“Con un voto unanime il Partito Democratico di Como ha indicato Barbara Minghetti come candidata alla carica di sindaco di Como. Sempre in modo unanime sono stati indicati alcuni contenuti programmatici di base su cui costruire un progetto condiviso, per noi fondamentali da mettere a disposizione di Como. Il Partito Democratico ha dato un segnale di chiarezza alla città e si propone unito e coeso per rilanciare Como dopo l’ingloriosa stagione amministrativa della giunta Landriscina. Ora è il momento del confronto con tutte le forze dell’area progressista comasca, con chi vuole vedere un cambiamento vero dopo anni di vuoto, e in generale con tutta la città. Da qui inizia la costruzione di una nuova Como” dichiarano il segretario provinciale del Partito Democratico, Federico Broggi, e il segretario cittadino del PD, Tommaso Legnani, commentando l’esito dell’assemblea cittadina tenutasi ieri, 14 dicembre 2021.

“È innegabile: la candidatura di una donna alla guida della città ci mette davanti a una svolta storica. Sulla figura di Barbara Minghetti si è registrato un consenso forte all’interno delle segreterie e il voto unanime dell’assemblea cittadina che ne hanno valutato positivamente la capacità di allargare il campo tradizionale del centrosinistra, la riconosciuta leadership grazie al lavoro svolto in ambito culturale e le battaglie sui temi dell’inclusione sociale e per il sostegno agli ultimi – continuano i segretari – Non si sceglie un candidato solo per le possibilità di vittoria ma anche per la capacità di portare avanti un percorso politico e un programma. Programma che per il Pd non può prescindere da una serie di punti fermi per la ripartenza di Como a partire dall’attenzione prioritaria alle tematiche sociali specie dopo la crisi pandemica. Serve impegno sullo sviluppo infrastrutturale sostenibile iniziando dal secondo lotto della tangenziale di Como che va sbloccato con un dialogo costante e costruttivo con Regione Lombardia e con il Governo centrale. Bisogna puntare sulla viabilità alternativa che riduca la morsa del traffico sul capoluogo. Servono investimenti sullo sport, sulla rigenerazione urbana, sulla costruzione di un’offerta turistica nuova che porti benessere vero sul territorio. Como deve poi tornare ad essere un punto di riferimento per gli altri comuni della provincia e riprendere il dialogo interrotto con la Città metropolitana di Milano. I temi aperti sono tanti e urgenti. Il lavoro per ricostruire Como inizia ora, con il confronto con i nostri alleati e il resto della coalizione”.

“Il sindaco Landriscina liquida la totale impreparazione della sua giunta ad affrontare la sfida del Pnrr spiegando di aver trovato “i cassetti vuoti” di progetti da finanziare. Vuoti forse come vuota di visione e pianificazione è stata la sua amministrazione? A ben vedere i progetti lasciati in eredità dalla giunta Lucini però c’erano. Ed erano pure stati finanziati. Peccato siano stati affossati sistematicamente da chi ha governato Como fino ad ora. In primis ricordiamo il palazzetto dello sport e la dorsale dei Pellegrini. Mascherare l’incapacità amministrativa dando la colpa ai predecessori è un trucco vecchio, senza coraggio. Doveva essere compito di Landriscina riempire quei cassetti. Invece ci troviamo oltre tempo massimo, con il rischio di perdere il treno del Pnrr. Se davvero volessero fare qualcosa per Como, istituiscano subito un ufficio dedicato alla progettazione in vista delle scadenze del Piano. In ogni caso ne istituiremo uno noi, quando il voto porrà fine a questa triste stagione politica” dichiara Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico, commentando l’intervento del sindaco Landriscina durante l’ultima seduta di consiglio comunale.

“Aria di campagna elettorale e anche la maggioranza si scorda di essere maggioranza. Succede a Como: Fratelli d’Italia tenta di ridisegnare (a parole e promesse) via Borgovico vecchia come se non fossero mai stati seduti tra i banchi della maggioranza a Palazzo Cernezzi per gli scorsi cinque anni. Ma aldilà dell’amnesia che possiamo trovare esilarante sul piano politico, la questione sollevata dall’associazione BorgovicoStreet è troppo importante per essere liquidata in un preludio di campagna elettorale.

