“Nella giornata di oggi, con un corteo partito dall’asilo di via Passeri e terminato di fronte a Palazzo Cernezzi, gli asili nido comunali di Como hanno scioperato contro l’Amministrazione e la sua gestione delle strutture del territorio. Il Partito Democratico cittadino desidera esprimere il proprio sostegno nella lotta contro la chiusura e la privatizzazione degli asili nido territoriali, da sempre un fiore all’occhiello della nostra città e una preziosa risorsa, in quanto strumento pedagogico, nella crescita dei nostri bambini” dichiarano il Segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo dem in Consiglio comunale Patrizia Lissi

“Siamo molto vicini alle famiglie, così come ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici che, insieme a Cgil, Cisl e Uil sono scesi in strada per protestare contro una gestione del territorio fredda e calcolatrice ad opera del sindaco e della sua giunta, che trattano le persone come freddi numeri, senza preoccuparsi degli aspetti umani e delle conseguenze delle proprie azioni. Compito di chi amministra sarebbe quello di valorizzare il patrimonio della propria città e di cui gli asili nido fanno parte da decenni, non quello di esternalizzare ogni servizio. Ancora più grave, se possibile, è la mancanza di ascolto e di dialogo da parte del sindaco e della vicesindaco, da mesi arroccati nel palazzo, incapaci di avere un confronto con i cittadini riguardo alle proprie scelte”.

“Ci uniamo, pertanto, ai manifestanti nella loro causa, a salvaguardia di un servizio pubblico che, da sempre, a Como, è sinonimo di efficienza e di qualità” concludono.

Le dichiarazioni del sindaco riguardo all’inserimento di via Rubini nella Zona a traffico limitato ci lasciano allibiti. Pur essendo, certamente, d’accordo sull’ampliamento della Ztl anche a quella strada, come giustamente richiesto dai residenti, non possiamo non pensare alle passate battaglie di Rapinese in Consiglio comunale.

Oggi, senza alcuna vergogna e senso del ridicolo, attacca Lucini e la sua Amministrazione, definendo un errore la mancata installazione di un varco all’inizio di via Rubini. Ci tocca ricordargli, però, che se fosse stato per lui, una Ztl come la conosciamo oggi, a Como, non esisterebbe nemmeno. Ce le ricordiamo bene le sue manifestazioni a Palazzo Cernezzi, munito di lumini funebri e fischietti, pronto a invocare le dimissioni di Lucini, che per primo ha avuto il coraggio di intraprendere una nuova strada per rivoluzionare il traffico in città. 

Ci fa piacere che, 10 anni dopo, Rapinese abbia cambiato idea e pensi ad allargare la Ztl. Ma abbia almeno la decenza di ammettere i propri errori e non criticare chi, invece, ha iniziato a battere la via del cambiamento. Un cambiamento, per altro, molto apprezzato da tutti. Chi, infatti, vorrebbe rivedere macchine e posteggi ai portici Plinio, in via Garibaldi e in piazza Volta?

Il PD di Como

La notizia della chiusura dell’Hospice San Martino ci rattrista immensamente. Fin dai primi anni 2000, la struttura è stata un luogo di accoglienza, di amore, di ascolto e di accompagnamento, prima ancora che di cura, nel doloroso e delicato percorso degli ultimi giorni di malattia. Un luogo estremamente umano, oltre che professionale, essenziale per le famiglie, per i momenti di vicinanza, di comunità, che il personale è sempre riuscito a regalare.

Il territorio comasco non può permettersi di perdere un luogo così importante. Il fine vita è un tema delicato, che porta con sé emozioni e dolori, per la persona e per la propria famiglia. C’è bisogno di luoghi umani, in cui i valori umani, l’attenzione a ciascuna vita, il conforto alle famiglie siano sempre messi al centro. Per questo motivo, chiediamo alle istituzioni che venga fatto tutto il possibile per salvaguardare una risorsa così importante per Como e i suoi cittadini, in modo che la struttura non sia costretta ad arrivare alla chiusura.

“L’hospice San Martino di Como, come il Mantello di Mariano Comense, sono un esempio virtuoso nella nostra provincia di come alleviare le sofferenze delle persone, dei malati terminali durante l’ultimo tratto di vita – afferma Chiara Braga, capogruppo del PD alla Camera dei Deputati – Un momento estremamente delicato, di sofferenza e di paura che negli hospice viene trattato con professionalità, con cure palliative e assistenza adeguate, ma anche con delicatezza e compassione. Chi muore ha diritto ad avere dignità e rispetto. Per questo la notizia della possibile chiusura dell’hospice del San Martino mi rattrista e preoccupa molto. La speranza è che non si arrivi davvero alla chiusura di quello che sul territorio è un punto di riferimento, un servizio fondamentale per il fine vita, per dare dignità alle persone, pazienti e familiari”.

