“Nel Consiglio comunale di ieri sera si è discussa la mozione sullo stadio Giuseppe Sinigaglia, frutto del lavoro di gruppo presentato allo Yacht club lo scorso maggio, dopo la promozione in Serie A del Como 1907. Un elenco di obiettivi, che vanno dalla salvaguardia dei valori storici, culturali e architettonici dell’area, alla realizzazione di una ‘promenade’ in via Puecher, passando per la definizione di un impianto polivalente, la riorganizzazione della viabilità e dei parcheggi, la definizione di un piano sicurezza e di accessibilità. Una serie di spunti volti ad aprire un dibattito su un tema chiave per la nostra città che, tuttavia, è stata respinta dall’Amministrazione” denuncia il Consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Legnani, che si è occupato di illustrare la mozione durante la seduta.

“A fare specie non è tanto il rifiuto di accoglierla, quanto il vergognoso silenzio che lo ha accompagnato. Dopo il mio intervento e quelli della minoranza, nessun consigliere di maggioranza è intervenuto nel dibattito. Persino il sindaco, che ci ha abituato a lunghe motivazioni su temi molto meno rilevanti di questo, si è limitato, quando si è trattato di esprimere il parere della Giunta, a un misero ‘contrario’, senza aggiungere una sola parola. Un silenzio inaccettabile su una questione che riguarda una delle aree maggiormente significative della città e una delle opere più importanti da realizzare”.

“Probabilmente, dietro a questo silenzio, si nascondeva dell’imbarazzo per la validità delle nostre proposte – conclude – o forse, semplicemente, quell’atteggiamento attendista che, ormai da due anni caratterizza il sindaco, fermo ad aspettare il progetto della società. Riteniamo, tuttavia, che il Comune abbia il dovere di dare degli obiettivi e delle linee guida su un’opera che riguarda un’area sensibile come quella dello stadio. E ieri sera, purtroppo, si è persa un’altra occasione”.

Un’altra volta contro le famiglie. Ormai non fa quasi più notizia, in quanto è diventata la triste normalità, ma la rabbia che deriva dalle decisioni del sindaco continua a essere la stessa. Dopo l’aumento già avvenuto lo scorso anno, l’ultima è quella di alzare nuovamente le tariffe della mensa scolastica dall’anno 2025-2026, con aumenti che vanno dal 20% al 30% a seconda delle fasce di reddito. Pochi euro al giorno, ma che spalmati su un intero anno scolastico diventano un consistente aumento per le famiglie comasche.

L’opera distruttiva non si placa, la linea dell’attuale Amministrazione non si smentisce mai. La giunta pare essere composta da una calcolatrice e un computer, che senza alcun senso critico e alcuna sensibilità umana analizzano dati ed emanano provvedimenti finalizzati al profitto. E così, tra una privatizzazione e un’esternalizzazione, una chiusura e un aumento, a pagare, e in questo caso nel vero senso del termine, sono sempre i cittadini, spesso quelli maggiormente in difficoltà. Questa è la Como che vuole chi ci amministra: non accogliente, per pochi, non a misura di famiglia ma, anzi, contro le famiglie. Una Como che non ci piace.

Al di là del generale aumento, non si capisce, infine, come l’inserimento di una tariffa per la fascia di reddito più bassa possa “rendere più responsabili le famiglie, evitando che prenotino il pasto per poi non presentarsi”. I pasti non vengono prenotati in anticipo. Può succedere, al massimo, che un bambino si presenti all’ingresso e poi non stia bene la mattina, andando a casa prima del pranzo. E alla luce di questo, il provvedimento appare ancora più insensato.

