Nei giardini pubblici di Via Vittorio Emanuele, si sta diffondendo l’abitudine da parte delle guide turistiche di portare gruppi di turisti, talvolta anche molto numerosi, ad utilizzare il bagno pubblico. Al momento, purtroppo, su due servizi igienici, uno è chiuso da settimane e, terminata la sosta da parte dei turisti, il bagno rimanente risulta spesso letteralmente inutilizzabile. Il problema grosso è che mancano alternative. La massiccia presenza di turisti, che occupa anche tutto lo spazio adiacente, spesso rappresenta, pertanto, un impedimento per i genitori con bimbi piccoli, che si vedono privati della possibilità di utilizzarlo per le necessità urgenti o anche solo per cambiare il pannolino. 

Chiediamo all’Amministrazione di provvedere al più presto a riparare il bagno guasto e, visto l’incremento costante del turismo, di creare nuovi servizi igienici pubblici, in quanto quelli presenti risultano insufficienti. Nulla contro il turismo, ovviamente, ma è necessario che la città non lo subisca, offrendo soluzioni concrete ai problemi che si presentano.

Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle
Massimo Mancuso, segretario circolo PD Como Circ. 8 “Elide Greco”

Situazioni straordinarie, richiedono risposte straordinarie. Ci preoccupano le affermazioni del provveditore che, a fronte della sentenza che ha disposto la riapertura dei plessi “Sauro” e “Carluccio”, ha chiamato in causa la burocrazia e il formalismo della chiusura delle piattaforme ministeriali. 

È doveroso dare seguito a quanto disposto dal Tar per rimediare al danno fatto dal sindaco. Soprattutto, però, è doveroso venire incontro ai genitori e ai loro bambini. Urge uno scatto da parte delle istituzioni, comprese quelle scolastiche, per rimediare a una situazione grottesca, frutto solamente delle scelte sbagliate di una Giunta che si è presa la libertà di deliberare ciò che non era nelle proprie competenze. Noi siamo a disposizione per lavorare affinché non venga fatta giustizia solo su carta, con la sentenza, ma anche concretamente.

Daniele Valsecchi – Segretario cittadino PD
Patrizia Lissi e Stefano Legnani – Consiglieri comunali PD

“Dopo la prima sentenza del Tar, che ha dato ragione alle famiglie della scuola primaria di via Perti, una seconda sentenza annulla anche il provvedimento di chiusura della scuola materna di Via Volta. Questo è il risultato di un sindaco sordo alle necessità delle famiglie e che ha escluso ogni forma di dialogo. Non si è voluto ascoltare la voce di chi chiedeva un percorso condiviso, si è voluti andare muro contro muro, e l’amministrazione comunale ne è uscita nuovamente sconfitta. La politica delle chiusure è perdente” dichiarano Daniele Valsecchi, Segretario Cittadino PD, e Francesco Finizio, Referente scuola.

“E’ ora urgente garantire la piena funzionalità delle due scuole – proseguono i consiglieri comunali Patrizia Lissi e Stefano Legnani -.  Apprendiamo che mentre le classi dalla seconda alla quinta resteranno in Via Perti, la prima classe nel prossimo anno scolastico sarà in ogni caso presso il plesso di Via Corridoni. Riteniamo tale scelta sbagliata, penalizzante per le famiglie e per la stessa scuola di Via Perti dove deve essere garantita la continuità educativa per i prossimi anni. Chiediamo quindi l’intervento del Provveditore perché non solo la prima classe resti in Via Perti ma anche perché vengano riaperte le iscrizioni per consentire alle famiglie, che avrebbero scelto per i propri figli questa scuola, ma che non lo hanno potuto fare a seguito del provvedimento del Comune, possano farlo ora. Anche per la scuola materna di Via Volta deve essere garantita la piena apertura e funzionalità a settembre per tutte le classi.  Il problema richiede una soluzione tempestiva: ci sono da salvaguardare le necessità delle famiglie, considerata l’importanza dell’educazione e della formazione dei bambini, che sono il futuro della nostra città”.


“Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale la maggioranza ha approvato il nuovo regolamento per la concessione del patrocinio da parte del Comune di Como; patrocinio che non significa concessione di contributi economici, ma soltanto il riconoscimento del valore di iniziative senza fini di lucro, rilevanti per la comunità locale e per la promozione e valorizzazione dell’immagine della Città. Il nuovo testo è di fatto quasi totalmente identico a quello attualmente vigente rispetto al quale sono state introdotte solo alcune piccole modifiche” dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.

