“Le fragilità delle famiglie e delle imprese, piegate in questo periodo dalle ricadute economiche della pandemia, rappresentano una possibile grossa opportunità per la criminalità organizzata. Come ha evidenziato anche la relazione semestrale della Dia, la Lombardia è la prima regione Italiana per operazioni finanziarie sospette segnalate all’autorità giudiziaria. Al monitoraggio di queste situazioni di sofferenza delle attività deve quindi aggiungersi la necessità di adeguati interventi dello Stato a sostegno di chi è colpito dalla crisi e un’azione intelligente del sistema finanziario” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico e membro della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia, nel giorno in cui Direzione investigativa antimafia ha presentato la propria relazione semestrale in Parlamento.

“Sappiamo purtroppo che a Lombardia è da tempo considerata terra di conquista per le organizzazioni criminali. La nostra produttività, il nostro lavoro e i nostri scambi sono visti come una ricchezza da assaltare per chi vive di estorsioni, usura e riciclaggio. Quindi la lotta alle mafie deve essere combattuta su più fronti, con il massimo coinvolgimento possibile, perché pezzi importanti delle nostre realtà professionali e amministrative stanno rischiando molto. E il nostro futuro dipende dalla salute delle nostre aziende e dei nostri lavoratori – continua Orsenigo che conclude – L’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura ha bisogno del supporto di tutti, soprattutto per prevenire oltre che perseguire.

Lunedì 15 marzo 2021 alle 20.30 in diretta Facebook, il consigliere Orsenigo dialogherà di legalità e lotta alla mafia in tempi di Covid con il professor Nando dalla Chiesa, sociologo, scrittore e Presidente Onorario di Libera.

La diretta sarà visibile sulla pagina Facebook del consigliere (https://www.facebook.com/AngeloOrsenigoRegioneLombardia), dove eventuali domande potranno essere poste nei commenti alla live.

“Buone notizie per il nostro territorio sul fronte dell’elettrificazione della Como-Lecco: Rete Ferroviaria Italiana ha annunciato di essere pronta a portare il progetto dalla condizione attuale di pre-fattibilità a una di fattibilità e successivamente a una forma definitiva. Volontà di esecuzione e fondi per portare avanti la progettazione sono stati assicurati dai referenti di Rfi convocati oggi a Palazzo Pirelli per una seduta congiunta della Commissione speciale “Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome ” e “Territorio e infrastrutture” di Regione Lombardia. L’ingegner Vincenzo Macello, responsabile della direzione investimenti di Rfi, ha annunciato di aver già avviato le interlocuzioni con il proprio soggetto tecnico Italferr per poter avviare i sopralluoghi necessari alle prossime fasi di progettazione” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, segretario della Commissione Italia-Svizzera, su cui iniziativa si è tenuta la seduta congiunta di oggi.

“Ora abbiamo la conferma che la progettazione sta entrando una nuova fase aprendo la possibilità per l’opera di rientrare tra i progetti candidabili per il Recovery Fund. Siamo davanti a un’opportunità unica per il territorio della provincia di Como e delle province limitrofe, in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026 e di un più generale potenziamento della mobilità su ferro, necessaria e urgente nel dopo-pandemia” conclude il consigliere comasco. 

Dello sviluppo futuro dei trasporti sul territorio di Como e provincia si parlerà questa sera alle 20.30 in diretta Facebook sulla pagina del consigliere Orsenigo per la terza serata della rassegna “COstruiaMO il Futuro – per Como lavoriamo insieme, ora”. Saranno ospiti Paola de Micheli, ex Ministro dei Trasporti e deputata del Partito Democratico, Elisabetta Patelli, presidente dei Verdi Lombardia, Christian Rech, ingegnere dei trasporti, e Giulio Sala, presidente di Fiab Como Biciamo. La stampa potrà seguire la diretta a questo link: http://bit.ly/Diretta-Trasporti.

A fronte di una crescita delle infezioni, dovute al diffondersi di varianti più infettive, la Regione Lombardia sta facendo meno tamponi molecolari rispetto al mese di novembre. I dati sono stati raccolti dal gruppo del Pd che ha anche presentato una mozione con cui chiede all’assessora Moratti di riprendere il tracciamento e di farlo con i tamponi molecolari che, rispetto agli antigenici, che sono molto rapidi nel dare un risultato, risultano essere sensibilmente più affidabili anche nel rilevare le nuove varianti. Il calo dei tamponi è contenuto in queste cifre: se in tutto il mese di novembre si sono fatti almeno 248mila tamponi a settimana, con il picco di 305mila tra il 9 e il 15 novembre, nell’ultimo mese ne vengono effettuati tra i 153mila e i 175mila, a cui si aggiungono gli antigenici, intorno a 60mila nelle ultime tre settimane. La somma dei due tipi di tamponi, comunque, rimane sensibilmente inferiore ai numeri di novembre. 

