Serve subito piano nazionale per l’acqua, contro la siccità e il dissesto idrogeologico per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, promuovere la riqualificazione ambientale e una corretta gestione dell’acqua grazie anche allo strumento dei Contratti di fiume.

Le vasche di laminazione “Prati del Ceppo” nella Valle del Lura sono un esempio virtuoso di valorizzazione ambientale e di difesa idraulica, realizzato grazie alla cooperazione dei diversi livelli istituzionali e del Parco del Lura.
Ecco il messaggio della deputata del Partito Democratico, Chiara Braga, illustrato in questo video realizzato con Mario Clerici, già dirigente di Regione Lombardia e attuale membro del comitato di indirizzo dell’Osservatorio nazioanale dei contratti di fiume.

“In quest’estate caratterizzata da temperature largamente superiori alla media, preoccupa molto il rischio che al problema della siccità si sommi presto una nuova emergenza incendi. Già nelle ultime settimane si registrano, infatti, numerosi roghi su aree boschive, agricole e anche urbane, come è il caso dei numerosi incendi verificatisi nella città di Roma”.

“La legge n.353 del 2000, legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi, obbliga i Comuni a censire i terreni percorsi dal fuoco, predisponendo un apposito catasto in modo da applicare con esattezza i vincoli previsti, che vanno dal divieto di modificare la destinazione d’uso dell’area per 15 anni all’impossibilità di edificare ed esercitare la caccia o la pastorizia per un periodo di 10 anni. Si calcola purtroppo che un comune su cinque nel nostro Paese non abbia mai adottato il catasto delle aree percorse dal fuoco oppure non lo tenga aggiornato”.

“Per queste ragioni ho interrogato i Ministri Cingolani e Lamorgese per conoscere quali iniziative il Governo abbia messo in campo per prevenire e contenere il rischio di incendi già nelle prossime settimane e per verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente sull’aggiornamento da parte dei Comuni del catasto delle aree già percorse dal fuoco”. Lo annuncia depositando un’interrogazione sul problema incendi Chiara Braga, deputata del PD e Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture del Partito Democratico.

“La mia piena solidarietà va alle comunità colpite nuovamente dal maltempo sul lago di Como. Dobbiamo fare tutto il possibile affinché il Lario possa nuovamente vivere con meno ansia gli eventi atmosferici e il maltempo che ormai sistematicamente colpisce la nostra regione e i nostri territori. Per questo serve subito una cabina di regia Stato-Regione e un commissario straordinario per spendere nel miglior modo i fondi per la ricostruzione che deve poi consistere in un sano processo di prevenzione. Se ci sono ritardi che aggravano il rischio per i cittadini questi vanno combattuti” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo.

“Lo denunciano prima di tutto i sindaci: se ci troviamo in una situazione simile a quella del 2021 è perché sono troppo lunghi i tempi per mettere a terra i progetti di manutenzione e di prevenzione del dissesto idrogeologico. Il Governo e Regione Lombardia hanno stanziato i fondi necessari ma gli amministratori si trovano a combattere ogni giorno con una burocrazia che sembra non aiutare: troppo lenta per fare fronte alle emergenze, troppo farraginosa perché permetta da subito la necessaria cura del territorio. Se questo è il tema molto deve cambiare, a partire da una regia condivisa e che vede ad esempio la figura di un commissario straordinario con ampi poteri per utilizzare i fondi a disposizione nella maniera più efficace e veloce possibile. Dobbiamo ricordare che ogni ritardo alimenta la possibilità che al prossimo evento si ripetano disastri e danni già visti. E questo dobbiamo evitare più di ogni cosa” conclude Orsenigo.

Con l’approvazione in seconda lettura da parte dei due rami del Parlamento, con la maggioranza dei due terzi dei componenti, la tutela dell’ambiente entra in Costituzione.

Il progetto di legge costituzionale si compone di tre articoli.

L’ARTICOLO 1introduce un nuovo comma all’articolo 9, al fine di riconoscere nell’ambito dei Principi fondamentali enunciati nella Costituzione un principio di tutela ambientale. Pertanto, accanto alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della nazione, si attribuisce alla Repubblica anche “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni“. Viene infine inserito un principio di tutela degli animali, attraverso la previsione di una riserva di legge statale che ne disciplini le forme e i modi.

L’ARTICOLO 2 modifica l’articolo 41 della Costituzione in materia di esercizio dell’iniziativa economica. In primo luogo, interviene sul secondo comma e stabilisce che l’iniziativa economica privata non possa svolgersi in danno “alla salute e all’ambiente“, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero “la sicurezza, la libertà e la dignità umana”. La seconda modifica investe, invece, il terzo comma dell’articolo 41, riservando alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l’attività economica, pubblica e privata, a fini non solo sociali, ma anche “ambientali”.

L’ARTICOLO 3 reca una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali, come introdotto dal progetto di legge costituzionale, alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

“Dopo il maltempo che ha flagellato il lago di Como quest’estate facendo danni enormi, chiederò che Regione Lombardia predisponga un fondo regionale di pronto intervento. Questo servirà da anticipo sulle risorse erogate di norma dai ministeri competenti e dal Governo in modo da sostenere cittadini e privati nella ripresa e nella ricostruzione. Insieme ai colleghi del Partito Democratico presenteremo una mozione dedicata che impegni la Regione a muoversi in questa direzione. Fino ad ora la gran parte delle risorse per fare fronte alle calamità naturali in Lombardia è dipesa da fondi nazionali. Il contributo di Regione, seppure in aumento negli ultimi anni, è ancora insufficiente e questo deve cambiare” dichiara il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, firmatario della mozione in discussione in consiglio regionale.