“La più importante delle quali è però la totale esclusione, senza alcuna eccezione, dalla concessione del patrocinio delle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali – prosegue -. Così facendo il Sindaco, non solo ha escluso dalla possibilità del patrocinio quelle organizzate dai sindacati dei lavoratori, ai quali evidentemente non perdona la posizione contraria alla chiusura dei nidi e delle scuole, ma anche a quelle di altre organizzazioni di categoria, come gli artigiani, i commercianti e gli industriali”.

“Ho presentato un emendamento per ripristinare la precedente normativa che escludeva dal patrocinio le sole iniziative delle organizzazioni di categorie finalizzate al proselitismo o all’autofinanziamento; emendamento che è stato respinto.  La decisione della maggioranza impedirà così al Comune di Como di concedere il patrocinio ad iniziative oggettivamente meritevoli, come ad esempio quelle in tema di violenza sulle donne, in tema di legalità, in tema di prevenzione di infortuni sul lavoro, ed altre, solo perché promosse da organizzazioni sindacali. Non è chiaro il motivo di questo furore iconoclasta di Rapinese – conclude – o forse la ragione è una sola: fare esattamente il contrario di quanto fatto da quelli che lo hanno preceduto, indipendentemente dall’effetto delle sue decisioni”

L’immobilismo del Comune di Como verso i più fragili continua. In questo periodo di caldo torrido, tante Amministrazioni si sono attivate per aiutate anziani, disabili e tutti i soggetti maggiormente a rischio. Diversi sono gli esempi, tra cui percorsi di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini al di sopra dei 65 anni e in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria attraverso centralini dove poter contattare gli utenti. Questo grazie anche al coinvolgimento di medici di base che segnalino gli anziani soli e fragili per l’inserimento nella rete di sorveglianza attiva per la spesa e i medicinali.

Come ho espresso anche in una preliminare nel Consiglio di lunedì, mentre altri Comuni italiani si sono mobilitati, in questi giorni di afa i cittadini comaschi sono stati lasciati soli. Fino a qualche anno fa, il Comune di Como consegnava a domicilio i condizionatori a persone anziane o fragili, anche se poi il servizio è stato interrotto. Si tratta, tuttavia, solamente di una delle azioni che si possono mettere in atto. Nessuna di queste, però, al momento, sembra essere stata neanche lontanamente presa in considerazione dall’Amministrazione.

Patrizia Lissi, capogruppo PD in Consiglio Comunale

Oggi l’assessore regionale Paolo Franco ha effettuato un sopralluogo nei terreni ALER di via Castellini, un’area da anni dimenticata che finalmente torna al centro dell’attenzione pubblica. Accogliamo con favore le proposte e le richieste presentate dai cittadini e ci auguriamo che vengano prese sul serio da chi oggi detiene responsabilità istituzionali.

“Ne siamo felici – commenta Alessandro Rossi, segretario del circolo PD Como Convalle – ma non dimentichiamo da dove tutto è iniziato. Il nostro circolo, con il lavoro prezioso di Romano Fasciani, il supporto degli attivisti e il coinvolgimento dei residenti, ha avviato già nel 2023 un percorso per restituire dignità a quest’area. Un’area di 5400mq abbandonata al degrado: rifiuti, fuochi notturni, insediamenti irregolari, topi. Ma soprattutto, la rassegnazione di chi ci viveva attorno”.

Il punto di svolta è stato un evento pubblico al TeatroGruppo Popolare, che ha dato voce alla comunità e rotto il silenzio istituzionale: “È lì che è nata una mobilitazione vera, concreta, dal basso. E da lì qualcosa ha cominciato a muoversi”, aggiunge il Segretario cittadino Daniele Valsecchi.

Il Partito Democratico di Como Convalle sottolinea anche la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. “Parliamo di un terreno nel territorio comunale, di problemi noti e segnalati da anni. La risposta del sindaco Rapinese? Accusare il PD di voler trasformare Como in Lampedusa, liquidando con ideologia le denunce dei cittadini. Ma la politica – sottolinea Alessandro Rossi – non può permettersi di deridere i problemi: deve affrontarli. E l’amministrazione comunale, su via Castellini, ha semplicemente abdicato al proprio ruolo”.

