24/09/2026 | como - comune di como - partito democratico

Corridoni, la retorica del sindaco del “chi domanda comanda”: abbiamo qualcosa da chiedere anche noi

Di fronte all’ennesima sconfitta, il sindaco ha risposto con le sue classiche modalità. Come sempre sguazza nel conflitto. Ottiene visibilità mediatica, minaccia, manda il messaggio di essere forte e giusto basandosi su falsità e mistificazioni. Quanta bassezza.

Nella retorica del sindaco, è facile riconoscere una delle più classiche strategie di comunicazione: chi domanda comanda. E allora, qualche domanda al primo cittadino, vorremmo farla anche noi. 
Perché continua ad attaccare la Corridoni che non era neppure nel suo programma elettorale? Quali sono i veri motivi dietro questo accanimento? Perché continua a dire che i bambini non ci sono, quando i numeri gli danno torto? Quale obiettivo si cela dietro il tentativo, smaccato ed evidente, di far litigare i plessi? Perché il Comune di Como non vuole più dialogare con l’esterno? È incompetenza o incapacità? Per non dover giustificare le proprie decisioni? E dopo quanto sta succedendo e dopo l’ennesima sconfitta, chi tra sindaco, assessore, dirigenti, si prende la responsabilità su questo tema?

E ancora: perché si cambia continuamente idea su quali sono le scuole da tenere aperte e quelle da chiudere? Ma soprattutto: perché nelle scuole in cui andavano fatti dei lavori, alla fine, non si è proceduto con la realizzazione? Qui la strategia è allucinante: il Comune non fa manutenzione dove dovrebbe, il sindaco gira la frittata e accusa la scuola di non essere intervenuto laddove lui stesso avrebbe dovuto farlo. Troppo impegnato a spostare i banchi in via Fiume? Sindaco, non scappi come sempre dal confronto: risponda alle domande.

Contro la retorica del sindaco occorre sempre ricordarsi l’obiettivo: salvare la Corridoni, bocciare il piano scuole, avere una nuova Amministrazione nel 2027 che rimetta la scuola e le politiche educative al centro.

Partito Democratico di Como


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