di Chiara Braga e Nicola Oddati via Immagina.eu

“Ha vinto una squadra, una comunità, la passione. Non si vince da soli, sempre insieme”. Questa parole del nostro Segretario Nicola Zingaretti sintetizzano meglio di ogni altre il risultato delle elezioni del 20 e 21 settembre. A qualche ora di distanza dal consolidamento dei dati possiamo provare a guardare a quello che abbiamo alle spalle e soprattutto a quello che abbiamo dinnanzi a noi. Contro le peggiori previsioni e le caricature di molti osservatori il PD ha incassato un’affermazione importante in queste elezioni, grazie alla compattezza e all’orgoglio di una comunità che ha combattuto in queste settimane come non faceva da tempo, con tenacia, passione e unità. 

Le belle vittorie in Toscana, Puglia e Campania ci dicono questo. E anche le sconfitte nelle altre Regioni, dove il PD è stato sempre protagonista con la forza e la generosità dei suoi candidati e delle sue candidate. In tante città si sono già affermati o sono stati riconfermati Sindaci capaci; in moltissime realtà il PD è competitivo nei prossimi ballottaggi, riuscendo a riaprire partite che qualcuno voleva date per perse in partenza. Non nascondiamo la delusione delle sconfitte e il rammarico di non essere riusciti a costruire con le forze che già condividono con noi l’esperienza del Governo nazionale alleanze più larghe, che avrebbero potuto scrivere un finale diverso e vincente.

In tutte le competizioni però il Partito Democratico è stato centrale e determinante nel costruire l’alternativa alle destre. Altro che subalternità o spirito rinunciatario; in tutte i contesti il PD ha messo in campo serietà e lealtà, anteponendo sempre al proprio interesse particolare l’obiettivo di costruire la proposta più forte e credibile per battere le destre.

Quanti pensavano di costruire la propria affermazione sulle divisioni e sui distinguo è stato smentito dalle urne, così come chi come scommetteva sul trionfo incontrastato della destra a trazione leghista.  

Ma nulla di tutto questo è accaduto per caso. In questi mesi, di fronte alla prova durissima dettata dall’epidemia e della sue enormi ricadute economiche e sociali, il Partito Democratico ha scelto con nettezza da che parte stare: dalla parte delle persone (non a caso era questo lo slogan delle nostra campagna elettorale) per aiutarle a fronteggiare le difficoltà e a rialzarsi dalla crisi, con gli interventi economici e le misure di protezione che hanno caratterizzato i provvedimenti di questi mesi; dalla parte dell’Europa che siamo riusciti a cambiare, grazie all’azione del nostro Governo e dei nostri rappresentanti a Bruxelles, nella direzione della solidarietà e di una nuova stagione di crescita sostenibile e inclusiva. I cittadini hanno riconosciuto e premiato la serietà e la determinazione del PD, contrapposta a una destra sovranista che ha visto sgretolare la propria retorica antieuropeista di fronte al passaggio storico raggiunto a luglio 2020 con l’approvazione del programma Next Generation EU.   

Il risultato di questa tornata amministrativa acquisisce quindi un forte valore politico, perché consegna al Partito Democratico una centralità e una responsabilità ancora più significative. La sfida dell’utilizzo efficace delle risorse imponenti che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund e gli altri canali di finanziamento europeo è la nostra prima ossessione. Non si tratta solo di affrontare i problemi generati dall’emergenza sanitaria, bensì di aggredire debolezze e ritardi strutturali del nostro Paese.

Digitalizzazione, rivoluzione verde, infrastrutture, istruzione, formazione, equità sociale, di genere e territoriale, salute sono le missioni da perseguire per rilanciare la crescita su basi radicalmente nuove e ridurre le disuguaglianze. Dobbiamo essere all’altezza di questo passaggio e presentare nei tempi dovuti all’Europa un Piano che sia frutto di un patto con le forze economiche, del lavoro e della società e che si deve accompagnare a riforme importanti, quella del fisco, del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia.

