12/05/2025 | como - lavoro - partito democratico

Lavoro, Gaiani e Cicero: “Oltre il lavoro povero: serve un nuovo patto territoriale per il lavoro e i diritti”

In una fase storica segnata da profondi cambiamenti economici, tecnologici e sociali, il Partito Democratico della provincia di Como rilancia con forza la necessità di un nuovo patto territoriale per il lavoro. Un patto che metta al centro le persone, la qualità del lavoro, la formazione, la sicurezza e la responsabilità sociale d’impresa. Lo ha espresso fermamente anche nell’incontro “Oltre il lavoro povero”, tenutosi sabato scorso durante la Festa de l’Unità della Bassa Comasca ad Appiano Gentile, nel quale sono intervenuti sul tema la deputata e responsabile nazionale del PD sul tema del lavoro Cecilia Guerra, la capogruppo PD alla Camera Chiara Braga, Alessandro Genovesi della Cgil nazionale, il presidente del Cna del Lario e della Brianza Pasquale Diodato e la direttrice del Cfp di Como Antonella Colombo.

“Siamo convinti  – dichiara la segretaria del Partito democratico Carla Gaiani – che oggi più che mai c’è bisogno di dialogo, sostegno e consenso fra tutti gli attori del territorio comasco per contrastare da un lato il lavoro nero e povero; dall’altro per promuovere invece il lavoro buono, fatto da imprese che puntano sulla qualità, l’innovazione, la formazione, il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici”.

I dati parlano chiaro. Secondo l’OCSE, dal 2008 in Italia i salari reali sono scesi del 9%, mentre in Germania e Francia sono aumentati rispettivamente del 15% e del 5%. Quasi il 30% degli occupati si trova oggi in condizioni di precarietà, in particolare giovani, donne e laureati. Anche a Como si evidenzia un forte aumento di lavoro povero, precario e frammentato nei settori del turismo, dei servizi e degli appalti.
Nel solo 2024, altre 500 persone hanno lasciato il territorio comasco per andare a lavorare all’estero, a conferma di un fenomeno che ormai assume dimensioni strutturali. A questo si aggiunge l’emergenza sicurezza: oltre 1.000 morti sul lavoro nel 2023 e già 210 vittime nei primi mesi del 2025. La maggior parte di questi incidenti avviene in aziende sotto i 50 dipendenti.

Parallelamente, i dati dell’Area Studi di Mediobanca mostrano che le grandi imprese italiane, tra il 2020 e il 2023 hanno distribuito l’80% degli utili agli azionisti, anziché reinvestirli in produttività, innovazione e occupazione. L’utile netto è cresciuto del 14% e il fatturato del 34% rispetto al 2019.

“In questo contesto – dichiara la responsabile del Dipartimento Impresa e Lavoro del PD comasco, Rosalba Cicero – occorre cambiare rotta trovando soluzioni che valorizzino e sostengano il lavoro buono, la partecipazione, incentivando le imprese a reinvestire gli utili in formazione e valorizzazione del capitale umano, aiutandole e accompagnandole nelle sfide della transizione ecologica e digitale”.

A fronte delle trasformazioni dettate anche dall’intelligenza artificiale, si pone la necessità di ripensare il sistema di relazioni industriali e contrattuali, tutelando i lavoratori in un mondo del lavoro che cambia.
Per iniziare ad affrontare questa complessità, “il Partito Democratico – continuano le dem – se da un lato sostiene l’introduzione del salario minimo, come punto di partenza per far uscire dalla povertà lavorativa più di un milione di persone, dall’altro proponiamo la nascita di una Consulta territoriale del lavoro, uno strumento di confronto e governance tra istituzioni, imprese, sindacati e forze sociali. L’obiettivo è costruire un patto locale per il lavoro, capace di coniugare gli investimenti e crescita con uno sviluppo sostenibile, e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.  In questo quadro, proprio per contrastare la precarietà e rafforzare i giusti diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il Partito Democratico appoggia i referendum promossi dalla CGIL quali strumenti democratici per rimettere al centro il lavoro dignitoso. 

«Non può esserci futuro per il lavoro senza democrazia, senza qualità, senza il rispetto tra le persone – conclude Cicero –. A Como, come nel resto del Paese, vogliamo costruire una prospettiva che coniughi occupazione, impresa, diritti, sostenibilità e giustizia sociale».


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