“L’ospedale di Menaggio va salvato e rilanciato. Per troppi anni è stato sottoposto a cambi di gestione e responsabilità continui. Il risultato è evidente: il territorio è stato lasciato da solo. Da parte di Regione Lombardia serve tutto un altro tipo di politica che diventa possibile solo uscendo dal palazzo e incontrando i cittadini” dichiara Pierfrancesco Majorino, candidato alla presidenza di Regione Lombardia, a margine del tour del centro lago e della Val d’Intelvi, questa mattina, giovedì 29 dicembre,
Majorino ha potuto incontrare diversi amministratori locali, esponenti delle comunità, del terzo settore e della società civile. Tra le questioni affrontate nella mattinata, quella della medicina di territorio e dei servizi socio-assistenziali di prossimità è emersa in maniera più urgente.

“Oggi ho potuto incontrare tante realtà lariane, persone che rimboccandosi le maniche combattono per la propria comunità. Ho potuto parlare con i membri del Comitato per la Difesa dell’Ospedale di Menaggio che si battono per salvaguardare l’Erba-Renaldi. L’ospedale è stato il bersaglio di una scelta scellerata di Regione Lombardia che l’ha impoverito totalmente, privando la comunità locale di un’offerta sanitaria adeguata e mettendo a rischio cittadini e territorio – commenta Majorino – L’ospedale di Menaggio va rilanciato nell’ottica di un complessivo rilancio dei servizi sociosanitari del territorio comasco e lombardo.  Questo riguarda non solo l’offerta ospedaliera ma anche i servizi di assistenza domiciliare e quelli relativi alla salute mentale. Purtroppo Regione Lombardia non ha un pensiero strategico per quelle comunità del territorio lariano che rimangono decentrate rispetto ai capoluoghi e ai grandi centri urbani. Piuttosto le ha lasciate a loro stesse. Una deriva grave in contesti come quello del lago di Como dove, tra l’altro, il flusso turistico è ormai enorme. La responsabilità è quindi doppia: non solo nei confronti di chi vive il territorio durante l’anno ma anche di chi ne fruisce nel corso della stagione turistica”.

Presenti alla visita di Majorino anche i candidati del Partito Democratico alle regionali del prossimo febbraio: Angelo Orsenigo, consigliere uscente, Maria Cristina Redaelli, consigliere comunale di Menaggio, Edoardo Pivanti, consigliere comunale di Claino con Osteno e assessore della Comunità Montana Lario Intelvese, e Gianni Imperiali, già consigliere comunale a Como.

La visita di Majorino sul lago di Como rientra in un programma più ampio di ascolto dei territori lombardi e dei loro bisogni: “La giornata di oggi è parte del nostro progetto di ascolto delle comunità: qualcosa che il centrodestra che guida Regione Lombardia ha dimenticato, chiudendosi nel palazzo. Il rapporto tra istituzioni e comunità va rifondato dalla base. Se Palazzo Lombardia avesse ascoltato, i territori lariani che ho visitato oggi non sarebbero stati abbandonati. Tutto questo deve cambiare: il 12 e il 13 febbraio abbiamo l’occasione di decidere la nuova direzione per la Lombardia” conclude Majorino.

“Liquidato l’assessore Lombardi, ci chiediamo: chi sarà il prossimo assessore o consigliere nella lista di proscrizione di Rapinese?” si chiede Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico.
“Solo qualche mese fa Rapinese dichiarava che da Lombardi sarebbe dipesa la sua rielezione. Oggi invece apprendiamo che tutte le deleghe dell’assessore Lombardi sono state revocate. Cosa è cambiato? Chiediamo siano rese pubbliche le motivazioni di tale scelta. La debolezza di Rapinese, uomo evidentemente solo al comando, è interamente contenuta in questo episodio. La ricchezza e l’efficacia di un’amministrazione sta nell’aprirsi alle altre forze democraticamente elette. Rapinese rifiuta tutto ciò, non solo in consiglio ma evidentemente nella sua stessa maggioranza. Speriamo solo che le deleghe di Lombardi, che riguardano ambiti vitali della vita cittadina, vengano riassegnate il prima possibile” conclude Legnani.

Le assemblee provinciale e regionale del Partito Democratico hanno votato e ufficializzato le liste dei candidati consiglieri in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio 2023.

