ASILI NIDO, VALSECCHI, LISSI, GALLI E INTROZZI (PD): “POSTI ESIGUI. SI LAVORI PER VENIRE INCONTRO ALLE FAMIGLIE”
“Sa di beffa la riapertura delle iscrizioni per gli asili nido del mese di novembre. A causa della mancanza di personale, infatti, il numero di posti disponibili è ridotto, solamente, a sei. Va da se che diverse famiglie faticheranno a trovare posto o, dovesse andare bene, potrebbero essere costrette ad attraversare la città per portare il figlio all’asilo, visto l’esiguo numero di posti in quelli di quartiere” affermano il Segretario cittadino Daniele Valsecchi, insieme a Matteo Introzzi e ai consiglieri comunali Patrizia Lissi ed Eleonora Galli.
“Si tratta di un problema ormai cronicizzato, a causa delle cattive scelte politiche degli ultimi anni. Manca una pianificazione, che consenta di gestire e soddisfare le numerose richieste di iscrizione, senza dover ricorrere a privati o a esternalizzazione dei servizi. Serve al più presto un’inversione di tendenza”.
“Alla luce della situazione attuale, tuttavia, ribadiamo con forza che, dopo aver provveduto a un incredibile efficientamento del personale (parola dell’assessore Roperto) che a oggi risulta insufficiente e crea, tra l’altro, malumori tra bambini e genitori per l’inevitabile cambio di maestre, sia dovere del Comune lavorare per venire incontro al maggior numero di famiglie possibile. Liquidarle semplicemente in virtù dell’avviso dato dopo l’approvazione del nuovo regolamento non è un esempio di buona amministrazione”.
“Nella giornata di ieri, numerosi passeggeri abituali degli autobus della nostra città si sono trovati ad affrontare i disagi che la fuoriuscita del lago ha provocato. Tutti i mezzi pubblici sono stati deviati sulla tangenziale, lasciando il centro di Como completamente senza servizio” dichiarano Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, e Alessandro Rossi, segretario del circolo di Como Convalle.
“Molti cittadini, pertanto, hanno dovuto attraversare la città a piedi (e ora mancano anche le passerelle in Piazza Cavour), sotto il diluvio e il forte vento, per poter raggiungere la fermata attiva più vicina. Ci sorge spontanea una domanda: non sarebbe stato utile mettere a disposizione una piccola navetta circolare che prelevasse i passeggeri e li portasse sulla tangenziale? Possibile che il Comune, conscio della situazione di emergenza e delle previsioni, che facevano presagire un’ulteriore peggioramento, non abbia pensato ai numerosi cittadini sotto la pioggia e non si sia mosso per trovare una soluzione? Tra l’altro, Asf ha comunicato le deviazioni, ma dal Comune di Como è mancata l’adeguata informazione alle persone”.
“Si chiede spesso di non prendere l’auto se non è strettamente necessario, ma è necessario garantire alternative, anche in situazioni eccezionali come quella di questi giorni. E’ necessario, dunque, prevedere forme alternative di collegamento che portino ai posteggi più lontani dal lago e verso i punti in cui il servizio di trasporto continua ad operare. Chiediamo all’Amministrazione, in caso di persistenza del disagio, di attivarsi tempestivamente per non lasciare il centro di Como isolato. L’alternativa è che tutti si mettano alla guida dell’auto e, a quel punto, i danni per il traffico e per la qualità dell’aria sarebbero peggiori di quelli causati dalla chiusura del lungolago”.
“L’articolo uscito ieri sul quotidiano La Provincia di Como lancia un allarme sulle difficoltà di apprendimento e sulla salute psicologica dei nostri cittadini più giovani. L’emergenza scolastica, l’iperattività, la dislessia e gli attacchi di panico sono forse solo la punta dell’iceberg” afferma Eleonora Galli, consigliere comunale del Partito Democratico.
