“La serata di ieri nella sede dell’Istituto comprensivo di Como Nord ha rappresentato una forte presa di posizione da parte dei genitori, della direttrice didattica, degli insegnanti, degli educatori e dei cittadini, fermi nell’esprimere la volontà di mantenere la scuola dell’infanzia a Ponte Chiasso. Un’idea che condividiamo e supportiamo, come espresso anche durante l’incontro. Il quartiere ha un’importante funzione identitaria e aggregativa. Chiudere l’asilo significa svuotarlo del proprio tessuto sociale. Inoltre, la decisione comporterebbe un aumento del traffico, con conseguenti ritardi e notevoli disagi ai genitori” dichiarano i Consiglieri comunali Barbara Minghetti, Vittorio Nessi e Luca Vozella de La Svolta Civica e Patrizia Lissi, Stefano Legnani ed Eleonora Galli del Partito Democratico.
“Le proposte concrete da parte delle famiglie di Ponte Chiasso non mancano. Tra queste, c’è l’idea di spostare la materna di via don Luigi Monza nel plesso della primaria di via Brogeda, dove c’è spazio per accogliere tutti, così come fatto in precedenza anche a Monte Olimpino. Proposte che, come sempre, andavano ascoltate prima, ma ormai non ci stupiamo più, perché quello di parlare con i diretti interessati solo a cose fatte è un modus operandi ben consolidato dall’Amministrazione. Chiediamo al sindaco e al gruppo di maggioranza di rivedere le scelte fatte, provando a venire incontro alle esigenze e ai suggerimenti dei cittadini”.
“Teniamo a precisare, inoltre, come nonostante le continue richieste di chiarimento e un’interrogazione già depositata in Comune, non siano ancora arrivate risposte chiare su quali scuole verranno chiuse. Il vicesindaco, presente all’incontro, non è riuscito a dare risposte chiare alle domande e alle richieste dei presenti. I cittadini meritano trasparenza. Non possono essere informati sempre e solo all’ultimo momento” concludono.
Come previsto dal Regolamento congressuale sono scaduti i termini per la presentazione della candidatura alla carica di Segretario dell’Unione Territoriale del Partito Democratico di Como ed è stata depositata la candidatura di Daniele Valsecchi.

Nato a Como nel 1975, è cresciuto e vive in città, assieme a moglie e figlia.
Diplomato al liceo scientifico Paolo Giovio, dove è stato rappresentante d’istituto, laureato in Psicologia (indirizzo Psicologia del Lavoro) e in Scienze Politiche, master in International HR Management.
Consulente senior per lavoratori ed imprese, coach, formatore e docente, con una lunga esperienza di responsabile commerciale in mercati internazionali. Da sempre unisce nella sua professionalità passione per le Risorse Umane e per il mondo tessile e la filiera industriale comasca.
Attivo fin da giovane nelle associazioni del territorio, nelle sue esperienze ha avuto ruoli di responsabilità in ambito imprenditoriale(vice presidente gruppo Giovani Industriali Como, presidente Coordinamento giovani Como associazioni imprenditoriali e professionali, consigliere Gruppo Filiera Tessile Confindustria Como) e culturale (membro fondatore di Stanze di Cinema e del Lake Como Film Festival).
Elettore di centro-sinistra, si avvicina al PD nel 2012, collaborando con l’amministrazione Lucini. Iscritto al partito dal 2015, nella segreteria cittadina dal 2021. Curatore delle Agorà per il territorio comasco.
Le sue parole chiave: energia, positività, ascolto, rete.
Come previsto dal Regolamento congressuale sono scaduti i termini per la presentazione della candidatura alla carica di Segretario/a Provinciale del Partito Democratico della Provincia di Como. Ne è stata depositata una sola ed è quella di Carla Gaiani.