“L’urgenza è chiara. Ho toccato con mano i danni fatti dal nubifragio di luglio nei paesi del Lario. Gli eventi meteorologici sempre più estremi legati al cambiamento climatico e la scarsa manutenzione del suolo per la prevenzione del dissesto idrogeologico rischiano di metterci davanti ad altre scene di devastazione. Se da una parte bisogna agire nel contrasto al surriscaldamento globale e nella cura del territorio, dall’altra dobbiamo stare al fianco di chi viene travolto da questi eventi calamitosi, dei cittadini, dei sindaci. Il fondo regionale di pronto intervento richiesto con la nostra mozione punta proprio a questo: aiuti per il nostro territorio quando le nostre comunità dovranno trovarsi a fronteggiare altre emergenze di questo tipo” conclude il consigliere regionale comasco.

l nostro Paese sta ancora gestendo l’eredità pesante del nucleare, con costi e difficoltà che non si possono banalizzare; basti pensare alla vicenda del decommissioning delle centrali e della realizzazione del Deposito nazionale.

Quella stagione si è chiusa con il referendum del 1987 e poi con quello del 2011.

La sfida climatica oggi chiede di accelerare nelle energie rinnovabili, superando ritardi e resistenze che ancora ci sono; questa è la priorità su cui concentrarsi, molto più che investire risorse su tecnologie che mostrano diversi limiti così come dimostrano anche le esperienze di altri Paesi europei.

Questa mattina con la presidente del gruppo dei Deputati PD, Debora Serracchiani e il consigliere regionale Angelo Orsenigo abbiamo incontrato i Sindaci di LaglioRoberto Pozzi, e CernobbioMatteo Monti, colpiti dall’alluvione dello scorso luglio.

La dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo nazionale è un primo fondamentale passo per avviare gli interventi di ripristino e messa in sicurezza; altre risorse si sommeranno ai 3 milioni di euro già riconosciuti dal Consiglio dei Ministri mentre il Dipartimento della Protezione Civile sta procedendo con i successivi passaggi per il necessario riconoscimento dei danni subiti. Anche Regione Lombardia deve ora fare la sua parte.

Insieme ai Sindaci abbiamo anche fatto il punto sulle necessità più urgenti da affrontare nei prossimi giorni, tra cui il nodo della gestione dei detriti trascinati a valle dagli eventi franosi.

Grazie alla presidente Serracchiani per la sua presenza e attenzione al nostro territorio che continuerà nell’impegno parlamentare.

Lasciamo ad altri le polemiche e continuiamo a lavorare per sostenere gli amministratori e le comunità del nostro Lago.

Una condotta inqualificabile che fa ancora una volta emergere la necessità di tenere più che mai alta la guardia sulla gestione del ciclo dei rifiuti, uno dei settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale. Da parte del Partito Democratico il massimo impegno per contrastare i reati ambientali; ci sono norme e strumenti efficaci, come la legge sugli ‘Ecoreati’, ma occorre continuare a lavorare per rafforzare l’azione delle agenzie di controllo ambientale, portando a compimento l’attuazione della legge istitutiva del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale. La transizione ecologica si conduce anche contrastando con nettezza chi, purtroppo, continua a fare profitti a danno dell’ambiente e della salute delle comunità”. Lo dichiara la deputata Chiara Braga, responsabile nazionale Transizione ecologica, Sostenibilità e Infrastrutture del Partito Democratico, capogruppo PD in Commissione Ecomafie, a seguito delle intercettazioni shock riportate dal Corriere della sera, relative all’inchiesta della Procura di Brescia che ha iscritto quindici persone nel registro degli indagati per traffico illecito di rifiuti e sequestrato alcuni capannoni della Wte,un’impresa bresciana addetta al recupero dei fanghi da aziende e depuratori che anziché abbattere gli inquinanti ne aggiungeva degli altri, per poi smaltirli su campi di agricoltori di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, ignari del potere inquinante di quelle sostanze.

“Oggi si celebra la Giornata Mondiale delle api. Una specie animale non pericolosa e soprattutto vitale per il nostro ecosistema e la nostra agricoltura. Ed è purtroppo tra quelle più a rischio a livello globale. La loro vita è infatti minacciata da diversi fattori: dal cambiamento climatico, dalle colture intensive, dal consumo di suolo e sovente dalla mano dell’uomo con i pesticidi. Dal 2018, ogni 20 maggio, il pianeta si interroga sulle azioni concrete per difendere e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della protezione e della salvaguardia di questi preziosi insetti impollinatori, che concorrono a produrre quasi il 90% del cibo che mangiamo. Bene quindi lo stop deciso dalla UE ai neonicotinoidi ma occorre anche una vera attività di sorveglianza verso quei principi attivi usati in agricoltura che provocano intossicazioni subletali, che non portano alla morte delle api o delle colonie, ma a disturbi importanti nello sviluppo e nel comportamento o anche rendendo le colonie più suscettibili ad alcune malattie. Ne va della nostra stessa sopravvivenza”. Lo afferma l’On. Chiara Braga, deputata del Partito Democratico e Responsabile nazionale Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture del PD.

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