I candidati consiglieri per la provincia di Como sono Angelo Orsenigo, consigliere regionale uscente, Francesca Curtale, sindaca di Senna Comasco, Valeria Benzoni, già sindaca di Lomazzo e consigliere comunale, Edoardo Pivanti, consigliere comunale di Claino con Osteno e assessore in Comunità Montana Lario Intelvese, Maria Cristina Redaelli, consigliere comunale a Menaggio, Gianni Imperiali, già consigliere comunale dell’amministrazione Lucini e coordinatore di Svolta Civica a Como.

“Queste candidature nascono da un percorso di ascolto di tutto il territorio con cui ci siamo confrontati a partire dalle prime settimane di dicembre. Sono una valorizzazione di esperienze amministrative locali, durante le quali ciascuno dei nostri candidati ha saputo mettere in luce le proprie competenze in ambiti e territori tra loro molto differenti. Ora inizia la parte più importante di questo percorso, che sarà volto all’incontro dei cittadini della provincia di Como per parlare di sanità, welfare, trasporti, giovani e dei tantissimi temi dimenticati da questa Giunta lombarda che esce sempre più divisa, dopo cinque anni di guida Fontana e quasi trenta di centrodestra” dichiarano Federico Broggi, segretario provinciale, e Andrèe Cesareo, vice-segretaria provinciale del Partito Democratico.

“I Comuni lombardi che si occupano dei minori in comunità non possono essere lasciati da soli: abbiamo presentato un progetto di legge con cui chiediamo che Regione Lombardia istituisca un fondo regionale di 10 milioni di euro da destinare alla copertura delle spese sostenute alle amministrazioni locali per l’affidamento di bambini e ragazzi” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo.

“Gli ultimi dati a disposizione, relativi al 2020, indicano 2.493 minori inseriti nelle comunità lombarde. Parliamo di minori provenienti da famiglie che non sono in grado di garantire loro una crescita serena e per questo sono allontanati dall’Autorità giudiziaria e affidati a comunità familiari o strutture assistenziali – spiega Orsenigo – Questo sistema di protezione e cura dei bambini comporta per gli Enti locali una spesa di circa 80-100 euro al giorno per ogni minore, ovvero circa 30 mila euro l’anno. Una cifra non indifferente specie per le piccole amministrazioni locali, che faticano a far quadrare i propri bilanci. Il fondo regionale, che potrà essere supplementato anche da fondi nazionali ed europei, sarà uno strumento importante per garantire un servizio di grande rilevanza sociale, senza mettere in crisi i bilanci comunali”.

Il 2022 è un anno nero per i ghiacciai alpini, sempre più fragili, vulnerabili e instabili per effetto della crisi climatica e del riscaldamento globale. Ghiacciai che ingrigiscono mentre perdono di superficie e spessore, si disgregano in corpi più piccoli confinati ad alta quota, dove aumentano fenomeni di instabilità quali frane, colate detritiche, valanghe di roccia e di ghiaccio. Un’’emorragia glaciale’ vissuta dall’intero arco alpino italiano per effetto di una crisi climatica che prosegue a ritmo irrefrenabile, evidenziata oggi dal report finale della Carovana dei Ghiacciai 2022 nella conferenza ‘Monitorare la scomparsa dei ghiacciai per comprendere l’urgenza dell’adattamento climatico‘ organizzata da Legambiente e dal Comitato Glaciologico Italiano (Cgi).

Parlando di ghiacciai è certamente necessario, come per altri fenomeni ambientali, dare un’acellerazione all’approvazione del piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Ma serve anche un approccio che consideri nella sua complessità tutto il tema del ciclo dell’acqua. Una visione che ricomprenda non solo la ritirata dei ghiacciai ma anche le altre importanti evidenze devastanti collegate al tema dell’acqua, come il problema della siccità che quest’estate ha pesantemente impattato i nostri corsi d’acqua e la nostra agricoltura o come la questione energetica.

La trasformazione del nostro ecosistema e i danni subiti dal nostro territorio provocati dal riscaldamento globale, avvengono ogni giorno quotidianamente, non sono fenomeni episodici che riscopriamo solo quando si fanno allarmanti o provocano tragedie tali da guadagnare la ribalta mediatica per alcuni giorni.

