Il Partito Democratico comasco torna a incontrare i cittadini per affrontare uno dei temi più urgenti e sentiti: la crisi della sanità pubblica. Lo farà in uno dei luoghi simbolo delle difficoltà del sistema sanitario nazionale lombardo: gli ospedali.
Dando seguito al convegno regionale dello scorso marzo, intitolato “La salute è un diritto!”, nella mattinata di lunedì 26 maggio il PD provinciale sarà presente nei pressi dei maggiori ospedali comaschi per distribuire volantini informativi, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico le criticità della sanità lombarda e l’urgenza di riformare e ricostruire il sistema sanitario nazionale.
All’iniziativa parteciperanno i principali rappresentanti comaschi del Partito: la Capogruppo alla Camera dei Deputati Chiara Braga, il Consigliere regionale Angelo Orsenigo insieme al collega milanese Carlo Borghetti, la Segretaria provinciale Carla Gaiani, il Segretario cittadino Daniele Valsecchi, il responsabile del dipartimento Sanità Paolo Furgoni.
Sarà un’occasione importante per incontrare direttamente i cittadini, ascoltare le loro difficoltà quotidiane in un sistema sanitario sempre più in affanno: liste d’attesa interminabili, carenza di medici e infermieri, servizi territoriali insufficienti. Di fronte a tutto questo, il Partito Democratico dice basta: basta con le liste d’attesa infinite, basta con il personale sanitario abbandonato, basta con la carenza del personale sanitario, basta con la privatizzazione strisciante voluta e sostenuta dalla destra in Regione Lombardia. Vogliamo ricostruire una sanità pubblica, efficiente universale, accessibile a tutti e tutte, vicina ai bisogni reali delle persone.
Perché la sanità non è un privilegio, curarsi non è un lusso per pochi ma un diritto.
Ha del grottesco la situazione scaturita dopo posa dei nuovi parapetti sul lungolago. Che dopo 17 anni di cantiere si sia arrivati a questo risultato inverecondo, oggettivamente antiestetico. Insieme ai timoni, è magicamente sparito anche il lago, difficile da vedere attraverso quelle barriere, perché di questo si tratta.
Ma è altrettanto assurdo il rimpallo di responsabilità a cui stiamo assistendo. Il sindaco e l’assessore che si prendono una pausa di riflessione, quasi non fossero minimamente a conoscenza dei parapetti che sarebbero stati posati, Gaddi che, con un dribbling degno del migliore attaccante, si dissocia dalla Giunta Regionale del suo stesso partito politico e dall’intervento gestito da Aria, braccio operativo della Regione stessa, così come fa Fratelli d’Italia, addirittura con una petizione per riavere quelli storici. Il tutto dopo il teatrino delle numerose inaugurazioni, in cui Comune e Regione si trovavano festanti e orgogliosi insieme, tra gli altri, all’ex sindaco Bruni, sotto il quale ha avuto origine questo lungo calvario. Insomma, quando le cose vanno male, non è mai colpa di nessuno. Sarebbe invece giusto che, chi ha sbagliato, si prenda le proprie responsabilità e intervenga tempestivamente.
Sul tema presenteremo una mozione e chiederemo all’Amministrazione comunale di fornire spiegazioni su quanto successo. È davvero possibile che a nessuno, in Comune e in Regione, sia venuto il dubbio che quei parapetti avrebbero deturpato il paesaggio?
Daniele Valsecchi, Segretario cittadino PD Como
Angelo Orsenigo, Consigliere regionale PD
In una fase storica segnata da profondi cambiamenti economici, tecnologici e sociali, il Partito Democratico della provincia di Como rilancia con forza la necessità di un nuovo patto territoriale per il lavoro. Un patto che metta al centro le persone, la qualità del lavoro, la formazione, la sicurezza e la responsabilità sociale d’impresa. Lo ha espresso fermamente anche nell’incontro “Oltre il lavoro povero”, tenutosi sabato scorso durante la Festa de l’Unità della Bassa Comasca ad Appiano Gentile, nel quale sono intervenuti sul tema la deputata e responsabile nazionale del PD sul tema del lavoro Cecilia Guerra, la capogruppo PD alla Camera Chiara Braga, Alessandro Genovesi della Cgil nazionale, il presidente del Cna del Lario e della Brianza Pasquale Diodato e la direttrice del Cfp di Como Antonella Colombo.