Borgovico può, e deve, diventare polo culturale e ricreativo della Convalle Comasca. Ma per questo serve che diventi una strada di quartiere con una zona 30, servono arredi e verde e serve che sia aperta a pedoni e bici. Altrimenti sono parole buttate al vento. Serve un progetto che incardini la riqualificazione di via Borgovico con quella delle zona Stadio e con i giardini a Lago, da un lato, e con la riqualificazione della zona vicina alla stazione FS dall’altro, rendendo Borgovico la naturale e prestigiosa via di collegamento tra le due aree. Per questo è importante una progettualità e per questo siamo assolutamente disponibili già ora a sederci ad un tavolo con le associazioni e i residenti che animano il quartiere, non per fare promesse pre-elettorali ma per discutere insieme di un piano duraturo di sviluppo” dichiarano Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd di Como, e Matteo Introzzi, segretario del Circolo Pd Como Convalle.

“Vedere la giunta Landriscina perdere un altro pezzo è l’ennesimo segnale imbarazzante che la maggioranza a Como è arrivata alla fine della corsa e che il sindaco è incapace di comunicare con i suoi assessori, figuriamoci gestire la squadra per il bene di Como” dichiarano Stefano Fanetti, capogruppo Pd in Comune e Tommaso Legnani, segretario cittadino Dem di Como.

“Non è solo un “tutti contro tutti” tra amministratori trattati come se fossero di serie A e serie B. È anche un “liberi tutti” per mancanza di leadership. Le dimissioni dell’assessore Galli rendono solo più evidente queste dinamiche, oltre al finto civismo dell’amministrazione Landriscina visto che pressoché tutti gli assessori estranei ai partiti di centrodestra hanno deciso di andarsene. È inammissibile però che a farne le spese siano solo e soltanto i cittadini che, ricordiamo, da più di due anni non possono utilizzare la piscina di Muggiò o il palazzetto dello sport, o non si sono visti restituire l’area della Ticosa, vista la bonifica non completa. Quattro anni buttati e il quinto pronto a produrre il solito nulla, viste le defezioni cariche di veleni personali”.

“L’unico spiraglio? Le elezioni si avvicinano. Il Partito Democratico sta lavorando a tutto tondo con forze civiche e politiche per offrire un’alternativa per ricostruire Como dalle fondamenta, dopo che chi siede a Palazzo Cernezzi ha azzerato le prospettive dei comaschi. La città merita di meglio: competenze solide e direzione, tanto per iniziare a fare la differenza” concludono i due esponenti.


“La strana saga dell’infopoint ahinoi continua. Dopo aver annunciato lo spostamento nella sua sede originale voluta dalla giunta Lucini, e aver ritrattato in seguito, l’assessore Cioffi ha nuovamente annunciato che l’infopoint tornerà sotto al Broletto. In pochi mesi la struttura, almeno nei piani del Comune di Como, si è spostata tre volte” dichiarano Patrizia Lissi, consigliere comunale del Partito Democratico, e Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico.

“Per quanto lo strano valzer di intenzioni sull’infopoint faccia sorridere è il caso di ricordare che spostandolo alla sfortunatissima location in via Albertolli, è stato demolito un ottimo servizio ai visitatori e ai turisti, in una posizione non solo scomoda ma anche costosa per le tasche dei contribuenti visto l’affitto per i locali”.

“Bene quindi il ritorno alle origini. Ma sono quasi quattro anni che paghiamo l’ affitto per un infopoint brutto, posizionato in una zona assurda e che è stato un totale fallimento per un calo delle presenze significativo. Il vero, splendido e unico infopoint del Broletto è stato abbandonato in uno stato di degrado. Siamo alle solite: si fa, si disfa, si fa retromarcia, si ricomincia daccapo e i comaschi pagano” concludono Lissi e Legnani.

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