La settimana prossima verrà discusso in Consiglio Comunale il DUP – Documento Unico di Programmazione nel quale l’Amministrazione Comunale delinea gli obiettivi programmatici della propria azione amministrativa ed indica i programmi e le attività che intende realizzare per raggiungerli.
In tale documento, tra le molte cose, si legge che il Comune incentiverà il dialogo e lo scambio attivo con il mondo della scuola per l’individuazione delle esigenze delle famiglie nel percorso scolastico dei propri figli, e per la definizione delle priorità nelle scelte da compiere e degli interventi progettuali da sostenere.
Affermazioni, e soprattutto impegni, che stridono fortemente, non solo con le recenti ed inqualificabili dichiarazioni del Sindaco in Consiglio Comunale sulla decisione di chiudere la scuola di Via Sinigaglia dal prossimo settembre, ma soprattutto con tutto quello che è stato fatto, o meglio non fatto, in questi anni dove il dialogo e lo scambio attivo con il mondo della scuola, così pomposamente affermato, sono stati del tutto assenti.
Senza un’approfondita analisi di tutti i dati relativi all’intero territorio comunale (domanda e offerta scolastica, andamento demografico, reale situazione di occupazione degli edifici considerando tutti i servizi scolastici offerti, ecc.) e senza un vero confronto con tutte le componenti del mondo della scuola (dirigenti, insegnanti e famiglie), qualsiasi decisione sul dimensionamento scolastico si traduce, come si è verificato, in scelte prive di una vera motivazione.
A ciò si aggiunge la gravità di avere comunicato la chiusura della scuola poco più che trenta giorni prima dall’inizio del prossimo anno scolastico con molte famiglie già partite per le vacanze e che in pochi giorni saranno costrette a decidere dove mandare i propri figli e a rivoluzionare la propria vita. E ciò oltretutto in assenza dei necessari interventi di adeguamento degli edifici scolastici dove dovrebbero essere trasferite le classi della Corridoni.
Senza contare che la decisione del TAR, che ha respinto il ricorso delle famiglie, non è definitiva essendosi in attesa di quella che assumerà il Consiglio di Stato. Prudenza, o anche semplice buon senso, avrebbero dovuto quindi indurre l’Amministrazione Comunale ad attendere la fine del percorso giudiziario prima di assumere una decisione definitiva sulla chiusura di una scuola frequentata da oltre 200 bambini. Quella di chiudere una scuola non è infatti un atto dovuto ma una scelta del Sindaco che potrebbe essere fonte di responsabilità qualora la sentenza di primo grado venga riformata.
Abbiamo ormai da tempo capito, ma a questo non ci rassegneremo, che il buon senso non opera a Palazzo Cernezzi dove si preferisce affermare l’arroganza del potere piuttosto che una buona amministrazione a favore dei cittadini.
Ancora una volta invitiamo sindaco, giunta e consiglieri comunali di maggioranza a rivedere la decisione. La ferita che state portando alla comunità è profonda.
Stefano Legnani e Patrizia Lissi
Consiglieri Comunali del Partito Democratico