Fabio Pizzul, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale e Angelo Orsenigo, consigliere comasco, manifestano la loro perplessità sulla decisione dell’azienda sanitaria dell’Insubria che chiede un risarcimento alla ‘Provincia di Como’, storico quotidiano cittadino, per gli articoli in cui è stata criticata la gestione dell’emergenza Covid.

“In un Paese democratico il diritto di cronaca e critica sono baluardi sacrosanti – dicono i due dem – Esprimiamo piena solidarietà al giornalista Paolo Moretti e alla redazione de La Provincia che durante questo tragico periodo hanno svolto, al pari di tanti organi di informazione, un durissimo lavoro di servizio pubblico. Ora che la crisi non è ancora completamente alle spalle restiamo stupiti che Regione Lombardia impieghi risorse pubbliche per ingaggiare una sterile battaglia legale che rischia di configurarsi come intimidazione nei confronti dell’informazione e di certo non porterà nulla di buono per i cittadini”.

Dopo l’annuncio del ritiro della querela da parte di Regione Lombardia, il consigliere Orsenigo ha commentato:

“Siamo soddisfatti della decisione dell’Assessore Moratti di ritirare la querela nei confronti del quotidiano comasco “La Provincia”. Il dovere di cronaca e il diritto di critica sono i capisaldi fondamentali e innegabili del nostro sistema democratico. Proprio in luce di questo irrinunciabile presupposto, la posizione di Ats Insubria nei confronti di un quotidiano – che come gli altri organi di stampa locale, ha tenuto informati i cittadini nel pieno della pandemia – ci ha lasciato perplessi e decisamente allarmati. Ora l’unico vero auspicio è che l’intera questione si ricomponga davvero e nel minor tempo possibile, come promesso dalla vicepresidente Moratti” dichiara il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo.

“Dopo cinque anni la solfa che si sente da Fratelli d’Italia sullo stadio Sinigaglia è la solita. Dopo cinque anni in cui loro hanno governato la città ci sentiamo dire: “se ci sono dei progetti, il Comune è pronto a considerarli”. Basta con le chiacchiere della destra che ha affossato Como: per lo stadio Sinigaglia serve una concessione di lungo periodo come già proposto dalla candidata sindaco Barbara Minghetti, che ha da tempo preso in mano la questione stadio, tant’è che ha coinvolto un sindaco capace come Gori nel dibattito. Punto. Basta con i “rattoppi” per tirare avanti, dal costo di centinaia di migliaia di euro (400mila solo per la messa a norma per l’ampliamento del numero degli spettatori per la prossima stagione): diamo al Como 1907 le condizioni e le garanzie per investire in modo certo sul Sinigaglia. E mi rivolgo direttamente al Senatore Butti (che non sapevamo essere il candidato a sindaco di Como): troppo facile dire che il nostro stadio è bello e prezioso senza poi lavorare davvero per tutelarlo e per tutelare i tifosi. Le chiacchiere purtroppo sono del centrodestra (che in cinque anni al potere ha saputo aprire un dibattito sullo stadio e un ufficio per il PNRR solo nelle ultime settimane di mandato), non di chi avanza proposte ragionevoli per permettere la cura che il Sinigaglia merita per il suo valore storico e sportivo” dichiara Stefano Fanetti, capogruppo PD in Comune a Como.

“Per l’ennesima volta, Fratelli d’Italia ci porta al paradosso, come se non fossero stati mai al governo della città. Nel 2020, l’assessore all’Urbanistica Butti presenta un fantasioso Masterplan per la Ticosa. Un piano che due anni dopo viene insabbiato e accantonato dalla stessa amministrazione che l’aveva prodotto. Accantonamento costretto, ricordiamo, anche dal fallimento clamoroso della Giunta Landriscina nel completare la bonifica dell’ex Ticosa. Oggi Fratelli d’Italia rispolvera il master plan bocciato per farci campagna elettorale. È vero che fare e disfare è sempre lavorare ma un minimo di coerenza, no? Ricordiamolo ancora una volta: Fratelli d’Italia per gli scorsi 5 anni ha giocato un ruolo importante in maggioranza e di “cantonate” ne ha collezionate una lunga serie. Prima c’era il master plan affossato, appunto, poi l’autosilo al Collegio Gallio bocciato da tutto il consiglio. Scegliere un candidato-fotocopia di Landriscina non basta per prendere le distanze dai pasticci fatti in cinque anni. Significa prendere in giro i comaschi e questo non è tollerabile” dichiara Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico di Como. 

