È ormai sotto gli occhi di tutti: l’Amministrazione Rapinese ha scelto di trasformare Piazza d’Armi in una discarica a cielo aperto piuttosto che permettere il regolare svolgimento del tradizionale Luna Park.
 Siamo di fronte a un’operazione politica cinica e vendicativa.
Il Sindaco sta strumentalizzando i danni dell’alluvione di fine settembre per ottenere, con i detriti, ciò che non è riuscito a ottenere con il provvedimento amministrativo poi annullato dal Tar dopo il ricorso dei giostrai, nei confronti dei quali, sembra proprio esserci una avversione personale. 
Mentre l’area si trasforma in un ammasso di rifiuti che attira abusivismo e degrado — con incursioni frequenti nelle strutture fatiscenti della piscina e del Palazzetto — l’Amministrazione resta immobile. Questo non è governo del territorio, è gestione del rancore.
Esprimiamo il nostro totale supporto ai cittadini di Muggiò. La loro esasperazione è legittima e la raccolta firme, che ha già ottenuto centinaia di adesioni in pochissime ore, ne è la prova tangibile. 
La cittadinanza non è più disposta a tollerare che un intero quartiere venga usato come ostaggio nelle battaglie personali del Sindaco. Muggiò non merita di essere terreno di scontro di una politica piccola e autoreferenziale.
Francesco Finizio, segretario circolo PD Como Circ. 1

La decisione della Soprintendenza, che ha salvato i ciliegi di Via XX Settembre riconoscendone il valore storico, paesaggistico e identitario, deve richiamare l’attenzione su un analogo tema che riguarda un altro importante luogo della città: i giardini a lago, che da anni sono oggetto di un intervento da parte dell’amministrazione comunale.

E’ importante ricordare che il progetto di riqualificazione prevedeva il mantenimento dei due filari di ciliegi presenti da decenni in Viale Marconi, che costituisce il cannocchiale visivo sul Tempio Voltiano unitamente ed in prosecuzione di Viale Cavallotti dove sono infatti presenti due filari sempre di ciliegi. Nel progetto era quindi prevista solo la piantumazione di nuovi ciliegi in sostituzione di quelli mancanti che nel tempo era stati tagliati, per ricostituire così integralmente i due filari.

Improvvisamente, nei mesi scorsi, con generiche motivazioni, sono stati invece abbattuti tutti i ciliegi che erano ancora presenti in Viale Marconi.

Dopo il taglio non si è saputo più nulla delle intenzioni dell’amministrazione di Rapinese. Interpellato il Comune su quale sarà il futuro del cannocchiale visivo sul Tempio Voltiano, e soprattutto dei due filari di Viale Marconi, ci è staro risposto che quanto richiesto riguarda una variante ancora in corso di definizione.

Ad oggi quindi non si conosce ancora quale sarà la decisione del Comune. E’ necessario però che vengano ripristinate integralmente le originarie alberature di Viale Marconi, oltre che per il loro valore identitario, anche per garantire la continuità con le piante presenti in Viale Cavallotti.

Ed è anche necessario che il Comune intervenga in Viale Cavallotti reintegrando nei due filari le numerose piante di ciliegio tagliate nel corso negli anni, conservando così quella che è una caratteristica specifica del luogo.

Nasce una domanda: quale è allora il vero motivo per aver cambiato un progetto già deciso e in corso di realizzazione? L’amore per la città richiede una cura degli spazi che sia accompagnata da un’attenta lettura dei luoghi, compresi i loro caratteri storici.

Stefano Legnani e Patrizia Lissi

Il passaggio della fiamma olimpica a Como è stata una scintilla di bellezza che ha unito la città in un clima di festa. Ma, spenti i riflettori, resta una realtà amara: c’è un contrasto stridente tra la celebrazione dei valori olimpici e lo stato di salute dello sport in città.

