Le scuole superiori riapriranno in presenza l’11 gennaio. Ma i trasporti sono pronti? Cosa è stato fatto finora?

“Sempre troppo poco – risponde Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd –. Non solo il servizio ferroviario non è stato potenziato, ma addirittura viene ridotto”. Dai pendolari, e in particolare dagli studenti, giungono richieste di intervento: il servizio di trasporto su rotaie è stato fortemente depotenziato. “I posti a sedere diminuiscono in modo grave e drastico per i paesi in provincia di Como e Monza Brianza, che per Trenord e Regione Lombardia sono probabilmente zone di serie B – continua Orsenigo – In queste aree si nota infatti un taglio della metà, nelle fasce orarie di morbida per il servizio regionale, e addirittura di tutto il servizio per tutto il giorno relativamente alla linea S2 da Palazzolo Milanese in su”. 

Questa la fotografia di una realtà che incredibilmente non ha ancora previsto alcun intervento sul fronte del trasporto pubblico su rotaia per far fronte alle disposizioni Covid.

“Sono interventi che avrebbero dovuto essere previsti già da settimane, soprattutto per sostenere il servizio di Trenord che non è certo un fiore all’occhiello. Per questo chiedo che Regione Lombardia smetta di lasciare carta bianca ai tagli operati da Trenord e si imponga per ottenere il ripristino delle condizioni pre Covid”, dice il consigliere Pd. 

La soluzione a tutta questa situazione ingiusta è, infatti, il ripristino dell’orario, e del servizio com’era prima della pandemia: “Tutto ciò non comporta alcuna risorsa aggiuntiva, ma solo la volontà di farlo. In vista della ripresa della didattica in presenza e soprattutto dello scaglionamento degli ingressi e delle uscite, gli studenti torneranno a utilizzare il servizio di trasporto pubblico e lo faranno anche nelle fasce orarie dove il servizio è stato ridotto. Massima attenzione va dedicata alla salute dei nostri ragazzi, che invece vengono di fatto costretti a correre il rischio di assembramento per esercitare un diritto fondamentale come quello allo studio”, riflette Orsenigo. 

Nello specifico, la tratta Erba-Asso vive una situazione paradossale: “Con l’orario di settembre 2020, dalle 7.30 alle 9.30 e dalle 16.15 alle 18.15, i treni sono stati sostituiti dai bus. Questo significa che per l’ingresso e l’uscita dalle scuole, gli studenti dovranno ammassarsi sui bus sostitutivi perché il treno non c’è più. Un grave disservizio, soprattutto se si pensa che quei mezzi, che oggi circolano come bus sostitutivi al posto del treno, potrebbero essere utilizzati per fare corse di rinforzo da e verso quei paesi dove la ferrovia non c’è. È inammissibile giocare con la salute pubblica e gettare al vento le risorse, gravando sulle agenzie del Tpl”, insiste l’esponente dem.

 Inoltre, dagli orari delle corse emerge che i tagli alla linea regionale Milano-Asso, in particolare in fascia pomeridiana, obbligheranno gli studenti ad attese fino a un’ora. Tutto ciò determinerebbe non solo un allungamento del tempo per effettuare pochi chilometri, ma anche più evidenti possibilità di assembramenti in stazione o in altri locali. Forti limitazioni sono previste anche sulla linea di collegamento verso Monza e il milanese, dove sono presenti molti grandi istituti scolastici: gli utenti che prima si ripartivano su due linee, dovranno utilizzarne solo una i cui treni non potranno essere allungati ancora di più, con evidente assembramento.“Ribadisco con forza la richiesta di un intervento di Regione Lombardia perché si imponga a Trenord almeno il ripristino dell’orario e del servizio come era prima del Covid”, conclude Orsenigo.

Il 26 di settembre si avvicina e il rischio che Como venga tagliata a metà da passaggi a livello chiusi per tempi interminabili a causa di un nuovo sistema di sicurezza sarà purtroppo realtà.

Regione Lombardia ha una responsabilità diretta nel caos che andrà a verificarsi e l’Assessore regionale ai trasporti, Claudia Terzi, deve risponderne davanti a tutti i comaschi  la cui quotidianità verrà complicata dalle sbarre abbassate di un passaggio ferroviario. Specialmente dopo il vertice tenutosi ieri a Roma tra Ministero dei Trasporti, Regione, Comune di Como e Ferrovie Nord e l’agenzia per la sicurezza Ferroviaria che si è risolto in un nulla di fatto. Per questo presenterò un’interrogazione ad hoc per fare chiarezza sulla questione. Perché Ferrovie Nord ha comunicato l’insorgere del problema con così poco preavviso? Regione sta davvero intrattenendo un confronto produttivo con Comune, Ferrovie Nord e il Ministero dei Trasporti?

E soprattutto, che strategia e con quali risorse il Pirellone intende adottare per mitigare l’impatto che le chiusure dei passaggi avranno sulla vita di migliaia di comaschi?Orma mancano poco meno di due giorni all’entrata in vigore dei nuovi sistemi di sicurezza responsabili dei ritardi. Almeno Regione si degni di fornire delle possibili soluzioni ai cittadini messi in difficoltà dall’operato proprio e di Ferrovie Nord. E’ il minimo: un atto dovuto nei confronti di una città che rischia di essere messa in ginocchio.

Angelo Orsenigo

Con l’attuale orario di Trenord, chi intende rientrare a Como da Milano dopo le 23.10 semplicemente è condannato a rimanere bloccato in stazione senza alternative. Da nessuna delle tre principali stazioni milanesi, infatti, c’è un treno che permetta di raggiungere Como oltre l’ultima corsa delle 23.09 da Milano Porta Garibaldi. Per chi ritarda l’unica possibilità è tornare in macchina, in taxi o attendere la mattina successiva con evidenti disagi e dispendio economico.

Questa situazione sconveniente si aggiunge alle numerose denunce mosse nei confronti di Trenord da diversi comitati di pendolari ed è il risultato di un orario “monco” e inadatto alle esigenze degli utenti. Sempre da Porta Garibaldi, infatti, mancano il 22.09 e il 22.39, rispetto all’orario pre-Covid. C’è inoltre un considerevole “buco” tra il treno delle 21.39 e l’ultimo convoglio delle 23.09. Da Milano Cadorna, poi, l’unico modo per rientrare a Como è prendere un treno per Saronno e un bus fino a Como entro e non oltre le 22.57. Da Milano Centrale l’ultima chance serale è invece il treno delle 21.43, soglia dopo la quale si rimane a un binario vuoto.

Chiaramente questa è una pessima sorpresa per i pendolari che rientrano dopo una lunga giornata di lavoro. Ma ancora più paradossale è lasciare i turisti e visitatori in balia di un servizio a singhiozzi, con evidenti buchi temporali. Un turista che atterra tardi in aeroporto e intende raggiungere Como, cosa dovrebbe fare per non rimanere bloccato a Milano?Siamo davanti a una duplice questione. Un servizio di trasporto efficiente è una bene per i cittadini, studenti e lavoratori ma è anche una risorsa per il territorio e la sua economia quando agevola e migliora i flussi turistici, Viste le mancanze e i “buchi” serali nell’orari, ci chiediamo: Regione e Trenord dove siete?

Angelo Orsenigo

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