A Como, anche i cittadini con reddito più basso pagano l’addizionale comunale all’Irpef. Lo denuncia Uil Lombardia, lo avevamo già fatto presente noi in passato, proponendo ogni anno emendamenti che andassero a sgravare i comaschi maggiormente in difficoltà, innalzando la fascia di esenzione o introducendo aliquote progressive. Tutte respinte dall’Amministrazione.
In questo modo si sono favoriti i redditi più alti. Per un reddito di € 100.000 la riduzione dell’addizionale da 0,8% a 0,7% avvenuta negli ultimi tre anni comporta un risparmio di € 100, che non incide significativamente sul contribuente. Elevare l’esenzione per i redditi da 15.000 a 18.500 significherebbe invece esentare molte famiglie. Ad esempio, per un contribuente con un reddito di € 18.000 euro significherebbe risparmiare € 144: un risparmio con il quale fare fronte a bollette, spese scolastiche per i figli ecc.
Tra meno di un anno si tornerà alle urne e il nostro proposito, in caso di elezione, è avere un approccio più equo e progressivo, anche perché le risorse, a Como, non mancano di certo, ma vanno ridistribuite. La città sta vivendo un paradosso: da un lato è ricca, con un flusso costante di entrate, di cui però non beneficiano i cittadini, che anzi vengono invitati a restare chiusi nei loro quartieri, senza quindi godere di opportunità e servizi, oltretutto pagando, oppure ad andarsene. Dobbiamo costruire una città che accolga e non respinga, in particolare per le persone con redditi bassi. I cittadini non sono turisti e non vanno trattati da turisti (o da bancomat).
Patrizia Lissi e Stefano Legnani