Accompagnata dalle liste per l’assemblea provinciale a sostegno della sua candidatura
Area Como Gatti Walter – Sarda Livia – De Feudis Vito – Longo Aurora – Licata Giacomo – Pasculli Emilia – Fagone Giovanni – Ferrario Monica – Noce Vincenzo – Cesareo Andree – Lucarelli Luca Salvatore – Sonvico Cristina – Mancuso Massimo – Galli Eleonora – Butti Diego
Area Cantù Cangi Allegra Roberta – Galati Bruno – Somaini Francesca – Latorraca Vincenzo – Pagani Roberta – Diongue Mbaye
Area Mariano Vaccaro Stefano – Castoldi Sofia – Redaelli Giuseppe – Tagliabue Maria Pia – Crippa Alberto – Simone Maria
Area Olgiate
Mario Clerici – Casartelli Giuliana – Palermo Davide – Cali Rita – Taroni Davide – Vitale Mariangela – Fasola Tommaso Davide – Arrighi Rosangela – Rini Massimo – Manciocchi Sara – Gentile Francesco – Clerici paola – Legnani Stefano
Area Mozzate Pivanti Edoardo – Galli Sara – Monza Luigi – Preatoni Francesca
Area Erba Canzi Mario – Mohamad Avin – Mosca Michele – Cicero Rosalba – Gisolini Gabriele – Frigerio Maria Cristina – Ballabio Graziano – Anzani Franca Enrica – Bassani Federico – Tresoldi Silvia – Olivieri Renato
Area Lomazzo Gialdi Graziana – Lo Guzzo Carmelo Filippo – Gammella Martina – Bottura Paolo – Pintacuda Gabriella – De Vecchi Loris – Benzoni Valeria – Tomaso Bernasconi
Area Lago Mauro Guerra – Allevi Eva – Mella Oscar – Redaelli Cristina – Introzzi Claudio – Baraglia Marina – Paolo Furgoni
Alla candidata – le cui linee programmatiche sono reperibili a questo link – vanno gli auguri di buon lavoro da parte dell’intera Commissione congressuale.

“Le recenti notizie di cronaca nazionale e locale, come quella della rapina in centro a Cantù a opera di una baby gang, confermano quanto sia importante, anche per i Comuni, aiutare le famiglie e la scuola, creando percorsi educativi che accompagnino bambini e ragazzi nella crescita. A Como ci sono tantissime organizzazioni di volontariato che quotidianamente si spendono per l’altro e che, alla luce della loro esperienza, possono essere importanti attori nel raggiungimento di questo obiettivo. Per combattere il disagio giovanile, in sede di approvazione del Documento Unico di Programmazione, avevamo proposto di organizzare eventi di promozione per bambini, in collaborazione con Terzo Settore e scuole primarie” dichiara Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico di Como in Consiglio comunale.
“L’idea era quella di pensare a percorsi ludico educativi, volti ad avvicinare i più giovani al tema della disabilità, al valore della diversità individuale e dell’inclusione. Lo stesso è stato proposto per il tema del bullismo, del cyberbullismo e dell’utilizzo consapevole della rete internet e dei social network. Indovinate? Proposta rifiutata. Così come, in precedenza, era caduta in un nulla di fatto la mia proposta di creare un tavolo di coordinamento con i responsabili delle varie associazioni e le istituzioni, come Asst e Ats. Ci lascia perplessi il fatto che il sindaco e la sua Amministrazione non ritengano importante il ruolo del Comune nella crescita dei cittadini di domani, ma soprattutto il coinvolgimento delle realtà del Terzo Settore nella vita della città. Forse, però, da un sindaco che ha già chiuso i centri civici, aumentato i costi per l’utilizzo delle sale riunioni e sfrattato la bocciofila, una tale avversione per il sociale ce la potevamo anche aspettare” conclude.
“E’ la storia che scaccia la storia, un patrimonio che cancella un patrimonio. La decisione dell’Amministrazione comunale di sfrattare la storica Bocciofila dei Combattenti e Reduci di via Balestra per consentire la realizzazione dell’esposizione delle monete romane rinvenute in città cela dietro di sé un grande controsenso di fondo del quale non si può non tenere conto. Se è vero che la storia antica della nostra città rappresenta un prezioso tesoro da conservare e far conoscere, è altrettanto vero che quella contemporanea, rappresentata in questo caso dai Combattenti e da un luogo divenuto simbolo, merita, allo stesso modo, di essere tutelata e preservata” dichiarano Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, e Tommaso Legnani, segretario cittadino.
“A lasciare perplessi è soprattutto il metodo, peraltro già visto in passato, con cui il sindaco e il gruppo di maggioranza stanno operando. La notizia di sfratto è arrivata improvvisamente, con una lettera, senza parlarne con i diretti interessati. Gli incontri e i confronti sono arrivati solo dopo, a giochi fatti. Certamente non un modo corretto di rapportarsi con i propri cittadini. Per giunta, non hanno portato ad alcun risultato, come dimostrato dall’incontro di ieri in Prefettura. Il sindaco Rapinese si è dimostrato ancora una volta fermo sulle proprie posizioni e incapace di trovare soluzioni alternative per venire incontro a chi la città la abita, la vive, la rende viva”.