Questa mattina la Camera ha approvato il decreto-legge, già licenziato dal Senato, che contiene un complesso di misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA)una malattia virale, non trasmissibile all’uomo, altamente contagiosa, che colpisce i suidi, domestici e selvatici, spesso in modo letale”. Lo fa sapere la deputata comasca del Partito Democratico, Chiara Braga a margine delle operazioni di voto che hanno visto il decreto approvato in via definitiva con 316 voti favorevoli, 2 contrari e 43 astenuti.

“Un provvedimento fortemente da tutti i territori italiani, per i rischi connessi a questo virus e al fatto che possa facilmente allargarsi e contaminare anche altre aree produttive e allevamenti suinicoli, portando al collasso un’intera filiera, che rappresenta una straordinaria parte del più generale settore agricolo del nostro Paese”.

“Come Partito Democratico – continua l’esponente Dem – abbiamo condiviso e sostenuto l’iniziativa assunta dal Governo per affrontare questa emergenza, giudicando molto positiva la possibilità riconosciuta al Commissario straordinario di chiedere allo Stato di intervenire in via sostitutiva nel caso le Regioni risultino inadempienti. Allo stesso tempo, però, abbiamo sottolineato la necessità di una iniziativa governativa altrettanto urgente per affrontare l’eccessiva presenza di cinghiali selvatici nei nostri territori, di milioni di capi che provocano danni all’agricoltura e una incidentalità stradale assolutamente rilevante, con il rischio concreto che possano produrre ulteriori infezioni”.


“Un tema rilevante, di grave emergenza che da anni tocca e devasta anche il territorio comasco per il quale i provvedimenti messi in campo da Regione Lombardia risultano modesti e tardivi rispetto alle dimensione che ha già preso il fenomeno della diffusione dei cinghiali nel nostro territorio, anche in vista del concreto pericolo di contagio da peste suina africana”.

“Dopo più di 9 mesi dalla sua apertura, gli ascensori della stazione di Como-Camerlata non funzionano. Così si danneggia il diritto alla mobilità di chi ha un qualsiasi tipo di difficoltà motoria. Quel che è peggio è che non è la prima volta che il Partito Democratico di Como denuncia questi gravi disservizi eppure nulla è cambiato” denuncia il consigliere comunale del Partito Democratico, Gabriele Guarisco.
“Una persona con difficoltà motorie che scende dal treno a Camerlata rischia di rimanere bloccata sulla banchina. Viceversa, chi vuole scendere al proprio binario non ne ha la possibilità. A ciò si somma il fatto che l’ascensore tra i binari 4 e 6 della stazione San Giovanni non funziona e non ha mai funzionato dal giorno della sua installazione, più di due anni fa. Una situazione del genere, riportata anche da organi di stampa del vicino Canton Ticino, non è più tollerabile. Chiediamo al sindaco Landriscina di confrontarsi nuovamente con RFI e di inviare una segnalazione ufficiale al Garante per i diritti delle persone con disabilità di Regione Lombardia per risolvere il prima possibile questo problema. Non stiamo garantendo ai nostri concittadini con mobilità limitata la possibilità di spostarsi con la stessa facilità che invece viene data a tutto il resto della popolazione. È vergognoso” conclude il consigliere.

Como, 29 marzo 2022

“Il Pnrr è un’occasione irripetibile per Como e la Lombardia ma rischiamo che la messa a terra dei progetti con i fondi governativi avvenga in maniera disomogenea a causa della mancanza di una cabina di regia regionale. Serve che Regione Lombardia faccia la propria parte per indirizzare lo sforzo che ci viene richiesto e per migliorare la vita dei cittadini” dichiarano Paola de Micheli, deputata del Partito Democratico e responsabile nazionale PD per l’attuazione del Pnrr, e Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, relatori dell’incontro pubblico “Missione Possibile – le opportunità del Pnrr per la provincia di Como, tenutosi oggi, lunedì 28 marzo 2022, presso Villa Gallia.