“La scuola prova e non sempre ci riesce ad accompagnare bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nel tentativo di risolvere problemi relativamente nuovi come autolesionismo e disturbi alimentari. La diagnosi precoce dei disturbi dell’apprendimento è una pratica che da anni si prova a esercitare in modo che sia la scuola, sede assolutamente più opportuna, a intercettare in tempo le difficoltà. Gli ultimi anni sono stati estremamente complessi e hanno fatto emergere nuove problematiche sempre più frequenti che necessitano di un impegno maggiore da parte di tutte quelle realtà che si occupano delle realtà scolastiche dall’infanzia alle superiori. Nonostante significativi ma non sufficienti impegni economici (vedi Pnrr) più sul fronte della digitalizzazione e della didattica innovativa, rimangono alcuni vuoti”.
“Il Comune di Como farà partire lo sportello d’ascolto nella migliore delle ipotesi a dicembre in quella più credibile a gennaio. La facilitazione e mediazione linguistica partirà prima, ma sempre in ritardo rispetto ai bisogni. Niente di significativo sul tema dell’orientamento, in una provincia con un’altissima percentuale di dispersione scolastica. Riteniamo debba essere fatto di più, per accompagnare gli adulti di domani nel percorso di crescita in un momento storico tutt’altro che semplice”.
“L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha sonoramente bocciato la bozza del nuovo regolamento sul servizio taxi che la Giunta Rapinese aveva preannunciato di voler fare approvare dal Consiglio Comunale prima della scorsa estate. Molte le carenze e gli errori sottolineati dall’Autorità, tra i quali la mancanza di analisi sull’effettiva domanda del servizio necessaria per determinare il fabbisogno delle licenze, compresa un quota da destinare alla domanda di servizio taxi da parte delle persone a mobilità ridotta, l’assenza della possibilità del taxi sharing, una modalità di trasporto che favorirebbe il decongestionamento del traffico, e di aggregazione con i comuni vicini per individuare un bacino sovracomunale per il servizio, opportunità molto utile soprattutto nella stagione turistica” dichiara il consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Legnani.
“E’ stata anche sottolineata la mancata previsione di un sistema di monitoraggio della domanda e dell’offerta, oltre che della possibilità di avvalersi per la chiamata dei taxi dei vantaggi offerti dalla digitalizzazione e da altre tecnologie innovative, come ad esempio App di intermediazione tra domanda e offerta del servizio. Ed ancora, l’assenza di criteri oggettivi per l’aggiornamento delle tariffe e della predeterminazione di tariffe per percorsi prestabiliti, nonché dell’obbligo di accettazione del pagamento con carte di credito o altre forme alternative all’uso del contante. Infine, è stata evidenziata la mancata previsione di standard di qualità misurabili dagli utenti, così come quella che nel concorso per l’assegnazione delle nuove licenze sia introdotto l’obbligo di conoscenza della lingua inglese e dei luoghi di maggiore interesse turistico, nonché dell’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale” prosegue.
“Un regolamento quindi che sarebbe nato già vecchio, privo di quegli aspetti innovativi che avrebbero garantito una maggiore qualità del servizio, ed anche un’attenzione all’ambiente. Grave in particolare, per un’Amministrazione che si vanta di avere tra i suoi obiettivi l’informatizzazione, l’assenza di quelli strumenti che offrono le nuove tecnologie. Se tutto ciò si unisce alla promessa del Sindaco di “stampare” licenze taxi, promessa inattuabile non avendo l’amministrazione comunale un tale illimitato potere, come confermato dal fatto che a distanza di un anno dalle elezioni comunali ciò non è avvenuto, non si può che prendere atto del fallimento di questa Amministrazione su un tema che meriterebbe un serio approfondimento”.
