Sabato 26/08, alle ore 12.00, come previsto dal Regolamento congressuale, sono scaduti i termini per il deposito delle candidature a Segretario/a regionale del PD lombardo. È stata presentata una sola candidatura, quella di Silvia Roggiani – Segretaria uscente del PD metropolitano milanese -( linee programmatiche sono reperibili a questo link) corredata da num. 1.280 firme di iscritti raccolte in tutte le 12 Federazioni provinciali.
La procedura di svolgimento del Congresso regionale diviene quindi quella prevista dall’Art. 8 del sopra citato Regolamento.

Nata il 25 aprile 1984 a Busto Arsizio, Silvia Roggiani inizia la sua carriera politica a Ferno, un piccolo comune in provincia di Varese. Qui nel 2007, dopo aver preso la sua prima tessera quando il Partito Democratico è nato, è stata eletta consigliera comunale. Nel corso del suo mandato, fino al 2012, è membro del Dipartimento riforme istituzionali, e-government, cooperazione e politiche comunitarie di ANCI Lombardia.
Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico a Varese, ha continuato gli studi laureandosi in Cooperazione allo sviluppo a Pavia e in Scienze politiche e di governo in Statale a Milano.
Negli anni degli studi ha collaborato all’interno dell’ufficio progetti della Fondazione Exodus di Don Mazzi ed è poi stata assistente parlamentare dell’eurodeputata Patrizia Toia.
Dal 2013 fa parte della segreteria metropolitana del PD Milano, con delega prima alla comunicazione e poi all’organizzazione, con Pietro Bussolati segretario. Nel 2018 Roggiani è stata eletta segretaria metropolitana del Partito Democratico milanese.
Nel 2022 è stata nominata responsabile dei volontari del Partito Democratico nazionale e candidata come Capolista alla Camera dei Deputati nel Collegio plurinominale Lombardia 1 – P02 risultando eletta. Diventa segretaria del gruppo alla Camera.
scopri di più su:
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“Nel mese di luglio, in Consiglio comunale, si è proceduto all’approvazione del DUP, il Documento Unico di Programmazione relativo al triennio 2024-2026. Il Partito Democratico ha presentato una serie di proposte, tutte respinte dall’Amministrazione comunale. Sono parecchie, quindi le presentiamo un po’ per volta, per temi, dandovi modo di valutarne la bontà e di conoscere quanto avviene all’interno di Palazzo Cernezzi, dove al momento sta governando una maggioranza totalmente chiusa alla collaborazione con gli altri gruppi consiliari” dichiara Stefano Legnani, consigliere comunale di Como per il Partito Democratico.
“Partiamo dalla prima, riguardante la partecipazione, esemplificativa della linea amministrativa che il sindaco Rapinese e il suo gruppo hanno scelto di tenere. Nel documento, si impegnavano il sindaco e la giunta a introdurre nella nota di aggiornamento al DUP l’obiettivo di rilanciare forme dirette di partecipazione dei cittadini. Parliamo, ad esempio, di assemblee di zona e assemblee tematiche, anche attraverso la modifica del relativo regolamento, e dell’introduzione di forme di bilancio partecipativo”.
“L’obiettivo era quello di rendere i comaschi protagonisti delle scelte che riguardano la città, anche a fronte di una crisi crescente della politica che non incontra più la fiducia della gente, come testimoniano i dati di affluenza alle urne. Non si capisce per quale motivo la maggioranza abbia respinto una richiesta tanto semplice quanto di buon senso. Forse teme il confronto diretto con la popolazione, o ha qualcosa da nascondere” conclude Legnani.
“Le alte temperature di questi giorni stanno mettendo a dura prova tutti i comaschi. Il mio pensiero va soprattutto agli anziani, i soggetti più fragili, il cui fisico risente maggiormente delle alte temperature. Il consiglio degli esperti, come sempre, è quello di non uscire nelle ore più calde, ma non è affatto scontato che le mura di casa siano tanto più fresche” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale.
“Proprio per questo motivo, il mese scorso, avevo proposto in un ordine del giorno di dare dei condizionatori in comodato d’uso agli anziani che non se li possono permettere. È una buona abitudine che il Comune aveva in passato, ma che si è persa con gli anni. Purtroppo, tanto per cambiare, la mia proposta è stata rifiutata. Credo si sia persa l’ennesima buona occasione di fare un semplice gesto per dare un grande aiuto a una parte della nostra comunità”.
L’estate militante del Partito Democratico prosegue con una chiamata all’azione su un tema che tocca tutti da vicino e che riguarda uno degli ambiti fondamentali della nostra vita: il lavoro. Il PD si sta fortemente battendo in Parlamento per una retribuzione equa e dignitosa, raggiungibile grazie all’approvazione di una legge sul salario minimo.
Si tratta di un diritto previsto dalla nostra Costituzione che sancisce che chi lavora ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Eppure questo diritto viene costantemente violato: in Italia, infatti, sono più di tre milioni le persone che pur lavorando sono nella soglia della povertà.