“Lo stato del trasporto ferroviario Lombardo è una prova del fatto che se l’intenzione non è chiara, gli investimenti non vanno a favore dei cittadini. La Regione ha purtroppo impiegato 10 anni per programmare gli investimenti sul trasporto su rotaia, che poi abbiamo finanziato. E comunque  siamo riusciti a ottenere il finanziamento dell’elettrificazione della Como-Lecco proprio con le risorse del Pnrr. Purtroppo chi guidava e guida la regione, dal 2009 al 2019, ha parlato solo di strade mentre tante altre amministrazioni hanno modernizzato il proprio trasporto ferroviario – continuano i Dem, che hanno dialogato con gli esponenti del mondo produttivo lariano, delle associazioni di categoria comasche, le parti sociali e, non ultimi, con i sindaci comaschi – Ora, con l’avvento del Pnrr, è chiaro che le regioni che si assumono il ruolo da “regista” stanno ottenendo i risultati migliori. Regione Lombardia deve avere un luogo di condivisione delle idee con gli enti locali e le imprese per poi passare a una realizzazione efficace. Non è una richiesta volta alla polemica, alla ricerca di consenso, quanto alla necessità di lavorare per il bene delle cittadine e dei cittadini, delle generazioni future. Dietro al Pnrr, d’altronde, c’è un idea di società e non un semplice utilizzo di risorse. Un risultato ottenuto dal Partito Democratico, una lotta per l’uguaglianza di opportunità tra cittadini, per la transizione ecologica vera e sostenibile, come vera e sostenibile deve essere la transizione digitale i cui costi non possono essere scaricati sui lavoratori e sulle piccole imprese.’’


Sulla necessità di collaborazione tra realtà amministrative del territorio è intervenuta anche Andrèe Cesareo, vice-segretaria provinciale del Partito Democratico della Provincia di Como, che in apertura dei lavori ha ricordato: “Solo sugli effetti a lungo termine del Pnrr saremo in grado di giudicare il successo o il fallimento del piano. I territorio sono ora al centro e ci sono grandissime opportunità per Como, a patto che sindaci e amministratori locali si facciano trovare pronti a fare rete e che ci sia una reale semplificazione delle procedure per gli enti locali, il rafforzamento dei comuni in termini di personale e soprattutto in termini di formazione dei propri funzionari”.

Milano, 28 marzo 2022

Il Gruppo regionale del Pd ha depositato, questa mattina, durante la seduta di consiglio regionale, una mozione urgente per chiedere alla Giunta di intervenire immediatamente a contrasto della paralisi dei lavori pubblici. “L’aumento continuo dei prezzi delle materie prime, dei carburanti e dell’energia sta compromettendo la possibilità per le imprese edili di tenere fede ai tempi e ai costi relativi ai lavori pubblici in corso. Per questo è necessario che Regione Lombardia intervenga urgentemente per evitare che i cantieri si fermino mettendo a rischio la ripresa economica e la possibilità di garantire viabilità e servizi adeguati ai cittadini”, commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, promotore della mozione che intende rispondere allo stato di allarme del settore edile, su cui Ance Lombardia ha posto l’attenzione nei giorni scorsi. “La situazione per il comparto dell’edilizia è sempre più difficile. La nostra mozione impegna il presidente Fontana e l’assessore competente ad attivarsi urgentemente, anche presso il Governo e le stazioni appaltanti perché si possa procedere a una revisione degli appalti secondo un modello capace di adattare costantemente gli importi alla situazione contrattuale di mercato. La nostra mozione chiede anche un adeguamento immediato del prezzario regionale degli appalti, da riconoscere anche all’interno degli appalti già assegnati limitatamente ai costi ancora da sostenere per ultimare i lavori; effettuare una ricognizione delle opere regionali in fase di progettazione, al fine di valutare se le risorse regionali stanziate siano sufficienti o se sia necessario riprogrammare gli interventi meno urgenti; sostenere con fondi regionali ad hoc e ammortizzatori sociali le imprese e i lavoratori del comparto; realizzare politiche regionali per il settore delle costruzioni volte a sostenere le esigenze di liquidità delle imprese a seguito degli adeguamenti dei prezzi e ad agevolare investimenti che rendano più sostenibili, più economici e meno energivori i processi produttivi”. 

Milano, 22 marzo 2022

Il PD Lombardo lancia mobilitazione SOS Medici di base: oltre 500 banchetti e 1000 volontari impegnati nella raccolta firme per due fine settimana

In centinaia di Comuni e territori lombardi mancano all’appello Medici di Base e Pediatri di libera scelta, con estremo disagio di tutta la cittadinanza ed in particolare delle fasce più fragili. Mezzo milione di persone rischia di rimanere senza un riferimento. Per rispondere al disastro della sanità territoriale, grazie ai 20 anni di Lega in Regione, il PD Lombardo lancia la mobilitazione SOS Medici di base: per due fine settimane in oltre 500 banchetti, organizzati in tutte le province lombarde da oltre 1000 volontari, si raccoglieranno le firme per chiedere alla Regione di garantire una sanità territoriale adeguata alle esigenze della popolazione.