“Siamo convinti – dichiara la segretaria del Partito democratico Carla Gaiani – che oggi più che mai c’è bisogno di dialogo, sostegno e consenso fra tutti gli attori del territorio comasco per contrastare da un lato il lavoro nero e povero; dall’altro per promuovere invece il lavoro buono, fatto da imprese che puntano sulla qualità, l’innovazione, la formazione, il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici”.
I dati parlano chiaro. Secondo l’OCSE, dal 2008 in Italia i salari reali sono scesi del 9%, mentre in Germania e Francia sono aumentati rispettivamente del 15% e del 5%. Quasi il 30% degli occupati si trova oggi in condizioni di precarietà, in particolare giovani, donne e laureati. Anche a Como si evidenzia un forte aumento di lavoro povero, precario e frammentato nei settori del turismo, dei servizi e degli appalti.
Nel solo 2024, altre 500 persone hanno lasciato il territorio comasco per andare a lavorare all’estero, a conferma di un fenomeno che ormai assume dimensioni strutturali. A questo si aggiunge l’emergenza sicurezza: oltre 1.000 morti sul lavoro nel 2023 e già 210 vittime nei primi mesi del 2025. La maggior parte di questi incidenti avviene in aziende sotto i 50 dipendenti.
Parallelamente, i dati dell’Area Studi di Mediobanca mostrano che le grandi imprese italiane, tra il 2020 e il 2023 hanno distribuito l’80% degli utili agli azionisti, anziché reinvestirli in produttività, innovazione e occupazione. L’utile netto è cresciuto del 14% e il fatturato del 34% rispetto al 2019.
“In questo contesto – dichiara la responsabile del Dipartimento Impresa e Lavoro del PD comasco, Rosalba Cicero – occorre cambiare rotta trovando soluzioni che valorizzino e sostengano il lavoro buono, la partecipazione, incentivando le imprese a reinvestire gli utili in formazione e valorizzazione del capitale umano, aiutandole e accompagnandole nelle sfide della transizione ecologica e digitale”.
A fronte delle trasformazioni dettate anche dall’intelligenza artificiale, si pone la necessità di ripensare il sistema di relazioni industriali e contrattuali, tutelando i lavoratori in un mondo del lavoro che cambia.
Per iniziare ad affrontare questa complessità, “il Partito Democratico – continuano le dem – se da un lato sostiene l’introduzione del salario minimo, come punto di partenza per far uscire dalla povertà lavorativa più di un milione di persone, dall’altro proponiamo la nascita di una Consulta territoriale del lavoro, uno strumento di confronto e governance tra istituzioni, imprese, sindacati e forze sociali. L’obiettivo è costruire un patto locale per il lavoro, capace di coniugare gli investimenti e crescita con uno sviluppo sostenibile, e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. In questo quadro, proprio per contrastare la precarietà e rafforzare i giusti diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il Partito Democratico appoggia i referendum promossi dalla CGIL quali strumenti democratici per rimettere al centro il lavoro dignitoso.
«Non può esserci futuro per il lavoro senza democrazia, senza qualità, senza il rispetto tra le persone – conclude Cicero –. A Como, come nel resto del Paese, vogliamo costruire una prospettiva che coniughi occupazione, impresa, diritti, sostenibilità e giustizia sociale».
Il 𝟵 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮: ma è anche l’ultimo giorno di Gaza. Perché il tempo sta finendo, per gli uomini, le donne i bambini di questa terra martoriata. Nella giornata nella quale “ci interroghiamo su chi siamo” aderiamo alla mobilitazione nelle piazze e sui social “𝗟’𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗢 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗚𝗔𝗭𝗔”.
L’appello lanciato da intellettuali, giornalisti, politici, scienziati, accademici e artisti ci dice che “senza il mondo Gaza muore”. Ed è altrettanto vero che senza Gaza siamo noi a morire. Noi, italiani, europei, umani.
Un atto di indignazione e di solidarietà che anche se non basterà a fermare l’orrore in Palestina, forse potrà contribuire a rompere quel muro di silenzio e ipocrisia, di abitudine e assuefazione alla guerra e ai massacri, con cui i governi del mondo assistono allo sterminio di un popolo.
Il nostro gesto sarà quello di aderire all’iniziativa sui social e di stare domani a #Como, alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟯𝟬 in 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗦𝗮𝗻 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗹𝗲.