“Proprio in luce dell’importanza rivestita dall’Hospice e dal lavoro prezioso di tutti gli operatori e i volontari, che da anni fanno l’impossibile per rendere tollerabili e dignitosi gli ultimi giorni dei pazienti, Regione Lombardia deve tenere alta l’attenzione circa il futuro della struttura – dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo – Rimanere a guardare mentre un presidio dal compito così delicato e necessario non è accettabile: avrebbe un impatto incredibilmente nefasto sulla pelle dei pazienti lariani e delle loro famiglie. La politica regionale intervenga per trovare le necessarie soluzioni per scongiurare una possibile chiusura: è una questione di umanità, prima di ogni altra cosa”.

Noi saremo presenti al fianco dell’Hospice San Martino, il 29 giugno alle 16, ma non solo, pronti a dare il nostro supporto affinché la struttura possa continuare a essere un punto di riferimento per la nostra città.

Il Partito Democratico provinciale e cittadino

“Un’intera area di pregio paesaggistico e naturalistico, sacrificata sull’altare irrispettoso del turismo di consumo. Questo rappresenterebbe la realizzazione del progetto del mega resort di lusso a Torno, sulla riva orientale del nostro lago. Una colata di cemento, una costruzione di 29mila mq di alberghi, spa, ristoranti, ville e servizi, con un consumo di suolo di ben 18 volte superiore a quello esistente, che lascerà, se realizzata, pesanti cicatrici a livello paesaggistico, naturalistico, storico e culturale”. Lo dichiarano la Segretaria provinciale del Partito Democratico Carla Gaiani e il responsabile Ambiente e Sviluppo sostenibile del PD Matteo Introzzi.

“La costruzione dell’hotel di lusso in una zona, quella del Lago di Como, sempre più segnata dall’overtourism, avrebbe conseguenze importanti anche per chi in quel territorio vive. Per non parlare della necessità di avere un sistema di servizi che già oggi è insufficiente”. 

“Il futuro del nostro lago è il turismo e occorre gestirlo in maniera responsabile e sostenibile, senza andare a intaccare un paesaggio che già, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, vive un equilibrio delicato – proseguono Gaiani e Introzzi – Occorre mettere in atto, a livello locale e non solo, politiche sostenibili di governo del territorio. Solo così le bellezze del nostro territorio possono essere preservate e lasciate in eredità alle generazioni future. Come Partito Democratico, quindi, terremo monitorata l’evoluzione del progetto, nella speranza non venga realizzato”. 

“Il sindaco Malacrida lamenta il fatto che il progetto del resort su Torno non sia l’unico presente sul lago – concludono – Una giustificazione “del così fan tutti” che non ci piace e che è il contrario dell’avere una visione sostenibile e di rispetto per il territorio che tutti quanti, sindaci in primis, dovrebbero avere ben chiaro, nell’interesse della collettività”.

A seguito delle forti piogge che da giorni cadono sulla nostra città e sul territorio e della frana che ha gravemente compromesso la viabilità nella frazione di Civiglio, i residenti segnalano seri problemi di mobilità.

Veniamo a conoscenza – da commenti, chiamate e messaggi – di tempi di percorrenza di quasi mezz’ora per coprire una distanza di soli 300 metri, una situazione insostenibile che richiede un intervento immediato.È fondamentale che il Comune agisca con urgenza per riportare alla normalità l’area e ripristinare una viabilità regolare. È cruciale mobilitare tutte le risorse disponibili e coordinare gli sforzi con tutti gli enti competenti.

Non possiamo permettere che i cittadini di Civiglio subiscano disagi così pesanti per ancora molto. Invitiamo l’amministrazione comunale a intensificare gli sforzi per risolvere prontamente questa emergenza.

Inoltre, è fondamentale pianificare e implementare misure preventive per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta, e questo non è possibile senza un intenso lavoro di cura del territorio e dei boschi che circondano la nostra città.

Il segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la segreteria cittadina.