Il Partito Democratico di Como

“Abbiamo appreso la decisione del sindaco di sfrattare i produttori del mercato coperto entro la fine di luglio. La motivazione è da individuare nei necessari lavori di ristrutturazione della struttura. E ben vengano, assolutamente. Ben venga un po’ meno, invece, un altro avviso di chiusura, un altro avviso di sfratto, arrivato all’improvviso, senza dialogo e senza una soluzione alternativa temporanea, andando a penalizzare piccole aziende e professionisti che, con impegno e fatica, si guadagnano da vivere offrendo, al contempo, prodotti di qualità alla cittadinanza. Inoltre, il Comune non ha ancora pubblicato il nuovo bando di assegnazione, lasciando i produttori in uno stato di grande incertezza” dichiara la capogruppo del PD in Consiglio comunale Patrizia Lissi.

“Con una preliminare – prosegue – ho chiesto al sindaco se non fosse possibile trovare un luogo alternativo per evitare l’interruzione di un servizio importante per i cittadini e la grave perdita finanziaria per i produttori, a cui vanno tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza, così come ho chiesto informazioni sulla data di inizio e di fine dei lavori e sui bandi. La risposta, come sempre, non è stata esaustiva, ma il classico attacco alle Amministrazioni precedenti. Ancora una volta, dunque, Rapinese ha cercato di nascondere le proprie mancanze amministrative ed umane dietro al passato. L’artefice delle imminenti difficoltà dei produttori, però, è solamente lui. Sulla chiusura e il conseguente sfratto, ho provveduto a scrivere un’interrogazione. Siamo pronti a incontrare gli esercenti per raccogliere le loro istanze e lavorare insieme alla ricerca di un’alternativa”

Come è bello essere cittadini di Como. Viviamo in una città in cui invece di essere solo beneficiari di servizi, siamo veramente protagonisti, sotto ogni aspetto. E infatti, proprio in questi giorni, sono stati i cittadini di Como a essere additati come i responsabili di diversi problemi della città.

E quale onore ricevere così tanta importanza dal sindaco, che fino a qualche giorno fa, dei cittadini, sembrava non curarsene proprio, tra decisioni prese nell’ombra di Palazzo Cernezzi e mancati confronti. Di fronte al discorso serio del comandante della Polizia Locale Vincenzo Aiello, che ringraziamo per l’impegno quotidiano, sui numeri delle infrazioni in città e sulle difficoltà nel mantenere l’ordine, il primo cittadino ha pensato bene di insultare gratuitamente i comaschi, dando loro degli incivili e scaricando su di loro la colpa delle sue promesse non mantenute. Non era forse lo stesso Rapinese che, in campagna elettorale, affermava che avrebbe risolto il problema della sicurezza in un batter d’occhio? Maledetti cittadini che glielo hanno impedito…

E che dire della bellezza della teorica destra moderata, che subito si è abbassata allo stesso livello? Menomale che è arrivato Sergio Gaddi a confermare che il problema sono gli elettori, perché le affermazioni del sindaco, ancora, non ci bastavano. Di nuovo, che bello essere cittadini di Como. E quanto vorremmo, davvero, che bastasse la volontà dei cittadini per avere una città sicura in tutti i quartieri, senza pericoli e degrado, con servizi sempre più efficienti. Al momento, però, non ci resta che sperare che il sindaco cessi di fare lo sceriffo pronto a dare la colpa alla piccola parte di cittadinanza che non rispetta le regole e inizi a operare per il bene di Como e di chi la abita.

Il Partito Democratico di Como

“Nella giornata di oggi, con un corteo partito dall’asilo di via Passeri e terminato di fronte a Palazzo Cernezzi, gli asili nido comunali di Como hanno scioperato contro l’Amministrazione e la sua gestione delle strutture del territorio. Il Partito Democratico cittadino desidera esprimere il proprio sostegno nella lotta contro la chiusura e la privatizzazione degli asili nido territoriali, da sempre un fiore all’occhiello della nostra città e una preziosa risorsa, in quanto strumento pedagogico, nella crescita dei nostri bambini” dichiarano il Segretario cittadino del PD Daniele Valsecchi e la capogruppo dem in Consiglio comunale Patrizia Lissi. 