Per questo le forze di opposizione (ALLEANZA VERDI E SINISTRA – AZIONE – MOVIMENTO 5 STELLE – PARTITO DEMOCRATICO – PIÙ EUROPA) hanno firmato una proposta unitaria che prevede che nessun lavoratore possa ricevere una retribuzione oraria inferiore a 9 euro all’ora, senza considerare tredicesima, quattordicesima, tfr, ecc, che devono essere in più.
In questo modo si combatterebbero i contratti “pirata”, le false imprese, le false cooperative e le esternalizzazioni che servono proprio a sottopagare i lavoratori. La proposta estenderebbe i suoi effetti anche a lavoratrici e lavoratori parasubordinati e a tanti autonomi.
Nonostante gli sforzi di queste settimane la maggioranza ha provato, prima, a cancellare la legge e, poi, ne ha imposto lo stop per almeno due mesi.
Da qui la necessità che ognuno faccia la propria parte, facendo valere la propria opinione. Chiunque voglia, può dare il proprio contributo, firmando la petizione per sostenere la rapida approvazione della proposta di legge sulla piattaforma www.salariominimosubito.it.
“Troviamo vergognose le parole pronunciate dal sindaco Alessandro Rapinese in merito alle tragiche morti avvenute nelle ultime settimane sul nostro lago. È inaccettabile che un’istituzione come il primo cittadino, che rappresenta l’intera comunità, liquidi con tale leggerezza una questione così delicata, scaricando tutta la colpa sulle vittime. Fatta salva la presenza di cartelli di divieto e la condivisione di responsabilità con chi ha deciso di ignorarli, in questi giorni ci sono numerose famiglie sconvolte per la perdita di un proprio caro, che meritano vicinanza, delicatezza, rispetto” denuncia il segretario cittadino del Partito Democratico Tommaso Legnani.
“Compito del sindaco e dell’Amministrazione comunale, in sinergia con gli altri Comuni del lago, sarebbe quello di fare squadra e, insieme a esperti come sommozzatori e bagnini, vagliare tutte le possibili soluzioni per fare in modo che tragedie come quelle che stanno investendo il nostro territorio non ricapitino più. Le soluzioni percorribili sono diverse. Nell’immediato, è necessario un aumento della comunicazione e dei controlli nelle aree più sensibili, ma la soluzione definitiva dovrebbe essere l’individuazione di luoghi adatti a fare il bagno in sicurezza, con la presenza di personale qualificato. Evidentemente, la domanda di utilizzo del lago come luogo di balneazione c’è e sta alle istituzioni rispondere. Siamo a disposizione per dare il nostro supporto, affinché il nostro lago torni a essere un luogo da ammirare e da ricordare con gioia e non un teatro di tragici eventi”.
“Il boom del turismo di queste settimane ha messo ulteriormente in luce una delle problematiche che affliggono la città di Como e con cui, tutti i giorni, i residenti in città e provincia devono fare i conti: quello dei trasporti. Tra una rete ferroviaria che, tra caldo e maltempo, ha visto numerose cancellazioni e ritardi e un servizio autobus con corse ancora insufficienti, soprattutto in alcune fasce orarie, cittadini e turisti si sono trovati a vivere una situazione di grave disagio” dichiarano il capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi e il consigliere Stefano Legnani.
“Un disagio a cui, al momento, neanche i taxi riescono a porre rimedio. Inoltre, molto spesso, manca una segnaletica che indichi alle persone dove possono trovare sia i taxi e sia gli altri mezzi. E’ d’obbligo investire per migliorare il sistema di trasporto e implementare la segnaletica relativa ai servizi. Senza contare la questione traffico, che va inevitabilmente a incidere sui tempi di viaggio e sui ritardi, e per la quale serve studiare nuove soluzioni. Per una questione di praticità e comodità, ma anche per una questione ambientale, urge trovare alternative per risolvere il problema degli spostamenti in città. Il rischio maggiore è che, qualora non si intervenga scientemente e in tempi brevi, la città possa perdere il suo business più importante, ovvero quello del turismo” concludono.
Dunque, dunque, vediamo se abbiamo capito bene dal giornale (eh già, dal giornale; di un progetto di questa portata non vorrai per caso parlarne in consiglio comunale; no, no, meglio tenere tutto segreto, giornale a parte). Dicevamo, se abbiamo capito bene, la città di Como vuole fortissimamente ospitare presso l’area di Muggiò il nuovo Centro Tecnico della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (anche se ai cittadini di Como e ai loro rappresentanti non è stato chiesto in alcun modo cosa ne pensassero).
