“Leggiamo con sorpresa le dichiarazioni del consigliere comunale Cantaluppi e dell’onorevole Fiocchi sulla situazione dei cinghiali sul territorio del Comune di Como. Sembra quasi che Fratelli d’Italia non abbia mai fatto parte della maggioranza a Palazzo Cernezzi né tantomeno della giunta che siede a Palazzo Lombardia. Eppure il problema enorme posto dall’aumento della popolazione di ungulati sul territorio cittadino e provinciale rimane e i danni sono ingenti. Sarà perché il centrodestra non ha mai agito seriamente per risolvere il problema?” si chiedono Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Matteo Introzzi, segretario del Circolo Pd “Como Convalle”.

“Oltre che lamentarsi di una inefficacia dovuta ad istituzioni governate anche da FdI, il consigliere Cantaluppi e l’onorevole Fiocchi dovrebbero anche sapere che la caccia non può essere la sola ed unica risposta al fenomeno, ma deve rientrare in un approccio più completo, a 360 gradi. Come evidenziato anche in rapporti di ISPRA, i branchi di cinghiali cacciati si disgregano e si spingono in zone più sicure come le aree antropizzate e i centri urbani, inoltre si alterano i meccanismi di autoregolamentazione delle nascite aumentando la proliferazione e alimentando così il circolo vizioso. L’abbattimento dei capi deve essere quindi da considerarsi all’interno di un processo di regolamentazione che Regione Lombardia non ha mai messo veramente in atto – spiegano Orsenigo e Introzzi – Come al solito la destra si presenta in occasione delle elezioni con soluzioni estemporanee e non efficaci a problemi da lei stessa alimentati, sperando che i cittadini dimentichino l’inefficienza delle medesime forze che ora si pongono come dei risolutori” .

“Il Pnrr è un’occasione irripetibile per Como e la Lombardia ma rischiamo che la messa a terra dei progetti con i fondi governativi avvenga in maniera disomogenea a causa della mancanza di una cabina di regia regionale. Serve che Regione Lombardia faccia la propria parte per indirizzare lo sforzo che ci viene richiesto e per migliorare la vita dei cittadini” dichiarano Paola de Micheli, deputata del Partito Democratico e responsabile nazionale PD per l’attuazione del Pnrr, e Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, relatori dell’incontro pubblico “Missione Possibile – le opportunità del Pnrr per la provincia di Como, tenutosi oggi, lunedì 28 marzo 2022, presso Villa Gallia.

“Lo stato del trasporto ferroviario Lombardo è una prova del fatto che se l’intenzione non è chiara, gli investimenti non vanno a favore dei cittadini. La Regione ha purtroppo impiegato 10 anni per programmare gli investimenti sul trasporto su rotaia, che poi abbiamo finanziato. E comunque  siamo riusciti a ottenere il finanziamento dell’elettrificazione della Como-Lecco proprio con le risorse del Pnrr. Purtroppo chi guidava e guida la regione, dal 2009 al 2019, ha parlato solo di strade mentre tante altre amministrazioni hanno modernizzato il proprio trasporto ferroviario – continuano i Dem, che hanno dialogato con gli esponenti del mondo produttivo lariano, delle associazioni di categoria comasche, le parti sociali e, non ultimi, con i sindaci comaschi – Ora, con l’avvento del Pnrr, è chiaro che le regioni che si assumono il ruolo da “regista” stanno ottenendo i risultati migliori. Regione Lombardia deve avere un luogo di condivisione delle idee con gli enti locali e le imprese per poi passare a una realizzazione efficace. Non è una richiesta volta alla polemica, alla ricerca di consenso, quanto alla necessità di lavorare per il bene delle cittadine e dei cittadini, delle generazioni future. Dietro al Pnrr, d’altronde, c’è un idea di società e non un semplice utilizzo di risorse. Un risultato ottenuto dal Partito Democratico, una lotta per l’uguaglianza di opportunità tra cittadini, per la transizione ecologica vera e sostenibile, come vera e sostenibile deve essere la transizione digitale i cui costi non possono essere scaricati sui lavoratori e sulle piccole imprese.’’


Sulla necessità di collaborazione tra realtà amministrative del territorio è intervenuta anche Andrèe Cesareo, vice-segretaria provinciale del Partito Democratico della Provincia di Como, che in apertura dei lavori ha ricordato: “Solo sugli effetti a lungo termine del Pnrr saremo in grado di giudicare il successo o il fallimento del piano. I territorio sono ora al centro e ci sono grandissime opportunità per Como, a patto che sindaci e amministratori locali si facciano trovare pronti a fare rete e che ci sia una reale semplificazione delle procedure per gli enti locali, il rafforzamento dei comuni in termini di personale e soprattutto in termini di formazione dei propri funzionari”.