“Siamo molto vicini alle famiglie, così come ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici che, insieme a Cgil, Cisl e Uil sono scesi in strada per protestare contro una gestione del territorio fredda e calcolatrice ad opera del sindaco e della sua giunta, che trattano le persone come freddi numeri, senza preoccuparsi degli aspetti umani e delle conseguenze delle proprie azioni. Compito di chi amministra sarebbe quello di valorizzare il patrimonio della propria città e di cui gli asili nido fanno parte da decenni, non quello di esternalizzare ogni servizio. Ancora più grave, se possibile, è la mancanza di ascolto e di dialogo da parte del sindaco e della vicesindaco, da mesi arroccati nel palazzo, incapaci di avere un confronto con i cittadini riguardo alle proprie scelte”.

“Ci uniamo, pertanto, ai manifestanti nella loro causa, a salvaguardia di un servizio pubblico che, da sempre, a Como, è sinonimo di efficienza e di qualità” concludono.

Le dichiarazioni del sindaco riguardo all’inserimento di via Rubini nella Zona a traffico limitato ci lasciano allibiti. Pur essendo, certamente, d’accordo sull’ampliamento della Ztl anche a quella strada, come giustamente richiesto dai residenti, non possiamo non pensare alle passate battaglie di Rapinese in Consiglio comunale.

Oggi, senza alcuna vergogna e senso del ridicolo, attacca Lucini e la sua Amministrazione, definendo un errore la mancata installazione di un varco all’inizio di via Rubini. Ci tocca ricordargli, però, che se fosse stato per lui, una Ztl come la conosciamo oggi, a Como, non esisterebbe nemmeno. Ce le ricordiamo bene le sue manifestazioni a Palazzo Cernezzi, munito di lumini funebri e fischietti, pronto a invocare le dimissioni di Lucini, che per primo ha avuto il coraggio di intraprendere una nuova strada per rivoluzionare il traffico in città. 

Ci fa piacere che, 10 anni dopo, Rapinese abbia cambiato idea e pensi ad allargare la Ztl. Ma abbia almeno la decenza di ammettere i propri errori e non criticare chi, invece, ha iniziato a battere la via del cambiamento. Un cambiamento, per altro, molto apprezzato da tutti. Chi, infatti, vorrebbe rivedere macchine e posteggi ai portici Plinio, in via Garibaldi e in piazza Volta?

Il PD di Como

La notizia della chiusura dell’Hospice San Martino ci rattrista immensamente. Fin dai primi anni 2000, la struttura è stata un luogo di accoglienza, di amore, di ascolto e di accompagnamento, prima ancora che di cura, nel doloroso e delicato percorso degli ultimi giorni di malattia. Un luogo estremamente umano, oltre che professionale, essenziale per le famiglie, per i momenti di vicinanza, di comunità, che il personale è sempre riuscito a regalare.

Il territorio comasco non può permettersi di perdere un luogo così importante. Il fine vita è un tema delicato, che porta con sé emozioni e dolori, per la persona e per la propria famiglia. C’è bisogno di luoghi umani, in cui i valori umani, l’attenzione a ciascuna vita, il conforto alle famiglie siano sempre messi al centro. Per questo motivo, chiediamo alle istituzioni che venga fatto tutto il possibile per salvaguardare una risorsa così importante per Como e i suoi cittadini, in modo che la struttura non sia costretta ad arrivare alla chiusura.

“L’hospice San Martino di Como, come il Mantello di Mariano Comense, sono un esempio virtuoso nella nostra provincia di come alleviare le sofferenze delle persone, dei malati terminali durante l’ultimo tratto di vita – afferma Chiara Braga, capogruppo del PD alla Camera dei Deputati – Un momento estremamente delicato, di sofferenza e di paura che negli hospice viene trattato con professionalità, con cure palliative e assistenza adeguate, ma anche con delicatezza e compassione. Chi muore ha diritto ad avere dignità e rispetto. Per questo la notizia della possibile chiusura dell’hospice del San Martino mi rattrista e preoccupa molto. La speranza è che non si arrivi davvero alla chiusura di quello che sul territorio è un punto di riferimento, un servizio fondamentale per il fine vita, per dare dignità alle persone, pazienti e familiari”.