La gestione dell’attuale amministrazione fatica a far convivere realtà diverse ma ugualmente meritevoli, perché viene adottato, anche in questo caso, il metodo del divide et impera, del non fare squadra con le associazioni sportive, del non ascoltare le loro esigenze. Un metodo perdente in partenza che danneggia tutto il mondo dello sport comasco. A Como oggi le associazioni non ricevono contributi (nel 2025 sono stati uguali a zero) e mancano gli spazi per fare sport, il che costringe atleti e atlete a “espatriare”.

Anche le persone con disabilità o coloro che necessitano di cure riabilitative mediche non hanno spazi idonei. La piscina olimpionica a Muggiò resta un miraggio: promessa in campagna elettorale con tempi record (i famosi “3-6 mesi”), oggi la piscina resta incompiuta, costringendo ad andare fuori città. Al suo posto, c’è una piazza ancora prigioniera di detriti, di degrado e senso di insicurezza per precisa volontà politica del sindaco. La piscina di via del Dos, utilizzata anche da molte persone con disabilità, continua a restare chiusa e non si vede luce in fondo al tunnel.

Se pensiamo ai palazzetti viene in mente lo stallo preoccupante del bando per la palestra di via Giulini e le criticità esistenti in via Giussani. Si pensi poi all’illegittimo affidamento dei lavori per il nuovo centro sportivo che doveva sorgere sull’attuale campo di rugby. E, infine, la scelta insensata di chiudere la scuola Corridoni con il rischio concreto di dare il colpo di grazia a quelle associazioni sportive che lì trovavano casa. 

La speranza è che lo “spirito olimpico” non resti solo una sfilata colorata, ma raggiunga finalmente Palazzo Cernezzi. Chiediamo al Sindaco di ascoltare davvero tutte le associazioni del territorio.
Non servono slogan, servono risposte concrete e tempi certi perché le associazioni hanno bisogno di poter programmare la loro attività per continuare ad esistere. Lo sport per i ragazzi e le ragazze non è un optional, ma un diritto, tutelato dalla Costituzione, che garantisce salute, crescita e inclusione. È ora che la città torni a correre, non solo per una fiaccola, ma per il futuro dei suoi giovani.

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente sport segreteria cittadina PD Como

Nel giro di due giorni ci hanno lasciato due uomini che non vogliamo dimenticare: Severino Proserpio e Giovanni Mariuccio Orsenigo. Due persone che si sono sempre adoperate per gli altri, che hanno sempre cercato di costruire ponti. Due esempi e due visioni che ricordiamo con affetto.
Severino, uomo che univa la caparbietà a una sensibilità unica. Era partito dal territorio comasco, in anni in cui le migrazioni imperversavano. Era sempre pronto a dare una mano, anche quando non trovava nessuno pronto a supportarlo. La sua capacità di andare avanti nonostante tutto, lo ha portato lontano. Parlare e confrontarsi con lui era un piacere, per la profondità, per la capacità di capire cosa succedeva in Senegal e nel mondo, per la sua concretezza. Ha lasciato un segno profondo, tanto qui, quanto nella vita dei senegalesi.
Mariuccio, figura politica conosciuta e stimata, mossa da una grande passione. Estremamente umano, tanto arguto quanto gentile e simpatico. Ma soprattutto, sempre disponibile per l’altro. Per tutti noi è stato un riferimento per la sua esperienza. E lui amava dialogare. Era sempre disponibile a un confronto pacato e costruttivo. Lo ha fatto finché le forze glielo hanno concesso. I suoi consigli, il suo modo di porre questioni, le sue idee, ci mancheranno molto.
Il Partito Democratico di Como

Ci ha lasciati Giovanni “Mariuccio” Orsenigo, un amico, prima ancora che dirigente politico e militante appassionato. Di seguito i ricordi della Capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, del consigliere regionale Angelo Orsenigo e della segretaria provinciale Carla Gaiani.