Milano, 28 marzo 2022

Il Gruppo regionale del Pd ha depositato, questa mattina, durante la seduta di consiglio regionale, una mozione urgente per chiedere alla Giunta di intervenire immediatamente a contrasto della paralisi dei lavori pubblici. “L’aumento continuo dei prezzi delle materie prime, dei carburanti e dell’energia sta compromettendo la possibilità per le imprese edili di tenere fede ai tempi e ai costi relativi ai lavori pubblici in corso. Per questo è necessario che Regione Lombardia intervenga urgentemente per evitare che i cantieri si fermino mettendo a rischio la ripresa economica e la possibilità di garantire viabilità e servizi adeguati ai cittadini”, commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, promotore della mozione che intende rispondere allo stato di allarme del settore edile, su cui Ance Lombardia ha posto l’attenzione nei giorni scorsi. “La situazione per il comparto dell’edilizia è sempre più difficile. La nostra mozione impegna il presidente Fontana e l’assessore competente ad attivarsi urgentemente, anche presso il Governo e le stazioni appaltanti perché si possa procedere a una revisione degli appalti secondo un modello capace di adattare costantemente gli importi alla situazione contrattuale di mercato. La nostra mozione chiede anche un adeguamento immediato del prezzario regionale degli appalti, da riconoscere anche all’interno degli appalti già assegnati limitatamente ai costi ancora da sostenere per ultimare i lavori; effettuare una ricognizione delle opere regionali in fase di progettazione, al fine di valutare se le risorse regionali stanziate siano sufficienti o se sia necessario riprogrammare gli interventi meno urgenti; sostenere con fondi regionali ad hoc e ammortizzatori sociali le imprese e i lavoratori del comparto; realizzare politiche regionali per il settore delle costruzioni volte a sostenere le esigenze di liquidità delle imprese a seguito degli adeguamenti dei prezzi e ad agevolare investimenti che rendano più sostenibili, più economici e meno energivori i processi produttivi”. 

Milano, 22 marzo 2022

“Dopo i tre bandi falliti del Comune di Como e alla vigilia di un quarto, è ormai ovvio che il Comune di Como stia annaspando dietro la bonifica della Cella 3 della Ticosa. A questo punto serve un intervento istituzionale. Troppo facile per Regione Lombardia lavarsene le mani: intervenga con i fondi messi a disposizione della legge 9 per coprire i costi di bonifica ormai lievitati” dichiarano Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd comasco.
“Per ora dalla Regione abbiamo sentito dire che non è possibile utilizzare una parte dei 500 milioni del Pnrr per la riqualificazione dei siti orfani. Quindi che si fa? Ecco la nostra proposta allora: sul totale degli investimenti previsti dalla legge 9 per la ripresa economica lombarda, destinare 2,7 milioni al completamento della bonifica supererebbe la sequela di errori evidenti nella gestione della procedura compiuti dall’amministrazione comunale e che stanno impedendo all’area dell’ex Ticosa di tornare a disposizione della collettività. Cosa stiamo aspettando? A luglio si discute il bilancio di assestamento. Finanziare la bonifica non sarebbe solo un intervento di riqualificazione urbana ma, con l’adeguato progetto di sviluppo dell’area, tutto il tessuto socio-economico comasco e lariano andrebbe a beneficiarne” concludono gli esponenti Dem.