“Dobbiamo lavorare perché la Lombardia vada in zona bianca, come la Val d’Aosta. Questo è un momento delicato, in cui bisogna portare avanti il piano vaccinale presto e bene – spiega il consigliere regionale Angelo Orsenigo – ed è fondamentale fermare il diffondersi delle varianti. Il tracciamento rimane uno strumento imprescindibile, ma bisogna farlo con i tamponi molecolari che, invece, la Regione Lombardia sembra stia, da un mese a questa parte, rimpiazzando in parte con gli antigenici, che hanno una funzione diversa e che spesso non intercettano le varianti, oltre ad essere meno sensibili. Oggi stiamo facendo ogni settimana almeno 100mila tamponi molecolari in meno di novembre ed è un problema. Confidiamo che l’assessore Moratti e tutte le forze politiche colgano la necessità di ripristinare almeno il livello di tracciamento che la Lombardia è stata in grado di dispiegare solo tre mesi fa. Meno tamponi molecolari significa maggior libertà di circolazione per il virus che tutti vogliamo combattere”.

“La Henkel di Lomazzo non deve chiudere. E’ questo il messaggio dell’incontro con i dipendenti dello stabilimento e i sindacati oggi a Palazzo Pirelli” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, promotore e parte attiva dell’incontro tra Regione Lombardia, dipendenti e parti sindacali coinvolti nella vicenda della Henkel di Lomazzo.

“Ho sentito le storie di lavoratori traditi da una multinazionale che ha deciso di chiudere un polo produttivo senza una vera motivazione. Una decisione a cui dobbiamo opporci. ll prossimo passo urgente è convocare i dirigenti tedeschi di Henkel in Commissione Attività Produttive e lavorare ad un soluzione che va trovata a tutti i costi” continua il consigliere.

“Voglio esprimere tutta la mia completa solidarietà per i 150 lavoratori comaschi che vedono il proprio posto a rischio e che, anche domani, saranno impegnati in uno sciopero serrato. Ora la politica deve fare la propria parte in maniera unita, perché nessuno possa anche solo pensare di poter chiudere la Henkel di Lomazzo e stravolgere un’intera comunità come se niente fosse” conclude Orsenigo.

“La chiusura dello stabilimento Henkel di Lomazzo, annunciata oggi dall’azienda e prevista per giugno, è un’eventualità grave che avrà un impatto sociale ed economico disastroso per la nostra provincia. Per questo ho richiesto che l’azienda venga convocata urgentemente in Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia, insieme ai sindacati, per poter aprire un confronto che prima di tutto eviti la chiusura e protegga i 150 lavoratori a rischio licenziamento” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico.

“Davanti a questa emergenza, il compito di Regione Lombardia e il dovere di politica e istituzioni deve essere quello di mediare tra le parti coinvolte nella vicenda. L’epilogo non può e non deve essere il licenziamento dei lavoratori attualmente impiegati in Henkel o negli appalti connessi allo stabilimento. Non possiamo lasciare centinaia di famiglie da sole e in estrema difficoltà, specialmente in un momento di crisi così forte come quello che stiamo passando” conclude il consigliere comasco.

“Il piano vaccinale anti-Covid di Regione Lombardia prevede che sia il cittadino a doversi muovere verso grandi hub vaccinali, spesso lontani, per la propria dose. La realtà è che per una maggiore efficienza e rapidità, le dosi di vaccino dovrebbero raggiungere il cittadino in micro-hub territoriali in grado di servire la popolazione in maniera capillare. La crisi covid ha rivelato tutti i danni della centralizzazione sanitaria. È ora di mettere in pratica le lezioni imparate durante la pandemia e implementare finalmente quella sanità di territorio che è mancata” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico.

“Parlando di territori, i nostri sindaci, durante la prima e seconda ondata, hanno messo in campo delle ottime iniziative per l’esecuzione di tamponi in palestre ed edifici pubblici. Perché non replicare questa esperienza di successo, coinvolgendo le associazioni di volontariato locali per il trasporto delle persone più fragili da vaccinare e usando anche le sedi elettorali, nei weekend in cui non sono frequentate dagli studenti, per somministrare in modo razionale e su chiamata?” continua il consigliere dem, ricordando la proposta  dell’ingegnere Luca Cozzi, coordinatore della Protezione civile di Mozzate e Comuni associati.