Questa mattina, nella sala dello Yacht Club di Como, si è tenuto l’incontro pubblico “Riflessioni sul nuovo Stadio Sinigaglia”, organizzato dal Partito Democratico di Como quale contributo attivo rivolto alla città in seguito alla promozione del Como 1907 in Serie A e all’intento della proprietà di intervenire sullo stadio comunale. L’iniziativa è stata preceduta da una conferenza stampa, nella quale il PD ha presentato il documento, elaborato grazie al contributo di professionisti e approvato dalla Segreteria provinciale, in cui sono contenute, in otto punti, le linee guida da proporre in termini collaborativi per intervenire sullo stadio.

“L’intento dell’incontro è discutere insieme un tema che comprende tre elementi: la pratica e la passione per lo sport, il meritato e tanto atteso ritorno del Como 1907 in Serie A e le sfide che questo comporta, l’occasione di rilancio della città di Como – ha esordito la Segretaria provinciale Carla Gaiani – Vorremmo innescare una riflessione a tutto tondo, portando anche il nostro contributo. Lo stadio, per noi, deve essere un luogo multifunzionale, un motore di rigenerazione urbana, una novità che può portare a una rinascita della vita associativa e sociale di un quartiere o di una città. In quest’epoca, sta cambiando la relazione tra settore pubblico e privato in ambito sportivo. Crediamo sia imprescindibile che accanto agli investimenti privati sullo stadio ci sia una regia pubblica, fatta di visione e di sguardo di prospettiva, che al momento manca. Per questo vogliamo provare a dare le nostre linee guida”.

E’ intervenuto, poi, il consigliere comunale Stefano Legnani: “E’ necessario fare una riflessione su ciò che vogliamo e su cosa la politica deve fare. Oggi pare in attesa. Il documento vuole essere il punto di partenza per iniziare una discussione sul tema che, purtroppo, non si è ancora aperta e, forse, siamo già in ritardo. Una discussione, però, che coinvolga chi si occupa di queste tematiche e chi vive la città di Como”.

La parola è poi passata all’esperto urbanista Giuseppe Cosenza, che è entrato nel merito dei punti proposti. “Avverto una sorta di apatia, di non coinvolgimento sul tema dello stadio, come in altri ambiti aperti – ha affermato – Abbiamo, per questo, cercato di dare delle linee guida, un contributo costruttivo a una società ha un progetto vincente, integrato nel tessuto sociale ed economico della città. Da tenere in considerazione, nel progetto del nuovo stadio che sarà sicuramente di altissimo profilo, c’è senza dubbio la salvaguardia dei valori storici, culturali e architettonici, in relazione allo skyline complessivo e a tutela del patrimonio paesaggistico. Auspichiamo, inoltre, una riqualificazione di viale Puecher mediante creazione di una promenade quale ricucitura funzionale, in grado di garantire continuità tra i giardini a lago e la passeggiata di Villa Olmo. Si può fare solo con una Ztl, nella quale possono trovare luogo anche le attività commerciali annunciate. Desideriamo uno stadio che possa vivere 7 giorni su 7, ma questo può essere reso possibile solo rispondendo alle esigenze della città. Non ultima, la questione della sosta e dell’accessibilità. Proponiamo, ad esempio, l’individuazione di parcheggi esterni all’area, collegati con bus navetta allo stadio”.

Le conclusioni sono state affidate al Segretario cittadino Daniele Valsecchi. Riprendendo i punti toccati dagli altri relatori, ovvero Margherita Mojoli, presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti PCC, Niki D’Angelo, delegato provinciale Coni, ed Edoardo Ceriani, presidente del Panathlon International Club di Como, ha riassunto la mattinata in quattro parole chiave: “La prima è ‘unicità’, del luogo, della società, ma unica è anche l’occasione che abbiamo per ripensare l’area e renderla funzionale. La seconda è ‘valore’, architettonico, dello sport, ma anche sociale, del territorio. Un valore di tutti e, proprio per questo deve esserci un ‘bilanciamento’ tra le necessità sportive, dei tifosi, dei turisti e di chi vive quotidianamente il quartiere. E quindi è necessario lavorare ‘assieme’. C’è necessità di dialogo, di evitare le polarizzazioni. Solo così costruiamo insieme. Ed è quello che abbiamo provato a fare come Partito Democratico nella giornata di oggi”.

Di seguito il documento redatto dal PD Provinciale

Stadio-G.-Sinigaglia-Como-Linee-guida-PD

“A seguito di segnalazioni pervenuteci da cittadini di Sagnino, il Partito Democratico cittadino ha effettuato, nei giorni scorsi, un sopralluogo alla ex scuola elementare di via Ferabosco 11. È un edificio che, attualmente, ospita in una delle sue ali il Centro socio-educativo della cooperativa Sociolario ma che, per la restante parte, riversa in stato di abbandono” dichiara Massimo Mancuso, segretario del circolo PD “Elide Greco”. 