Chiara Braga – ‘Mariuccio’ è stato prima di tutto una persona di grande umanità. Un dirigente politico e un militante appassionato capace di stare accanto agli altri in molti ruoli e forme, esempio di coerenza in tutta la sua vita. Per molti anni è stato un punto di riferimento per me e per tanti di noi, capace di consigliare e indirizzare con discrezione e generosità, una presenza solida per la nostra comunità democratica. Ha vissuto l’impegno politico come servizio, senza mai alzare la voce, mettendo al centro la partecipazione, la solidarietà e la giustizia sociale. Lo ha fatto nelle istituzioni – a Figino Serenza, in Provincia di Como, in Regione Lombardia – e lungo un percorso politico coerente, dalla DC alla Margherita, oggi nel Partito Democratico. Il suo è stato un modo autentico di fare politica: vicino alle persone, attento ai bisogni concreti della comunità, fedele ai valori cattolici e ai principi democratici anche e soprattutto nei gesti quotidiani. Alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene va il mio abbraccio più sincero e riconoscente, insieme a quello di tutto il Partito democratico. Ciao Mariuccio, mancherai a tutti noi.

Angelo Orsenigo – Giovanni Orsenigo detto “Mariuccio” ci ha lasciati oggi. E il dolore non potrebbe essere più grande. Era un amico, prima di tutto. Uno di quelli con cui parlavi di politica come si parla delle cose che contano davvero, con passione e curiosità, senza mai stancarsi. La cosa pubblica per lui non era astratta: era interesse vero per le persone e per quello che succedeva ogni giorno intorno a noi. Figino Serenza era la sua casa e la sua comunità: lì è stato sindaco per dodici anni. Ci sono poi stati tre anni come Presidente della Provincia di Como e quindici anni come Consigliere regionale. E anche dopo, non aveva mai smesso di seguire con attenzione la vita amministrativa, di informarsi, di chiedere notizie e di dire la sua sulle ultime dal Pirellone .Io ho sempre scherzato dicendo che era il mio “predecessore”, visto che condividiamo lo stesso cognome. In realtà, per me è stato molto di più: un riferimento, una memoria viva di come si può fare politica restando vicini alle persone. Ci mancheranno le sue domande, il suo interesse, il suo modo diretto di esserci. Ciao, Mariuccio.

Carla Gaiani – Tutta la comunità del Partito democratico comasco si unisce con sincera commozione al dolore per la scomparsa di Giovanni Orsenigo, per tutti noi Mariuccio.
Mariuccio è stato una presenza discreta e preziosa per la nostra comunità, un amico, un uomo coerente, un cattolico convinto, che ha vissuto la politica con spirito di servizio, con semplicità, ascolto e profondo rispetto per le persone. Il suo impegno nel partito e nelle istituzioni come nella vita, mai urlato ma costante, si manifestava sempre attraverso gesti concreti, suggerimenti e una quotidiana fedeltà ai valori della solidarietà, della giustizia e della partecipazione. Mancheranno il suo modo pacato, il suo senso della comunità, la sua umanità silenziosa e autentica. Alla famiglia il cordoglio mio e di tutto il PD Provincia Como. Caro Mariuccio, custodiremo il tuo ricordo con profonda gratitudine.

A nome del Partito Democratico di Como, desidero esprimere la massima solidarietà verso i dipendenti comunali che hanno deciso di aderire allo sciopero dell’11 febbraio. 
Abbiamo ben noto l’atteggiamento rapinesiano, lo vediamo costantemente all’interno del Consiglio comunale e nel modo di amministrare la città. Ancor più grave, se possibile, è quando questo atteggiamento va a ledere la dignità dei lavoratori e la loro professionalità. 
Sono temi che come PD abbiamo a cuore e per i quali ci battiamo anche a livello nazionale. Un tale atteggiamento in un luogo così vicino a noi non ci lascia indifferenti. Usare i soldi come una clava, come ricatto, vuol dire non avere il minimo rispetto per il lavoro e per le persone che ogni giorno permettono il funzionamento della macchina comunale
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como

La determinazione 131/25 con la quale veniva indetta una gara negoziata senza bando per l’affidamento in concessione triennale della palestra Ronchetti in via Giulini è stata nuovamente sospesa per ulteriori 60 giorni. I criteri adottati nella decisione sono assurdi e sbagliati perché basati su una evidente disparità di trattamento tra realtà sportive ugualmente meritevoli di tutela (basket e volley). Quella decisione, ricordiamo in sintesi, escludeva le società di Pallacanestro comasche dell’utilizzo della palestra di via Giulini.