Nelle mense scolastiche di Como la qualità continua a non migliorare minimamente nonostante tutto quello che è già stato segnalato nei mesi scorsi (lische, vermi, mele marce, insetti, etc.). Siamo a livelli inaccettabili. Il vicesindaco Roperto continua a porsi in difesa del gestore del servizio anche con affermazioni piuttosto ridicole: ce ne ricordiamo alcune del tipo che se la mela è marcia o ci sono i vermi/insetti vuol dire che il cibo è naturale (bio?!). Lo ha fatto anche oggi, parlando dell’aspetto esteriore dei piatti e del fatto che comunque seguono le indicazioni di ATS. Il problema non sono evidentemente le indicazioni di ATS o l’impiattamento non da ristorante stellato. Il problema è la qualità della materia prima e le scelte di chi gestisce il servizio.
Un’Amministrazione comunale seria collaborerebbe con i genitori ascoltandoli e raccogliendo le segnalazioni, per poi intervenire con il gestore (che ricordiamo è la stessa società proponente il progetto del centro unico di cottura in via Somigliana, che ha già ricevuto il via libera della Giunta).
Leggerezza e approssimazione, una costante di questa Amministrazione quando si parla di scuole. Risultato? A pagarne le conseguenze sono sempre i bambini e le bambine della città.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
Nel mese di novembre, il sindaco ha inserito nel piano delle alienazioni la bella struttura di via Sacco e Vanzetti a Prestino. Una manovra a cui ci siamo immediatamente opposti in Consiglio comunale, consapevoli dell’emergenza abitativa in città. Abbiamo dunque chiesto aiuto anche al consigliere regionale Angelo Orsenigo, sapendo che la struttura era nata grazie a un finanziamento regionale. Attraverso una sua interrogazione, abbiamo appreso che, qualora il Comune lo vendesse, il Comune dovrebbe rinunciare al contributo di 713.587,77 euro che Regione Lombardia ha erogato quale “cofinanziamento per la realizzazione e/o il potenziamento di centri sperimentali per l’integrazione sociale”.
Viene spontaneo riproporre la stessa domanda che ci è sorta qualche mese fa: ha senso, di fronte all’emergenza abitativa che, a Como, recentemente, ha raggiunto livelli elevatissimi, svendere un immobile con questa potenzialità? E ha senso a maggior ragione farlo, consapevoli che, oltre al danno che viene fatto alle persone più fragili della nostra città, sarà necessario restituire alla Regione i soldi ricevuti, con un ulteriore danno economico? In una città in cui è ormai difficilissimo trovare appartamenti a prezzi accessibili, una delle priorità di un Comune dovrebbe essere quella di provvedere affinché tutti possano avere, nell’emergenza, un luogo dove vivere, riattivando proprio la struttura di via Sacco e Vanzetti con la sua funzione originaria. Chiediamo all’Amministrazione di rivedere la propria scelta, tenendo conto delle persone in difficoltà e del danno economico.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio comunale
Quanto gli annunci e le promesse dell’Amministrazione sono concreti e quanto inutili proclami che poi non trovano concreta realizzazione? La risposta sta nel rendiconto 2024, che oltre a essere un documento contabile è anche politico, in quanto misura la capacità dell’Amministrazione di realizzare quanto promesso. La differenza tra quanto la maggioranza aveva previsto di investire per lo sviluppo della città e quanto ha poi realmente impegnato è sconfortante: di € 98 milioni, se ne sono impegnate poco più di € 26 milioni, cioè il 26,79%. Una costante di questa Amministrazione.
Una conferma si trova nell’avanzo di Amministrazione, cresciuto negli ultimi due anni da 102.522.301,15 euro a 115.393.612. Ma c’è di più: la parte di avanzo accantonata, di fatto non spendibile, è diminuita, con la conseguenza che l’avanzo che potrebbe essere speso è salito da € 59.203.837,10 nel 2023 a € 76.521.709,10. E pensare che la Giunta Lucini veniva criticata per un avanzo di 12mln… È dunque evidente che il sindaco continua ad annunciare investimenti ma in realtà non è in grado di farli concretamente.
I consiglieri comunali del PD Patrizia Lissi, Stefano Fanetti, Eleonora Galli e Stefano Legnani.