Dobbiamo imparare dal passato recente e attivare tutti gli strumenti disponibili, a partire da MES, per rafforzare la nostra sanità pubblica, bene comune per eccellenza di cui l’intero Paese ha riscoperto l’inestimabile valore. Portare a compimento l’impegno a riscrivere le norme che governano il fenomeno dell’immigrazione, modificando subito i decreti sicurezza che hanno prodotto già troppi danni. Avviare una stagione finalmente possibile di riforme istituzionali; con questo spirito e forti delle nostre proposte abbiamo contribuito alla consultazione referendaria per la riduzione del numero dei parlamentari e abbiamo lavorato perché riprendesse l’iter parlamentare dei provvedimenti necessari a dare organicità al funzionamento delle istituzioni.

Sono questi i fronti su cui il Partito Democratico intende investire tutto il capitale politico che è emerso da questo importante passaggio elettorale; anche nel rapporto con il nostro Governo che è ora nelle condizioni di agire con più efficacia e decisione, in quadro oggettivamente più stabile. Non ci interessano il chiacchiericcio inutile e le ricostruzioni di manovre di potere che qualcuno pensa ancora di poter alimentare. Per il Partito Democratico esistono i destini delle ragazze e dei ragazzi di domani, i diritti delle persone a costruire un presente più giusto, le necessità delle imprese e dei lavoratori che ogni giorno aiutano l’Italia a rialzarsi da questa terribile crisi.   

Anche per questo combatteremo, ancora una volta, nei prossimi giorni, nelle città che sono impegnate nella sfida dei ballottaggi, chiedendo a tutta la comunità delle democratiche e dei democratici di sentirsi parte d questa battaglia: per costruire, a partire dei territori, un altro pezzo di futuro.  

“Dobbiamo continuare a sostenere i bar e ristoranti della nostra città che stanno ancora risentendo del durissimo colpo inferto dal lockdown: il Comune di Como provveda ad estendere l’esenzione della tassa di occupazione di suolo pubblico oltre il 31 ottobre e pensi a una proroga anche per il 2021” così dichiara Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico di Como. 

“Nel Decreto agosto è già prevista una proroga dell’esenzione Tosap fino al 31 dicembre, Il Comune di Como oltre a recepire la proroga, come fatto dal sindaco di Milano, Beppe Sala, dovrebbe pensare a sgravare gli esercenti dalla tassa anche nel 2021. Inoltre, visto che andiamo verso la stagione fredda, si pensi anche a uno snellimento delle procedure per il rilascio dei permessi per la posa di “funghi” per il riscaldamento esterno”.

“Permettere l’utilizzo di spazi all’aperto non solo sostiene chi tra i proprietari di bar e ristoranti ha visto il proprio volume d’affari ridursi drasticamente, mettendo a rischio anche il tessuto economico comasco e la stabilità dei bilanci di famiglie dei lavoratori. L’uso gratuito dello spazio pubblico permette anche il distanziamento sociale e, in definitiva, tutela la sicurezza e la salute della cittadinanza” conclude Legnani.

Il 26 di settembre si avvicina e il rischio che Como venga tagliata a metà da passaggi a livello chiusi per tempi interminabili a causa di un nuovo sistema di sicurezza sarà purtroppo realtà.

Regione Lombardia ha una responsabilità diretta nel caos che andrà a verificarsi e l’Assessore regionale ai trasporti, Claudia Terzi, deve risponderne davanti a tutti i comaschi  la cui quotidianità verrà complicata dalle sbarre abbassate di un passaggio ferroviario. Specialmente dopo il vertice tenutosi ieri a Roma tra Ministero dei Trasporti, Regione, Comune di Como e Ferrovie Nord e l’agenzia per la sicurezza Ferroviaria che si è risolto in un nulla di fatto. Per questo presenterò un’interrogazione ad hoc per fare chiarezza sulla questione. Perché Ferrovie Nord ha comunicato l’insorgere del problema con così poco preavviso? Regione sta davvero intrattenendo un confronto produttivo con Comune, Ferrovie Nord e il Ministero dei Trasporti?

E soprattutto, che strategia e con quali risorse il Pirellone intende adottare per mitigare l’impatto che le chiusure dei passaggi avranno sulla vita di migliaia di comaschi?Orma mancano poco meno di due giorni all’entrata in vigore dei nuovi sistemi di sicurezza responsabili dei ritardi. Almeno Regione si degni di fornire delle possibili soluzioni ai cittadini messi in difficoltà dall’operato proprio e di Ferrovie Nord. E’ il minimo: un atto dovuto nei confronti di una città che rischia di essere messa in ginocchio.