“Proprio in luce dell’importanza rivestita dall’Hospice e dal lavoro prezioso di tutti gli operatori e i volontari, che da anni fanno l’impossibile per rendere tollerabili e dignitosi gli ultimi giorni dei pazienti, Regione Lombardia deve tenere alta l’attenzione circa il futuro della struttura – dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo – Rimanere a guardare mentre un presidio dal compito così delicato e necessario non è accettabile: avrebbe un impatto incredibilmente nefasto sulla pelle dei pazienti lariani e delle loro famiglie. La politica regionale intervenga per trovare le necessarie soluzioni per scongiurare una possibile chiusura: è una questione di umanità, prima di ogni altra cosa”.

Noi saremo presenti al fianco dell’Hospice San Martino, il 29 giugno alle 16, ma non solo, pronti a dare il nostro supporto affinché la struttura possa continuare a essere un punto di riferimento per la nostra città.

Il Partito Democratico provinciale e cittadino

“Un’intera area di pregio paesaggistico e naturalistico, sacrificata sull’altare irrispettoso del turismo di consumo. Questo rappresenterebbe la realizzazione del progetto del mega resort di lusso a Torno, sulla riva orientale del nostro lago. Una colata di cemento, una costruzione di 29mila mq di alberghi, spa, ristoranti, ville e servizi, con un consumo di suolo di ben 18 volte superiore a quello esistente, che lascerà, se realizzata, pesanti cicatrici a livello paesaggistico, naturalistico, storico e culturale”. Lo dichiarano la Segretaria provinciale del Partito Democratico Carla Gaiani e il responsabile Ambiente e Sviluppo sostenibile del PD Matteo Introzzi.

“La costruzione dell’hotel di lusso in una zona, quella del Lago di Como, sempre più segnata dall’overtourism, avrebbe conseguenze importanti anche per chi in quel territorio vive. Per non parlare della necessità di avere un sistema di servizi che già oggi è insufficiente”. 

“Il futuro del nostro lago è il turismo e occorre gestirlo in maniera responsabile e sostenibile, senza andare a intaccare un paesaggio che già, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, vive un equilibrio delicato – proseguono Gaiani e Introzzi – Occorre mettere in atto, a livello locale e non solo, politiche sostenibili di governo del territorio. Solo così le bellezze del nostro territorio possono essere preservate e lasciate in eredità alle generazioni future. Come Partito Democratico, quindi, terremo monitorata l’evoluzione del progetto, nella speranza non venga realizzato”. 

“Il sindaco Malacrida lamenta il fatto che il progetto del resort su Torno non sia l’unico presente sul lago – concludono – Una giustificazione “del così fan tutti” che non ci piace e che è il contrario dell’avere una visione sostenibile e di rispetto per il territorio che tutti quanti, sindaci in primis, dovrebbero avere ben chiaro, nell’interesse della collettività”.

Questa mattina, nella sala dello Yacht Club di Como, si è tenuto l’incontro pubblico “Riflessioni sul nuovo Stadio Sinigaglia”, organizzato dal Partito Democratico di Como quale contributo attivo rivolto alla città in seguito alla promozione del Como 1907 in Serie A e all’intento della proprietà di intervenire sullo stadio comunale. L’iniziativa è stata preceduta da una conferenza stampa, nella quale il PD ha presentato il documento, elaborato grazie al contributo di professionisti e approvato dalla Segreteria provinciale, in cui sono contenute, in otto punti, le linee guida da proporre in termini collaborativi per intervenire sullo stadio.

