Domani alle 10.30 saremo alla scuola primaria di via Brogeda, accanto alle famiglie, ai bambini, ai genitori, alle maestre, a tutte le persone che vivono l’istituto.
Chiuderlo è una scelta completamente sbagliata, perché una scuola in questo quartiere, che ha potenzialità enormi considerando la sua collocazione in una posizione strategica per la Svizzera e per il primo accesso al nord Europa, è essenziale per evitarne lo spopolamento. Inoltre, grazie all’educazione e all’insegnamento di valori come rispetto, solidarietà e condivisione, ricopre un ruolo fondamentale per l’azzeramento delle diseguaglianze in una zona di confine.
La nostra proposta, estremamente concreta, che è anche quella del Consiglio d’Istituto, è l’accorpamento della scuola dell’infanzia con la primaria, che permetterebbe di tenere vivo e attivo il quartiere, evitando l’impoverimento sociale e un aumento ulteriore della problematica del traffico. Inoltre eviterebbe anche la chiusura della scuola materna, già decisa due anni fa dal sindaco e ancora aperta solo perché ospita provvisoriamente gli alunni di via Amoretti, in attesa della fine dei lavori in quest’ultimo edificio (a proposito, a che punto siamo?).
La scuola di via Brogeda, inoltre, è anche un potenziale servizio a favore delle famiglie dei frontalieri. Visto quanto il Comune di Como riceve come ristorni per i frontalieri – 8 milioni nel 2024 – è fondamentale che tenga aperta la scuola, per restituire in servizi parte di quanto ottiene. È un tema che merita attenzione e approfondimenti.
Le soluzioni alternative alle chiusure ci sono, dare una visione diversa della città e del quartiere è possibile. Basta allargare lo sguardo e fare ciò che una buona amministrazione dovrebbe fare: rispondere ai bisogni dei propri cittadini.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD
Stefano Legnani, consigliere comunale PD
Francesco Finizio, referente scuole PD Como