Esiste una discrepanza tra i tanti allarmi e le informazioni fondate che la scienza ci mette a disposizione e la traduzione in scelte politiche non sempre coerenti, che deve essere colmata. Il piano di adattamento al cambiamento climatico ha bisogno sicuramente di essere approvato ma anche attuato attraverso politiche di investimento e indirizzo delle risorse conseguenti e coerenti. Lo sforzo ulteriore da compiere è quello di intervenire non sulla base di una lettura a compartimenti stagni dei diversi fenomeni climatici in atto ma avendo uno sguardo sistemico che tenga insieme i diversi aspetti e i vari settori di impatto dei cambiamenti climatici.

“La commissione consiliare chiesta dalle minoranze sulle chiusure scolastiche non ha fatto la minima chiarezza su quali e quante scuole comasche chiuderanno. Purtroppo le dichiarazioni  indefinite e generiche che la giunta ha dato nelle scorse settimane hanno provocato panico e le informazioni altrettanto poco definite date ieri non dissipano la preoccupazione. L’unica cosa chiara è che la giunta vuole ridurre i plessi” dichiarano Patrizia Lissi, capogruppo PD a Palazzo Cernezzi, e Gabriele Guarisco, consigliere Dem, commentando l’esito della commissione consiliare dedicata al piano di razionalizzazione scolastica prevista dall’amministrazione Rapinese.

“Limitarsi a chiudere avrà un impatto sulla vita delle nostre comunità e dei nostri quartieri, dove ogni istituto svolge un fondamentale ruolo sociale. Il timore è che si creino studenti di serie A, che continueranno a frequentare il proprio istituto, e di serie B, che dovranno spostarsi altrove. Accorpare i plessi di uno stesso quartiere, senza privare quindi un’area della scuola, sarebbe la razionalizzazione vera, qualora i dati indicassero questa possibilità –  commentano Lissi e Guarisco – “Lasciateci lavorare” dice l’assessore Roperto. Noi diciamo che occorre lavorare insieme con famiglie, operatori delle scuole e cittadini. Per questo continueremo a chiedere assemblee sul tema che coinvolgano tutto il territorio. Vogliamo sapere in che modo il Comune ha intenzione di affrontare il nodo trasporti che inevitabilmente si creerà con centinaia di famiglie e studenti costretti a un tragitto casa-scuola più lungo. Vogliamo che sia affrontata anche la questione occupazionale: che cosa succederà al personale dei plessi chiusi? E sempre sul tema scuola, deve essere fatta chiarezza sul punto unico di cottura e sul futuro dei lavoratori attualmente impiegati nella struttura. Non ultimo, vogliamo conoscere il piano del Comune per il nido di Albate, destinato a una chiusura prolungata calata dall’alto senza dialogo con le famiglie, e per lo spostamento della materna di Via Acquanera. La scuola è una cosa seria e noi non ci fermiamo”.

Chiediamo di agire per rafforzare la prevenzione del dissesto idrogeologico evitando di indirizzare le risorse in investimenti inutili o dannosi e di disperderli in mille rivoli. Diamo subito un primo segnale unitario in questa Legge di bilancio. Lo chiediamo al Governo, alla maggioranza e a tutte le forze politiche. Destiniamo le risorse disponibili per finanziare e sostenere azioni contro il dissesto idrogeologico.

Da parte del Partito Democratico vigileremo perché non siano più promossi sotto nessuna forma o dicitura condoni edilizi in questo Paese. Nell’intervento del Governo in Aula sono state destinate pochissime parole a questo tema. Lo capisco. L’attuale maggioranza è quella che qualche mese fa, anche durante l’ultima campagna elettorale, tappezzava molti dei territori della provincia di Napoli, alcuni oggi colpiti in maniera drammatica da frane e nubifragi, di manifesti elettorali che promettevano il condono subito. Capisco quindi l’imbarazzo del governo e delle forze politiche che allora, nel 2018 applicarono di fatto a Ischia il condono più permissivo di sempre, con il blocco totale di tutti gi abbattimenti abusivi, anche dove sussisteva un alto rischio idrogeologico. Una scelta contrastata da alcuni e purtroppo sostenuta da altri, compresa FdI. Il condono del 2018 fu l’ultima pagina di una storia buia del nostro Paese che vide altri condoni: tutti portano la firma di una precisa parte politica, quella che oggi ha la responsabilità di governare.Nel 2013 fu il Governo del PD con il ministro Orlando a istituire il fondo per gli abbattimenti degli edifici abusivi. Questi i fatti.