Angelo Orsenigo

Oltre ad appiccare roghi per bruciarli esiste un’altra pratica illecita altrettanto subdola e odiosa per far scomparire nel nulla quei particolari rifiuti che, per varie ragioni, la prima di natura economica, non si vogliono immettere nel ciclo regolare dello smaltimento, quella dell’interramento.

E proprio di interramento si deve parlare per quanto scoperto nella città di #Cantù, in provincia di Como, dove qualche giorno fa le forze dell’ordine locali insieme ai tecnici dell’Arpa, sulla base di un’indagine già avviata lo scorso febbraio dalla Procura di Como, hanno proceduto a dissotterrare in un’area privata grande quanto due campi da calcio a due metri di profondità una significativa quantità di “rifiuti speciali”: autobloccanti, materiale ferroso, polistirolo, blocchi di catrame, pezzi di pluviali in plastica, blocchi di calcestruzzo, vetro, materiale di risulta edilizia e sei taniche contenenti un liquido scuro, schiumoso e oleoso.Certamente andrà analizzata meglio la natura delle sostanze e dei materiali ritrovati, tuttavia resta lo sdegno per il gesto illegale compiuto ai danni dell’ambiente che ci circonda e protegge.

Una città che distrugge e contamina il proprio suolo, il proprio ambiente distrugge sé stessa e i propri abitanti. Un ringraziamento sentito va alle forze dell’ordine grazie all’impegno delle quali si è riusciti a fare luce su questa desolante vicenda ambientale.

Chiara Braga

di Silvia Roggiani su Immagina.eu
La Regione Lombardia spostato 30 milioni dalle risorse pubbliche ai fondi immobiliari: oneri in gran parte utilizzati dall’amministrazione comunale per investimenti nei quartieri periferici della città.

La legge regionale favorisce nuovo cemento e ulteriore consumo di suolo, in barba al Pgt approvato dal Comune di Milano e anche alle nuove regole che impongono di rimuovere gli stabili abbandonati. Infatti, mentre il Comune – se hai lasciato un immobile abbandonato – ti obbliga a recuperarlo o demolirlo entro 18 mesi, adesso se lo hai abbandonato da più di 5 anni Regione ti regala addirittura un 20% di volumetrie.

Ma, purtroppo, questa legge ha effetti negativi anche in tanti comuni della Città metropolitana, favorendo una deregulation dove gli investimenti e l’attenzione alle regole è particolarmente necessaria per garantire uno sviluppo di qualità, e non di quantità, nell’interesse dei cittadini.

Insomma, è chiaro come di fondo ci sia una concezione opposta dello sviluppo del territorio. Per l’amministrazione comunale da gestire tenendo conto delle sue diverse specificità ed esigenze, valorizzando il verde e l’edilizia convenzionata, per chi governa la Lombardia facendo prevalere il principio del “pagare meno ed edificare di più”.
Ha assolutamente ragione l’assessore Pierfrancesco Maran: questa Regione è guidata da persone senza idee, visione e capacità di andare oltre piccole furbizie economiche.
Destra e Lega al governo della Lombardia continuano a fare danni al territorio e ai cittadini, minacciandone qualità della vita e salute.

Mentre il PD e l’amministrazione comunale lavorano per portare avanti uno sviluppo sostenibile che ha a cuore il futuro, invece, Regione va nella direzione opposta e contraria, perfino dei lombardi.

I cinque dipendenti a rischio licenziamento che sono attualmente impiegati da Consorzio Stabile GAS come personale del Ferrotel di Chiasso siano integrati nell’organico di Ferservizi o altre società del gruppo Ferrovie dello Stato.

Il loro esubero, comunicato negli scorsi giorni, è contrario al blocco del licenziamenti previsto dal Governo con il Decreto Rilancio dello scorso marzo e la proroga arrivata lo scorso agosto. In questo momento di crisi, è imperativo aiutare quanti più lavoratrici e lavoratori possibile a scampare a disoccupazione e incertezza economica. Per questo tengo ad esprimere la mia solidarietà e supporto per il personale Ferrotel e per Cisl dei Laghi che si sta battendo perché i diritti non vengano calpestati. Parliamo di persone con esperienza di camerieri ai piani e addetti alle pulizie: percorsi professionali che certamente possono costituire una risorsa per Ferrovie dello Stato.