“E’ passato solo poco più di un mese. Quaranta giorni sono bastati a cambiare completamente lo scenario che il sindaco Alessandro Rapinese e l’assessore Nicoletta Roperto avevano con così tanto orgoglio delineato all’inizio di settembre. Alla vigilia del nuovo anno, il primo cittadino aveva sbandierato fiero l’efficacia dei suoi metodi, che avevano consentito di azzerare completamente le liste d’attesa, quantomeno per i residenti in città. Ebbene, a quanto pare la notizia del giorno è le liste d’attesa ci sono e riguardano pure famiglie di Como” dichiarano i consiglieri comunali del PD Eleonora Galli, Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Stefano Legnani.
“Non solo: sempre a inizio settembre, Roperto dichiarava che l’Amministrazione aveva provveduto a un importante efficientamento del personale. Scopriamo oggi, invece, che la finestra di iscrizioni prevista per novembre non aprirà perché (udite udite) mancano educatori. Crediamo sia dovere del Comune fare in modo che i propri cittadini non siano costretti a fare gli straordinari per pagare le rette di strutture private e che non sia possibile liquidarli affermando semplicemente che erano già stati avvisati dopo l’approvazione del nuovo regolamento. Piuttosto che continuare a lodarsi, l’Amministrazione pensi seriamente a come può venire incontro, in tempi brevi, alle famiglie rimaste escluse dal servizio”.
“Il regolamento citato, per di più, presenta una grossa assurdità: la domanda d’iscrizione a novembre può essere presentata solo qualora al 31 ottobre sia stata esaurita la lista d’attesa e ci sia almeno un posto libero. Quindi, se tale condizione non si verifica, ma il posto si libera il 2 novembre, non potrà più essere presentata domanda fino ad aprile e quel posto resterà libero. Come PD, avevamo proposto un emendamento che prevedeva la possibilità di presentare domanda d’iscrizione nei primi 15 giorni di novembre, per la copertura di eventuali posti rimasti liberi dopo il 31 ottobre. Chiaramente, come sempre, è stato bocciato dall’Amministrazione delle porte chiuse” concludono.
Nella serata di ieri si è tenuta la prima assemblea cittadina dopo la nomina del nuovo Segretario cittadino Daniele Valsecchi. L’assemblea è stata insediata e aperta dalla segretaria provinciale Carla Gaiani. E’ stata l’occasione per presentare i membri della nuova segreteria e per ribadire gli intenti e le idee che la guideranno nelle azioni per il territorio.
“Abbiamo una squadra unita, fatta di persone con competenze ed esperienze personali e professionali diverse, ma accomunate dalla sensibilità e dalla voglia di essere presenti e attivi con e per la città di Como – dichiara Valsecchi – Ogni membro del gruppo avrà una delega e un compito ben preciso, in modo da poter essere un punto di riferimento sia all’interno del Partito sia per i cittadini. E proprio l’esserci e il mettersi a disposizione dei comaschi per venire incontro alle loro esigenze, cercando di dare una visione nuova più ampia della città, saranno alla base delle nostre azioni “ conclude il Segretario cittadino.
Queste le persone che compongono la segreteria:
Livia Sarda (vice)
Andrée Cesareo
Gabriele Guarisco
Luca Lucarelli
Matteo Introzzi
A loro si aggiungono i cinque Segretari di circolo, a loro volta nominati durante il Congresso del 1° ottobre.