“La riforma della sanità voluta da Fontana e Moratti va modificata in 15 punti: lo dice il Ministero della Salute. Si tratta di rilievi di sostanza e non di semplice forma come ha rivendicato l’assessore al Welfare lombardo. Il documento deve tornare in aula in modo che le pecche che avevamo evidenziato in tre settimane di discussione in consiglio vengano risolte una volta per tutte. Allora le nostre critiche furono bollate come una perdita di tempo. Oggi le osservazioni del Ministero ci danno ragione” dichiara il consigliere regionale del PD, Angelo Orsenigo, a commento dell’intervento oggi in Aula della vice presidente Moratti, chiamata dalle opposizioni di centrosinistra a riferire sui rilievi avanzati dal Governo alla legge di riforma della sanità lombarda.
“I punti vulnerabili iniziano con le case di comunità, 11 a Como, in fase di attivazione, insieme a 4 ospedali di comunità e 6 centrali operative territoriali. Il rischio che strutture già esistenti siano semplicemente convertite in case della comunità, con un cambio di insegne su dei vecchi muri, è fin troppo concreto. D’altronde già con la riforma Maroni sono stati introdotti sulla carta i Presidi Ospedalieri Territoriali e i Presidi Sanitari Territoriali (Pot e PreSST) che non hanno mai visto la luce. Ora il Ministero rileva che nella riforma questi presidi sono stati sostituiti con ‘ospedali di comunità’ e ‘case di comunità’ e chiede di specificare che le strutture operino nel rispetto delle vigenti previsioni e in coerenza con quanto disposto dalla missione 6 del Pnrr. C’è poi il fatto che la riforma di Regione Lombardia presuppone che le case di comunità possano essere gestite esclusivamente dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Ma proprio il Pnrr indica che le case di comunità siano gestite da gruppi multidisciplinari di medici di base, pediatri, specialisti e infermieri di comunità, affiancati anche da assistenti sociali”. 
“Le altre criticità evidenziate dal Governo riguardano l’accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie che dovrà essere centralizzata a livello regionale e non lasciata alle singole Ats. Anche il listone da 300 candidati per le nomine dei direttori generali salta in quando non in linea con le disposizioni statali. Insomma, Fontana e Moratti vengono “rimandati a settembre”. Per ottenere il via libera del Governo la legge dovrà essere sottoposta nuovamente al voto del Consiglio regionale. Ci auguriamo, alla luce di quanto emerge dalla corrispondenza tra Governo e Regione, che almeno in quella occasione la Giunta non ostacoli, nei tempi e nei modi, la discussione e si possano finalmente risolvere le storture che da tempo evidenziamo come Partito Democratico” conclude Orsenigo.

Approvata in consiglio regionale la mozione bipartisan che impegna la giunta regionale a favorire una rilevazione più puntuale e frequente del differenziale sui prezzi del carburante da parte dell’ambasciata italiana a Berna.

“La mozione urgente nasce da due sedute della Commissione Bilancio che ho espressamente chiesto per fare luce sulle evidenti e preoccupanti anomalie del prezzo del carburante sul territorio comasco” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, che nelle scorse settimane si è fatto promotore di due occasioni di confronto tra Regione Lombardia, Aria Spa, i rappresentanti degli esercenti proprietari delle pompe di benzina e delle compagnie petrolifere.

“Ovviamente è un bene che maggioranza e opposizione abbiano fatto fronte comune su questo tema, dopo le sedute di commissione, attivandosi almeno per chiedere un monitoraggio più frequente dei prezzi nelle fasce di confine da cui dipende lo sconto benzina. Al momento questo ammonta a soli 2 centesimi. Dobbiamo fare il possibile per rendere nuovamente vantaggiosa e attrattiva l’app sconto benzina che al momento, ricordiamo, è stata scaricata da circa 25mila utenti sulle province di Como, Sondrio e Varese a fronte di un costo 200mila euro per la sua realizzazione. Sarebbe un passo avanti per proteggere i consumatori e gli esercenti. Se però il dispositivo dello sconto benzina e il monitoraggio del differenziale Italia-Svizzera serve per fronteggiare la concorrenza elvetica, Regione Lombardia non affronta il nodo della differenza di prezzi interna alla provincia di Como. Per l’ennesima volta registriamo un picco da 1,90 euro/litro benzina o 1,77 euro/litro gasolio a Como città mentre nel canturino il prezzo crolla a 1,78/euro/litro benzina o 1,68/litro di gasolio. Un’anomalia tutta comasca, una situazione iniqua che costa caro ai cittadini e al cui riguardo mi chiedo: cosa intende fare Regione Lombardia?” conclude il consigliere.

“Con il bando “Sport Outdoor 2021” Regione Lombardia finanzierà 277 progetti di riqualificazione o realizzazione di aree attrezzate per lo sport all’aperto in tutto il territorio lombardo. Si tratta del 100% dei progetti ammessi al contributo. Ai Comuni comaschi beneficiari andrà quasi un milione di euro in totale. Evidentemente però l’amministrazione Landriscina crede così poco nel valore dello sport che la città capoluogo non è nemmeno in graduatoria e per gli sportivi comaschi non c’è nemmeno un euro. Eppure le strutture da risistemare a Como non mancano e sullo sport all’aperto ci sarebbe tanto da investire…a partire dal tanto richiesto e discusso skatepark, ad esempio, fino a stanziare risorse per il parchetto di Sagnino, quello di via Traù o il parco Negretti” dichiarano Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, e Stefano Fanetti, capogruppo Pd in Comune a Como.