“Lunedì sera la maggioranza di Palazzo Cernezzi è riuscita nel quasi impossibile risultato di sottoporre al Consiglio Comunale l’approvazione di tre proposte di deliberazione, tutte con gravi errori – dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani -. La più clamorosa è la delibera relativa all’aggiornamento del Piano triennale degli acquisti di beni e servizi la cui approvazione è stata addirittura sospesa mancando una obbligatoria delibera preventiva della Giunta Comunale. Un grave errore procedurale. Se ne riparlerà in una successiva seduta”.
“Non meno grave è la delibera di modifica del Regolamento Taxi con la quale si voleva prevedere una più dettagliata elencazione delle violazioni dello stesso regolamento punibili con le relative sanzioni – prosegue Legnani -. Ma nella foga sanzionatoria il sindaco si è dimenticato eliminare dal regolamento le sanzioni attualmente previste, con l’effetto che per la stessa violazione sono ora previste due sanzioni: quale delle due dovrà essere applicata in caso di violazione? È stata anche prevista una nuova procedura di contestazione delle violazioni, diversa da quella attualmente in vigore, che non è stata però eliminata dal regolamento; sono ora quindi previste due diverse procedure di contestazione per le stesse violazioni, con la conseguenza che nessuna delle due potrà essere seguita. Un vero pasticcio dal punto di vista giuridico, che impedirà di fatto di applicare eventuali sanzioni in caso di violazioni. Nonostante avessimo fatto presente tali errori, chiedendo che la delibera fosse sospesa per correggerla, il sindaco, solo per non dare ragione alle opposizioni, ha fatto approvare dalla sua maggioranza le modifiche al regolamento dichiarando che si provvederà in seguito alle rettifiche”
“Ma anche la terza delibera, relativa alla scelta della modalità di gestione del futuro centro unico di cottura, conteneva dei clamorosi errori; in più punti si confondevano il numero di pasti con il numero degli utenti, ma soprattutto era sbagliata la formula per determinare la tariffa dei pasti sulla base dell’ISEE; almeno su questa delibera il sindaco ha preso atto degli errori che gli abbiamo fatto presente, correggendoli. Se un indizio è un indizio, se due indizi sono una coincidenza e se tre indizi fanno una prova, nell’ultimo Consiglio Comunale c’è stata la prova che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, come ci ricorda un vecchio proverbio. La presunzione del sindaco di essere il numero uno, che non sbaglia mai, a volte fa brutti scherzi”.
“Questa mattina il Partito Democratico era presente al presidio organizzato dall’ANPI Dongo e ANPI Provinciale di Como per difendere la memoria storica contro i rigurgiti di un nazifascismo ormai sconfitto dalla storia che qualche nostalgico ogni anno, invece, vorrebbe inutilmente risvegliare, inscenando adunate apologetiche che evocano il più oscuro ventennio della storia del nostro Paese”. Carla Gaiani
“Oggi era importante essere a Dongo com’è importante ogni giorno rivendicare e riaffermare insieme i valori della Resistenza, della lotta di Liberazione che quest’anno festeggia l’ottantesimo anniversario. E lo facciamo senza nessuna sobrietà anche e proprio qui, oggi a Dongo nella piazza che porta il nome del comandante partigiano Giulio Paracchini ucciso dai fascisti. Un luogo che ogni anno qualche nostalgico fuori dalla storia pensa ancora di profanare e macchiare con ideali liberticidi. Dopo il corteo, l’urlo del ‘presente’, i saluti fascisti ripetuti più e più volte, le ragioni per essere qui oggi a Dongo sono ancora più forti e radicate. La nostra presenza, quella delle tante persone che erano qui oggi, testimonia che c’è una parte giusta e una parte sbagliata della storia. Ci troverete sempre lì, a difendere i tanti giusti di ieri e di oggi, di chi ha lottato e lotta per la democrazia e la libertà.
Abbiamo ricordato il sacrificio delle persone che si sono battute, che hanno dato la vita per la nostra libertà, di tutte quegli uomini e donne che con coraggio e senso di responsabilità hanno dimostrato di avere fiducia nell’umanità, nella solidarietà, nella libertà. Come fece proprio qui a Dongo la nostra staffetta partigiana Wilma Conti, che ho ricordato qualche giorno fa alla Camera. A lei a tutte le donne, a tutti gli uomini della Resistenza il nostro grazie per ieri, oggi e domani”. Chiara Braga