“Oggi qualcosa si muove, e va bene. Ma non perdiamo la memoria. Senza la mobilitazione dei cittadini e senza il lavoro costante di persone come Romano Fasciani, Enzo Cresta e molti altri, via Castellini sarebbe ancora una discarica dimenticata”, ribadisce Valsecchi.

Per una volta lo diciamo con orgoglio: bravi noi, bravi i cittadini, bravi tutti quelli che hanno creduto che fosse possibile cambiare. E ora, come sempre, continueremo a esserci. Perché il nostro impegno non finisce con un sopralluogo: continua ogni giorno, insieme a chi in quella zona vive e spera.

“Nel Consiglio comunale di lunedì si è votata la mozione con la quale si esprimeva contrarietà al pedaggiamento del tratto della superstrada Milano – Meda, che diventerà un tratto autostradale della Pedemontana, e si impegnava il Sindaco ad attivarsi presso Regione Lombardia per l’eliminazione della tariffa prevista, coordinandosi anche con gli altri enti locali (Province e Comuni) coinvolti” dichiara il consigliere comunale del PD Stefano Legnani.

“Tutti i gruppi di minoranza, compresi Lega, FI e FdI, hanno votato a favore della mozione. Il Sindaco ha dato però parere contrario e la mozione è stata bocciata dalla maggioranza. Rapinese ha quindi votato esattamente il contrario a quanto aveva fatto nei mesi scorsi in Consiglio Provinciale. La giustificazione? A differenza della mozione in Consiglio provinciale, questa lo impegnava personalmente e lui ‘non ha tempo da perdere’.”

“Di fatto ha affermato che non ritiene di dovere dedicare del tempo per i propri cittadini per un obiettivo che in realtà sembrerebbe condividere, avendo votato a favore della mozione in Consiglio Provinciale – conclude -. In pratica se ne lava le mani: tutto ciò alla faccia della coerenza e soprattutto delle imprese e delle famiglie comasche della quali si rifiuta di farsi portavoce”.

“A più di un anno dalla frana di Civiglio, qualcosa finalmente si sta muovendo. Ci sono però almeno un paio di questioni che ci lasciano perplessi sulla risoluzione del problema. Prima di tutto ci chiediamo perché questo intervento che l’Amministrazione ritiene sia sufficiente a garantire la sicurezza, non sia stato fatto mesi fa, lasciando a lungo i residenti in una situazione di disagio” dichiara la capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi. 

“Inoltre, preoccupano le condizioni precarie del muro di sostegno di via Patrioti (causa del divieto ai mezzi pesanti e della posa di colonnine di ghisa che impongono il transito a distanza dallo stesso). È sempre stato chiaro, sin dall’inizio, che fosse competenza del Comune e non del privato intervenire per la messa in sicurezza. E ieri sera in Consiglio comunale abbiamo avuto la prova che sono stati stanziati soldi ora per un lavoro che andava fatto molto tempo fa. Perché non ci si è mossi prima? Di fronte alle necessità dei cittadini e alle proprie responsabilità, l’Amministrazione è rimasta immobile”.

Nuovo giro, nuovo fallimento. Un’altra azienda è stata bocciata per i lavori di riqualificazione dei giardini a lago. La telenovela continua e intanto la città e i cittadini restano senza la propria principale area verde. 

I giardini resteranno così, recintati e inutilizzabili, almeno fino a primavera, ammesso e non concesso che la prossima azienda, quarta in graduatoria, sia quella buona. Non è scontato, perché è passato del tempo da quando la gara è stata fatta ed è plausibile che, come l’ultima ditta, anche altre richiedano di rivedere il progetto, adeguare i materiali, aggiornare i prezzi. E intanto Como resta in attesa. 

Un cantiere costato 1.8milioni di euro giacerà ancora abbandonato, chissà per quanto, a testimonianza del fallimento e della superficialità del sindaco e dell’assessore competente, immobili già nella prima parte di questa triste storia, quando le problematiche erano sotto gli occhi di tutti. E menomale che l’assessore doveva piantare una tenda per controllare che tutto andasse liscio.

Alessandro Rossi, segretario circolo PD Como Convalle
Livia Sarda, vicesegretaria PD cittadino

Le istituzioni