Alessandro Rossi – Como Convalle (Como città, Garzola, Civiglio, Camnago Volta)
Alessio Mariani – Lora
Enzo Cresta – Como Sud (Camerlata, Rebbio, Breccia, Prestino)
Massimo Mancuso – Como Nord, circolo “Elide Greco” (Monte Olimpino, Sagnino, Ponte Chiasso, Tavernola)
Francesco Finizio – Albate (Albate, Muggiò, Trecallo)
“Per il ruolo di città di frontiera, di transito con la Svizzera e il nord Europa, Como vive in maniera più rilevante rispetto ad altre città lombarde il fenomeno dei migranti e in particolare dei minori stranieri non accompagnati. Una situazione che tutti riconoscono essere delicata e difficile da gestire ma proprio per questo non può più essere lasciata all’estemporaneità, all’improvvisazione, alla generosità locale delle parrocchie, delle associazioni del terzo settore e della Croce Rossa che, in collaborazione con la Prefettura e le Forze dell’ordine, ringraziamo per l’impegno e il lavoro che svolgono sul territorio. Per quanto possibile occorre però saper anticipare e gestire il fenomeno dei minori mettendo in conto che i flussi migratori non si fermeranno. Comune e Provincia di Como facciano al meglio la loro parte perché abbandonare a sé stessi tredici ragazzini sulla strada come avvenuto ieri in città, non è fare la propria parte. A maggior ragione se ancora oggi non si è risolto il problema. A quanto ci risulta, infatti, i tredici ragazzi non sanno ancora dove andranno a dormire questa notte e quelle successive”. Lo fanno sapere in una nota congiunta la neo segretaria provinciale del Partito Democratico, Carla Gaiani e la capogruppo del PD in consiglio Comunale di Como, Patrizia Lissi.
“E’ da anni – continuano Lissi e Gaiani – che Como, vive il problema dei minori stranieri non accompagnati e ogni volta ci ritroviamo daccapo, ogni volta si fa finta che sia tutta un’emergenza, che i flussi di minori si placheranno mentre così non è: il fenomeno continuerà, è strutturale e come tale andrebbe gestito. Certo sappiamo benissimo, che non è cosa facile, ma prima ci rendiamo conto di questa realtà, prima ci potremmo dotare di spazi e strumenti adeguati per condurre in maniera migliore, sicuramente meno raffazzonata e più umana di quanto fatto ieri, l’accoglienza di questi ragazzini per i quali ancora oggi non si è trovata una soluzione”.
“Se come territorio non impareremo a creare, certamente con l’aiuto del sistema nazionale, canali virtuosi attraverso i quali coordinare, redistribuire i flussi dei minori stranieri in arrivo a Como, sviluppando anche dei percorsi scolastici ed educativi di inclusione e di accompagnamento al lavoro che funzionino davvero, rischieremo sicuramente di non governare più il fenomeno come in parte sta già avvenendo, correndo anche il pericolo di lasciare che qualcuno di questi ragazzi finisca sulla strada della criminalità”.
“Già dalla fine dello scorso anno scolastico, la scuola materna di via Varesina e i genitori dei bambini che la frequentano avevano denunciato la situazione disastrosa in cui la struttura riversava. Infiltrazioni d’acqua dal soffitto in cartongesso ormai deteriorato, muffa, persino un’ala del cortile interdetta da Ats a causa di muri considerati pericolanti. Duole constatare che, alla ripresa dell’anno scolastico, la situazione non è cambiata” denuncia Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale.
“Già allora avevamo chiesto all’Amministrazione di intervenire e ci era stato risposto che i lavori sarebbero iniziati la settimana successiva. Siamo venuti a sapere, invece, che durante l’estate non è stato fatto alcun lavoro. I bambini sono costretti a utilizzare spazi ridotti, in quanto le aule con infiltrazioni sono state chiuse. Tra l’altro, a differenza degli anni passati, non è nemmeno passato il giardiniere a sistemare il cortile. I nostri piccoli concittadini meritano di poter crescere in un luogo salubre e sicuro. Sarebbe il caso di intervenire in fretta, così come sarebbe stato opportuno farlo prima dell’inizio della scuola, come era stato promesso”.
Domani, martedì 17 ottobre 2023, dalle ore 18:00 alle ore 19:00 si terrà a Como in piazza San Fedele una manifestazione per la pace in Medio Oriente alla luce degli ulteriori sconvolgimenti geopolitici e dell’escalation di violenza accaduti in queste settimane.
Il Partito Democratico comasco aderisce a questa chiamata di Como per la pace, nella forma di una “Presenza silenziosa” per “urlare” con il silenzio appunto, l’orrore per la guerra e il terrorismo, per chiedere che le stragi di uomini, donne, bambini si fermino.
Fermiamo la violenza, riprendiamo per mano la Pace.