostiene ora come candidato) ha condannato la città al degrado. Che imbarazzo poi nel leggere altri punti programmatici come la costruzione di piste-ciclopedonali mentre il centrodestra ha di fatto affossato quella che da Tavernola doveva arrivare a Grandate, o come il recupero delle aree dismesse (con tanto di grafica con la Santarella dell’ex Ticosa), quando l’amministrazione corrente ha fallito nel completare le bonifica del sito” dichiara Stefano Fanetti, capogruppo PD in consiglio comunale.

“Lo sostenevamo da tempo: il degrado a Como è ovunque, le aree per bambini sono in pessime condizioni. Non ci aspettavamo però che Molteni ci desse ragione così apertamente – ironizza Fanetti che conclude – La cosa più triste è però un’altra: siamo all’ennesimo atto della farsa di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega che tantano di rifarsi l’innocenza con un candidato nuovo. Siamo davanti a un trucco da quattro soldi come dimostra la ricandidatura di Alessandra Locatelli, capolista della Lega, già vicesindaco e assessore al decoro. È una presa in giro nei confronti dei comaschi. Un consiglio al centrodestra: giù la maschera, siete gli eredi dell’incompetenza politica dell’amministrazione Landriscina”.

Fabio Pizzul, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale e Angelo Orsenigo, consigliere comasco, manifestano la loro perplessità sulla decisione dell’azienda sanitaria dell’Insubria che chiede un risarcimento alla ‘Provincia di Como’, storico quotidiano cittadino, per gli articoli in cui è stata criticata la gestione dell’emergenza Covid.

“In un Paese democratico il diritto di cronaca e critica sono baluardi sacrosanti – dicono i due dem – Esprimiamo piena solidarietà al giornalista Paolo Moretti e alla redazione de La Provincia che durante questo tragico periodo hanno svolto, al pari di tanti organi di informazione, un durissimo lavoro di servizio pubblico. Ora che la crisi non è ancora completamente alle spalle restiamo stupiti che Regione Lombardia impieghi risorse pubbliche per ingaggiare una sterile battaglia legale che rischia di configurarsi come intimidazione nei confronti dell’informazione e di certo non porterà nulla di buono per i cittadini”.

Dopo l’annuncio del ritiro della querela da parte di Regione Lombardia, il consigliere Orsenigo ha commentato:

“Siamo soddisfatti della decisione dell’Assessore Moratti di ritirare la querela nei confronti del quotidiano comasco “La Provincia”. Il dovere di cronaca e il diritto di critica sono i capisaldi fondamentali e innegabili del nostro sistema democratico. Proprio in luce di questo irrinunciabile presupposto, la posizione di Ats Insubria nei confronti di un quotidiano – che come gli altri organi di stampa locale, ha tenuto informati i cittadini nel pieno della pandemia – ci ha lasciato perplessi e decisamente allarmati. Ora l’unico vero auspicio è che l’intera questione si ricomponga davvero e nel minor tempo possibile, come promesso dalla vicepresidente Moratti” dichiara il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo.

“Chiamiamoli paradossi, o se proprio vogliamo, prese in giro. Succede che Fratelli d’Italia lancia una serie di sondaggi per chiedere se i comaschi sono a favore di alcuni progetti strutturali e infrastrutturali a Como (San Martino, Stadio Sinigaglia e metropolitana leggera). Qualcuno ricordi a FdI che è in giunta da cinque anni con due assessorati-chiave per l’amministrazione di Como – quello all’Urbanistica e quello al Patrimonio. Aggiungiamoci anche il numero crescente di consiglieri durante il mandato. Avevano cinque anni per dimostrare di avere una visione per Como. Avevano cinque anni per concretizzare qualcosa durante il mandato Landriscina. Invece arrivano a una manciata di settimane dalle elezioni con un sondaggio “a crocette” che francamente offende l’intelligenza dei comaschi. Da anni a Como si parla di riqualificazione dello Stadio Sinigaglia, di un miglioramento strutturale della mobilità sostenibile anche con interventi sul trasporto pubblico locale e, in generale, della necessità di rendere più vivibile la Convalle. Basta stare un minimo tra la gente per capire i bisogni della città. Prove di democrazia partecipativa? Visti gli scarsissimi risultati portati da FdI, siamo piuttosto davanti a una stanca trovata elettorale che odora di presa in giro. È tempo per il centrodestra di passare la mano, per il bene della città. Il Partito Democratico e tutta la coalizione che supporta Barbara Minghetti a sindaco di Como sono già al lavoro, spalla a spalla con i cittadini, per portare un cambiamento vero dal giorno 1 del mandato” dichiara Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico di Como.

“Dopo i tre bandi falliti del Comune di Como e alla vigilia di un quarto, è ormai ovvio che il Comune di Como stia annaspando dietro la bonifica della Cella 3 della Ticosa. A questo punto serve un intervento istituzionale. Troppo facile per Regione Lombardia lavarsene le mani: intervenga con i fondi messi a disposizione della legge 9 per coprire i costi di bonifica ormai lievitati” dichiarano Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd comasco.
“Per ora dalla Regione abbiamo sentito dire che non è possibile utilizzare una parte dei 500 milioni del Pnrr per la riqualificazione dei siti orfani. Quindi che si fa? Ecco la nostra proposta allora: sul totale degli investimenti previsti dalla legge 9 per la ripresa economica lombarda, destinare 2,7 milioni al completamento della bonifica supererebbe la sequela di errori evidenti nella gestione della procedura compiuti dall’amministrazione comunale e che stanno impedendo all’area dell’ex Ticosa di tornare a disposizione della collettività. Cosa stiamo aspettando? A luglio si discute il bilancio di assestamento. Finanziare la bonifica non sarebbe solo un intervento di riqualificazione urbana ma, con l’adeguato progetto di sviluppo dell’area, tutto il tessuto socio-economico comasco e lariano andrebbe a beneficiarne” concludono gli esponenti Dem.

“In provincia di Como salta un altro punto vaccinale. È accettabile che i comaschi possano fare riferimento solo all’hub di Lariofiere che, peraltro, ha traslocato in un tendone? È questa l’idea di sanità di territorio che hanno a Palazzo Lombardia: spostarsi dall’altra parte della provincia per vaccinarsi?”chiede il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, commentando la chiusura ormai prossima del punto vaccinale di via Napoleona a Como.

“C’è da chiedersi perché la scelta sia caduta sul mantenere l’unico punto vaccinale della provincia a un estremo del territorio, vicino a Lecco, che per molti comaschi è molto difficile da raggiungere. Chiudere via Napoleona significa poi disinvestire su quel progetto fondamentale che è la Cittadella della Salute che come Partito Democratico abbiamo sostenuto con forza. Insomma, Como città rimane senza ospedale e senza hub. Forse l’unico capoluogo Lombardo ad essere in questa situazione che la dice lunga sull’idea che Regione Lombardia ha del termine “medicina di prossimità”. Se da una parte il consiglio regionale vara una riforma sanitaria che promette la ricostruzione della sanità di territorio con distretti, case e ospedali della Comunità, dall’altra si costringe il cittadino ad andare ad Erba per il vaccino. Senza contare che depotenziare gli hub significa depotenziare la campagna vaccinale: un errore che non ci possiamo permettere. Como ha un tasso di vaccinazione con terza dose attorno al 60%. Ci sono ancora persone che devono completare il proprio ciclo di immunizzazione” conclude Orsenigo.

Le istituzioni