Gli obiettivi li spiega il segretario regionale Vinicio Peluffo: “In particolare – spiega nel dettaglio il Segretario regionale PD Vinicio Peluffo – chiediamo la rilevazione dei bisogni dei cittadini per determinare l’assegnazione dei medici in base alle reali necessità dei Comuni, quartieri e territori lombardi; la sostituzione programmata dei Medici, fatta con largo anticipo, così da non lasciare scoperti centinaia di Comuni, quartieri e territori lombardi; incentivi ad esercitare negli ambiti carenti e nei territori più complessi, mettendo a disposizione dei Medici spazi pubblici inutilizzati e prevedendo bonus finalizzati all’assunzione di personale infermieristico e di segreteria. E ancora: più borse di studio per la formazione dei Medici di Base, proseguendo con una disponibilità che non sia inferiore a quanto attualmente previsto a livello nazionale di 832 unità per la Regione Lombardia e indirizzandosi verso l’equiparazione economica alle borse di specializzazione ospedaliera; semplificare la procedura di “scelta e revoca” del Medico di Base, attivando convenzioni con le farmacie e gli uffici postali; ridurre gli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei Medici di Base e di Pediatri di libera scelta”.

“L’emergenza medici di base nasce da lontano, come denunciamo da quattro anni – spiega il capogruppo del Pd in Commissione sanità Samuele Astuti -. In 15 anni in Lombardia si sono persi 9.500 professionisti tra medici di base e pediatri di libera scelta, ma quel che è peggio è che di questi 5.800 hanno lasciato l’incarico volontariamente, non per pensionamento. Questo perché il sistema sanitario voluto dalla Lega e dai suoi alleati li ha marginalizzati. Non sono stati sostenuti nel proprio compito. Il risultato è che oggi quella che era una grave carenza è divenuta un’emergenza. I medici di base sono 7.000, e ben 2.700 sono vicini alla pensione, mentre gli ambiti scoperti sono già 1.166. Il rischio è che mezzo milione di lombardi rimanga senza”.

“Un quadro drammatico – continua Astuti – che a noi era ben chiaro da anni, tanto che abbiamo presentato in ogni seduta di bilancio atti per chiedere l’incremento delle borse per il corso di formazione e l’equiparazione dell’importo a quello previsto per le specializzazioni ospedaliere, che sono due ostacoli alla formazione di nuovi medici di medicina generale. Tutte proposte respinte dalla maggioranza.”

A questo link è possibile scaricare la scheda ufficiale per la raccolta firme, il volantino dell’iniziativa è invece scaricabile qui.

“Chiamiamoli paradossi, o se proprio vogliamo, prese in giro. Succede che Fratelli d’Italia lancia una serie di sondaggi per chiedere se i comaschi sono a favore di alcuni progetti strutturali e infrastrutturali a Como (San Martino, Stadio Sinigaglia e metropolitana leggera). Qualcuno ricordi a FdI che è in giunta da cinque anni con due assessorati-chiave per l’amministrazione di Como – quello all’Urbanistica e quello al Patrimonio. Aggiungiamoci anche il numero crescente di consiglieri durante il mandato. Avevano cinque anni per dimostrare di avere una visione per Como. Avevano cinque anni per concretizzare qualcosa durante il mandato Landriscina. Invece arrivano a una manciata di settimane dalle elezioni con un sondaggio “a crocette” che francamente offende l’intelligenza dei comaschi. Da anni a Como si parla di riqualificazione dello Stadio Sinigaglia, di un miglioramento strutturale della mobilità sostenibile anche con interventi sul trasporto pubblico locale e, in generale, della necessità di rendere più vivibile la Convalle. Basta stare un minimo tra la gente per capire i bisogni della città. Prove di democrazia partecipativa? Visti gli scarsissimi risultati portati da FdI, siamo piuttosto davanti a una stanca trovata elettorale che odora di presa in giro. È tempo per il centrodestra di passare la mano, per il bene della città. Il Partito Democratico e tutta la coalizione che supporta Barbara Minghetti a sindaco di Como sono già al lavoro, spalla a spalla con i cittadini, per portare un cambiamento vero dal giorno 1 del mandato” dichiara Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico di Como.

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