“L’intento dell’incontro è discutere insieme un tema che comprende tre elementi: la pratica e la passione per lo sport, il meritato e tanto atteso ritorno del Como 1907 in Serie A e le sfide che questo comporta, l’occasione di rilancio della città di Como – ha esordito la Segretaria provinciale Carla Gaiani – Vorremmo innescare una riflessione a tutto tondo, portando anche il nostro contributo. Lo stadio, per noi, deve essere un luogo multifunzionale, un motore di rigenerazione urbana, una novità che può portare a una rinascita della vita associativa e sociale di un quartiere o di una città. In quest’epoca, sta cambiando la relazione tra settore pubblico e privato in ambito sportivo. Crediamo sia imprescindibile che accanto agli investimenti privati sullo stadio ci sia una regia pubblica, fatta di visione e di sguardo di prospettiva, che al momento manca. Per questo vogliamo provare a dare le nostre linee guida”.

E’ intervenuto, poi, il consigliere comunale Stefano Legnani: “E’ necessario fare una riflessione su ciò che vogliamo e su cosa la politica deve fare. Oggi pare in attesa. Il documento vuole essere il punto di partenza per iniziare una discussione sul tema che, purtroppo, non si è ancora aperta e, forse, siamo già in ritardo. Una discussione, però, che coinvolga chi si occupa di queste tematiche e chi vive la città di Como”.

La parola è poi passata all’esperto urbanista Giuseppe Cosenza, che è entrato nel merito dei punti proposti. “Avverto una sorta di apatia, di non coinvolgimento sul tema dello stadio, come in altri ambiti aperti – ha affermato – Abbiamo, per questo, cercato di dare delle linee guida, un contributo costruttivo a una società ha un progetto vincente, integrato nel tessuto sociale ed economico della città. Da tenere in considerazione, nel progetto del nuovo stadio che sarà sicuramente di altissimo profilo, c’è senza dubbio la salvaguardia dei valori storici, culturali e architettonici, in relazione allo skyline complessivo e a tutela del patrimonio paesaggistico. Auspichiamo, inoltre, una riqualificazione di viale Puecher mediante creazione di una promenade quale ricucitura funzionale, in grado di garantire continuità tra i giardini a lago e la passeggiata di Villa Olmo. Si può fare solo con una Ztl, nella quale possono trovare luogo anche le attività commerciali annunciate. Desideriamo uno stadio che possa vivere 7 giorni su 7, ma questo può essere reso possibile solo rispondendo alle esigenze della città. Non ultima, la questione della sosta e dell’accessibilità. Proponiamo, ad esempio, l’individuazione di parcheggi esterni all’area, collegati con bus navetta allo stadio”.

Le conclusioni sono state affidate al Segretario cittadino Daniele Valsecchi. Riprendendo i punti toccati dagli altri relatori, ovvero Margherita Mojoli, presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti PCC, Niki D’Angelo, delegato provinciale Coni, ed Edoardo Ceriani, presidente del Panathlon International Club di Como, ha riassunto la mattinata in quattro parole chiave: “La prima è ‘unicità’, del luogo, della società, ma unica è anche l’occasione che abbiamo per ripensare l’area e renderla funzionale. La seconda è ‘valore’, architettonico, dello sport, ma anche sociale, del territorio. Un valore di tutti e, proprio per questo deve esserci un ‘bilanciamento’ tra le necessità sportive, dei tifosi, dei turisti e di chi vive quotidianamente il quartiere. E quindi è necessario lavorare ‘assieme’. C’è necessità di dialogo, di evitare le polarizzazioni. Solo così costruiamo insieme. Ed è quello che abbiamo provato a fare come Partito Democratico nella giornata di oggi”.

Di seguito il documento redatto dal PD Provinciale

Stadio-G.-Sinigaglia-Como-Linee-guida-PD
Le istituzioni