E’ quindi possibile che Ferservizi, la cui responsabilità nella vicenda è chiara vista la decisione di chiudere la struttura di Chiasso, non sia in grado di integrare cinque lavoratori dal futuro minacciato e dall’esperienza certamente utile? La risposta è semplice: si faccia il possibile per trovare un accordo e tutelare chi chiede semplicemente di poter continuare a lavorare.

Angelo Orsenigo

Con l’attuale orario di Trenord, chi intende rientrare a Como da Milano dopo le 23.10 semplicemente è condannato a rimanere bloccato in stazione senza alternative. Da nessuna delle tre principali stazioni milanesi, infatti, c’è un treno che permetta di raggiungere Como oltre l’ultima corsa delle 23.09 da Milano Porta Garibaldi. Per chi ritarda l’unica possibilità è tornare in macchina, in taxi o attendere la mattina successiva con evidenti disagi e dispendio economico.

Questa situazione sconveniente si aggiunge alle numerose denunce mosse nei confronti di Trenord da diversi comitati di pendolari ed è il risultato di un orario “monco” e inadatto alle esigenze degli utenti. Sempre da Porta Garibaldi, infatti, mancano il 22.09 e il 22.39, rispetto all’orario pre-Covid. C’è inoltre un considerevole “buco” tra il treno delle 21.39 e l’ultimo convoglio delle 23.09. Da Milano Cadorna, poi, l’unico modo per rientrare a Como è prendere un treno per Saronno e un bus fino a Como entro e non oltre le 22.57. Da Milano Centrale l’ultima chance serale è invece il treno delle 21.43, soglia dopo la quale si rimane a un binario vuoto.

Chiaramente questa è una pessima sorpresa per i pendolari che rientrano dopo una lunga giornata di lavoro. Ma ancora più paradossale è lasciare i turisti e visitatori in balia di un servizio a singhiozzi, con evidenti buchi temporali. Un turista che atterra tardi in aeroporto e intende raggiungere Como, cosa dovrebbe fare per non rimanere bloccato a Milano?Siamo davanti a una duplice questione. Un servizio di trasporto efficiente è una bene per i cittadini, studenti e lavoratori ma è anche una risorsa per il territorio e la sua economia quando agevola e migliora i flussi turistici, Viste le mancanze e i “buchi” serali nell’orari, ci chiediamo: Regione e Trenord dove siete?

Angelo Orsenigo

Sono orgogliosa dei risultati ottenuti dal Partito Democratico, che si afferma oggi come primo partito. Grazie a Nicola Zingaretti e a tutti i candidati e le candidate che hanno combattutto in queste elezioni con tenacia, passione, unità. Dall’esito del Referendum e dalle elezioni Regionali però nessun trionfalismo; al contrario la spinta per continuare con più convinzione la strada la spinta per continuare più forti la strada delle riforme e del Governo.

Chi ci rappresentava come marginali o “subalterni”, chi ha scommesso sulla sconfitta del segretario Zingaretti e del PD e sul trionfo di Salvini, chi ha pensato di poter costruire la propria affermazione sulle divisioni e sui distinguo è stato smentito.

Ha vinto una squadra, una comunità, la passione. Non si vince da soli, sempre insieme. Odio l’io, amo il noi”. Ha ragione Nicola Zingaretti: in questa difficile tornata amministrativa le belle vittorie in ToscanaPuglia e Campania ci dicono questo. E anche le sconfitte nelle altre Regioni, dove il PD è stato protagonista con la forza e la generosità dei suoi candidati e delle sue candidate.

Avanti per cambiare l’Italia!

Chiara Braga

Un vuoto enorme è quello che lascia Emilio Russo, politico vero e appassionato, pensatore fine della sinistra comasca e non solo. Capace di analisi ragionate e profonde è stato sempre capace di dare stimolo al ragionamento collettivo e non è mai caduto in pensieri banali e scontati.

Tutti noi ricorderemo il caro Emilio come persona sinceramente coinvolta nella ricerca del bene comune e dell’interesse della collettività. Il suo impegno, la sua dedizione e la sua visione resteranno come una luce e un esempio da seguire. Tutto ciò mancherà molto alla scena politica, come mancherà la sua cultura profonda che metteva a disposizione del prossimo. Ti diciamo “Ciao Emilio” e ci stringiamo alla tua famiglia.

Partito Democratico Federazione provinciale di Como

Le istituzioni