Auspichiamo che questi 60 giorni servano davvero per permettere la convivenza tra più sport, così come avviene negli altri Comuni con una certa normalità ma che con la giunta Rapinese sembra un ostacolo insormontabile. Si deve però andare oltre la sospensione e arrivare a una soluzione strutturale che permetta di poter giocare a pallacanestro anche in città, senza costringere chi abita a Como ad andare in provincia. Auspichiamo che gli uffici riescano a dare piena e concreta attuazione anche a Como al valore educativo e sociale dello sport, valore costituzionalmente garantito all’art. 33 della Costituzione. 

Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente  associazioni sportive segreteria cittadina PD Como

Ritorniamo sull’argomento della discarica a cielo aperto a Muggiò perché abbiamo notizia che finalmente i materiali abbandonati verranno prelevati da un geologo incaricato dal Comune per effettuare analisi chimico-fisiche per verificare la corretta classificazione. In altre parole, si sta confermando il fatto che sono stati abbandonati senza sapere esattamente di quali materiali si trattasse. Quindi, siamo di fronte a un deposito a cielo aperto effettuato in una fase in cui non è esclusa la sua pericolosità? 

In presenza di un rischio anche solo potenziale è corretto che non siano state adottate misure preventive di alcun tipo? È corretto che siano stati buttati lì, senza alcuna protezione anche dagli agenti atmosferici che avrebbe forse potuto evitare dispersione, infiltrazioni nel suolo o nell’aria? Nemmeno un telo impermeabile apposto sopra i materiali?!  Speriamo che l’analisi del geologo non rilevi una qualche pericolosità dei rifiuti. In tal caso, trattandosi di un rischio prevedibile ed evitabile, ci sarebbero responsabilità in capo al Comune. 

Rapinese risponda a queste domande, acceleri la rimozione dei detriti e, lo ribadiamo con chiarezza, non protragga i tempi per impedire il lunapark, aumentando nel contempo il rischio ambientale connesso alla presenza di quei detriti di natura indefinita.

Francesco Finizio, segretario circolo Pd Como Circoscr. 1 

Non bisognava essere dei profeti per immaginare che le scelte dell’amministrazione comunale sui permessi di parcheggio per i residenti si sarebbero rilevate sbagliate alla prova dei fatti.Così è stato, e la Giunta Comunale con una nuova delibera, peraltro la quarta sul tema, preso atto dell’insufficienza dei permessi di parcheggio previsti per i posti blu ha cercato di correre ai ripari aumentandone il numero.Tutto ciò conferma la mancanza di capacità di analisi di un tema così importante, al quale si cerca ora di mettere una pezza, anche a seguito delle numerosissime voci di protesta che si sono levate dalla città.Ma la nuova delibera non risolverà comunque il problema; i permessi per i posti blu, anche se aumentati di numero, a differenza di quelli per i posti gialli non garantiscono in alcun modo che si trovi parcheggio, considerando che sono state ridotte le strade nelle quale i residenti possono parcheggiare.Si deve inoltre ricordare che oltre al notevole incremento delle tariffe della sosta nella zona più centrale della città, oltre duecento parcheggi bianchi sono diventati blu ed è ora previsto il pagamento della sosta anche nei giorni festivi in quelle strade lontano dal centro dove fino ad ora ciò non si verificava.Si procede quindi a tentoni senza una visione complessiva sui temi della mobilità e della sosta, andando in questo modo ad aumentare il senso di frustrazione ed ingiustizia subita dei cittadini; un tentativo di correzione tardiva che conferma l’assenza di una seria programmazione. 
Daniele Valsecchi Segretario Cittadino PD Stefano Legnani Consigliere Comunale PD

Le istituzioni