“In questo momento, in cui la permanenza dell’associazione in quella che, da anni, è la sua casa e il suo luogo di ritrovo viene minata da un provvedimento preso estremamente alla leggera dall’Amministrazione, il Partito Democratico vuole esprimere la massima vicinanza a tutte le persone per le quali la Bocciofila è molto più che una pista sulla quale far rotolare delle palline. Invitiamo il sindaco a tornare sui suoi passi e a vagliare tutte le soluzioni possibili. E’ necessario che la bocciofila, le sedi delle associazioni e le nuove esposizioni trovino il modo di coesistere, cosicché nessuno resti penalizzato. Storia e socialità possono convivere: senza la seconda, la prima rischia di essere solo un vuoto ricordo del passato” concludono.
“Il manifesto apparso quest’estate per le strade di Como, che sbandierava fiero i 1900 eventi organizzati in città in sei mesi, in piena polemica per la mancanza di appuntamenti estivi promossi dal Comune, ci aveva lasciati un po’ perplessi. Possibile che ce li fossimo persi tutti? Abbiamo fatto, quindi, un accesso agli atti, per vederci più chiaro sulla questione” afferma il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.
“Ebbene, ci siamo trovati di fronte a un’interminabile lista di appuntamenti: tra questi, ad esempio, 350 film proiettati dai cinema Astra, Gloria e Cinelandia, facenti parte della normale programmazione. Ma menomale che c’è questa Amministrazione, perché senza l’impegno e le capacità organizzative del sindaco, mai e poi mai le nostre sale avrebbero potuto far vedere le nuove pellicole ai cittadini. Oltre ai film, ci sono 190 partite di sport vari, dal calcio al basket, passando per volley, rugby e pallanuoto, comprese anche le gare di Serie B disputate dal Como 1907. E fortuna che la Giunta Rapinese ha pianificato il calendario, altrimenti la squadra della nostra città non avrebbe potuto scendere in campo, perdendo di fatto tutte le partite casalinghe a tavolino”.
“Non è finita qui, perché nell’elenco ci sono anche le celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno, e i mercatini in città, compresi quello delle mercerie lungo le mura e quello alimentare coperto che, come è noto, sono eventi organizzati dalla Giunta Rapinese. Oppure il Luna Park, voluto così fortemente dall’Amministrazione che, ironia della sorte, il sindaco ha di fatto scacciato il prossimo anno riducendo a un fazzoletto di terra l’area destinata agli spettacoli viaggianti. C’è persino la processione del Venerdì Santo. Ma nulla batte l’emozione e il divertimento regalato ai cittadini da 18 Consigli comunali e 22 Commissioni del Consiglio, tra i pochissimi eventi nell’elenco che risultano organizzati dal Comune. Mancano solo le messe celebrate in tutte le parrocchie e chissà quali mirabolanti cifre di eventi in grado di imprimere ricordi indelebili nelle menti e nei cuori dei comaschi si sarebbero raggiunte. Quando si deve, la propaganda supera la fantasia” conclude.
“L’intervento di ieri mattina sotto i portici della Chiesa del Crocifisso è l’ennesimo episodio della storia recente di Como che va a colpire le persone senza dimora che trovano riparo, con giacigli di fortuna, nella nostra città. Sappiamo bene che si è trattato di un provvedimento volto a ripristinare il decoro e la sicurezza richiesto da residenti della zona e che la Polizia Locale, sempre in contatto con la Caritas, ha fatto al meglio il proprio lavoro” dichiarano i consiglieri comunali Patrizia Lissi del Pd e Barbara Minghetti de La Svolta Civica.
“Il punto, però, sta proprio qui. Per fare in modo che l’equilibrio tra il diritto dei meno fortunati di essere aiutati e di trovare un riparo e dei cittadini di vivere in una città pulita e senza degrado, serve che ognuno faccia la propria parte. È necessario prendere in mano una volta per tutte la situazione e che il Comune, in sinergia con tutti gli attori in gioco nell’ambito della gestione della grave marginalità, trovi una soluzione definitiva, senza continuare a rimandare il problema con sgomberi e ordini di allontanamento. Chiediamo al sindaco e alla sua Amministrazione di lavorare, prima di tutto, anche con il nostro supporto, all’individuazione di un luogo che possa ospitare un dormitorio permanente, attivo anche nelle ore diurne. A questo proposito, mancano pochi mesi alla partenza del Piano Freddo e ancora non si ha a disposizione una struttura pronta ad accogliere i meno fortunati. In secondo luogo, ma non meno importante, è necessario creare percorsi di inclusione nella società. Solo così potremo dare una risposta concreta all’emergenza della grave marginalità, garantendo, al contempo, dignità alle persone e il miglior aspetto alla nostra città”.