“Soprattutto in un periodo come questo, mettersi in gioco per dare ai cittadini comaschi ulteriori spazi per vivere lo sport all’aperto avrebbe dovuto essere la priorità. Ma Palazzo Cernezzi, come al solito, getta la spugna ancora prima di scendere in campo e nemmeno ci prova a portare a casa il risultato. Diversamente da Menaggio, a cui andranno 150mila euro, Cucciago che potrà disporre di 144mila euro, Brunate a cui arriveranno 67mila euro, o Valbrona che avrà a disposizione 157mila euro. Quando diciamo che vogliamo ricostruire Como, che a Como serve una nuova guida in grado di cogliere le opportunità, ci riferiamo esattamente a questo tipo di situazioni. Dopo cinque anni di intollerabile immobilismo e occasioni perdute, è il momento di cambiare le cose. Il voto in primavera sarà il primo passo per ricostruire la nostra città” dichiarano i due esponenti Dem.

“In provincia di Como salta un altro punto vaccinale. È accettabile che i comaschi possano fare riferimento solo all’hub di Lariofiere che, peraltro, ha traslocato in un tendone? È questa l’idea di sanità di territorio che hanno a Palazzo Lombardia: spostarsi dall’altra parte della provincia per vaccinarsi?”chiede il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, commentando la chiusura ormai prossima del punto vaccinale di via Napoleona a Como.

“C’è da chiedersi perché la scelta sia caduta sul mantenere l’unico punto vaccinale della provincia a un estremo del territorio, vicino a Lecco, che per molti comaschi è molto difficile da raggiungere. Chiudere via Napoleona significa poi disinvestire su quel progetto fondamentale che è la Cittadella della Salute che come Partito Democratico abbiamo sostenuto con forza. Insomma, Como città rimane senza ospedale e senza hub. Forse l’unico capoluogo Lombardo ad essere in questa situazione che la dice lunga sull’idea che Regione Lombardia ha del termine “medicina di prossimità”. Se da una parte il consiglio regionale vara una riforma sanitaria che promette la ricostruzione della sanità di territorio con distretti, case e ospedali della Comunità, dall’altra si costringe il cittadino ad andare ad Erba per il vaccino. Senza contare che depotenziare gli hub significa depotenziare la campagna vaccinale: un errore che non ci possiamo permettere. Como ha un tasso di vaccinazione con terza dose attorno al 60%. Ci sono ancora persone che devono completare il proprio ciclo di immunizzazione” conclude Orsenigo.

“Ormai a Como è caos tamponi su tutta la linea. Al vecchio Sant’Anna di via Napoleona negli ultimi giorni non si poteva ottenere un appuntamento in tempi rapidi tramite il sito di prenotazione tamponi scuola. Questa mattina addirittura lo stesso risultava inattivo. Per accorciare i tempi l’unica soluzione è andare in altre strutture della provincia, a decine di chilometri da Como. Ancora una volta, il risultato inevitabile è che se vuoi un tampone subito devi rivolgerti al privato a pagamento. Altrimenti aspetti o ti metti al volante. È così che tuteliamo famiglie e studenti? Dopo due anni così difficili è questa l’organizzazione che siamo riusciti a mettere in campo? E se fare un tampone equivale ad attraversare la provincia, avere un appuntamento per la terza dose di vaccino Covid non è certo un’impresa più semplice. Se vivi a Menaggio, vieni mandato a Erba o Lecco. Se vivi nella zona di Cantù vieni mandato a Erba, se non addirittura a Lecco. Se invece hai la fortuna di essere indirizzato verso via Napoleona a quel punto bisogna attendere più di un’ora per avere la propria dose. Cambiando vaccino, la storia è la stessa: l’anti-influenzale per i bimbi tra i sei mesi e i due anni non è prenotabile al vecchio Sant’Anna. Si viene mandati ancora una volta lontano se non fuori provincia. Vista la situazione tra tamponi e vaccini, il vecchio Sant’Anna è per caso a corto di personale per gestire questi compiti fondamentali per la prevenzione Covid e non? Presenterò un’interrogazione all’assessore Moratti per sollecitare una pronta risposta di Regione Lombardia a questi disservizi intollerabili. Anche questa è una sanità di territorio che manca in un sistema che non serve i bisogni dei cittadini. Giunta e maggioranza in Consiglio Regionale possono pure acclamare la loro non-riforma sanitaria come un passo avanti. Sul territorio caos e disorganizzazione continuano” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo.

Le istituzioni