Sempre se abbiamo capito bene, i 25 milioni di euro di finanziamento servirebbero per realizzare uno stadio del ghiaccio della capienza di 5000 spettatori (diconsi cinquemila), un’altra struttura con pista olimpica per allenamento, ben due piste da curling e una palazzina direzionale. La città di Como lo vuole così fortemente (sì, lo sappiamo, che nessuno ve lo ha chiesto), che è disposta, come si suol dire, a propria cura e spese, a realizzare un autosilo di 8 piani per 1600 posti auto (sì, chi lo propone è la stessa persona che da anni dice che solo un incapace non chiuderebbe subito l’autosilo Val Mulini; a proposito, l’ha chiuso?) e a demolire la piscina esistente (sì chi lo propone è la stessa persona che un anno fa diceva che l’avrebbe riaperta in tre-sei mesi) e a ricostruire in altro luogo (eh sì, lì ci deve mettere l’autosilo) una piscina olimpionica con due vasche di allenamento, nonché una piscina all’aperto. Tempi, costi e modalità di reperimento delle risorse necessarie non sono al momento noti; problema trascurabile pare.
Ma la città di Como lo vuole così fortemente, fortemente (sì, lo sappiamo, che nessuno ve lo ha chiesto), che è anche disposta a rinunciare al palazzetto dello sport per il quale era già stato sviluppato un progetto ed erano stati ottenuti finanziamenti (eh, se non ci sta, non ci sta). Del resto è così banale dedicarsi a basket, pallavolo, ginnastica, atletica pesante, arti marziali ecc., quando tutti potremo finalmente dedicarci al curling. E’ così divertente guardarlo alle olimpiadi. Insomma “impiegheremmo AL MEGLIO, soddisfacendo una REALE esigenza, risorse della nostra Repubblica, aumentando considerevolmente la qualità della vita dei nostri cittadini”; lo dice la lettera del sindaco.
Non crediamo sia così. Su un progetto così importante per la città, tuttavia, saremmo pronti a fare squadra e a lavorare al fianco dell’Amministrazione per il bene dei cittadini. Peccato che quest’ultima tenti di coinvolgerci solo a cose fatte, senza condividere prima la proposta.
Tommaso Legnani
Patrizia Lissi
Stefano Fanetti
Eleonora Galli
Stefano Legnani
“Nel Consiglio comunale di ieri sera, l’Amministrazione Rapinese ha dimostrato ancora una volta di guidare una macchina che conosce una sola precipitosa marcia e di non essere, ahinoi, in grado di frenare per valutare con oculatezza le scelte da prendere. Duole constatare che, anche su un tema così delicato come la concessione di 297 alloggi ad Aler, le parole delle minoranze, compatte nel denunciare un’eccessiva fretta della maggioranza nel deliberare, non sono state prese in considerazione” dichiara il segretario cittadino Tommaso Legnani.
“Rapinese e il suo gruppo hanno tirato dritto, senza dare la possibilità al resto dell’aula che, ricordiamo, ha ricevuto la documentazione solamente la sera prima, di valutare pro e contro e di dare i propri consigli all’Amministrazione, come insito, appunto, nel ruolo del consigliere comunale. La delibera, giusta o sbagliata che sia, avrà conseguenze che andranno a interessare le fasce più fragili della cittadinanza. Proprio per questo, ribadiamo, sarebbe stato giusto fermarsi, dare la possibilità a tutti di dare il proprio contributo alla discussione, per poi prendere la decisione migliore per Como e per i comaschi”.
Questa sera alle 19, il Consiglio comunale discuterà l’approvazione della convenzione con Aler, che prevede il passaggio di 297 alloggi di edilizia residenziale pubblica all’azienda. Vorremmo poter dire la nostra. Vorremmo poter rappresentare i cittadini che ci hanno affidato l’incarico attraverso il loro voto in maniera consapevole e decisa.
Tuttavia, non ci è stata data la possibilità di prepararci adeguatamente per la discussione, studiando a dovere una convenzione il cui testo ci è stato recapitato solamente ieri sera. Sera in cui, tra l’altro, il Consiglio comunale si è protratto fino alle 2 di notte. Oggi, come tutti, siamo andati a lavorare, per poi ritrovarci alle 17.30, con tempi ristrettissimi, nella Commissione dedicata.
Non capiamo, prima di tutto, per quale motivo sia stato conferito carattere d’urgenza alla delibera. In secondo luogo, ci rammarica molto dover constatare che, un tema così importante, in quanto riguarda fasce di persone fragili del nostro Comune, sia stato gestito con tale leggerezza. Questioni sensibili come questa avrebbero bisogno di ben altro tempo e di ben altro coinvolgimento delle minoranze, le quali sarebbero ben felici di dare il proprio contributo e la propria opinione all’Amministrazione. Evidentemente, però, la Giunta Rapinese non ha il minimo interesse a coinvolgerle nelle decisioni che riguardano tutta la cittadinanza. E deliberare senza conoscere è tutt’altro che serio.
Lorenzo Cantaluppi
Alessandro Falanga
Stefano Fanetti
Eleonora Galli
Stefano Legnani
Patrizia Lissi
Barbara Minghetti
Giordano Molteni
Elena Negretti
Vittorio Nessi
Antonio Tufano
Luca Vozella