“Durante il nostro sopralluogo – prosegue – abbiamo avuto modo di constatare, da una parte, il grande potenziale dello stabile, che presenta aree verdi, spazi dedicati al gioco e all’attività sportiva e numerose stanze che potrebbero essere utilizzate per scopi diversi. Dall’altra, però, è evidente la situazione di degrado del fabbricato, pericoloso sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello sanitario”.

“Avendo avuto modo di raccogliere anche la solidarietà e la stima che i residenti della zona nutrono verso la cooperativa Sociolario e le preziose attività che porta avanti, crediamo che sia doveroso, oltre che utile, provvedere a un recupero e a una riqualificazione della parte abbandonata dello stabile, magari per creare nuovi spazi a disposizione delle associazioni o dello stesso Sociolario, in una sorta di nuovo polo sociale”. 

“Per questo, chiederemo al Comune di attivarsi per porre tempestivamente rimedio alla situazione di degrado e, come fatto anche per altre zone della città, incontreremo presto i cittadini della zona per raccogliere le istanze e ragionare insieme su eventuali proposte per un recupero dell’area” conclude.

“Anche la seconda asta per la vendita dell’ex Orfanotrofio di via Tommaso Grossi è andata deserta. La notizia non ci rende di certo felici, perché vedere fabbricati inutilizzati e lasciati al degrado è sempre un dispiacere. A maggior ragione, però, ci preoccupa il fatto che, stando al piano triennale delle opere pubbliche, la maggior parte degli interventi previsti per l’anno in corso avrebbe dovuto essere finanziato grazie alla vendita di questo immobile” denunciano i consiglieri comunali del Partito Democratico Stefano Legnani e Patrizia Lissi.

“Nonostante la base d’asta sia scesa del 15%, dai 9.7 milioni iniziali a 8.247 milioni, non è stata presentata alcuna offerta. Nelle casse del Comune, pertanto, non entrerà nemmeno una parte di quei 10 milioni di euro di investimenti previsti per riqualificare l’ex Santarella e il Politeama. Tuttavia, è bene ricordare che, anche qualora questi soldi ci fossero stati, in sede di approvazione del piano triennale delle opere pubbliche il sindaco aveva dichiarato di non avere ancora, non solo un progetto, ma nemmeno un’idea di cosa realizzare e di come sfruttare i due edifici dismessi. Insomma, numeri e immobili erano stati messi nel piano un po’ a caso, denunciando (e la seconda asta andata deserta ne è una riprova) incapacità nell’elaborare progetti, nell’attrarre investimenti, nell’avere una visione ampia e a lungo termine della nostra città”.

“Complimenti ai calciatori, all’allenatore e allo staff tecnico, ai dirigenti, al presidente e a tutti i tifosi del Como per il meritato e tanto atteso ritorno in Serie A. Un traguardo storico raggiunto, motivo di prestigio per la nostra città che in vista di questo importante passaggio si trova ora ad affrontare nuove e avvincenti sfide sportive, calcistiche e non solo. Tra queste c’è naturalmente quella dello stadio Sinigaglia” dichiara la segretaria del Partito democratico comasco, Carla Gaiani.

“Ero abbonato nell’ultima stagione del Como in Serie A, tanti anni fa, e non vedo l’ora di godere di nuovo dello spettacolo della massima serie- aggiunge Daniele Valsecchi, segretario PD di Como città – sono davvero contento per il risultato ottenuto, così come sono felice che, dopo anni di alti e bassi, ci sia una società solida, con un progetto di lungo periodo e una visione internazionale. Il ritorno al vertice e la volontà di riqualificare lo stadio rappresentano un’occasione da cogliere assolutamente”.

E proprio sullo stadio i due esponenti dem comaschi annunciano “l’incontro pubblico ‘Riflessioni sul nuovo stadio Sinigaglia’ che come Partito democratico abbiamo voluto organizzare per sabato, 18 maggio, alle ore 10:30, presso lo Yacht Club di Como. Un momento di riflessione – concludono – aperto a tutti gli interessati, agli enti professionali, alle associazioni sportive, ai tifosi, alle cittadine e ai cittadini comaschi. Un contributo che il Pd vuole dare in questo momento di festa per la ritrovata serie A”

Le istituzioni