“Puntare solo sui grandi poli vaccinali sarebbe un errore, Regione Lombardia costringerebbe le persone a muoversi per decine di chilometri in luoghi in cui gli assembramenti sono molto probabili. Uno sforzo difficile se non pericoloso per i tanti pazienti anziani, target principale della fase 2, o quelli fragili”.

“È un bene che Regione Lombardia abbia trovato l’accordo con le farmacie e i medici di base. Con il loro aiuto verranno fatti grandi passi avanti – conclude Orsenigo, primo a proporre il coinvolgimento dei farmacisti nella campagna anti-Covid – ma per l’inoculazione di massa dobbiamo rendere le vaccinazioni ancora più capillari e a portata di cittadino. Accentrare è un errore che non possiamo permetterci di ripetere”.


“Regione Lombardia si è resa conto dell’importanza del settore fieristico per l’economia lombarda ma per un territorio come quello della nostra regione serve uno sforzo più profondo e risolutivo. Il milione di euro messo a disposizione dal Bando di sostegno alla ripresa del sistema fieristico lombardo 2021 purtroppo, non è sufficiente per favorire la vera ripartenza del comparto” commenta il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, all’indomani della cancellazione degli eventi fisici, diventati virtuali, dell’iniziativa fieristica #Strongertogether che a fine marzo avrebbe raccolto aziende, brand e compratori di diversi segmenti del settore moda.  

“L’auspicio, dopo un 2020 tragico e all’inizio di un 2021 pieno di incertezze, è che Regione Lombardia sia determinata ad ampliare il bacino di risorse a disposizione per gli eventi. Lo stallo del settore fieristico, specialmente nel campo della moda, è un colpo durissimo per le tante aziende lariane che sono fibra costituente di questa filiera. Non dimentichiamo poi l’indotto mancato per tecnici, aziende di catering o service – conclude Orsenigo – Insomma, in gioco c’è il futuro di centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro e il nostro territorio sente già tutto il peso di questa crisi”.


“Regione Lombardia deve dimostrare nei fatti di voler rilanciare l’ospedale di Saronno per il suo valore strategico, per il bene dei cittadini e dei comuni della bassa comasca che fanno riferimento alla struttura. Non possiamo permetterci di perdere una risorsa di questo tipo, smontando così un altro pezzo importante di una sanità che ha già dimostrato tutte le sue criticità. L’assessore Letizia Moratti ha promesso fondi per il rilancio? Bene. Passi dalle promesse ai fatti, ora” dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, in merito all’allarme lanciato dai sindaci comaschi circa le condizioni critiche del polo ospedaliero. 

“Il polo di Saronno infatti è da un anno minacciato da un inesorabile ridimensionamento in termini di reparti e personale che rischia di lasciare il territorio delle province di Milano, Como, Varese e Monza e ben 180 mila cittadini che fanno riferimento alla struttura completamente sguarniti. Questa non è la direzione in cui la sanità lombarda deve andare” continua Orsenigo. 

“Se il Covid ci ha insegnato qualcosa è che occorre investire sulla sanità territoriale, invertire il segno di tendenza su tagli e smembramenti. Dai banchi del Consiglio regionale, abbiamo più volte presentato emendamenti puntuali affinché l’ospedale venisse potenziato anche portando a regime il personale – dice il consigliere Dem, che conclude – Ora la richiesta non viene più dalla sola opposizione ma dai sindaci che amministrano il territorio e ne conoscono alla perfezione i bisogni. Serve un piano per il recupero dell’ospedale ben chiaro e serve subito. Di parole ne sono già state spese abbastanza”.

“I frontalieri italiani provenienti da Lombardia e Piemonte non dovranno essere testati ogni 48 ore come suggerito inizialmente. Bene che il Consiglio Federale abbia cambiato rotta a riguardo: non solo sarebbe stata una vera e propria vessazione ma non sarebbe stato nemmeno risolutivo nella lotta al contagio, come già fatto notare da Ats Insubria” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, segretario della Commissione speciale Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome.

“Ora è urgente trovare strumenti condivisi sui temi sanitari e della pandemia: un passo importante sarebbe istituire un tavolo di confronto all’interno della Regio Insubrica in cui Regione Lombardia e Canton Ticino possano confrontarsi in modo permanente sui protocolli per proteggere i cittadini, italiani e svizzeri. Adottare approcci e contromisure non sincronizzati sarebbe ora controproducente se non pericoloso per il benessere delle nostre comunità”.

“Azioni comuni tra Italia e Svizzera sono auspicabili nella lotta al contagio, ma anche per tutte le questioni che riguardano il territorio, l’economia e le comunità di frontiera della Regio Insubrica. Uniformare regole e protocolli è urgente e necessario” conclude Orsenigo.

Le istituzioni