“Il discorso di ieri sera del nostro Vescovo Oscar Cantoni, alla vigilia della festa di Sant’Abbondio, ha offerto a tutti i comaschi numerosi spunti di riflessione ma, soprattutto, ha tracciato una linea da seguire con cui non possiamo che essere assolutamente concordi. Con le sue parole, ricollegabili a quelle recentemente pronunciate dal Presidente Sergio Mattarella sui valori della nostra Costituzione, ha dipinto il sogno di una Como in cui nessuno resta solo, ricca di opportunità di condivisione, socialità, crescita nello scambio e nella relazione. Un’idea che ci ha ricordato le tematiche sulle quali continuiamo a batterci quotidianamente” dichiarano i consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi e Stefano Legnani.
“Sogniamo una Como che tenga fede al titolo di Messaggera di Pace ricevuto dalle Nazioni Unite, favorendo ogni iniziativa di amicizia tra le città e i popoli del mondo e coerentemente promuovendo il valore della solidarietà, innanzitutto, tra i propri cittadini. Una città in cui le associazioni, motore della nostra comunità, possano lavorare in rete e in piena sinergia tra loro e con le istituzioni, aiutandoci a creare legami e relazioni tra i comaschi e ad aiutare chi ne ha bisogno. Sogniamo una città dove i giovani possano ritrovarsi, far sentire la propria voce, scambiarsi le proprie idee per il futuro e contribuire alla costruzione della Como di domani. Vogliamo che abbiano opportunità di svago e di divertimento e spazi dedicati, dove possano essere liberi di essere se stessi e nei quali fare nuove amicizie, combattendo così il disagio giovanile. Sogniamo un luogo in cui chi è arrivato da poco possa sentirsi accolto. Desideriamo che abbia un letto in cui dormire e persone disposte a sostenerlo nella costruzione di una nuova vita. Sogniamo che nessuno venga più lasciato ai margini, escluso, quasi cacciato. Vogliamo una Como dove chi è in difficoltà non venga trattato come uno scarto, ma con la dignità di una persona, e che possa ricevere tutto il supporto di cui necessita”.
“Siamo consapevoli che tutto ciò non è facile, ma questa è la Como che dobbiamo provare a costruire: un luogo di pace, inclusione e libertà, ma anche di solidarietà e relazioni. Questo è il Comune che vogliamo realizzare e per il quale, ogni giorno, continueremo a lavorare all’opposizione, con la massima disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per questi obiettivi, ma anche con tenacia e fermezza nel dire di no, qualora i valori appena espressi dovessero essere minati” concludono.
“Le lunghe code che nella giornata di ieri si sono create alla nuova biglietteria della navigazione, estendendosi lungo la passeggiata in direzione Sant’Agostino, sono l’ennesima prova dell’enorme crescita del turismo a Como. Una grande opportunità, certamente, per la città, ma anche una fonte di difficoltà che durante tutta l’estate ci siamo ritrovati a registrare. E’ urgente un intervento da parte dell’Amministrazione comunale che ha il compito di rendere sostenibile questo turismo, senza creare disagio a chi, il nostro centro, lo vive quotidianamente. In sede di approvazione del Documento Unico di Programmazione abbiamo fatto due proposte sul tema. La prima riguarda le aree camper, sempre più richieste. Vista l’insufficienza di spazi dedicati, abbiamo impegnato l’Amministrazione ad ampliare l’offerta sul territorio comunale. Tanto per cambiare, però, la richiesta è stata rigettata” afferma il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.
“Un altro dei problemi in crescita a Como è quello dell’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. Sempre più persone scelgono la nostra città per trascorrere le vacanze, e se da un lato non può che fare piacere e favorisce, inoltre, lo sviluppo economico, dall’altro crea inevitabilmente una serie di problematiche su cui si deve provare a riflettere; a partire dalla gentrificazione, ovvero il processo di trasformazione di alcuni quartieri, con conseguente cambiamento della composizione sociale e aumento dei prezzi di acquisto e di affitto degli immobili, per finire alla scarsità di parcheggi sul territorio, passando per il sovraffollamento dei mezzi pubblici, in particolare quelli di navigazione e la funicolare”.
“Una situazione che influenza negativamente la qualità della vita di chi abita o vive il centro della città quotidianamente e che è ormai sotto gli occhi di tutti. Di tutti ma, evidentemente, non del sindaco Rapinese, che non la considera importante o quantomeno meritevole di considerazione e discussione, dato che ha respinto la proposta di individuare delle soluzioni attraverso un percorso condiviso con i diversi attori del territorio. Gli consigliamo di farsi un giro sui mezzi pubblici cittadini e di valutare se questo è realmente il servizio che vuole offrire alla città” conclude.