E ancor di più capisco l’imbarazzo del governo e il tentativo di essere vaghi sul tema dei condoni dopo le parole che tutti abbiamo sentito pronunciare nei giorni scorsi dal ministro Musumeci, quando ha parlato di un “abusivismo leggero”, di un “abusivismo di necessità” come se esistesse un abusivismo che fa meno danni al territorio e alle persone. Esistono già norme che consentono di sanare abusivismi minori. Quello che non può essere accettato è l’ambiguità che ancora oggi abbiamo sentito dal ministro Musumeci che è il ministro della Protezione civile e non un semplice osservatore della Protezione civile. Che sia proprio chi ha la delega alla Protezione civile a far passare concetti del genere è un fatto molto grave.

Come Partito Democratico sosterremo tutte le iniziative che questo Governo vorrà mettere in campo per aumentare le risorse destinate alla prevenzione del rischio idrogeologico, migliorare l’operatività degli enti locali, delle autorità di distretto, per realizzare gli interventi più urgenti.

E avanziamo anche delle proposte. Sosteniamo da subito una norma che consenta di sbloccare le procedure ancora troppo lunghe come quelle degli espropri, quelle degli interventi di valutazione ambientale anche per le opere di messa in sicurezza del territori, rendiamo queste le opere di preminente interesse nazionale. Inoltre, adottiamo finalmente una legge contro il consumo di suolo che possa fermare le pratiche che aumentano la fragilità del nostro Paese.

Su questi punti noi del PD saremo pronti a dare il nostro contributo e a lavorare insieme. Ma contrasteremo con tutta la femrezza e nettezza l’ambiguità che purtroppo anche oggi abbiamo ascoltato da questo governo e che tradisce di fatto il nostro territorio.

Qui il testo integrale e più sotto il video dell’intervento alla Camera durante l’informativa urgente del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, sui tragici eventi alluvionali e franosi occorsi ad Ischia e alla messa in sicurezza del territorio.

In Lombardia, dopo 28 anni, possiamo cambiare. Dobbiamo cambiare. Per questo lanciamo la nostra sfida, a testa alta.

Ci vediamo sabato 3 dicembre alle ore 11 al teatro Elfo Puccini di Milano.

Care amiche e cari amici,

il cammino verso le regionali 2023 in Lombardia è iniziato.

Oggi l’Assemblea regionale ha ratificato ufficialmente la figura di 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗠𝗮𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮.
Presto sarà tempo di entrare nel pieno della campagna elettorale in cui si deciderà il futuro della Lombardia.

Ma prima di iniziare a correre, troviamo la nostra direzione.

Il primo fondamentale passaggio sarà infatti la costruzione di un programma, di una visione per il futuro della Lombardia.

Gli ultimi cinque anni di lavoro del nostro consigliere regionale, Angelo Orsenigo, e di tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico, hanno messo in luce una serie di sfide politiche che chiedono una soluzione urgente.

𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝗺𝗼 𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 “𝗖𝗼𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗠𝗮𝗷𝗼𝗿𝗶𝗻𝗼”: 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮 (𝟮𝟭-𝟮𝟳 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲) 𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.

Ci sono tante altre aree della vita quotidiana dei lombardi e dei comaschi che richiedono attenzione. E per costruire un programma che dia risposte ai cittadini serve il vostro aiuto, l’aiuto degli iscritti e dei circoli.

Ogni circolo dovrà poi trasmettere le indicazioni raccolte a segreteria@partitodemocratico.co.it e sarà stesa una sintesi da inviate ai nostri rappresentanti regionali perché vadano a costruire la piattaforma politica con cui sfidare le forze di centrodestra che da quasi 30 anni siedono a Palazzo Lombardia.

Spero quindi di poter contare sulla vostra partecipazione per costruire una “mappa” che indichi comaschi e i lombardi che quello progressista è l’unico percorso valido.

Basta con la mediocrità della Lega, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di Attilio Fontana.
Diciamo no alla destra che si ricicla come centro e candida Letizia Moratti.

Per cambiare la Lombardia dobbiamo cambiare chi la governa.

In attesa di rivedervi presto, vi saluto con affetto.

Federico Broggi
Segretario Provinciale del Partito Democratico di Como

Le istituzioni